mercoledì 10 giugno 2015

Il gioco d'ambientazione, le dinamiche e le sottigliezze


Location: Chiesetta

Richard Una sera come tante altre si susseguono senza sosta nella quotidianità del Convento, i cardini cigolano piano rimbalzando nel chiostro a interrompere quel sacrale silenzio, le porte robuste in legno di pino che custodiscono la piccola chiesetta in muratura medievale consumato nei secoli, poche panche di legno spartane con un inginocchiatoio per le preghiere nei vari momenti della giornata, l'altare infondo con una grande croce di ferro elaborata da un artigiano che ha donato quell'oggetto alla Chiesa, un leggio con le pagine del libro sacro ai procastici, una sorta di vangelo riscritto dai decani del culto. Nell'aria c'è un intenso odore di incenso e anche di cera consumata, le poche candele sono accese e posta nelle varie panche a tracciare un piccolo corridoio suggestivo per arrivare ai "piedi della croce". In tutto ciò, le dita ossute del Cardinale che afferrano la porta e la sposta per farlo passare, scivola silenzioso all'interno per procedere a passo flemmatico all'interno della stanza.

Alysia usa [Rosario di Lana] : In un angolo della piccola chiesa circondata dall'odore dell'incenso e inginocchiata sta la figura della ragazza. Il volto chino e gli occhi chiusi mentre le labbra sfiorano appena le mani congiunte in una muta preghiera. Sogni infausti accompagnano le sue notti mentre con le preghiere serali si impegna a mondare la sua anima dal peccato. Immobile al pari di una statua non sembra neanche curarsi dell'ingresso di qualcuno. Persa nella sua preghiera assorta permane allontanandosi dal mondo che la circonda alla ricerca di una comunione con lo spirito e di una risposta che la guidi nel suo cammino. Indossa l'abito monacale che ricade morbido intorno al suo corpo rendendola una figura scura e anonima, con i capelli ben celati e il viso rilassato.

Richard usa [Abito Cardinalizio Pregiato] : Il prelato veste l'abito talare nero di puro cotone, il modello è stato elaborato su misura delle forme del suo corpo esile e all'apparenza fragile, l'aspetto è sgradevole e disarmonico, i capelli sono sottili e morbidi, per nulla folti a coprire la calotta cranica, il viso è spigoloso con le guance scavate e il naso adunco, gli occhi leggermente infossati ma alimentati da una fede incrollabile, nessuna ruga su una pelle pallida e pregno dell'essenza di quella famiglia immortale che serve da lungo tempo. I bottoni si susseguono sul tessuto di uno sfavillante metallo dorato con delle pietre rosse, probabilmente rubini, i calzari che emergono e scompaiono dall'abito, le braccia sottili e fasciate che sono affianco al busto e le mani intrecciate all'altezza dei reni, avanza senza fretta, inesorabile l'arrivo e si ferma affianco all'Adepta Penitente in preghiera serale <E' tardi per pregare> parla per far notare la sua presenza, incuriosito dal comportamento della giovane <Quali sono i pensieri che ti tengono sveglia la notte Consorella?> mite il tono del confessore desideroso di sapere...

Alysia Un sussulto viene provocato in lei dall'udire una voce rivolgerle le parole ancor più una voce a lei nota. Un sospiro erompe dalle sue labbra mentre si fa il segno della croce e volge lo sguardo all'uomo < Eminenza > dice chinando ancora il capo prima di rialzarsi < nulla sfugge al tuo occhio, sono solo facezie femminili, ho avuto modo di incontrare la tua nobile parente e mi sono posta sotto la sua guida al fine di divenire una donna degna di una reputazione valida e forse anche di uno sposo, ella mi ha chiarito che dovrò essere seria nei miei intenti e l'ho rassicurata sulla serietà degli stessi> un altro sospiro erompe dalle sue labbra mentre lo sguardo resta basso < eppure ho un pensiero che mi tormenta, ho sempre creduto che il tuo parente Comandate mi considerasse una spina nel fianco e molte volte ho creduto che non facesse nulla per proteggermi, invece a tratti scopro che molte volte egli mi ha difesa senza che io lo sapessi, è mai possibile che non riesca a capire le persone? E se è così come riuscirò nel mio intento di aiutare le anime se sono cosi miope?> parla con voce bassa consona al luogo mentre sente il cuore correrle in petto

Richard [Corridoio in piedi]  La pelle pare così sottile che una smorfia potrebbe causarne la rottura e far fuoriuscire il suo preziosissimo sangue fanatico, fa calare le palpebre e le narici si allargano lasciando che l'incenso possa essere odorato e far calare l'animo in quello specchio religioso notturno. Le ombre di quelle fiammelle danzanti creano inquietanti ombre sul viso del Cardinale <Come ti sei trovata a parlare con Lady di York? In pochi la conoscono per ciò che si trova aldilà della sua severità> apporta la sua osservazione. Risolleva le palpebre, i suoi occhi di un azzurro chiaro scrutano con dovizia prima la croce di ferro e lentamente, la testa si muove per osservare l'aspetto e l'espressione del volto della giovane <Sarebbe molto strano se tu capissi quell'uomo> esordisce con convinzione <Nessuno può, è un uomo solo che è stato addestrato ad essere impenetrabile, non capisco per quale motivo tu ti dia tanta pena...> sono solo parole che non hanno consistenza, c'è un'insinuazione alla base e uno sguardo attento che vuole incrociare quella della ragazza e capirne di più <E' uno York che ha accettato una donna sotto al suo Comando, è proprio vero che le persone sono cieche anche davanti all'evidenza> concreto riassume quello che egli conosce <Hai solo voluto vedere ciò che ti era comodo vedere o forse, la ragione si nasconde dietro alla volontà di poter entrare in confidenza con quell'uomo da trovare ogni pretesto per smuoverlo. Purtroppo, nessuno lo smuoverà, non credo che alzerebbe un dito se scoprisse che un suo parente ha a che fare con quello che agli occhi di tutti, è associazione a delinquere> asciutto <se violeremo le sue amate leggi non credi che ci sia qualcosa che si possa fare. Quell'uomo è un segugio approposito> un'idea ha attraversato la mente e si specchia con un leggero scintillio negli occhi <Con la faccenda di Gregory Street? Tu ne sai qualcosa?>

Alysia Lo sguardo di lei non si leva verso il volto di lui e solo la voce coglie ascoltando con attenzione < Stimo molto quella donna, è forte e decisa, credo che possa essere davvero una buona guida per me che ho davvero tante lacune nelle cose femminili, ma mi impegnerò per riempire i miei vuoti educativi e onorare la veste che indosso e il titolo di borghese> risponde per poi scuotere il capo < a ben vedere la sua severità è solo quello che ci si deve aspettare da una donna irreprensibile come lei c'è qualcosa di materno in quella donna e il modo in cui si preoccupa di salvaguardare l'onore delle donne è semplicemente sublime> Sentire parlare di lui le provoca sempre un misto di sentimenti forti che si riverberano nel suo animo e nel suo sguardo < Eminenza non avrei mai preteso di comprendere quell'uomo io volevo solo compiacerlo, avrei voluto solo per un istante che lui mi vedesse e credo che questa sia stata la ragione per cui alla fine ho smarrito la retta via, volevo essere degna della sua rettitudine e invece mi sono solo resa degna del suo biasimo> sospira ancora mentre si morde il labbro inferiore < sono stata una sciocca e solo ora ne sono conscia ….la debolezza dello spirito di una donna a volte mi perplime, per questo sono sempre più convinta che Lady York e tiu abbiate piena ragione sulla assoluta necessità per una donna di maritarsi> indi al suo dire sospira < tutta colpa mia sono stata una stolta in quella faccenda, ma non ho mai mentito a lui e come segugio credo che lo sappia infatti ho sempre ripetuto ' io non ho mai bruciato quella casa' e ciò è vero, altro non so si dovrebbe vedere cosa combina quel benedetto Cullen, mi sto arrovellando il cervello, anche Lady York era convinta che io avessi una relazione con quell'uomo > alla fine abbassa il capo <ma non è di certo un uomo che può interessarmi, sono altri gli uomini che rappresentano il mio ideale maschile>

Richard  [Corridoio in piedi]  Si prende del tempo per approfondire i discorsi posti questa notte, si sposta con leggerezza nella fila di panche opposto da dove la donna si trova inginocchiata, sposta i lembi con praticità e siede appoggiando la schiena e sollevando appena il mento in favore della zona dell'altare, gli occhi scivolano via da Alysia e agganciano la croce ispirato da quel simbolo per esporre le sue riflessioni <L'educazione è fondamentale per insegnare alle donne il modo corretto di vivere, lontano dal peccato. Sono lieto che tu possa affrontare questa esperienza di redenzione> stuzzica i polpastrelli <nulla accade per caso anche se ha sempre bisogno del nostro impegno è inevitabile> fa riferimento all'esperienza affrontata con Alysia <quest'esperienza sarà per te un ottima scuola per insegnare a tua volta, nei confronti delle giovani forestiere che approdano qui, spesso smarrite e confuse, quello che tu stai sperimentando nella tua vita e anche al modo migliore per esporlo a queste giovani che spesso si perdono in idee che altro non sono che semi del male> una rapida occhiata, le iridi vanno a guardare lei e poi ancora l'altare, passa al prossimo argomento <Se volevi compiacerlo, basta solo che tu faccia ciò che egli chiede. Questo è ciò che hai fatto?> chiede con interesse <Perchè ti sei resa degno del suo biasimo?> chiede ancora <Sono lieto che tu possa riconoscerlo> abbassa la testa, gli occhi vanno a fissarsi le mani, le dita si aprono e i palmi rivolti verso di lui, sono mani che non conoscono fatica ma ci sono diverse ferite, tra quelle poco visibili e solchi più evidenti. L'argomento di Gregory Street gli fa chiudere i palmi <Questo non è assolutamente l'atteggiamento corretto per risolvere la faccenda> asserisce con più durezza <E' un problema che avete creato voi ad una società che per anni si è retta di segretezza. Che stai aspettando? Forse che scopra una verità che non deve sapere?> è un'evidente retorica <Dovete fare assolutamente qualcosa perchè è vostro il compito di risolvere la situazione che si è venuta a creare. Ho saputo da una sentinella che ha parlato con l'erborista della città> torna a guardarla con insistenza <a lungo> ripete quel dettaglio che trasmette importanza <Che possa o no rappresentare, è una situazione che va occultata>

Alysia Lo sguardo di lei permane basso mentre un senso di disagio l'attanaglia < cosa lui volesse da me non l'ho mai compreso davvero, d'altronde ero una donna che voleva scimmiottare un uomo, avrei dovuto capire subito quanto fosse assurdo, comunque sono certa che potrò quanto meno evitare ad altre di cadere nei miei medesimi errori > sospira poi per stringere gli occhi < Mr Cullen è un uomo molto ambiguo e non certo particolarmente virtuoso ma è il potretto di Lady Lancaste> il tono si fa più duro < ella ama proteggere le persone che suscitano i suoi interessi e sono certa che anche lei si stia muovendo nell'ombra, per quel che so l'erborista è in pensiero per lui penso per motivi accademici, inoltre ella è legata da un rapporto di stima anche con Lady Alecto Woodville, sommando le due cose sono certa che anche li le informazioni sono reperibili, il problema è che io non posso avvicinarmi a Mr Cullen senza suscitare il sospetto del Comandante, motivo per cui mi tengo lontana da lui, inoltre non credo che tradirebbe il segreto, ma alla peggio sono pronta a sacrificarmi come ho giurato di fare e renderò piena confessione al Comandante pur di placare la sua sete di sapere, spero solo che non si debba arrivare a tanto, ovviamente confesserò qualcosa che possa celare quello che non si deve sapere, lui sa quanto io fossi preoccupata per il Bosco e non credo si stupirebbe se gli dicessi che ho agito di mia iniziativa per far cessare il malessere nel bosco in fin dei conti un idea del genere l'ho già insinuata quando ho sostenuto di non essere rammaricata per il rogo che comunque ho negato di aver causato, alla peggio si dovrà dare credito alle voci che mi volevano li per un incontro romantico con Mr Cullen, anche se preferirei morire che vedere che fine mi farebbe fare una simile evenienza> rabbrividisce < ma ho giurato di mantenere il segreto a qualunque costo e non intendo venire meno a quel giuramento > sospira < il problema è che non so quanto mi possa fidare di Mrs White. Ha fatto un sacco di domande su Cullen e su altre cose la sua curiosità mi pare sospetta, e poi al Villaggio è venuta in lutto e non capisco come mai, insomma io ho usato l'abito a lutto quando dovevo celare un attacco di Miss Folie che mi aveva causato qualche problema, quindi non so se lei abbia realmente avuto un lutto o se celi altro >

