17:45 Dopo
molti giorni di brutto tempo (tempesta, vento forte, nuvole e foschia)
il sole spunta timido fra le nuvole e riscalda la cittadina quiete che
sarà per l'ennesima volta teatro di un'avvenimento nefasto che porterà
nuove riflessioni alla condotta morale da tenere in pubblico. Il corteo
religioso parte dalla facciata frontale della Cattedrale uscendo dalle
porte principali che sono state spalancate per l'occasione. I monaci
bianchi sono un gruppo religioso che servono direttamente il Cardinale
Fellyn per motivi sconosciuti al pubblico, si mostrano molto simili fra
loro dall'identità anonima, una cappa nera con un cappuccio a coprire il
volto e sotto un saio bianco che raggiunge le ginocchia, i calzari sono
antichi e aperti e le gambe come le braccia sono completamente lacerate
da ferite multiple di ogni tipo incassando sofferenze di ogni genere.
Sono rinnomati per infliggersi delle punizioni corporali ed espiare in
questo modo i vari peccati che potrebbero commettere a patto che lo
facciano. Disposti a fila per due al centro c'è un carretto trascinato
da un'asino e sopra c'è con i polsi legati Candice con i capelli sciolti
arruffati e un vestito bianco macchiato in più punti di sangue
rappreso, sopratutto sulla parte del pube dove il sangue copioso è
uscito ed ha imbratato la vesti. Sguardo vuoto e spaventato, trema
visibilmente ed è disposta a gambe larghe a causa del dolore subito che
ancora attanaglia le sue carni, la voce muore in gola come la sua
volontà inghinocchiata dal dolore, stessa sorte che tocca al suo
compagno al suo fianco nello stesso stato eccetto per la chiazza di
sangue che non ce l'ha sui genitali ma sulla schiena.
17:45 La
popolazione si è riunita in piazza dove al centro è disposto un rogo e
la gogna per la pubblica punizione, si è riunita un pò per curiosità, un
pò per simpatia per il Cardinale, un pò per sadismo personale, un pò
per trovare nuovi pettegolezzi, altri per spaventarsi a morte e rendersi
conto cosa potrebbe succedere se tentassero di andare contro al
Cardinale.
18:01 Candice [carretto]
Una bella giornata per un evento come questo, sì. Sicuramente non un
evento mondano. E' sopra un carretto trascinato da un asinello. E' con i
polsi legati. Le fanno male. Ma non è nulla in confronto al resto.
Tremano le dita, in modo vistoso, quasi convulso mentre respinge in un
gesto solo apparentemente fatuo le scure ciocche che vanno a toccarle la
pelle del volto. Da esso le scaccia quasi potesse cancellare ciò che è e
ciò che ha visto e vissuto semplicemente respingendone la prova ai suoi
occhi più vistosa. Pulsa il dolore. Come può pulsare quello di Hank. E
quello dei Monaci Bianchi forse. Ma probabilmente loro sono abituati a
questa vita di flagellazione continua. Si dice che, assumento un po' di
veleno per volta, ogni giorno, se ne resta immuni. C'è tanta gente. E,
agli occhioni verdi, nella piazza, si apre una scena raccapricciante per
lei. Un rogo. E la gogna. Tutto questo non le da alcun genere di
rassicurazione per l'animo scosso. Non parla. Non può. E' terribilmente
spaventata. Solo un respiro la smuove, lo sbattere delle ciglia. I polsi
legati le permettono comunque di muovere le braccia, di toccare con le
dita quel vestito bianco. I polpastrelli scorrono su quel tessuto
macchiato di sangue che zuppo facilmente aderisce alla pelle. Nessuna
parola sembra voler uscire dalle labbra, che rimangono serrate come uno
scrigno che contiene segreti privati. Le gambe non sono chiuse per
nessun tipo di pudicizia. C'è sangue. Ancora una volta. Il dolore le
attenaglia le viscere. Ma non è solo un dolore fisico. E' qualcosa di
mentale. Un martellio incessante. Peggio di una forte emicrania.
Probabilmente non ha dormito. Il suo viso ha l’espressione stanca.
Occhiaie. E lacrime rapprese, seccate su guance ornate da lentiggini. E'
pallida, spaventata, come se abbia visto la morte in faccia. Chissà
cos'è che ha visto realmente poi. Cosa ha provato. E' un concetto
assurdo da spiegare, come una Follia. La follia non si può mai spiegare.18:01Sophia usa [Semplice Meriggio] : Il cuore in gola mentre affronta la piazza fra la gente . Rimane defilata al centro di essa dove è eretta la gogna. Ma non poteva non esserci. Per lei, per la sua amica. Si stringe con le braccia alla vita per proteggersi, come se il freddo che sente la penetrasse ben oltre il tessuto caldo del vestito.Le voci, i mormorii, sono solo un qualcosa di fastidioso a lei che invece sussurra continuamente parole in quel momento.<proteggila, rendila forte.Ha peccato contro te, contro te solo,ha fatto ciò ch'è male agli occhi tuoi. Perciò sei giusto quando parli,e irreprensibile quando giudichi. Tu desideri che la verità risieda nell'intimo:insegna dunque la sapienza nel segreto del cuore.>guarda la gente che mormora cercando con gli occhi di ritrovare l'amica <Purificala con issopo, e sarà pura; lavala, e sarà più bianca della neve> ripete da minuti quel salmo e ora, ad un tratto, la vede < oh mamma..> la destra d'istinto va a posarsi sulla bocca a coprire l'urlo che la richiamerebbe. L'angoscia traspare nei suoi occhi palesandosi repentina, come il terrore a vedere chi la sta accompagnando < proteggila. Proteggi Candice..tu che puoi tutto..sii forte amica mia..>
18:05Grace usa [Casto Nero] : La bambolina sbuca fuori dai vicoli, passaggio obbligatorio tra l'altro per accedere alla piazza cittadina. Indossa un lungo vestito nero con gonna che quasi sfiora l'asfalto per la lunghezza e maniche lunghe fino ai polsi, così come il colletto alto, ad occulatare il collo. I lunghissimi capelli neri sono tirati su e nascosti compostamente da una cuffia in tinta con l'abito. La carnagione candida si trova così ad essere palesemente in antitesi con il vestiario ed i capelli. E' minuta nel suo metro e sessanta, graziosa nel suo insieme. Notando già la folla e il carretto sulla quale nota un uomo con la schiena insanguinata che la fa inorridire e sposta gli occhioni verdi per poter vedere Candice con quel grumo di sangue all'altezza del pube che le fa venire un colpo al cuore. Pare non regga alla vista dei due corpi mal ridotti e dei monaci bianchi e si sorregge un attimo con una manina contro il muro, quasi necessitasse di forza. Al collo porta le due collane con il ciondolo del fuoco, simbolo della sua casa e con il crocefisso di lana nero. Una manina piccola, candida e delicata si va a poggiare istintivamente sul petto alla ricerca del crocefisso. Socchiude gli occhi e a loro dedica una muta preghiera. No, pare che al momento non ce la faccia a guardare. Se ne sta lì appoggiata al muro che la regge. Evidentemente Grace fa parte di quelle persone che vanno lì per spaventarsi a morte.. Dolore.. Immenso.. Le forze sembrano abbandonarla. Immagini.. Flash che le passano nella mente.
18:14Richard usa [Abito Cardinalizio Pregiato] : Elegantissimo il Cardinale nel suo abito di seta nero che slancia la sua figura che si prepara ad accogliere il pubblico, ostenta quei bottoni in oro con delle gemme incastonate che non è dato sapere se siano o no pietre preziose, cammina fuori dalla fila affianco ai suoi monaci rispettando l'etichetta da corteo e quelle vesti sembrano respirare ad ogni passo compiuto che li fa raggiungere verso il centro districandosi fra la folla che si apre al loro passaggio. Espressione fiera e severa su quei lineamenti affilati, gli occhi celesti che vagano arroganti sulle persone che senza dubbio lo stanno osservando e blaterando fra di loro ma in lui nessun interesse in questo, nasconde la superbia in quell'atteggiamento di falsa modestia con il mento sollevato all'insu nemmeno fosse un'imperatore romano che sfila nel centro durante la parata trionfale. Nessuna parola viene pronunciato durante il tragitto, le labbra sono morbidamente chiuse fra di loro nonostante siano dritte ma dagli occhi vivaci par essere di ottimo umore. Finalmente giungono in piazza e si ferma da una parte ma non troppo vicino alla folla rimanendo ben distante a non immischiarsi fra quelle persone che li guarda con il disprezzo di chi è consapevole che sono tutti peccatori eretici e non vuole farsi sporcare dal loro sudiciume spirituale.
18:27 Le
redini dell'asino sono in mano ad un monaco che prosegue a piedi, le
tira per far capire all'animale di potersi fermare, altri due monaci
salgono sul carretto per slegare la corda che teneva fermo i due
imputati sulla sponda della struttura in legno e prenderli in mano per
tirarli e farli capire che dovranno scendere. Momentaneamente, Hank e
Candice vengono divisi per fare un giro per l'area della piazza ed
essere visti da tutti. Ci sono anche i bambini ad assistere in prima
fila ad un evento che tengono dei pomodori in mano e iniziano a
lanciarli prima verso Hank e poi verso a Candice, ignari di ciò che sta
accadendo in realtà e prendendo l'evento come un gioco. Entrambi
raggiungono rogo e gogna. Il carretto con l'asino vengono portati via
per non ostruire la visuale, Hank tremante viene legato al palo e ai
suoi piedi scalzi ci sono i legni disposti per la bruciatura, un monaco
si premura di accendere una torcia con il fuoco e da quei movimenti non
traspare la ben che minima incertezza. Dall'altra Candice viene piegata e
issata sulla gogna in una posizione scomodissima che viene chiusa sopra
al collo e i polsi già terribilmente doloranti, non viene messo un
lucchetto ma anche dimenandosi non riuscirà a liberarsi dalla gogna se
qualcuno non l'aiuta a farlo. La folla è divisa da pareri contrastanti,
chi è d'accordo, chi rimane in silenzio, chi lo rifiuta ma non lo dice,
chi pregano, chi invece prendono i due come capro espiatorio delle
proprie insoddisfazioni ma la folla c'è ed è li.