Richard  <In che modo?> è curioso di saperlo, è il resto delle parole che lo fa assumere un'espressione divertita <Sei una donna molto ingenua. Lady Lancaster è una donna che pensa solamente ai suoi interessi, non ha mai protetto nemmeno Dahlia, una Perduta che si è fatta da sola e che l'ha educata a camminare sulle sue sole gambe. Pensi che non ci fosse modo di evitare di bruciare i bambini di Dahlia? Certo, persino io so che esistono molti modi per nascondere due bambini a Blacksbury, sono bigotto ma sono vecchio e dalla mia ho l'esperienza di averlo capito pure io> si esprime con calma anche se con un retrogusto di fastidio, è pur sempre un fanatico religioso <Se lei se ne va in giro a raccontare delle gioie delle maternità alle bigotte del puntocroce> trattiene dal ridere <Lady Lancaster non corre a correggere i suoi errori al contrario, assiste in prima fila per constatare se ha imparato e ciò che fa, va a danno suo e lei non c'è sempre, tantomeno mettere a repentaglio i suoi sacrifici per chi con tanta leggerezza va in giro a spadroneggiare arroganza e potere contro le idee della società?> retorico <Persino per una donna come Lady Lancaster le regole morali sono utili, solamente perchè la costrizione sociale spinge i ribelli verso quel suo covo poco elegante, crea bisogno, crea clienti, crea un giro di soldi. Non va di certo a proteggere chichessia per principio, i principi non le fanno mica mantenere l'agio e la protezione di cui si circonda> c'è ammirazione per la sua arguzia, anche se la disprezza per la consapevolezza di quanto sia immorale e che nulla possa fare per fermarla <Se si esponesse, potrei anche tentare di distruggerla ed epurare Blacksbury dal Demonio, ma credi veramente che lei sarà così tonta da cascare su che cosa? L'affetto di un forestiero che quanto rimarrà? Qualche mese se va bene? Incapace di badare a se stesso e recuperare i suoi errori> la guarda <Andiamo... inoltre ti voglio ricordare che quella donna è un Immortale, gli Immortali vedono noi come una necessità ai loro bisogni di fame e di sopravvivere, noi siamo dei giocattoli, effimeri nella loro lunga esistenza, non si attaccano così facilmente ad un umano che piange correndo alla sua gonna sperando che lei possa salvarlo?> scrolla la testa <Quanto è successo all'incendio di Gregory Street è una prova per voi per sapere in che modo siete in grado di cooperare, di nascondere e, in caso di problemi, sapere come uscirne da soli. Nessun Immortale vi aiuterà, ci sono situazioni ben più complesse che dovete essere voi a risolvere e che, con molta probabilità, vi verrà assegnato come missione. Quindi, trova una soluzione alla cosa, perchè se non lo farai, Scott lo piegherà e se Cullen non è così solido, lo spezzerà fino al punto in cui non otterrà quello che vuole> si inclina con il busto in avanti <Voi non siete dei bambini da proteggere, che andate, sbagliate e mamma e papà corrono per salvarvi. Voi siete delle persone che è ora che imparino a camminare con le proprio gambe e proprie iniziative, se sbagliate che possiate porgere rimedio da soli ai vostri tentativi. Siete chiamati a servire degli Immortali che pretenderanno molto da voi tanto quanto loro concederanno molto, infondo l'Immortalità come anche i privilegi vanno guadagnati e non si guadagnano con poco> riappoggia la schiena sulla panca, una ruga attraversa la fronte <Perchè non scopri di più riguardo a Mrs White? Se dovesse nascondere qualche immoralità, è giusto scoprirlo e impedirglielo, in tal caso punirla>

Alysia Lo sguardo di lei si fa stupito mentre la voce suona incerta e amareggiata < non le fraga nulla di quei due abomini sfortunati a lei importa della carne di quella donna non di certo della sua anima e ancor meno dei suoi sentimenti, si sono cosciete del fatto che per lei nulla ha valore se non il suo interesse per questo quando si offrì di proteggermi se avessi abbandonato la fiducia cieca che riversavo sul Comandante io ho rifiutato e per questo mi sono sempre fidata degli York nonostante all'apparenza ubbidire alla fede sia più duro che darsi a qualsiasi cosa sia quella che fanno i Lancaster> non cela una certa insofferenza verso quella casata e i suoi modi < Ma Mr Cullen dovrebbe diventare Lord Lancaster e credo che se abbia desiderio di ciò ilo suo interesse sia abbastanza elevato da farla scomodare in fin dei conti credo che a suo modo ella sia una donna molto passionale anche se freddamente calcolatrice >alle sue ulteriori parole si fa pensierosa < si questo è qualcosa che avevo compreso per questo la mia posizione di giocattolo mal funzionante mi crea non pochi pensieri> sospira < lui è un enigma e un uomo che sembra certo di poter essere protetto non so da cosa gli venga questa convinzione> Sorride con amarezza <io ne sono perfettamente consapevole e non mi aspetto nessun aiuto come detto non ho problema a cavarmela da sola, anche se n on sempre diciamo agisco in modo impeccabile> sospira < maledetto cullen è questo che mi tormenta non mi sembra un uomo cosi solido e so bene che solo se mi espongo con il Comandante posso fermare questa cosa, ma Eminenza il coraggio non mi manca eppure so che sarà una di quelle volte in cui mi farò davvero male. Confessare di aver bruciato Gregory street perchè la ritenevo la causa del malessere del Bosco e perchè come Guardia ero stufa di stare ad attendere che qualcuno facesse qualcosa, sai bene cosa mi costerà, non ero una religiosa ho fatto di testa mia con indosso una divisa in barba alla chiesa, letta cosi Lady York,  vorrà fare un bel falò e sono certa che il Comandante sarà quello che regge la fiamma ai piedi della pira> sospira < vorrei almeno essere certa che ciò lo plachi definitivamente, pensi che un simile scenario lo bloccherebbe ?> chiede come se alla fine stesse già accettando le conseguenze di quel piano

Richard <No> solleva l'indice per fermarla di quella considerazione che non ha ancora capito <Avere due bambini da crescere e che poteva benissimo addestrarli alla sua volontà è stata un'occasione unica che Dahlia, andandolo a sbandierare in giro, ha fatto perdere. Non ci si può oppore alle leggi, le Perdute non possono avere figli e coloro che li hanno vengono strappati via dalle loro braccia. Se Lady Lancaster sarebbe intervenuta, sarebbe finita al rogo lei, i due bambini, Dahlia, il Red Light e probabilmente tutti quelli che hanno a che fare con il Red Light> rimane senza parole <Ti ha offerto il suo aiuto?> non se lo aspettava <Per lei qualcosa ha valore, ma non da valore alle stupidaggini. Quindi qualsiasi gesto sconsiderato umano, fai figli e qualcuno dovrebbe proteggere quei bambini, oltre ad essere completamente sciocco è addirittura una follia. Sottovalutarmi> si fa sottile <E' una follia, non tollero di certo certe cose e se non fosse stata Mrs Weaton a fare quanto andava fatto, probabilmente ci sarei stato io a farlo e avrei anche recido la testa di quelle due donne> è serissimo mentre lo dice e anche con una punta di soddisfazione <Come ho già detto, un futuro Lord Lancaster che si dimostra di essere tanto sciocco, non è utile a nessuno. Nessuna persona che fa delle stupidaggini è utile a qualcuno, ne ai Lancaster, ne agli York e tantomeno ai Woodville. Ti dirò qualcosa che è un pensiero corale alla fine. Le persone sbagliano ma sbagliare con la sicurezza che qualcuno verrà a pulire il casino, è l'idea più sbagliata che ci possa essere qui a Laddington. Bisogna che le persone crescono e anche piuttosto in fretta perchè nessuno di noi ha troppo tempo da perdere, come noi ci impegnamo si esige lo stesso impegno che spesso viene meno per "principi personali"> mostra noia <Le battaglie morali siete liberi di farle da soli, finchè le persone non si rendono conto che qui si vive di concretezza, di contratti e anche di scendere a patti, delle persone egocentriche che credono che a loro tutto è dovuto, fa la fine di tutti i loro predecessori> un rinvigorito sorriso sfoggia <La fine del gioco non è di certo il tuo sacrificio perchè non serve a niente. Scott va alla ricerca della verità perchè solo così può evitare che l'accaduto possa ripetersi. L'ho detto poco fa, le stupidaggini non serve a nessuno e la tua presunta confessione non gli basterà di certo. Non è un uomo che si lascia rigirare solo perchè gli altri scelgono di dirgli delle cavolate. Si deve elaborare un piano solido, concreto e senza stupidaggini eroistiche di questo tipo>

Alysia  Assottiglia lo sguardo con aria pensierosa mentre lascia che lui parli senza interromperlo. Un piano per sistemare la faccenda non le sembra una cosa da poco. Scott ha una testa dura come pochi e un fiuto fine, quanto a lei è solo una plebea con ben poca dimestichezza con i giochi di potere. Dovrà imparare in fretta e per ora si sente solo un elefante in un negoziuo di vasi di cristallo < mm trovargli qualcun altro a cui interessarsi o dei colpevoli ?> chiede ora con voce flebile < hanno bruciato anche una fattoria, con qualcosa di rituale, forse potrebbe essere quella una pista percorribile, solo che si dovrebbe capire chi sono gli autori e resta il fatto che non leva di mezzo il problema di cosa facessimo noi li > sospira socchiudendo gli occhi e massaggiandosi la tempia con aria stanca < un piano solido ..:> ripete mentre si chiede in che cavolo di modo riuscire a liberarsi di tutto con la spada di damocle in testa di Cullen ancora incarcerato e nelle grinfie di Scott. Lascia la mano ricadere lungo il fianco per poi salire al rosariuo che ha al collo stringendolo con forza mentre si arrovella il cervello in cerca di qualcosa da usare in modo definitivo anche se non le sembra un colpo facile da mettere a segno < persino uccidere Cullen non sarebbe utile terrebbe la bocca chiusa, ma indurrebbe il Comandante a cercare da me le risposte> leva il capo verso la croce mentre si morde nervosamente il labbro inferiore < Mrs Sofia sapeva davvero come cavarsela, anche se ancora non ho capito come sia finita in carcere> scrolla le spalle come a scacciare quel pensiero < una pista con quell'incendio c'è ma rimane aperta la questione di cosa facessimo noi li > sospira < odio avere sempre un quadro frammentato, comunque sia tu che sai di quell'incendio ? Chi ci sta attaccando cosi platealmente ?> chiede mentre cerca qualcosa per mettere in ordine i propri pensieri

Richard  <Un incendio causato dalla mano di due persone, non c'entrano nulla di un incendio di carattere religioso. Sono due piste completamente separate e come lo so io lo saprà anche lui. Certo che se trovi il modo di renderle entrambi simili ma penso che il Comandante avrà fatto un sopraluogo e i testimoni non hanno riportato niente di ritualistico, infondo a livello pubblico lo sapremo. E' passato troppo tempo, arrivare li e cambiare le carte in tavola sarebbe troppo evidente> considerazioni <Infatti> conviene con l'Adepta sul punto del problema <Non è una soluzione uccidere qualcuno che dovresti proteggere perchè parte del complotto e aspirante membro della Tela. Quindi è una stupidaggine> conviene sempre con calma escludendo le piste, come le chiama lui "stupidaggini" <Ci è finita per un semplice interrogatorio su come mai, tante persone si radunavano a casa di Versis e per quanto posso dire che Versis è un Ragno e lo fosse anche Sofia come lo dovevi essere anche tu, prendere casa in un posto tanto trafficato è proprio il massimo della discrezione> fa notare tale semplice logica <e purtroppo mi costringete nel mettermi nella situazione di aprire un caso se troppe persone fanno troppe domande, sopratutto una donna come Lady di York stuzzicata anche dal comportamento di Winry che è sempre stato troppo eccentrico accanto a delle persone che dovrebbero mantenere una certa linea discreta. A volte mi chiedo dove avete la testa o pensate sul serio che le persone siano sciocche e voi dei maestri d'intelligenza> è una cosa che glielo dice senza neanche girarci attorno <Sarebbe saggio che vi rendeste conto che questa città è popolata da sguardi indiscreti, lingue troppo lunghe e persone impaurite. Non è il caso di comportarsi in maniera meno stravagante?> glielo chiede seriamente <Attaccando?> cade dalle nuvole perchè non ha capito e ne conosce i dettagli <In teoria, siete voi i ragni che dovreste saperlo e dirlo a me> fa notare <Altrimenti che cosa ci state a fare nei Ragni? Dovreste essere voi a pulire casini, a scoprire le cose prima degli altri e operare con efficenza, mica state occupando il posto solo per essere protetti così gratuitamente>