18:36 Candice
E' una vana, illusoria speranza, quella di non sentire più dolore.
Dardeggia nella sua mente e attraverso il suo corpo. E' un dolore
purpureo che dal basso si dirama là ove un oggetto da tortura ha inciso
la pelle. E' con terrificante curiosità che sposta più volte lo sguardo
sulla popolazione che, invero, è più curiosa di lei forse. Quello della
giovane è uno sguardo che non mostra molto: occhioni verdi, che si
vissano vacuamente su più punti tra la gente, velato da disordinate
ciocche che simili ad intricata ragnatela, le ricadono scomposte sul
volto. Viene mostrata come monito per tutti gli altri. Non sa
esattamente cosa succederà. Non gliel'hanno detto probabilmente. Ma vede
un rogo e una gogna. Uno finirà bruciato e l'altra no. Subirà
l'umiliazione di essere lì. Il suo viso va a ricercare una comprensione
che esula da qualsiasi sua conoscenza o cosa che possa pensare. Non ha
la forza di riflettere ovviamente. Ancora terrore è quello che la
domina, intrecciato alla sofferenza e a quella situazione che par essere
il parto di qualche mente diabolica, poichè altro per lei non può aver
generato una simile tortura. Urlerebbe ancora, ma dalla laringe
contratta altro non esce che un gemito quando capisce che deve scendere.
Lo fa piano, pianissimo, ma in realtà ci mette tutta la forza che ha
per compiere quei gesti. Cammina per la piazza, a viso basso. Dei
bambini lanciano pomodori. Altro rosso, più acceso, che va a finire per
macchiarla. Ha la nausea e comincia a sentire un fastidioso ronzio alle
tempie. Scoppia a piangere dal dolore e dalla vergogna. Ma sono
singhiozzi silenziosi i suoi. In mezzo a tutto quel mormorare qualcuno
faticherà anche a sentirla. Forse solo i Monaci Bianchi che la
accompagnano ascoltano quel dolore che si porta appresso. Viene fatta
piegare poi, issata sulla gogna, e il dolore diviene sempre più
incessante per lei. Forse le sue preghiere sono state ascoltate. Forse
qualcuno vuole graziarla quest'oggi. Non finirà al rogo. E' Hank ad
avere la18:36 Candice -- peggio. C'è una torcia che viene accesa. E poi il fuoco. Ma i suoi occhioni verdi non vogliono vedere. Si abbassano. E' una fissità allucinante la sua.
18:39 Sophia [piazza/altrove] Riesce appena a distogliere gli occhi per un istante dalla figuretta di Candice che inquadra il famoso cardinale che tanto le è stato nominato. Così lontano da loro, dalla folla, dalla massa accorsa come ad uno spettacolo circense. Eppure li, presente forse più di tutti. Tanto da incutere un terrore che azzittisce chiunque si avvicini. Non se lo aspettava. Guarda quegli occhi e il terrore la riempe. E' troppo poter pensare di reggere quella presenza. Troppo dopo tutte le emozioni vissute. Vede Candice fare il giro della piazza e continua a pregare intercalando questo ad altri pensieri espressi in sussurri<se rimanessi urlerei..io ti prego aiutala ..devo andare..non posso gridare. Dalle la forza!> < Rischierei di fare peggio per lei..>Manca il fiato in quell'angoscia che l'attanaglia e che le fa stringere forte le braccia alla vita. Poi altra gente le si frappone davanti alla visuale. Perde la scena, e viene spinta via dalla folla che urla e vocia. Risa di bambini e un pomodoro che imbratta come sangue il selciato della piazza. Lo guarda. Irrigidita come se fosse sangue. Non riesce più a proseguire, a farsi strada, rimanendo sospinta via fino agli estremi, sballottata come un fuscello da uomini che offendono la sua amica deridendola. E così viene spinta via, fino ad essere allontanata del tutto. Senza più riuscire a pensare ad altro che a quel viso e quel pomodoro rosso per terra.