Alysia Lo sguardo di lei rimane basso mentre cerca di non sentirsi soffocare dalla presenza di lui che stranamente gli risulta ora famigliare <Ehm non voglio giustificarmi e non lo sto facendo ma sia chiaro che io dei ragni ho saputo solo dopo la carcerazione, prima mi era solo stato accennato qualcosa e devo dire che in parte ssolo l'incontro con il cavaliere con l'armatura del drago mi aveva in parte aiutato a capirci qualcosa, il resto è avvenuto in fretta e non credo di aver capito sino in fondo tutto. La missione venne data a Cullen che mi coinvolse : > sospira < Mrs Sofia mi accennò qualcosa, Mr Versis non mi disse proprio nulla > sospirò < mi sono recata da lui solo per cercare consiglio e sempre occultando il mio aspetto, non è colpa mia se vedono oltre la maschera, comunque sia erano momenti incasinati per l'arma e lui era l'unico riferimento che avessi> sospira < ma come detto non devo giustificarmi in quanto ciò non avrebbe senso > sospira guardando di nuovo verso la croce < questo casino non ho la più pallida idea da dove venga, anche se contavo di recarmi sul posto e cercare indizi in veste di religiosa> riabbassa lo sguardo < capisco prudenza sempre e comunque > annuisce mentre ancora non trova una via d'uscita a quel casino < l'unica cosa sarebbe far uscire cullen di li ma non so proprio come fare......anche se non sbaglio lui studia occulto potrebbe sapere che riti si facevano da quelle parti e dare una mano nelle ricerche dei colpevoli alla chiesa, sebbene dubito che scott acconsenta in fin dei conti vi è sempre la sua maestra che si potrebbe disturbare motivo per cui lui non verrebbe mai scarcerato> chiude gli occhi maledicendosi mentalmente e mordicchiandosi il labbro inferiore < comunque riassumendo > esordisce < un ragno, cosa che ancora non sono, deve essere gli occhi e le braccia degli immortali quando questi non possono agire, va bene ma in che modo si può decidere cosa sia meritevole dell'interesse di Loro o cosa non lo sia, ci danno ordini? O Stai a noi decidere?> chiede temendo la risposta.

Richard Alza le mani in alto <Il mio non è una sequela di rimproveri nei tuoi o vostri riguardi> si premura di specificarlo riabbassando le mani per appoggiarle sulle gambe <Ma il mio sono delle osservazioni semplici. La semplicità non va trascurata perchè è proprio li che cadete sempre in errore e non riuscite mai ad andare avanti. I vostri occhi sono puntante alle cose complicate che alla fine ci si perde nelle questioni più semplici, il vostro punto debole> le spiega <Consorella Patience ma ti pare che sarebbe bastato una maschera? Mi spieghi che tipo di associazione dovrebbero fare più di quanto si sa? Sei una donna che ha voluto fare il militare e con un uomo bene o male più in vista di tutta l'Arma. Che cosa dovevano scoprire più di quanto per esclusione non si sappia già? Versis è coinvolto in uno scandalo di carattere sessuale, tu sei coinvolta in uno scandalo per voler indossare i pantaloni ed eri attualmente l'unica nell'arme, quale altre associazioni dovrebbero fare? Non conoscevi le opinioni malevoli nei tuoi riguardi? Curarsi di chi ci sia dietro alla maschera? Ma non è già tutto così evidente in modo semplice? Quando dico di non essere stravaganti è proprio questo che intendo. Anche se non saresti stata tu, è logico e semplice pensarlo> cerca di farlo capire <Per le persone vali ciò che appari, che altro c'è da andare a scavare? Per quale motivo l'apparenza è così importante?> altre domande <Vai a cercare il complicato quando nella semplicità> alza le spalle <Ha senso giustificarsi quando si deve capire ed imparare i perchè, andarci a muso duro che senso ha?> retoriche <Puoi provare, se ti senti di andare la ed indagare fallo, infondo, le trasgressioni di carattere religioso, sono di nostra competenza> silenzia per diversi momenti <Perchè non provi?> chiede ancora <Entrambi, sicuramente una conoscenza più approfondita dovrebbe essere data dopo che la prova sia stata superata, non prima e ancora la prova è in fase di sviluppo>

Alysia Un senso di nausea l'assale mentre sente forte il disagio di non riuscire a stare a passo con gli altri. Sospira con l'invidia che le fonde le interiora. Umetta le labbra mentre ascolta le sue parole < capisco > semplice e deciso senza aggiungere altro alle sue parole per poi annuire <lo farò certamente > in fin dei conti potrebbe essere divertente < anche se non dovremmo anche organizzare qualcosa simile a una benedizione per scacciare il male che quel gesto può aver evocato? In fin dei conti bruciare simboli sacri è sacrilegio e sicuramente attira il male come azione> per poi annuire rassegnata all'ultima dichiarazione < mi sembra ovvio va bene vedremo cosa riesco a scoprire e per la questione di Gregory street ?.beh pregherò che qualcosa mi venga in mente di sensato, forse i tuoi suggerimenti potrebbero essere di aiuto, anche se non so ancora bene cosa fare, ma qualcosa farò >

Richard Annuisce con la testa <Semplice ma sensato> di conseguenza non è una "stupidaggine" <Vai prima a scoprirne di più poi organizza una benedizione. Interessatene prima di arrivare li alla cieca e fare una benedizione alla base di dicerie, non si può vedere una persona che agisce a caso che sembra farlo solo per forma, a lungo andare non è credibile> preme sulle ginocchia per alzarsi in piedi <Ti lascio alla tua preghiera ed a costruttive riflessioni> andrà via dopo aver sentito il suo saluto

Alysia Sospira come se avesse scalato una montagna e ora ne sentisse la fatica. Non è tipa da piani decisamente, le riesce meglio l'agire istintivo e qui si nota la causa dei suoi guai. Socchiude gli occhi inchinandosi profondamente a lui che si congeda < ti ringrazio per le tue parole > dice semplicemente prima di osservarlo lasciare il posto