18:45Grace usa [Mantello semplice nero] : Apre solo adesso gli occhioni giusto per vedere i due sfilare neanche fossero una sorta di trofeo da mostrare in pubblico! Quando vede però i bambini innocenti lanciare i pomodori sgrana gli occhioni verdi ed una lacrima non riesce più ad essere trattenuta. < Innocenza.. traviata.. > farfuglia con estremo dolore e poi.. Hank che viene messo al rogo. Già il respiro di fronte a quella scena inizia ad aumentare. I battiti cardiaci si fanno decisamente più forti. Tum tum tum tum... Si.. Nonostante la confusione, i brusii, quelle urla orribili fatte di parole di biasimo e di odio lei sente ancora il suo cuoricino, ne avverte i battiti. Si blocca, rimane assolutamente inerme, se non fosse per quel muro che la sorregge sverrebbe! Sente i seni dentro al vestito accollato che si alzano e si abbassano con una rapidità assurda. Quando vede il monaco dare fuoco porta una mano alle labbra per soffocare un urlo che non verrà mai emesso, che morirà dentro di lei. Gli occhi rimangono spalancati e scivolano forzatamente su Candice. Altre lacrime che scendono mentre quegli occhi solametne servono a comunicare il suo stato d'animo avanza di un paio di passi quasi volesse gettarsi incontro all'amica, ma non può.. Rimane lì ferma tra la folla sbraitante. Lei è muta.. Si chiude in un muto dolore
18:57 Richard Il gesto dei bambini provoca in lui allegria, un pallido sorriso derisorio si mostra sul volto affilato, gli occhi saettano qua e la nel voler scovare qualcosa nella reazione della gente o qualcuno, un volto trova in mezzo alla folla e ne memorizza l'immagine prima che questi sgusci via, segue la dipartita con lo sguardo e torna a calare lo sguardo. Tutto è pronto e i suoi passi si portano al centro della piazza e parla con voce sostenuta <ECCOLI I PECCATORI CHE SI SONO MACCHIATI DI ERESIA> li presenta come stesse in uno spettacolo, pomposo alza il braccio per indicare i due <DA QUANTO TEMPO CONOSCETE HANK? DA QUANDO E' ARRIVATO NON HA FALTRO ALTRO CHE CONSUMARE VITTO ED ALLOGGIO, CONSUMARE E ABUSARE DELL'OSPITALITA' DEL CONVENTO SENZA MAI RENDERE FAVORI, LUI CHE DICHIARO' DI AVER BISOGNO DI AIUTO E DI LAVORO PER VIVERE E QUANDO GUADANGNO' SPESE TUTTO IN DIVERTIMENTI E ALCOL CONTINUANDO AD OCCUPARE UN POSTO CHE POTEVA SERVIRE A QUALCHE FORESTIERO DAVVERO BISOGNOSO CHE POTEVA ESSERE UN VOSTRO FRATELLO, VOSTRO CUGINO, VOSTRA MADRE O VOSTRO FIGLIO> parla a tutti spiegando la situazione <PROMESSE CHE NON HA MANTENUTO E NULLA HA FATTO PER RESTITUIRE IL FAVORE E AIUTARE QUESTA COMUNITA' SCEGLIENDO DI DIMORARE NEL PECCATO DELL'ACCIDIA. DOPO L'INTERROGATORIO SI E' DICHIARATO COLPEVOLE, ALLEATO DEL DEMONIO MANDATO PER UCCIDERCI TUTTI E ALLONTANARLI DALLA RETTA VIA. LA PENA PER DIMORARE NEL PECCATO E ALLEARSI CONTRO IL MALIGNO...> fa una leggera pausa <E' LA MORTE> e fa un cenno della mano per indicare al monaco di accendere il rogo. Lo sguardo zampilla per vedere ancora le reazioni delle persone.
19:05 Le
parole del Cardinale si diffondono in ogni angolo della piazza
strutturata a ferro di cavallo favorendo l'acustica di rumori molto
alti, la folla rimane ad ascoltare le parole del Cardinale e riflette,
anche questa volta le reazioni sono molto diverse e contrastanti fra
loro: alcune fanciulle giovani piangono a quella vista lanciando sguardi
smielati ad Hank che ricambia con un bacetto aereo che vuol dirle
addio, le signore bigotte approvano le parole del cardinale commentando
la straordinaria perseveranza per cacciare il maligno, altre persone
invece inorridiscono, offese si levano verso Hank. I pomodori vengono
lanciati ancora una volta, chiaramente marci, addosso a Hank preso di
mira da bambini e adolescenti che sembrano divertirsi e avere la
possibilità di sfogare le loro marachelle che in giorni normali non
posso fare per il decoro imposto. Poco dopo, il braccio del monaco con
la torcia di fuoco accesa la getta sul legno che poco dopo prende fuoco,
lentamente il legno inizia a bruciare provocando inizialmente un'aurea e
poi iniziando a bruciare anche sotto i piedi del poveretto che inizia a
gridare dal dolore, il fumo nero si leva nell'aria e lui li respira
iniziando a soffocare. E' un'agonia pazzesca, non riesce a respirare e i
piedi stanno lentamente bruciando sciogliendo pelle, carni tessuti fino
ada arrivare alle ossa prima che egli finalmente possa perdere i sensi
per asfissia e poi le carni consumate dal fuoco emanando un fortissimo
odore di pollo bruciato che investe Candice che per fortuna è a stomaco
vuoto, l'odore è rivoltante e le vengono solamente degli sforzi di
stomaco come se stesse per vomitare anche se non esce nulla, altro
dolore per la povera Candice che si aggiunge a quelle che ha già.
19:11 Candice [gogna]
Non riesce a distinguere nessuno tra la folla. E sicuramente vorrebbe
che nessun amico o conoscente sia lì a vederla in questo stato pietoso.
Ma probabilmente ci sono. Sono lì. E chissà che pensano di lei adesso. E
chissà tutti gli altri poi. Chissà chi è amico e chi nemico. E chi
indifferente a tutto. Poi, finalmente, il Cardinale parla. Con quella
voce tuonante. Per farsi sentire da tutti. Le parole che dice arrivano
forti all'udito della giovane. Si blocca il respiro. Morte. Questa
parola sente più forte delle altre. Il fiato mozzato riprende infine a
fluire attraverso le labbra in un sibilo, in un gemito. Ma il fiato
passa in secondo piano rispetto a ciò che martellante batte nella mente.
Un ennesimo brivido la coglie. Si abbandona a quel pianto libero per la
sorte di Hank. E' dolore fatto di respiri e lacrime, dolore e ricordi
non troppo lontani. Sangue e ferro. Lo stomaco si attorciglia. Le viene
un conato di vomito per quell'odore così forte di bruciato. Ma non esce
niente di niente. Vomita solo l'anima. Si lascia andare a quella
sofferenza, che forse passerà, ma che ora le concede ogni cosa e, al
tempo stesso, non le da via di scampo. Soffre in un modo assolutamente,
terribilmente solitario e incomunicabile. Non geme. Non emette un suono.
Solo contrae la fronte in silenzio. Ancora una volta sbatte le palpebre
nella speranza inutile che quanto ha davanti muti, che si ridesti da
quello che s'affanna nel tentar di considerare un aberrante scherzo
della Fantasia. Si concede solo per qualche attimo di vede quella pelle
bruciare, tessuti, carne, sangue e frutta marcia. E urla. Soprattutto
urla agghiaccianti.19:19Grace usa [Rosario di Lana] : Solo ora gli occhioni verdi e lucidi, stracolmi di lacrime si posano su Richard che dice quelle cose e rimane assolutamente inorridita! Gli occhi che, a quel gesto non possono far altro che scivolare in maniera automatica sul povero Hank. Ora mette tutte e due le mani sulle labbra come se avesse doppia necessità di soffocare quell'urlo che le muore in gola, non viene emesso. Gli occhi rimangno spalancati sulla sua figura che brucia lentamente, assolutamente spaventata! Paura, dolore, angoscia, disgusto.. Tante emozioni che si accavallano una sopra l'altra e che non sa neanche lei quale far prevalere poichè sono molto forti tutte.. Una mano scende verso il crocefisso e le manine lo afferrano, lo stringono con forza, con vigore, conficcandosi le unghie dentro la carne quasi forandola e facendola sanguinare. Sente quelle urla e chiude istintivamente e fortemente gli occhi che continuano a gettare copiose lacrime. Le gambe tremano, quasi cedono, resta in piedi per miracolo come una foglia secca appesa a stento ad un albero che resiste ancora per poco alla brezza autunnale. "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" ed è una poesia che ora come ora è più vera che mai.. Infondo a tutti i presenti lì potrebbe capitare la medesima triste sorte..
19:36 Richard Quando le urla di Hank cessano e non rimane altro che il resto della carcassa bruciare e il fuoco continuare a schioppettare liberamente gridando nella quiete creata, il braccio si tende per indicare la figura di Candice prossima al supplizio <CANDICE> lo pronuncia a chiare lettere <IN MOLTI LA CONOSCONO DONNE E UOMINI DI QUESTA CITTA'. RINNOMATA COME PROSTITUTA> e lo dice come se la parola in se sia un'insulto <QUESTA PROSTITUTA CERCAVA DI CONFONDERSI FRA LE PERSONE PERBENE, TENTANDOLA ESIBENDO LA CARNE PER TRARNE QUALCHE GUADAGNO E DOVE LA CARNE NON RIESCE A FAR INDURRE IN TENTAZIONE ALLORA LO FA CON LE PAROLE VOLENDO SOGGIOCARE LE PERSONE PERBENE CON IL SUO FALSO ALTRUISMO, UN FALSO AMORE VENDUTO PER IL VIL DENARO E SUDICIO TORNACONTO> e gli occhi si infiammano nel vederla così prostrata <HA MESSO IN DISCUSSIONE PUBBLICAMENTE LA LEGGE MORALE E IL DOMINIO DEGLI UOMINI ISTIGANDO LE DONNE A RIBELLARSI E CEDERE ALLE TENTAZIONI E ALLE PULSIONI PIU' DISSACRANTI CHE CONTAMINANO LA PUREZZA DELLA MENTE, DEL CUORE