martedì 7 aprile 2015

Quando il gioco trascende in off e le cose sfuggono di mano

Location: Segrete
14:15 Rosemary Calma , silenzio , sono pochi rumori che la interessano; i passi nei corridoi e voci dalle altre celle. Bloccata nella posizione sospesa della tortura , i muscoli sono tesi e sfiniti e lei agogna solo poter riposare. Il dolore la tiene sveglia , le ricorda ogni secondo la sua colpa , la sua macchia. Ormai abituata al freddo della cella , la pelle è diventata ancora più pallida , sottile come pergamena e i capelli lunghi e sporchi sembrano liane nere . La gola secca le impedisce di parlare per lunghi periodi finchè la saliva le permette di aprire le labbra rovinate e dire qualche parola: ma la voce sembra quella di un fantasma , flebile e debole. E' in limbo che si è creata da sola , dove prega e spera , prega e spera.
14:18 Sofia Addossata alla parete della sua cella.Di tre quarti girata verso di essa,la fronte sulla pietra gelida le da sollievo.La pelle esposta è bagnata dal sudore,i capelli sono appiccicati intorno al viso e si allungano dietro la schiena in maniera contenuta.Le mani posate sulle vesti inumidite e sporche di sangue.Ha strappato un lembo della gonna per circondare l'indice leso che continua a pulsare.La bocca screpolata e gli occhi chiusi,che si aprono di tanto in tanto per non guardare nulla se non ombre sfocate.
14:18 Matthew Appeso come un testiculus oscilla quasi impercettibilmente. Avanti e indietro avanti e indietro. Per quanto vorrebbe essere in grado di muoversi affatto per poter subire di meno quegli strattoni alle giunture di cui risentono tutti i suoi muscoli del tronco, persino quelli dell'addome e della parte inferiore della schiena, qualche movimento provocano il modo di cui è succubo <ghhh> il millesimo, se non milionesimo, gemito che fa in quelle segrete. Le palpebre si aprono a fatica mentre si desta dal dormiveglia.
Margareth Tiro in ForzaDanimo: 7 Dado (7) + Mod. Sensibilità (0) + Bonus Forza d'Animo (0)
14:41 Margareth  [Corridoio- Esterno Celle]  <Disgrazia di questo Demonio! Maledetta piaga di questa società! Maledette donne indecenti, per quale motivo Yeshua non vi fulmino ogni volta pronunciate un pensiero impuro, è per me un mistero della Fede!> nella sinfonia di dolore e lamenti, sottofondo sonoro dell'ambiente di quelle Segrete con cattivi odori di ogni genere per i corpi martoriati, marciti e sangue versato ed infine essiccato, in quell'angolo dimenticato da Dio ironia della sorte, il suo borbottio stridulo sovrasta tutte le altre. E' solo una signora avanti con l'età e potrebbe apparire rassicurante, innoqua quasi, ignari che può diventare la peggiore dei Carcerieri, i suoi occhi fremono di una furia che rimane imprigionata in un contegno nobiliare tipicamente York, perchè l'apparenza è al di sopra di ogni cosa <Per quale motivo non mi avete chiamata subito!> sbraita con contegno e per fortuna nessuno la vede con quell'eccesso di passionalità, socialmente indecente così come tutte le sue lagne <Che scandalo! Che indecenza!> si ferma alla cella di Matthew e sbircia dalla fessura della cella <L'ennesimo pastoraccio procastico senza spina dorsale ma tanto sappiamo come questi idioti non siano in grado di tenervi testa> saetta lo sguardo verso i monaci bianchi allusiva ma torna su Matthew <Una vergogna e se il Diavolo riesce a tentare tanta gente, uomini e donne, fanciulli e bambini, è perchè non c'è un sacerdote decente che si prende cura di questo gregge. Meriteresti di rimanere appeso li per il resto dei tuoi giorni!> se la prende con lui, giudica prima ancora di ascoltare, il pregiudizio tipicamente York è il calice della verità assoluta, secondo il suo punto di vista totalmente superstizioso e bigotto
14:48 Rosemary Sente dei passi , più forti e vicini e un brivido le persorre la schiena. E' in arrivo o la liberazione o la morte , si starà a vedere se sono i monaci bianchi. Invece no , la voce di una donna , e anche molto arrabbiata , si fa strada nella pietra e nel legno della porta per arrivare alle sue orecchie. Alta leggermente in viso per togliersi i capelli dalla faccia e ascolta. La donna inveisce contro Matthew , quindi per il momento rimane in silenzio , ma il cuore batte più velocemente e il respiro è più corto; ansia , molta ansia.
Sofia Tiro in ForzaDanimo: 11 Dado (9) + Mod. Sensibilità (+1) + Bonus Forza d'Animo (+1)
14:51 Sofia Corruga la fronte a quella voce alta ma incolore,la segue con l'udito ma quello che dice si perde nell'eco di quel luogo e si mescola con i lamenti,per poi sollevarsi ancora,adesso vicinissimo e distingue il discorso e la voce,associandola a qualcosa di consociuto. Ci mette forse qualche momento di troppo.La lingua cerca di inumidire un palato secco e le labbra tirano in maniera doloros,lamano sana scaccia qualcosa di invisibile dalla fronte e tirandosi un pò si,le spalle dritte per quanto le riesce,guarda verso l'ingresso. Vorrebbe parlare ma non ci riesce ma la mente è tornata un pò più lucida,almeno per quello che le riesce
14:52 Matthew  [interno cella]  Le prime urla che risuonano lungo il corridono non sono altro che piccoli aghi nelle sue orecchie, frastornato come è. Deve sbattere più volte gli occhi prima che la vista annebbiata riesce a focalizzare la porta davanti a sé e di riuscire a sentire distintamente parola per parola. I riccioli, data la postura, oltre ad essere unti, sporchi di sudore e del liquido del cuoio cappelluto, orrendi, degni di un plebeo non di un borghese, si appiccicano sul suo viso. Deve soffiare più volte prima di scrostarli da esso. Non sembra interessato dal sapere chi sia, affranto com'è, chiuso nelle suoi atroci dissertazioni, totalmente privo di appigli emotivi. Risponde, rauco, con un filo di voce, ma deciso seppur la voce è provata dalla sua condizione guardando le sbarre ma senza poter relmente riuscire a distinguere le immagini dietro di essa <Sarò integno nella mia morte, donna.> si lecca il lato disistro del lato superiore prima di spalancare la bocca e sfiatare una volta <Solo allora vedrò la giustizia di Yeshua, non qui.>
15:02 Margareth  [Corridoio- Esterno Celle]  L'espressione è scandalizzata, spalanca la bocca senza curarsi di apparire inappropriata e sbatte violentemente le ciglia due volte guardando i monaci e poi la fessura, il controllo emotivo è semplicemente nullo <Farabutto eretico> sbraita <ma come ti permetti di rivolgere a me certe parole! Morire? AHAHAHAH> ride fragorosamente <Rimarrai a marcire qua dentro finchè i tuoi capelli non diventeranno grigi di vecchiaia e il tuo corpo sarà una biblioteca di torture subite!> alcune volte pronuncia acuti incapaci di ascoltare <Inetti che anche in queste situazioni ostentate arroganza. Rimani a marcire quaggiù, credi di essere un'eroe? O di strappare una piccola vittoria? Te la faccio vedere io la vittoria! Con chi credi di avere a che fare? Insolente> finisce li per passare oltre alla cella di una che non conosce <E questa sgualdrina chi è?> cerca di vedere bene in cosa la stia torturando
15:10 Rosemary Quella voce le incute una certa soggezione; è forte e porta parole dure e crudeli. Quando la sente avvicinarsi alla sua cella , gli occhi si sgranano leggermente, per cercare di vedere al di là delle fessure della porta , ma messa com'è non guardare nulla. Respira profondamente e le risponde , cercando di tenere la voce più ferma che può <Rosemary . . . Doyle>.
15:12 Sofia Sranamente non ha timore alcuno.Il suo cuore batte in maniera strana ma per la febbre,non per la paura di quel tono o della presenza in se e nemmeno per le parole che sente.L'espressione stanca si distende e con pacata calma si mette seduta nel migliore dei modi.Raccoglie le idee,le informazioni,tutto quello che è successo,lo fa la mente,sorretta dalla perseveranza.Fissa l'ingresso e poi sposta lo sguardo verso la voce dell'irlandese e poi torna a guardare avanti
Matthew Tiro con DadoPuro: 7 Dado (10)
15:19 Matthew <E per quale motivo?> uno spasmo lo costringe a tossire <Vendetta? Ira? O semplice piacere nel vedere un uomo che soffre?> e all'improvviso scoppia in una risata nervosa che fa muovere tutto il suo corpo. A quanto pare ancora un briciolo di linfa vitale è ancora presente in lui, infatti, veemente, al massimo delle sue possibilità, sproloquia <EROE? EROE?> risata <SONO SOLO LA VOSTRA ENNESIMA VITTIMA!> fa strani mugugni <tenetemi qua dentro, tenetemi per sempre. Ogni giorno della mia vita è un passo che voi tutti fate per portare l'oblio su questa terra, io di peccati ne avrò commessi, anche molti, e accetterò la mia punizione, ma non l'accetto da voi. Da nessuno di voi. Quale processo ho avuto per questo supplizio? QUANTI PENITENTI HANNO SUBITO LA MIA SORTE?> pausa <IO so chi avrà ragione nella morte! NON VOI! FINTI RELIGIOSI. QUI LA RELIGIONE NON C'E' MAI STATA.> ansima < DOVRESTI AVERE PIU' PAURA TU NELL'INFLIGGERMI TALE SENTENZA, CHE IO NEL RICEVERLA!>
15:49 Margareth  [Corridoio- Esterno Celle]  <Rosemary Doyle> lo ripete ma non le ricorda nulla <Perchè sei qui?> chiede ma le urla di Matthew la fanno ritornare alla sua cella <Un uomo? UN UOMO?> alza la voce ma poi, le sue corde non reggono più di tanto <Pensi che questo riguardi solo te o le tue sofferenze? Parli solo di te stesso, di quanto soffri tu, di quanto sei vittima tu, abbiamo sputato sangue e rinunciato alla nostra vita per la causa di questa città e tu sei solo buono a pensare a TE STESSO, al tuo orgoglio, alla tua dignità...> continua a parlare con lui <Abbiamo retto più che bene le sorti di questa città a discapito dei tuoi predecessori che non hanno fatto altro che disastri fin'ora, prontamente ripuliti da noi che stiamo qui. Processo? Esistono delle regole e delle leggi che vengono ignorate e puntualmente infrante e mi pare anche che fate finta di non capirle e non capire bene quel che si viene detto. Qui c'è un male che dilaga, il Diavolo che si impossessa delle ragazze e che tenta di dare libero accesso alle streghe, amenità varie, perdute gravide, persone impaurite e tu pensi a quanto soffri tu? Dei tuoi peccati e della TUA VITA? Tu hai dei figli da anteporre alla tua stessa vita e al tuo piacere e questo figlia si chiama "Laddington" e sei qui perchè non capisci un tubo di niente di questa responsabilità che non te ne frega niente a parte la scalata sociale e i tuoi peccatucci da uomo primitivo. Sei uno scandalo e che cavolo hai fatto da quando sei diventato adepto? Preghiere? Atti di beneficenza? Hai fatto qualcosa per aiutare i caritatevoli? Io non ho visto nessuna di queste attività e non riesci neanche a tenere a bada la tua fidanzata che si reca a casa di certi elementi ad ore improbabili? E a fare che cosa? A parlare? Esistono tanti posti in cui parlare non di certo a casa di Tomas Versis, Caporale dei miei stivali e ladro di virtù>
15:58 Rosemary Il suo nome in bocca a quella donna la fa gelare, da come parla sembra abbia un autorità da non sottovalutare <Ho peccato . . . Ho fornicato con Tomas Versis. . . > la voce è spezzata dalla vergogna e dai sensi di colpa <Sto pagando per questo peccato. . .> si ferma ed aspetta gli insulti che è sicura pioveranno come acqua durante una tempesta.
16:02 Sofia Le urla di Matthew sferzano le orecchie della sarta che sospira,raccoglie l'ossigeno necessario per tramutare i pensieri in parole,sospira lungamente magari condivide buona parte delle parole della Teiera <ad ore improbabili>ripete poco dopo l'ammissione di Rosemary.La sarta rimane in silenzio e poi guarda il soffitto,sentendo la febbre che si affaccia in maniera costante sotto forma di sudore,stringe debolmente la stoffa del vestito ma li rilasci asubito e scuote la testa
16:09 Matthew Difficile riuscire a rispondere a tali parole. <E' quindi? Ho peccato io più di altr'uomo? Quale scalata sociale mai io potrei ottenere dal diventare un penitente nero!> altra risata nervosa <Mi sono prestato al Tribunale morale, ho fatto da boia accentando la sua sentenza, non la mia. Chi ha consacrato le creature? CHI?> un rivoletto penzolante di bava si appiccica sulla barba dopo essere stato sputato fuori nel discorso e aver compiuto un arco <Sofia me lo aveva detto che avrebbe parlato con quel tizio, per il tribunale morale, mi aveva parlato di Mrs Bradley!> momento di pausa <E ho servito il convento e portato il pane a quei rosci puzzolenti delle campagne! I miei peccati non giustificano questo trattamento!>
16:20 Margareth  [Corridoio- Esterno Celle]  <Si> replica decisa <Hai una responsabilità perchè essere un Penitente Nero è il più alto ruolo e il più gravosi di tutti quelli presenti in questa città, hai una responsabilità morale, spirituale e anche fisica perchè i peccati dell'animo hanno poi forma fisica anche nella realtà se non ti fossi accorto o fai finta di non capire?> rimane assolutamente integra in quelle dichiarazioni <E allora? Sai quante creature sono state consacrate per mia mano? Quante persone redente? Quante perite nel peccato per negligenza altrui di cui mi sono fatta carico più e più volte? Ti lamenti per due bastardi bruciati? E quante volte la necessità di scacciare il diavolo dal corpo di una bambina, o più bambine in quarant'anni che sono stata qui a svolgere il mio ruolo e l'incapacità di formare degli eredi che possano degnamente essere preparati alle insidie del demonio? E ti lamenti per stare appeso là per qualche slogatura e per aver bruciato qualche neonato? Tsk e tu dovresti farti rispettare dai ribelli o in che modo faresti si che il Diavolo ti rispetti? Perchè temerti, farebbe ridere solo a dirlo> per ora termine la lunga sequela <Prego tutte le sere che Yeshua la smetta di mandarmi procastici pappamolli che pensano che fare due cose eclatanti, sia già abbastanza. C'è il Diavolo da combattere santo cielo! O non te ne rendi minimamente conto di quanto grave sia la faccenda> sbatte più volte le palpebre <I tuoi peccati non giustificano questo trattamento> sente bene il peccato di Rosemary e si allontana verso la sua cella
16:20 Margareth  [Corridoio- Esterno Celle]  <Eccolo qua il risultato del tuo operato, questa donna ha fornicato con Tomas Versis, guarda un pò, sarai la ventesina almeno e nessuno di voi, gente di moralità e virtù che dovrebbe fare qualcosa, l'abbia istruita a dovere, con le buono o con le cattive. Paghi per aver concesso a questa giovane di rovinarsi la vita perchè finirà al Red Light, sempre se ha qualche altro peccatuccio da rischiare la E di eretica e vagare ad elemosinare per le strade, perchè a quel punto, te ne dovrai occupare tu di lei e anche di tutte le altre che hai lasciato peccare per la tua negligenza. Tanto sei troppo impegnato a peccare che a salvare le vite altrui da gesti sconsiderati cadendo nella tentazione peccaminosa del Diavolo!>
16:30 Rosemary Anche se stordita dal dolore , che è tornato più forte che mai trova la forza di dire qualche ultima frase <No aspetta. . . Il mio peccato è solo mio , io l'ho commesso e io sto pagando. Sono pentita e prego che almeno la mia anima si salvi. . . Io . . . non ho commesso altri peccati> si ammutulisce e si mette a guardare il soffitto della cella.
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Rosemary Dado () + () + ()
16:38 Sofia Un colpo di tosse quando tenta di parlare ma lo fa,il tono rauco accenti trascinati <Lady Margareth Brown di York>fa una pausa<ci onore dei suoi supplizi verbali,tutto giusto o quasi ma vedo pure che la calunnia vince sempre tra le mura del Puntocroce,vipere>rabbia mal celata <io non mi reco a casa di uomini soli a ore improbabili.In pieno giorno,avendolo anche detto al Confratello Matthew. Tomas Versis si è fatto beffe anche della sottoscritta,ero andata li per giusta causa e mai si azzardato ad allungare un dito su di me e puoi pensare quello che ti pare e posso marcire qui dentro se l'opinione è che io sia colpevole di atti ignobili contro la morale.Il mio corpo e la mia anima sono puliti di quel peccato. Non posso dire altrettanto per le onoratissime sposine e nubili che se ne vanno a spasso e portano l'isteria a Laddintong..maledette irlandesi,che fornicano al Villaggio e cercano di rivoltarsi contro gli inglesi>inspira appoggiandosi al muro <vuoi saperla tutta?il Caporale stava lavorando con me,per aiutarmi con gli ultimi arrivati,come è successo anche con le Possessioni Sarà sbagliata la scelta del luogo ma non ci sono altre colpe. Ci eravamo accorti dello strano giro che c'era ultimamente>rimane insilenzio <il Confratello Matthew è stato portato qui perchè ha risposto ai monaci bianchi e sopporta la sua pena,se è colpevole di avermi assecondata è perchè sa che non gli mancherei mai di rispetto,io.Non sono mica come queste qui..>una mano a pugno si posa sulla fronte<ma immagino che non sei venuta per ascoltare>
16:42 Matthew <Non devi temere me, ma le tue sentenze.> detto ciò chiude la bocca, non ribattendo più al soliloquio vedendo che Sofia è in grado di rispondere adeguatamente ad ogni accusa, chiude gli occhi <Te l'ho detto Sofia, è tutto inutile> sussurra quasi, ma la sua voce è udibile <mettiti l'anima in pace e dimenticati di me fin da ora. La mia fine sarà il mio inizio> e detto ciò chiude gli occhi per tornare allo stato di dormiveglia.
16:47 Margareth  [Corridoio- Esterno Celle]  Rimane in silenzio a sentire le parole di Sofia <E proprio perchè sai quant'è lunga la lingua di certe pettegole che dovresti avere maggior riguardo. La città, come le sue donne, prendono esempio dal tuo comportamento e sai bene le regole perchè gestisci tu stessa un corso di moralità e cadere in questi errori mi da da pensare che così errori non siano> alza il mento <Posso pensare e fare quello che mi pare e ciò che penso è legge e trascritto a chiare lettere sulle leggi e sul libricino delle regole morali. E' sempre tardi per le spiegazioni postume, si avranno delle lingue taglienti ma si da modo anche di cucire le storie> ascolta le parole di Matthew <Vedi? Tanto questi pastori procastici fanno tutti le vittime perchè sono troppo impegnati a pensare alla loro vita e a compiere i LORO peccati tsk che seccatura questi monelli> gira letteralmente i tacchi e si avvia verso l'uscita

venerdì 20 marzo 2015

Epico degli Epici: la donna mollata scopre che l'omo ha un'altra fidanzata - la reazione