E DEL CORPO, HA TENTATO CONTRO L'AMORE PURO E IL SACRO VINCOLO DELL'UNIONE BENEDETTO DA YESHUA PER RISPONDERE ALLE PULSIONI SESSUALI. ANCHE LEI E' STATA INTERROGATA E AMMESSO LE SUE COLPE> dice con voce più calma non abbassandone le tonalita' <HA SCELTO DI DIMORARE NEL PECCATO DELLA LUSSURIA PER TENTARE TUTTI NOI E ALLONTANARCI DALLA RETTA VIA, ESSERE MESSI ALLA PROVA, NEL POTER METTERE ALLA PROVA LA NOSTRA FEDE PER RIUSCIRE A RICONOSCERE BUON AMORE DALLA MENZOGLIA E DALL'EGOISMO, RICONOSCERE IL BENE DALL'ILLUSIONE. DA OGGI DOVRA' INDOSSARE PER UN MESE IL MARCHIO D'INFAMIA, LA LETTERA "A" DI ADULTERA SEMPRE VISIBILE NEI VESTITI E DOVRA' PORTARE CON SE UNO SCIALLE GIALLO O UN FAZZOLETTO BEN VISIBILE PER ESSERE RICONOSCIUTA FRA LA GENTE PERBENE CHE LA SAPRANNO RICONOSCERE E RICORDARE COS'E'. UNA PROSTITUTA CHE VENDE IL SUO ALTRUISMO, IL SUO AMORE E IL SUO CORPO PER DENARO. CHIUNQUE INTRECCERA' UN RAPPORTO DI AMORE ED AMICIZIA TOCCHERA' LA STESSA SORTE>
19:37 Richard avvisa quindi la popolazione <E' UNA PROSTITUTA E VA PAGATA PER I SUOI SERVIGI!> ricorda anche questo a tutti i presenti presentandola come tale e regalando non solo dolore ma anche una prigione interiore in mezzo agli altri. Guarda Candice <SE NUOVAMENTE VERRAI SORPRESA A TRASGREDIRE LE REGOLE MORALI E ESORTARE LE DONNE A TRASGREDIRLA A TUA VOLTA, LA PENA SARA'.... LA MORTE> e lo ripete a chiare lettere per fare un cenno al monaco per liberarla dalla gogna, appuntare una A in stoffa sul vestito bianco e gettarle uno scialle giallo.
19:54 Il
monaco agisce come era stato già avvisato prima dell'evento, si
avvicina a Candice per aiutarla a liberarsi sollevando l'asta di legno
che la teneva bloccata in gogna per tutta la durata del rogo di Hank
oramai deceduto, l'asta di legno è pesantuccia ma la fa appoggiare sulla
gogna non pensando di tenersela in braccio. Dalle tasche interne del
mantello sfila una grossa "A" cucita in tessuto, di colore rosso con due
spilli che appunta sulla veste bianca, precisamente all'altezza del
cuore in modo da essere ben visibile a tutti, il secondo oggetto che
sfila dalla tasca è un fazzoletto giallo, quelli abbastanza lunghi che
si annodano al collo e glielo porge. Fatto ciò si allontana non avendo
parlato per tutto il tempo dell'azione. La folla all'annuncio di Richard
provoca un boato molto rumoroso, divisa nuovamente la folla da pareri
contrastanti, alcuni sono scontenti sul fatto che il Cardinale abbia
deciso di metterla al rogo pure lei, l'altra metà invece è sollevata dal
non vedere un'altra orribile morte ignorando che sarà un'esempio chiaro
per tutti su ciò che succede, scoraggiando già donne ribelli che
affogano il loro dissenso in un composto silenzio. Oramai la notte è
calata in piazza e qualche monaco accende la torcia. Si dispongono
nuovamente in fila per due per allontanarsi dalla piazza, gli oggetti di
punizione rimarranno li qualche giorno prima di essere portati via
dagli stessi monaci. [Fine Narrazione e Buon Proseguimento]
19:59 Candice
E' il suo turno. Turno di essere messa davanti a tutti per ciò che,
forse realmente, è. Quelle parole sono peggio di uno squartarcio alla
carne. Strizza le palpebre e si lecca le labbra per assaporare le
lacrime salate, quelle che le sono scivolate sulle guance per una notte
intera e che ancora scivolano senza tregua. Ha tentato contro l'amore
puro. Peccato. Lussuria. Falso amore. S'apron ferite mai sopite che
brucian più degli squarci che segnano la sua pelle. E' come un piccolo
infinito collassato in se stesso, tragicamente destinato a provare
dolore e piacere insieme. Sono due realtà legate a doppio filo amore e
morte. Chiude gli occhi, chetamente, in un quadro che sembra avere
qualcosa di grottesco, tetro, sbagliato. Sinistro. Viene messa alla luce
come una creatura maledetta, fiore del male, sporco miscuglio di vizi e
deliranti oblazioni di luce. Quando non si è altro che una lurida
prostituta, non ci si aspetta nulla dalla vita e dagli uomini,
soprattutto. Ma ci si fa l’abitudine. Lei vive. Vive perchè è proprio