Location: Sala Comune
15:06Grace usa [Casto Nero] : La bambolina indossa l'abito lungo, le collane con il crocefisso di lana nero e con il ciondolo del fuoco, la solita cuffia in testa. L'espressione è seria mentre passeggia in religioso silenzio per i corridoi e lo sguardo smeraldino è basso, meditabondo. Si volge solo ora in direzione di Candice accanto a lei. < Ho sentito Ephaestion ieri sera, mi ha mandato una lettera.. > principia non riuscendo più a tenersi la cosa dentro. < Non ho belle notizie.. > beh non per l'amica ovviamente. < Dice che.. > si morde fortemente le labbra carnose e chiare, eppure la bambolina è una a cui non piacciono i giri di parole, lei le cose le butta lì, in tutta sincerità... Poi può anche arrabbiarsi, essere triste, ma le cose le dice chiare, ecco.. < Ha trovato una fidanzata.. > ed ora se ne sta lì ad osservare con la coda dell'occhio la reazione di Candice. Si ferma pure rimanendo nel corridoio ma rimane attaccata all'amica nel caso possa succedere il peggio è lì per sorreggerla,ecco... < Te lo dovevo dire, lo trovavo quantomeno doveroso, essendo tua amica.. Anche se credo lui me l'abbia detto apposta perchè sa che io l'avrei detto a te.. > considera semplicemente.
15:12Ivory usa [Decoroso donna] : Penna nella mano sinistra, il quaderno steso sul tavolo davanti a se su cui posa il braccio destro ingessato ed il volto sopra di questo. Crollata dal sonno nella sala comune la ragazza ancora dorme in quella posizione scomoda, rannicchiata in se stessa con i capelli sciolti che le ricadono come una cascata a incorniciare il capo. Il respiro è lento e regolare mentre lentamente scuote un attimo il capino, un accenno di risveglio mentre muove i piedi nascosti dalla gonna dell'abito. <mhhh> mugola appena mentre torna eretta con il busto da quella posizione rannicchiata... lascia andare la penna per stiracchiare l'arto sinistro mentre il destro rimane ancora posato sul quaderno di fronte a se, ha dormito poche ore ed il volto è più bianco e slavato del solito il sangue rappreso sulle labbra e sul mento è rimasto li in una orribile chiazza che ha macchiato anche il quadernino. Le ci vuole qualche secondo per riprendere contatto con il mondo, secondi in quale sogni e realtà si intrecciano cullandola in un mondo immaginario che si dipana di fronte ai suoi occhi.
15:14Candice usa [Decoroso donna] : Cammina per il corridoio insieme a Grace. Conta i passi. Sulla striscia consumata di un pavimento che ormai non sembra riconoscere nemmeno più il peso o la gravità di quel corpo nascosto dentro abiti decorosi, rosati, come fosse un fiore che non è ancora pronto a schiudersi. C'è freddo. E non è primavera. Per niente. Nè dentro nè fuori. La metafora ci sta tutta. Il viso angelico e ambrato ha un solarità tutta sua. Sta contando i passi...della sua breve e quantomai passionale esistenza.In ogni caso tiene il conto, mentalmente, di ogni audace e sinuosa falcata con la quale si spinge e viene spinta, inevitabilmente, nel baratro di un mondo che, per quanto possa apparire puro, pregno di una sontuosissima morale e controllato, misurato in ogni sua più piccola ed effimera sfaccettatura, risulta sempre più estraneo ai suoi occhi. Sembra, comunque, dall'espressione del viso, che abbia passato una bella mattinata in fin dei conti. Ma...sfortuna vuole che Grace le mandi all'aria tutti i piani di buona e sana condotta. Si blocca già appena sente la parola 'Ephaestion'. Parolina magica per lei. L'abbiamo già visto, no? Va a voltarsi completamente verso l'amica. Non solo con il viso. Ma con un quarto di giravolta su sè stessa. Un brivido d'ansia le serpeggia sulla nuca. <Cosa?> Forse non ha capito bene. No, ma ovvio che abbia capito benissimo. Le considerazioni dell'amica sul 'l'ha detto apposta' non la fanno nemmeno sorridere tanto, ecco. Anche se ci sarebbe da sorridere davvero. Perchè forse...lo sta pensando pure lei? Chissà. Una mano va a stringersi in un pugno. Unghie quasi scalfiscono la carne del palmo. <E chi sarebbe...questa fantomatica puttana?> Le chiede inarcando un sopracciglio verso l'alto con la vera intenzione di saperlo, ecco. Che poi parla lei. La vera puttana, sì. Sempre che poi Grace lo sappia chi sia questa. L'amica potrà notare benissimo che si sta trattenendo dal mettersi ad urlare. Ma sono in corridoio. Non può urlare. Si morde il labbro inferiore in --
15:15 Candice  una morsa così forte che rischia quasi di tagliarsi.
15:16Sophia usa [Decenza donna] : Ha il suo vestito candido ben chiuso, e una cuffietta nuova di zecca sui capelli. Entra portando con sé due secchi, uno ricolmo di patate. Arriva dall'orto ed è completamente fradicia. Testa china mentre lascia una scia dietro di sé. Giusto per sentire Grace dichiarare della lettera di Ephestion. Si ferma guardando le presenti, e non comprendendo al momento molto. Ma del resto ha altri pensieri per la testa e procede verso il camino per potersi asciugare almeno.
15:21 Sophia //azione annullata.,correggo
15:21 Sophia  [corridoio]  Ha il suo vestito candido ben chiuso, e una cuffietta nuova di zecca sui capelli. Entra portando con sé due secchi, uno ricolmo di patate. Arriva dall'orto ed è completamente fradicia, tanto da dover passare prima a prendere uno straccio per asciugarsi. Testa china mentre lascia una scia gocciolante dietro di sé. Giusto per sentire Grace, che non aveva notato prima, immersa come è nei suoi pensieri , davanti a lei dichiarare della lettera di Ephestion a Candice Ce le ha davanti a sé nel corridoio. Si ferma guardando le presenti, e non comprendendo al momento molto. Ma del resto ha altro per la testa e procede seguendole verso la sala comune.
15:31Grace usa [Ciondolo del Fuoco] : osserva Candice e si mordicchia le labbra carnose fortemente. Ne vede la reazione e subito entra in uno stato d'ansia per l'amica,si. La prima domanda la coglie ma non risponde perchè sa che ovviamente l'amica ha ben compreso. Non proferisce verbo, ma si limita ad annuire solamente come a sottolineare la cosa, come a dire che si, è così! Ha sentito bene.. Tenterebbe di poggiare una manina sulla spalla di lei per farle comunque capire che lei è lì, le è vicina. < Ivory.. > sussurra mentre adesso tenterebbe di abbracciarla, immaginando già la reazione che potrebbe avere la ragazza conoscendola e mettendosi nei suoi panni ovviamente.. Cosa che non è eccessivamente difficile per la bambolina essendo un tipetto piuttosto empatico, ecco. Di Sophia neanche l'ombra semplicemente perchè per ora è tutta concentrata sulla sua amica e sulla sua reazione. Preoccupata, decisamente preoccupata.. E lo si può benissimo evincere dall'espressione del volto di porcellona alquanto tetra, cupa e seria nel medesimo tempo.
15:42 Ivory  [Tavolo 1]  Abbassa il capo verso il quaderno rileggendo gli appunti scritti nella notte sulle pagine, li rilegge rapidamente sapendo bene cosa ha scritto ed emettendo un lento sospiro seguito da un gemito alla fine della rilettura. Non si alza dal suo posto posando il gomito della sinistra sul tavolo mentre la mano va a raccogliere la fronte che si posa sul palmo aperto per farsi sorreggere, occhi chiari che perdono contatto con le scritte davanti a se mentre gli occhi tornano a farsi umidi per il dolore che porta dentro, le labbra sono nuovamente tormentate aggiungendo ferite e tagli a quelli provocati la sera prima e tutta la notte insonne passata a sfogarsi con le mute pagine di diario. Respiro basso e profondo, un respiro pesante come quello che porta dentro di se.
15:50Candice usa [Ciondolo di Famiglia] : Torna la selvatica che è sempre stata. Almeno nell'espressione. Sembra quasi che voglia ringhiare contro Grace. Che non c'entra nemmeno niente poi! La ribellione viene richiamata solo da quegli occhi di cerbiatto che si assottigliano sul viso dell'amica. I capelli ondulati invece sono pigramente tenuti ordinati sotto la cuffietta. Ordine per celare disordine. Sempre e comunque. Quel nome la lascia così, di stucco. Se ne fosse ancora in grado, riderebbe. E di gusto. Invece, i suoi occhi possono solo contemplare la scena che le si presenta e che mai la più perfida delle sue idee avrebbe mai partorito. Mai. Si lascia abbracciare ma non dice nulla per almeno qualche secondo. Perchè lo sguardo si sofferma su Sophia che si sta avvicinando a loro. La saluta con gli occhi. E basta. C'è tempesta fuori da quelle mura. Ma la tempesta più grande è dentro di lei. <...ma non vale nulla. Nulla!> Ogni parola viene centellinata, sussurrata, decapitata, per lasciare che l'amica le assapori come se fossero un cibo prelibato e raro. Braccia che vanno a circondare il collo di Grace, in un attimo di puro istinto. <Ma ci credi?!? Proprio lei!> Termina quindi, socchiudendo un poco le palpebre, lasciando le braccia nuovamente vittime della gravità, a spezzarsi tra le ombre dell' abito di quel rosa molto tenue. Ed esattamente come quel gesto, anche i chiari occhi sembrano perdere ogni tono, ogni fievole speranza che ancora poteva albergare nel suo corpo. Delusa. Tutto si sgretola come il fango calpestato dal ritorno di un esercito sconfitto. <Ho bisogno di sedermi...> Dice verso di lei iniziando a muover passo verso l'ingresso della sala comune. Fa cenno a Sophia di seguirle se vuole <Dai...vieni con noi...ho bisogno di bere di un The.> Dice mentre la mano destra va a stringere il ciondolo che porta al collo. Quasi che abbia la magia di farla calmare. Ma si sente la tensione nell'aria. E' palpabile. Fa il suo ingresso nella sala guardandosi attorno con aria quasi furtiva fin che, ---
15:50 Candice  (s)fortuna vuole, che gli occhioni da cerbiatto si posino su Ivory. <Oh! Ivory!> Sembra quasi felice di vederla. Grace potrà capire benissimo che questo è l'inizio di tutt'altro.
15:55 Sophia  [corridoio/porta ingresso]  Di quello che dicono coglie solo tratti, per sua fortuna, ma purtroppo proprio quelli essenziali. E il nome di Ivory non sfugge a questa sequenza, che la ritrova a fare un'associazione mentale precisa.Solleva la testa, con sul volto gocce che scivolano sul suo viso come lacrime e la bocca si spalanca in una o giottesca. Tanto che quando le vede entrare nella stanza, avanza a passi lenti, quasi trascinati, come se non volesse farlo. E' troppo forte lo choc che ha appena ricevuto.< Candice, Ephaestion... ...Ivory! O Yeshua...O Yeshua!!> mormora lasciando i secchi a terra ed appoggiandosi allo stipite della porta per sorreggersi.
16:04 Ivory  [Tavolo 1]  La porta si apre dischiusa da Candice e quel gesto ha il potere di un tuono, la fanciulla trasale alzando il capo dalla propria culla improvvisata mentre i capelli privi di cuffietta le si aprono come sipario davanti al volto stravolto dal sonno e macchiato di sangue sulle labbra. Assieme a Candice entra una bufera, lo sente nelle ossa così come le orecchie riescono a sentire la bufera che sta spazzando Laddington al di fuori del convento. Con titubanza gli occhi verdi della ragazzina scorrono sulla figura di Candice, lentamente la assapora come se la studiasse senza accorgersi della finzione che vi è in quel saluto <buongiorno...> saluta , si perché è palese che si è svegliata solo adesso la ragazza. Lentamente fa per alzarsi, il movimento è lento e ondeggiante visto che le ossa e i muscoli le cigolano per la posizione in cui si è addormentata. Osserva senza sosta Candice, lo sguardo è incerto mentre lentamente aggirerebbe il tavolo a cui sedeva per avvicinarsi all'amica, aiutandosi nei passi malfermi con la sinistra posata sul legno <devo, devo parlarti Candice> esordisce con una vocina bassa, incerta e proferita da labbra ingenue e ferite
16:16Grace usa [Borsa] : Ascolta le sue parole mentre l'abbraccia e la stringe forte a sè. < Non ci avrei mai creduto, no.. > ammette semplicemente sospirando. Quanti pensieri che ha in testa ma non esprime. Si morde fortemente le labbra per continuare a tacere, quasi le fa sanguinare. si stacca dall'abbraccio annuendo. < Si tesoro andiamo a sederci.. >le sorride materna mentre prosegue verso la sala. Nota però Sophia che si sorregge alla porta. < Sophia? Tutto bene? > domanda mentre tenta di sorreggerla e poi... Si accorge di Candice.. Deglutisce < Oh caz.. Ehmm.. Oh Yeshua! > si corregge mentre inizia a sudare freddo.. < Vieni Sophia.. Sediamoci.. > l'aiuterebbe a sorreggersi fino alla panca e lì la farebbe sedere. Gli occhioni verdi sono perennemente puntati su Candice e la sua calma.. Beh.. E' l'inizio di una tempesta che vedrà la sala comune con tavoli e panche spaccate. < Prega.. Sophia.. Prega intensamente .. Ed io intanto preparo un foglietto per Trevor e uno per Tom.. > bofonchia iniziando pure a frugare nella borsa..
Candice Tiro con DadoPuro: 7 Dado (10)
16:28 Sophia  [panca]  <chiamalo..chiamalo subito!> riesce a mormorare appena con gli occhi spalancati . Entrando ha visto Ivory e lo sguardo passa su una all'altra come fosse una partita a tennis, che si faccia sempre più frenetica < meglio che avvisi Tom prima che accada il peggio..lui sa cosa fare..> ha lasciato pure le patate all'ingresso dall'emozione che l'ha sconvolta < Grace...come è potuto succedere?> la guarda mentre questa cerca nella borsa < ma sono amiche...> la destra va a coprire la bocca che inizia a mormorare preghiere sommesse < vergine santa..fa che l'ira non invada le loro menti. Aiutale..da loro la forza..> sussurra poi torna da Grace < cosa ti ha detto lui? Come è potuto accadere? Ma era lui allora....LUI?> ha la testa che scoppia fra supposizioni e certezze, con quello poi che ha capito dalla sera prima a peggiorare le cose < non devo pensare, non devo pensare..fatti. Solo fatti..>
16:30 Candice  Ivory le si avvicina. La guarda. Con quei capelli sciolti. Quel sangue rappreso sulle labbra. E quell'aria da pecorella smarrita. Per un orribile istante sta per scoppiare a ridere, ma riesce in qualche modo a trasformare l'impulso in una teatrale scarica di colpi di tosse, il volto nascosto dietro la mano. <Devi parlarmi?> Ripete. <A me?> Si indica con il pollice della mano destra, andando poi a posare gli occhioni verdi su Grace e Sophia. Ma è su Grace che si sofferma di più dandole il segnale di ok con pollice ed indice a cerchio. Come a farle capire che è tutto apposto. Ma è un attimo. Giusto un attimo prima che torni a guardare Ivory con puro odio. La mano destra partirà veloce verso la sua guancia - la sinistra - con l'intenzione di farle male. Di stamparle cinque dita su quel faccino troppo innocente. Che quasi la schifa allo stato delle cose. <Che lurida stronza che sei! Come non ti vergogni? Avermi tradita così! Tu sapevi! Lo sapevi! Mi fai schifo! Come hai osato farmi questo! A ME! Ti ho trattata come una sorella, ti ho aiutata...tu e le tue moine 'ti devo molto Candice'> E fa con la mano il gesto di una bocca che chiacchiera. E chiacchiera e chiacchiera! <E poi cosa fai?!?!? Vai dritta nelle braccia dell'uomo che amo! Sei solo un ripiego piccola stupida. Un cazzo di ripiego. Lui voleva ME! ME! C-A-N-D-I-C-E. Non IVORY! Hai capito? Cosa sei tu in confronto a me? La vuoi sapere una cosa? Io credo proprio che lo stia facendo apposta. Non sarebbe andato a dirlo di filato a Grace. Sa perfettamente che lei me l'avrebbe detto. E forse ha saputo anche, da te, che mi sono incazzata per nulla l'altra volta.> Scivola via veloce, il tempo. E tutto sembra andare sempre più a brandelli senza che lei possa trovare l’errore causa di tutto ciò. Sicuramente ha solo bisogno di rifletterci qualche attimo di più, ma la rabbia non le lascia tregua. Ora è impossibile sovrapporre il ricordo della Ivory che si ritrova a guardare: sono immagini terribilmente --
16:32 Candice  distanti. Impossibili da collegare l’una all’altra. È così che riduce l'amore? <Quindi se ti vuole così tanto perchè ha fatto una mossa così stupida? Sbagliata? Lo sapeva che me la sarei presa con te! Ma tu sei poco intelligente in queste cose. Che vuoi capirne? Non ci sai fare! Non sai un cazzo di niente di uomini! Ti sei fatta fregare su due piedi! La tua virtù te la puoi ficcare dove so io! Ti meriti tutto il dolore che hai provato finora. Ti meriti ancora peggio. Tua madre doveva cavarti gli occhi! E la lingua! E sai che ti dico pure? Che impazzirai! Se già non lo sei pazza! Finirai in manicomio anche tu, come tua madre. Già qualcuno pensa che tu sia fuori di te. Lo pensiamo tutti.> Stringe i denti e indurisce la mascella. <E io non ti aiuterò più a rinsavire. Puoi crepare Ivory. Mi sono rotta il cazzo a fare la bambinaia. E non voglio vederti mai più. Devi sparire dalla mia vista. Non voglio sentire un cazzo di niente. NIENTE potrà servire per farti perdonare. Puoi metterti a piangere, stramazzare al suolo, ma da me non avrai più niente. Non vali nulla. Te ne pentirai sciocca che non sei altro. E sarà troppo tardi per te. Mi hai delusa. Tutto potevi fare...ma questo...ci hai deluse tutte. Sì, perchè anche le altre staranno dalla mia parte. Che credi di aver trovato la felicità? Ti sbagli. Sarà la tua rovina. Te ne accorgerai.>
16:44Tom usa [Impermeabile Guardia Forestale] : Arriva presso la sala comune mentre svogliatamente attraversa la porta dell'ingresso la richiude alle sue spalle mentre si osserva attorno, per un attimo ha l'impressione di percepire una sensazione di negatività assoluta, e disorientato guarda le donne, parecchie a dire il vero, resta in un silenzio Tombale mentre alcuen parole gli arrivano alle orecchie ma apparentemente non capisce cosa vogliano dire, non saluta resta semplicemente immobile ormai coscio di avere fatto il passo troppo lungo all'intern odella sala si pietrifica per verificare la sua riuscita nel confodersi con l'arredamento dlela stanza, magari nel suo cervello pensa che se resta abbastanza immobile può confodersi con le venature della porta ed andarsene senza far troppo rumore, la porta rimane chiusa alle sue spalle per ora, mentre quella mantellina della guardia forestale gocciola come una grondaia tichettando per terra gocce d'acqua a breve distanza <mgari mi scambiano per un fontana....> dice a denti stretti magari non troppo udibile più simile a un farfugliare gli occhi sono fissi ed alterni sulle quattro donne mentre invano cerca di mimetizzarsi
16:49 Grace Osserva lo schiaffo che parte dalla mano di Candice e sobbalza dalla panca. si alza pure e il cuore batte forte. < Candy... Niente mani per favore.. Se puoi.. Per piacere.. > E' pur sempre infortunata Ivory e lei è pur sempre un'aspirante medico. Si morde fortemente le labbra carnosee chiare però mentre sente le parole di Candice. In parte vere, in parte no. Lo sguardo smeraldino torna su Sophia < L'amore porta a questo.. Gli uomini portano a questo.. > mormora cupa mentre ora prende il blocknotes e la penna strappa un pezzo di foglio e scrive un messaggio per Tom ma ecco che spunta subito dopo. Solleva gli occhioni verdi verso di lui con il capino fa cenno verso le due e pone poi l'indice sulle labbra carnose ad indicare silenzio e poi con una mano fa cenno di avvicinarsi così magari gli spiega la situazione. < Ehmm.. Scusate.. Io tengo la mia opinione per me, eh! > esclama alzando pure una mano in sua difesa ecco. Ma lascia che le due parlino e chi si permette di intromettersi!? torna su Sophia < Sta con Ivo ora.. Candy è distrutta.. Ivory non doveva farglielo > taglia corto.
16:54 Ivory  [Tavolo 1]  Lo schiaffo arriva inaspettato e violento su quel faccino come il fulmine che squarcia la notte, lo schiocco è sordo e la fa traballare mentre dall'orecchio inizia a sentire un acuto fischio che la stordisce per i primi secondi in cui anche una lacrima scende dalla guancia colpita che ora si fa rossa incassa una dopo l'altra le parole che da ovattate si fanno sempre più nitide e letali contro l'animo della ragazzina che viene scalfito più volte mentre questa resta a capo chino con i capelli attorno al volto. Alla fine dello sfogo dell'amica la ragazza rialza il volto, lo sguardo è duro come la pietra mentre gli occhi verdi si piantano in quelli di Candice mentre risponde con voce ferma e decisa, quasi aggressiva senza riuscire a esserlo fino in fondo come vorrebbe... denti stretti mentre le parole escono come un sibilo velenoso cercando di stare calma per non avventarsi sulla ragazza che le ha marchiato a fuoco cinque dita sulla guancia <hai finito?...> chiede, e questa è la sua tempesta e non ha intenzione di risparmiarsi <ieri notte quel simpatico damerino del tuo cascamorto... depravato e maniaco... mi ha bloccata mentre rientravo in cella... mi ha inchiodato alla parete e mi ha strappato un bacio... IL MIO PRIMO BACIO > urla in faccia alla ragazza, scomposta nel volto e meno calma adesso, la furia dell'innocenza si direbbe
16:54 Sophia  [panca/camino]  Guarda l'arrivo di Tom come un'ancora di salvezza inaspettata <Yeshua mi ha ascoltata! > sollevata e felice ora torna a guardare più serena le altre. Non interviene dopo le parole di Candice. Vuole sentire ciò che di ce Ivory.< lasciate che parli..> poi si muove e si avvicina al camino per esclissarsi alla loro vista.Meno gente interviene meglio è..<e chi interviene sa quello che fa >mormora guardando Tom. Nessuno la noterà più da li, nella semiombra, dove si rifugia.
16:55 Ivory  [Tavolo 1]  <dopo il bellimbusto mi ha decretato sua donna... ha deciso lui... LUI io ho ripetuto fino allo strenuo NO.... e sai perché??? > dice senza abbassare gli occhi avanzando di un passo verso di lei come per farsi sotto a lei, occhi verdi ricolmi di rabbia e frustrazione <non perché sono timida... o sono inesperta... ma perché è l'uomo che tu ami.... ho ripetuto no fino alla noia... fino al vomito.. e lui insisteva che ormai ero sua... ora capisci... che tu... della vita non hai mai capito nulla? O vuoi uno schema in cui ti disegno come mi sono sentita umiliata per causa TUA e dei giochi TUOI e del TUO uomo!!> conclude ansimante, nessuna compostezza in quella figura gracile... non ha la luce folle, ne sembra pazza è solo arrabbiata... furente...<non sta con me...> dice voltandosi verso Grace <ha deciso lui che io sono sua... senza interpellarmi avendomi vista per dieci minuti la sera prima in chiesetta... non ho nulla da spartire con quell'uomo> inutile dire che concitata come è di Tom non si è proprio accorta
17:08 Candice  La guarda, come se volesse travolgerla, senza darle il tempo di rendersi conto di ciò che è accaduto. E' la mano destra quella che solleva, che fa per spingere verso il suo braccio sano, per serrarvi una presa, qualora fosse capace di prenderla. Vuole dare una forma concreta a tutte quelle minacce insite nelle proprie parole. Stringere forse la pelle. <PER ME?!?!?> Ringhia come un lupo di fronte ad un agnello, perdendo quella magia che intinge sempre nelle proprie parole, quella melodia calda ed accomodante come un salotto. Quella melodia che ha sempre rivolto verso le sue amiche. Verso chi vuole bene. Ma non c'è bene! Non c'è bene adesso! Nemmeno si accorgerebbe, qualora l' avesse afferrata, di stare facendo forza. Perchè sente il bisogno istintivo ed efferato di stringere, di fare male. <I MIEI GIOCHI?!?!?> Spalanca la mano, come la morsa d'una belva che si arresta all' improvviso nel suo ruolo di carnefice. La rabbia è protagonista di quel volto, di quella mente, di quel cuore che pulsa. Storce la bocca, appiattisce le sopracciglia e rende così facendo più intenso il suo sguardo irrequieto e penetrante. Sta riflettendo. No non si accorge di tutto quel trambusto. Di Sophia che prega, di Tom che arriva. Non ascolta nemmeno Grace. Dure come un chiodo da bara, le parole la colpiscono nel vivo. Abbozza un sorriso tagliente, fasullo. <Mi fai schifo lo stesso.> Lo dice volendo trasmettere una forza che, in questo momento, non è sua. Poi la fissa, quel bosco in tempesta che ha nello sguardo che si scaglia nel mare dei suoi occhi. <Mi fate schifo tutti!> E lancia uno sguardo torvo <Distrutta un corno, Grace!> Breve pausa. <Fanculo.> Lo sibila a denti stretti, verso Ivory, prima di allontanarsi da lei e muoversi verso Grace.