quel Dolore che non pone Fine alla sua vita. E' quello che la tiene
ancorata al mondo dei vivi. E non dei Dimenticati. S'apron le labbra e
rosea la lingua ne accarezza la cute il cui color ha sfumature violacee e
rosse di sangue - quasi le avesse preso a morsi per ore ed ore - mentre
a stento deglutisce nel tentativo di riuscir a prendere un controllo in
apparenza almeno più regolare. Un gemito si perde in una raschiante
vibrazione di corde vocali troppo contratte. E' studiata, osservata come
un animale raro e inquietante, marchiata dalla moralità e dalle leggi
dell'uomo ancora una volta si sente trafitta da parole che troppo
facilmente intaccano un animo ancora troppo fragile per subire così
tanto. Uno dei Monaci Bianchi la libera dalla gogna facendola alzare, a
fatica. Il dolore scema, per qualche attimo soltanto, ed è solo
silenzio. Dentro. Un vuoto terribile, la consapevolezza della sua
solitudine. Le viene appuntata una A rossa al petto, --20:00 Candice sul vestito bianco ed insaguinato. Adultera. Afferra lo scialle giallo che il monaco le porge. Se lo lega al collo, restandosene con lo sguardo basso per tutto il tempo. Probabilmente, da oggi in poi quello sarà il suo compagno di vita. Camille gliel'ha detto l'ultima volta. Resterà per sempre una prostituta. Che dona illusioni, giochi e tentazioni. Pagata per dare un falso amore a chi non ne ha o a chi non si accontenta, sì. I religiosi si dispongono in fila per tornare da dove sono venuti. La folla si disperderà anche. Lei attende. Attende che se ne vadano. Che la lascino al suo muto dolore.
20:05 Grace Agitazione che non riesce quasi a trattenere il cuore le vuol proprio uscire dal petto a quelle urla che poi cessano improvvise e recano con sè un dolore maggiore rispetto ad udirle perchè si ha la consapevolezza piena che non si sentiranno mai più. Ecco che gli occhi si aprono lentamente e si volgono sulla figura del cardinale e quasi sussulta quando fa il nome di Candice. La mano si stringe ancora sul crocefisso di lana al petto mentre lui urla quelle parole. Si mode fortemente le labbra dall'interno ma non dice una sillaba, neanche respira quasi per paura! Gli occhioni pieni di lacrime scivolano sul monaco che la libera e che le punta al petto quella "A" come odinato dal Cardinale stesso così come le porge il foulard giallo. La bamblina rilascia la collana con il crocefisso quando i monaci vanno via e si ritrova la mano dolorante e con il segno delle unghie profondo e visibile. La folla lentamente va scemando e lei punta le smeraldine verso il pavimento ora tornando ad indietreggiare e a sorreggersi al muro poichè nuovamente sente come se dovesse svenire da un momento all'altro. Il muro è uno di quelli a cui accanto sfocia un vicolo, quindi si trova quasi a metà tra piazza e vicolo. Attende di riprendersi prima di avere la forza di imboccare il vicolo probabilmente. Per il momento se ne sta lì ansante e con le mani tremanti. Agitata per le scene raccapriccianti viste oggi
20:12 Richard E' tutto finito. Di nuovo. Ha fatto tutto quello che ci si aspettava da lui, che tutti si aspettano da lui e lo ha fatto bene anche se questo è ciò che crede lui, i tratti del viso si muovono e quella vivacità che prima traspariva dagli occhi, subito dopo, si spegne. Volge nuovamente lo sguardo fra la folla e in mezzo ad essa crede di vedere qualcuno con la stessa espressione austera che ora lui ha sul viso, sorride a quell'immagine e in quegli occhi scintillano qualcosa, non è solo anche se in mezzo a quella folla è così che si sente e la da proprio a vedere questa sensazione, è con lui che ora crede che approvi ciò che sta facendo. Volge le spalle e si unisce al corteo dei monaci bianchi che si ritirano e lui non è da meno. Non guarda proprio nessuno e tantomeno si guarda indietro, il mento leggermente alzato e quelle vesti che sembrano respirare addosso mentre cammina in direzione di quella tomba spirituale su cui le sue radici affondano imbrattate di sangue.