17:13Carl usa [Vestiti lerci] : Carl fa il suo ingresso in sala comune. Veste i suoi abiti logori e e di qualità così scadente che paiono dei cenci rattoppatti a sembianza di abiti. Appena mette piede nella sala ciò che gli si profila davanti è incredibile quanto incomprensibile come si evince dal suo sguardo; Nota due donne che litigano nella stanza e un uomo entrato poco prima di lui e in un angolo di una panca vicino al camino un altra donna. Fa una carrellata per riconoscere rapidamente chi sono. Individua quasi subito una delle litiganti:E' Candice .Poi osserva la seconda, é una ragazzina di nome Ivory che aveva conosciuto qualche giorno prima. L'uomo, nota subito una giacca da forza dell'ordine, lo scruta per un secondo, è Tom. E nella panca sta Sophia come se fosse una spettatrice impotente. Và in avanti verso le litiganti più veloce che può, quasi volesse scattare, ma le gambe non glielo permettono e arrivato a pochi passi da loro grida <CANDICE MA CHE CAZZO SUCCEDE?>La fissa ancora un secondo e nota che sembra quasi una belva piuttosto che la ragazza affabile che ha conosciuto nei giorni precedenti e sempre gridando <NON SO COSA SIA SUCCESSO MA QUALSIASI COSA SIA NON E' UN BUON MOTIVO PER FARE COSì, ORA FERMATI E CALMATI CANDICE>Finisce la frase sempre gridando ma con un tono più fermo che aggressivo e tenendosi sempre a pochi passi da lei come se sapesse che non avrebbe alcuna speranza in uno scontro fisico.
17:16 Tom Ascolta brevemente quei discorsi tra Candice e Ivory, mentre le vede in una lotta furente a colpi di schiaffi, mentre Grace si esprime in un espressione neutra, Sophia è li vicino e mentre la guarda gli scappa un leggero sorriso, forse divertito, si sposta dalla porta mentre si appoggia al muro con la schiena, ed incrociando le braccia resta in acolto di quella discussione che inperversa fra le due donne riguardo Ephastion, non dice nulla per il momento mentre sospira pazientemente ma non si esprime, forse per la pericolosità della situazione rimane immobile, solo qualche volta posa lo sguardo su grace mentre innarca entrambe le sopracciglia per la pazienza <Hemmmm, bene> prende fuori un block notes, diverso dal solito, sembra avere tutti foglietti gialli al suo interno, scrive qualcosa per un paio di minuti mentre si avvicin nel frattempo di qualche passo verso Ivory <Oooookeeeeyyyy, questa è la contravenzione per avre usato un linguaggio poco consono all'interno del convento, per aver usato atteggiamenti poco consoni, come la copulazione nel chiostro> strappa e cosegna il foglietto ad Ivory mentre passa a Candice <questo invece è per aver usato un linguaggio poco consono all'intern odel covento, per aver usato atteggiamenti non consoni, lo schiffo> specifica <contro un altro pelligrino all'interno del convento> strappa il foglietto e lo consegna a Candice <Questo invece è per aver tentato di minare un promessa di matrimonio, con il tentativo di sedurre l'uomo con metodi ed approcci tipicamente copulativi nella sua stessa casa> strappa il foglietto <ma questa non la devi pagare ovviamente, oh ecco qui la donna del futur mairito> e si sottolinea con un movimento della mano <che ne pensi del fatto che la tua migliore amica abbia tentato di portarsi a letto il tuo uomo circa una settimana fa con la scusa di parlare?> chiede mentre poi sente urlare dietro le sue spalle, si volta e nota un forestiero alla quale si avvicina <cazzo al convento non si dice, e poi è__>
17:17 Tom <assolutamente vietato urlare all'interno del convento quindi anche questo è per te carl> strappa il foglietto e lo consegna a Carl mentre si riporta vicino all'ingresso guardando i presenti <qualcuno ha qualcosa da dichiarare?> chiedee tace
17:33 Grace Se ne sta in silenzio e a quelle rivelazioni da parte di Ivory sgrana gli occhioni verdi. < Eh??? Chi?? Ephaestion ha fatto questo?? > e rimane lì con occhi sgranati e faccia da ebete praticamente. < Ma no.. Cioè.. Ma.. Sti uomini hanno il vizio di fare tutte "sue"le donne... Mah... Non capisco.. > mormora a se stessa con un'espressione evidentemente confusa. < Ma lui ha detto che ha una fidanzata.. E le fidanzate bhe.. Se non si è consenzienti.. > insomma si non sa come dirglielo ecco.. Quando le si rivolge in quel modo la bambolina si cuce le labbra! E fa pure il segno di ricucirsele, cosa un pò infantile in effetti ma poco le importa. Quando si avvicina a lei apre le braccia come ad accorglierla in un abbraccio ma appena sente le parole di Tom.. Si blocca. Osserva l'uomo e sbatacchia più volte gli occhioni < Futuro marito... > ripete come se no, non ci credesse.. Ma poi si concentra sulla questione principale... Le braccia ricadono lungo i fianchi osserva Candice ora. Il Drago che è in lei pare risvegliarsi piano piano. Bolle! Bolle di rabbia! Iraa cieca e feroce.. Si morde fortemente le labbra carnose e chiare e chiude a pugno le mani ficcandosi le unghie lunghe e ben curate dentro la carne, facendosi pure male. < Candice... Come hai potuto!?> domanda a denti stretti. Ignora tutti gli altri e tutto il resto. < Come hai potuto!?> la voce tenta di mantenersi controllata il respiro si fa decisamente agitato.
17:43 Ivory Si lascia afferrare e strapazzare da Candy, non reagisce in maniera diretta ma semplicemente la fissa negli occhi con la guancia che le fa male da morire da tanto è gonfia. Non ha parole per lei, è delusa e ferita dall'atteggiamento di Candice e dalle parole che le ha rifilato. Tom spunta letteralmente dal nulla e le consegna quel foglietto che quasi con un gesto meccanico lei raccoglie con la manina sinistra <certo che ho da dichiarare, non ero consenziente agli atti di quell'uomo ne alla sua decisione> un sospiro prima di voltarsi verso Grace prima che inizi la sua sfuriata <è ovvio... è proprio come ha detto la tua amica Candice... lui vuole solo farsi odiare e sta usando me i vostri giochi... si i vostri giochi Candice... poiché io non lo voglio, non desidero nulla da lui se non essere lasciata in pace...se sei così ottusa dal non capirlo è perché cerchi una facile via di fuga al tuo senso di colpa... ovvero menare il can più debole> che è ovviamente Ivory, parla anche se Candice le da le spalle noncurante che la ascolti o meno. Il tono è tornato pacato e basso mentre parla, non la vuole un altra multa ma la sua rabbia verso Candy non è affatto sopita ma semplicemente tramutata in dolore amarezza che non da spazio alle urla ma solo allo sgomento per il dolore <ho fatto di tutto candice per evitarlo, ma non ho la forza di oppormi fisicamente a u n uomo della sua stazza... mi è impossibile, e tu non sai fare altro che colpirmi sulla guancia lasciata sana dalla violenza ?> ignora adesso Tom, vuole solo sputare la verità in faccia a Candice per vedere quanto questa possa ferirla...
17:46 Candice  Solo dopo qualche attimo nota la presenza di Tom lì, e quasi trasale. <Oh Yeshua!> Fa un piccolo passo indietro ascoltandolo con attenzione per qualche minuto guardando il pavimento ed annuendo; poi comincia a muovere il piede destro in su e in giù con impazienza. Sì perchè vuole vedere il suo di verbale. Una smorfia le si dipinge sulle labbra alle parole 'copulazione nel chiostro'. Non le viene proprio da ridere, no. <Se lo meritava.> Questo dice verso Tom andando ad afferrare ciò che le porge andando a leggere con la fronte che si aggrotta pian pianino quando quello continua strappando un altro foglietto. Lui parla parla parla. A lei, nell'ascoltarlo, viene un nodo alla bocca dello stomaco. Il quadro le è ancora alquanto oscuro, ma quel poco che ne ha intravisto non le piace per nulla. Non parla per un lungo tempo osservando le ombre proiettate dalle candele sul soffitto. Con una sorta di nausea prova per un istante due sensazioni ben distente tra loro: la claustrofobia, come se le pareti si precipitassero contro loro tutti, e il senso di vertigine, come se recedessero infinitamente. Deglutisce. L'entrata di Carl non giova al miglioramento delle cose poi. Guarda Grace con gli occhioni verdi che si fanno lucidi. Le labbra si serrano. Come se non volesse parlare. Come se si trattenesse dal dire qualcosa che non dovrebbe dire. <Non l'ho fatto apposta.> esplode infine, e la voce suona piatta e strana ai suoi stessi orecchi. Si morde il labbro inferiore, nervosamente. Non sa che dire. Le labbra si schiudono nuovamente, quasi volessero far fuoriuscire parole inesistenti. <Io...non lo sapevo. Non lo sapevo che...dovevate sposarvi. Non me l'hai detto.> Breve pausa la sua mentre poggia il suo peso sul tavolo più vicino, incrociando le braccia al petto. Anche le caviglie vanno ad incrociarsi. <E' stata...debolezza. Mi dispiace...> Anche le parole di Ivory le fanno male. Ma non più di quelle di Tom e Grace, ecco. <Non me la prenderò mai con Ephaestion!> Esclama poi.--
17:46 Candice  <Ti sei trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Chissà che moine gli hai fatto. E' colpa tua.> Ottusa lei. Almeno ora. Forse si calmerà prima o dopo.
17:59 Ephaestion  [Verso Bancone]  Il frastuono del temporale che rimbombano per i muri del chiostro sono assordanti e improvvisi che scuotono le spalle e i suoi pensieri, è impossibile cercare di riposare quindi scivola seduto per mettersi in piedi e uscire dalla celletta tre. Lentamente, le tumefazioni e le ferite hanno iniziato la fase di guarigione, anche nei movimenti si sente molto meglio del dolore allucinante dei primi tempi, percorre velocemente il porticato che lo porta verso la sala comune nel tentativo di non bagnarsi da quella tempesta, appare così nella soglia notanto molte persone e tutte insieme e da uno sguardo a tutti sollevando la mano in un muto cenno di saluto dirigendosi poi verso il bancone per prendere un pò di pane e marmellata per spalmarselo e mangiare qualcosa.
18:01 Carl  [Camino/Panca]  Prende il foglietto in mano e guarda un attimo Tom con un velato disprezzo e dice solo con una voce calma ma seccata <Ero appena entrato, è normale esclamare alla vista di una scena simile, siamo esseri umani!> Poi lo squadra da capo a piedi come se stesse analizzando la divisa e dice <Comunque...agente....stava solo facendo il suo...lavoro> Il tono non è molto convinto ma appare il tono di una persona che possiede la saggezza necessaria per capire quando è il momento di stare al proprio posto. Di tutta la conversazione ha sentito solo degli stralci e non riesce a farsi un quadro della situazione, continua a guardare in maniera confusionaria la sala. Le ultime parole di Candice avevano attirato l'attenzione anche su Grace. La guarda in maniera piuttosto preoccupata. Guarda tutti in maniera preoccupata tranne Tom che invece sembra ignorare di proposito. Cerca lo sguardo di Candice e la fissa un po' negli occhi. Dice con tono basso e dispiaciuto <Oh Candice per Yeshua che cosa è successo ?>Poi fa qualche passo ancora e si mette a sedere di fianco a Sophia. Le fa un sorriso che vorrebbe suonasse rassicurante e poi torna a osservare i presenti.
18:11 Tom <Esclamare non è urlare...> dice subito verso l'uomo mentre lo ascolta ancora <certo siamo tutti umani, intanto paga la multa> poi entra Ephastione <ecco quella è una reazione normale> sottolinea il concetto <ma puoi sempre discutere il regolamento ocn il cardinale, penso sarà felice di rispiegartelo Egregiamente> sorride a Carl con un lieve sorriso, ma uno di quelli tipici che ti senti letteralmente preso per il culo, mentre conclude con Carl per poi passare a rispondere a Candice <lo so...l'ignorare le cose, è sempre una brutta bestia> sconfortato mentre si avvicinerebbe a grace a passo veloce per mettersi dietro le sue spalle se lei è seduta sulla panca e le mani si appogiano sulle spalle della bambolina <Lascia stare, non ne vale la pena, non ora, non qui, se no mi si consuma la penna a furia di scrivere multe> conclude del tutto mentre rimane in sielnzio cercando di confortare la donna con quel contatto confidenziale e porta lo sguardo su candice e poi su Carl senza dire nulla