20:20 Candice Tremano le membra nella contrazione a cui il dolore la costringe, muscoli non forti a vedersi ma potenti per volontà sua. La volontà di andarsene. C'è ancora puzza di bruciato. Troppa perchè possa restarsene lì. Pian piano si muove. Con le gambe che tremano. Orgoglio ferito inesorabilmente il suo. Orgoglio che si sovrappone alla paura che il Cardinale genera in lei. Anche adesso che se n'è andato unendosi al Corteo di Monaci. La paura è ancora più spaventosa. Il volto è segnato da una smorfia di dolore che lo farebbe apparire più bianco di ciò che è realmente. Arriva a raggiungere il sostegno di quel muro dove Grace si è ancorata come se fosse la Salvezza. Per lei è solo un misero appoggio per riposarsi. Solo ora la vede. Sbatte le palpebre restandosene a fissarla come a voler sondare cosa prova. Forse vuole sondare il suo dispiacere. O qualcos'altro. Eppure nemmeno un mignolo osa muovere verdo lei, e non un sibilo, o un lamento, esce da quelle labbra serrate. E così vivido ritorna alla mente il ricordo dell'ultima volta che si sono viste, di quell'esatto giorno, e di un altro ruggito che và a sovrapporsi a quello esploso nella sua mente. Solo scure ciocche di capelli ricadono facendo a gara per ostacolarle la vista. Esternano appieno la ribellione e la vita che Candice vorrebbe riavere per sè...almeno, ciò che resta di lei. Ma non riesce a far nulla, se non fissarla. Paura, odio, rammarico. Angoscia. Ma no, non c'è niente in quegli occhi che rimandi ad una richiesta d'aiuto. Forse non la vuole.
20:35 Grace Se ne sta ancora lì tremante. Paura e angoscia.. Terrore. Trema e gli occhi sono sbarrati, spiritati. Il cuore vuole esplodere e vi poggia pure una manina sopra quasi a volerlo trattenere. Solo ora sembra accorgersi realmente di qualcosa.. di qualcuno.. Gli occhioni lucidi si portano in direzione di Candice che si è ancorata al suo stesso muro.La guarda, la fissa e le lacrime no, non possono essere fermate. Non fa altro ma nessun tipo di espressione traspare dai tratti del volto, ma gli occhi.. Gli occhi dicono tutto! Ne coglie l'odio e il rammarico ma lei no, nota che non vuole il suo aiuto ma lei non glielo vuole dare. Semplicemente una manina tremante si solleva e si porta al viso che non piange più anche se bagnato prima di lacrime della bambolina, finge di scostarsi premurosa una ciocca che non c'è, ad indicare che vorrebbe fare a lei questo gesto e si auto-dona una carezza di un'estrema dolcezza, così materna mentre gli occhi ancora fissano Candy come a dirle tacitamente che è questo quello che le vorrebbe dare ora.. Come a comunicarle in silenzio che le è vicina anche se non può... Non aiuto, non biasimo, non pietà, bensì affetto.. Questo vorrebbe darle.. E gli occhi glielo comunicano.. Come se si fosse dimenticata dell'ultima volta che si sono viste o semplicemente non le da importanza. Non si scosta dalla parete ma da le spalle a Candy e lentamente scivola verso il vicolo sempre aggrappandosi ad essa < Goodnight.. sleep tight.. no more tears.. in the morning I'll be here and when.. And when we say goodnight dry your eyes... Because... we said goodnight and not goodbye.. >canta piano, pianissimo, più che volontà di cantare piano è proprio così che le esce il canto perchè non ha voce.. tanto la piazza è deserta, solo Candice può sentirla vista anche la bassa tonalità... La voce tremante.. le ultime parole le muoiono quasi in gola mentre solo adesso le dona uno sguardo furtivo e le rivolge un sorriso, forse!? Non si sa perchè è stato un gesto brevissimo prima
20:51 Candice Si è fatto buio. Il tramonto si è spento nelle fiamme e nel dolore. Tutto brucia, tutto appare trasfigurato. Lo spirito a stento riesce a star al passo della carne, che soffre di un dolore mai provato. Un dolore fisico che trascende tutti quelli dell'anima conosciuti. Quelle ondate di sofferenza si fanno furenti dentro le sue ossa. Le pare di vivere come un evento distaccato da se stessa. Da un lato sente dentro le orecchie la voce di Grace e vede quei gesti che forse cercano di tranquillizzarla...dall'altra il silenzio e il forte dolore non fa altro che centuplicare le sensazioni, le emozioni, le immagini, i colori. Stringe i denti, chiude le mani pallide in pugni, la gola secca si gonfia nelle vene bluastre e i suoi occhi trasmettono disperazione. Non grida, geme piano, come fosse un fiore: delicatamente. I capelli scuri, senza un ordine, le danno davvero un'aria da selvaggia. E tutto quel sangue che imbratta il bianco...ancora peggio. Le mani tremano mentre gli occhi diventano umidi. Intrepido è il corpo e lo spirito è dominato dall’impulso di abbracciarla come ogni amica farebbe quando cerca conforto dall'altra. Ma non segue il cuore oggi. No. Cosa è rimasto di lei? Non riesce a capirlo. C'è solo quell'ondata di dolore che arriva, come il respiro di una belva rovente dentro le sue carni. Un nuovo gemito erompe, mentre si muove verso il vicolo. E' acqua sorgiva che si scatena. Forse capisce il significato di quei gesti, di quello sguardo furtivo, di quel sorriso. Attende qualche minuto che lei magari scompaia dalla vista. Segue il suo intuito, ad occhi che si socchiudono per lasciarsi sfuggire altre lacrime. Il suo corpo martoriato scivola dentro quel vicolo e di lei non resterà altro che un ricordo in quella piazza piena d'orrore.
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