18:15 Grace Gli occhi verdi di Grace si fissano su Candice oh no, quasi minacciasse di non lasciare la sua figura e non la lascia. Lo sguardo smeraldino fisso su di lei. < Non l'hai fatto apposta? > chiede mantenendo il tono di voce basso e con un sorrisino sarcastico. < E' stata debolezza? > chiede ancora. Gli occhi fiammeggianti, pura ira! Non v'è altro se non ira! < Ma come, Candice!? Tu non eri quella che mi diceva: "suvvia, ma state insieme! State insieme!" e dici che non sapevi che dovevamo sposarci!?Perchè se non ci sposavamo non stavamo insieme!?> esclama mentre ora l'aggira neanche fosse un avvoltoio, almeno prima che lei vada ad appoggiarsi sulla panca, gesticola anche con le mani < Ti dispiace? Pensi che un "mi dispiace" risolverà la cosa? > domanda sforzo immane nel mantenere il tono di voce contenuto. Ridacchia ora sollevando gli occhioni verdi al cielo < Oh Yeshua! Trevor aveva ragione.. ancora una volta... Ha sempre ragione! > esclama a sottolineare la cosa. < Ora comprendo perchè mi facevi tutti quei discorsi.. Ecco perchè l'espressione che hai fatto quando io ti ho detto che con Ephaestion non ci sarei mai stata... mai.. > scandisce bene le parole. Ed eccolo che spunta, ma lei non lo vede... non ci fa caso < E ti sono sempre stata vicina Candice.. Pensavo, credevo tu fossi mia amica.. E te ne vai.. Con il m-i-o u-o-m-o!!!!??? > e scandisce bene le lettere mentre una manina sbatte sul petto come a sottolineare la proprietà, possessiva com'è, beh... Tutti gli altri ignorati! Non lo fa apposta ma è presa dal momento e dalla notizia.. Perfino Tom è ignorato almeno fino a quando lui non le mette le mani sulla spalla. Ed in effetti il tocco la fa calmare un poco. Sospira annuendo mentre tenterebbe di poggiare una manina sulla mano di lui, sulla sua spalla. < Hai ragione.. Non ne vale la pena.. > afferma con un certo disprezzo nel tono di voce prima di sollevare il capino corvino a voler guardare negli occhi il poliziotto e gli sorriderebbe affettuosa.
18:17 Sophia  [tavolo 5/angolo]  Ha seguito tutto in quell'angolo. E quando Carl le si avvicina gli fa posto con un leggero sorriso imbarazzato. Già non ha parlato ma non riuscirebbe nemmeno a dire qualcosa a dire il vero. Rimane seduta in quello spazio proprio nell'angolo estremo della sala. Osserva i presenti senza commentare e del resto farlo sarebbe riportare benzina sul fuoco. Dell'estraneo che all'ultimo entra non pare curarsi troppo. Del resto si va a servire da solo al bancone. La sua attenzione è tutta per le ragazze. Scuote leggermente la testa < ma perchè...> si lascia sfuggire in un sussurro suo personale
18:22 Ivory  [Vicino a Tom]  Serra il pugno della sinistra mentre esclama con voce sibilata <ah... non te la prenderai mai con lui.. che trama alle tue spalle... che importuna una tua amica con lo scopo più o meno intenzionale di farsi odiare. E quindi tu vieni a menare me, che non alzerei mai una mano su di te.. che non ti farei mai del male volutamente... comodo da parte tua Candice... non so fra le due chi è la bambina> dice in un impeto di cattiveria che le fa vomitare veleno puro da quelle labbra e da quello sguardo che non si schioda da quello della prova di fronte a se <se tu che credi che una come me, che nemmeno aveva mia sfiorato col pensiero un uomo possa fare delle... moine...>enfatizzando la parola con un espressione disgustata <o io che provo in tutti i modi a far ragionare chi mi ha ferito... molto più a fondo di mia madre> dice mentre la guancia inizia a farle così male che parla strascicando le lettere che richiedono una chiusura delle labbra su se stesse. Lascia perdere il discorso tra Candice e Grace, non è affare suo e non ci mette bocca per nessun motivo. Ed eccolo che entra, raccoglie quella figura con uno sguardo e se potesse le scaglierebbe tutti i fulmini caduti quest'oggi sulla cittadina ma non dice nulla limitandosi a guardare quell'odiata figura in cagnesco mentre data la situazione o non nota e non si rivolge a Carl, alle volte la rabbia sopprime del tutto l'educazione. Lentamente va per avvicinarsi a Grace e Tom con piccoli passi senza fretta, lo sguardo salta da Grace e Candice due volte prima di sentenziare con voce secca e sibilata <tutti bravi ad abbracciarci quando il mondo ci sorride, ma nelle difficoltà ci si azzanna come lupi tra agnelli.. ebbene se questa è l'amicizia io non la voglio. Prima di prendere a sberle qualcuno chiedo... sopratutto se considera questa persona un amico...>un altro passo aggirando la figura di Grace mentre fruga nelle pieghe del vestito estraendo un sacchettino tintinnante da cui prende alcune monetine, contandole, per porgerle a T
18:27 Candice  Se ne sta lì, in bilico tra l'essere seduta e lo starsene in piede. Indecisa proprio. Gli occhioni verdi si tuffano nuovamente sul verbale. Quegli occhi lucidi scorrono ancora titubanti sul verbale 'non da pagare'. Forse la pagherà semplicemente con la solitudine. Non c'è niente che possa lenire quelle ferite, anzi, sono ancora più ampie. E tutto in un giorno. In poche ore. Lancia uno sguardo a Carl e, in tutta risposta, scuote soltanto il capo <Lascia perdere.> La voce è pacata, bassa. Forse la tempesta è finita. Il cuore, per quanto cicatrizzato, ancora pompa sangue, reclama vita, concede granelli di esistenza. Granelli di esistenza che non fanno che peggiorare le cose. Oh sì. Alle parole di Tom la reazione è quella di schiudere le labbra in una 'o' di puro stupore. Ignorare le cose. Ma non commenta. Se ne sta zitta. Da brava bambina quale è. La sua sfuriata già l'ha fatta, ecco. Lancia un'occhiata ad Ephaestion nell'esatto momento in cui entra. Ma non sembra fare una piega. Ma quanto ribolle lo sa solo lei, ovvio. Torna su Grace. Completa attenzione a tutto quello che dice. La speranza che lei capisca, che lei capisca che le cose non sono proprio andate così...se ne va a puttane. E' una speranza che ad ogni istante trascorso nel silenzio diminuisce le sue forme. Sa già che è sbagliato crederci, perchè sa già che nell'attimo in cui le parole di Grace la distruggeranno essa ricadrà tutta sulle sue spalle, infossandola maggiormente in quella pozza di disperazione che per troppo tempo le ha impedito di spiccare il volo. Eppure continua, strenuamente, ad avere fede. Ma no, quella le si rivolta contro. <Non c'è stato niente.> Questo dice. Che deve dire? Poi il fatto che ci sia tutta quella gente e pure Ephaestion non la mette di certo a suo agio, ovvio. <Solo un bacio.> Un piccolo sospiro fuoriesce dalle labbra. <Anche io ti sono sempre stata vicina. Sai che cosa ho fatto per te! Tu lo sai!> Lei lo sa. Sa di cosa parla. <Devo sempre stare lì a ricordartelo?> ---
18:27 Candice  Sbatte più volte le palpebre sugli occhi. Deve tutto essere uno scherzo di cattivo gusto. Le parole di Ivory le fanno corrucciare la fronte <Lasciamo perdere...ho bisogno di una camomilla. Anzi...di un cazzo di Thè. Ero venuta qui per questo!> Esclama andando a guardare Sophia soltanto adesso. <Comunque...agente...> E torna a guardare Tom inclinando il capino verso la spalla destra <Pagherò la multa prima della scadenza.> Questo dice, senza smorfie o arie di sfida. Pacata. Come sempre.
18:34 Ephaestion  [Bancone]  Le parole nell'aria sono tante e non è che segue cosa sta succedendo, se ne sta discretamente per i fatti suoi quando si fa il suo nome si limita ad aggrottare leggermente la fronte, stava per mettersi il panino in bocca quando alcune parole non sembra proprio gradire del tutto, ora passa in rassegna lo sguardo fra i presenti per finire su Ivory e sui suoi movimenti quasi fissandola e alla fine morde il panino alla marmellata di albicocce, c'è quello anche se non gli piace e fa una smorfia mentre l'addenta. Al resto non si impiccia proprio, se vorranno saranno loro a coinvolgerlo nel discorso, non sarà lui a farlo per prima o farsi trascinare in un discorso fra donne. Lo sguardo si posa sugli uomini poi, a Tom che rivolge un saluto e allo sconosciuto Carlo e infine a Sophia, uno sguardo neutro volge a Candice e a Grace che parlando.
18:45 Carl  [Panca--->Uscita]  Si guarda ancora un attimo attorno. Poi sussurra<Per apprezzare un quadro bisogna prima osservare i particolari e capirli singolarmente e poi guardarli nell'insieme e vedere cosa rappresentano>Si alza dalla panca e fà solo un cenno con la mano per salutare tutti. Mentre si trascina a passi pesanti verso l'uscita con la coda dell'occhio guarda Candice. Poi si mette una mano in tasca e allunga 3 pound al poliziotto quasi cacciandoglieli in mano e dice <Ecco la sua multa agente...dovete pur vivere anche voi forze dell'ordine>con un tono rispettoso ma con un sapore vagamente sarcastico. Guarda di nuovo tutti i presenti e facendo un cenno del capo di rispetto verso Tom dice <Io andrei nella mia cella>Lascia la stanza e si reca in cella.
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18:49 Tom <Vada pure in Cella> sorride forse nel doppio senso mentre si guarda attorno e prende i soldi di Carl <Giustamente, se no i ocome me lo pago il the di Bob?> sorride all'uomo per poi finrie li lo scambio di opinioni lascia andare grace mentre si sistema la giacca <beh io andre i ncnetrale ho del lavoro da sbrigare, buon proseguimento di giornata signorine> non aggiunge altro e se ne va
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Tom Dado () + () + (Umano)
18:53 Grace L'ascolta e sorride < Ah dunque mi stai punendo per quel fatto? > si fa più seria ora. < Va bene.. Anche se fosse stato un bacio.. Se per te non significa nulla un bacio.. > lascia in sospeso la frase. < Eh si.. Meglio lasciar perdere! > esclama ora dandole proprio le spalle. No, in questo momento non la può proprio vedere si direbbe. Un'occhiata a Tom che si distacca e va via < Ciao! > lo saluta semplicemente prima di spostarsi verso il bancone dove si trova Ephaestion. Sospira. < Mi passeresti un pò di pane per favore? > chiede verso di lui per poi rivolgersi a Candice ma ancora girata di spalle. < Non sono stupida.. > enigmatica dice solo questo. Ora tace prima di tornare sull'uomo. < Come vanno i lividi? Quando vuoi sono qui per l'olio.. > gli dice in tono neutro. < ivory vieni qui e siediti.. > la invita sempre con tono neutro.
18:53 Sophia  [bancone/uscita]  Quando incrocia lo sguardo di Candice non può fare altro che rimenere a osservarla con dolore. Non c'è pietà o rabbia. Solo un'immenso dolore che si mescola all'incertezza di tutto quanto è successo. L'imbarazzo di un privato sbattuto in faccia alla gente, la loro storia intrecciata e complicata che la trascina dentro. Amiche. Forse. Ancora. Si alza andando al camino, cercando di non dare nell'occhio con il suo muoversi, per prendere l'acqua calda e portarla al bancone vicino all'ultimo arrivato. < se volete del Thé ve lo lascio..> la voce quieta risuona in un attimo di silenzio, facendo ulteriormente abbassare di un tono il proseguire < qui pronto..> poi abbassando la testa inizia a preparare l'infuso in varie ciotole che lascia pronte e fumanti sul bancone. Alcune le spinge verso chi è più vicino a quel bancone e ritorna a sistemare l'acqua calda al camino. Smorza come può l'aria, ma è grigia a dirla tutta. Tanto da spingerla verso la porta. I suoi secchi di patate del resto giacciono li abbandonati, appena fuori la stanza. Cose semplici, materiali. Cose che almeno non riservano sorprese a dire il vero. E con lo stomaco che ormai è una morsa fatta di angoscia, imbarazzo e dolore, scivola via silenziosa e discreta, sperando ancora che nessuno se ne accorga verso le sue patate e altrove
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Sophia Dado () + () + (Umano)
18:59 Ivory  [Tavoli]  Consegnati i soldi a Tom si volta nuovamente versoi Grace che osserva un istante prima di riportare gli occhi verso Candice, quel verde è spento e smorto come da giorni le occhiaie sono pesanti e la guancia ha cinque dita stampate su di essa , così rosse ed in rilievo che sono perfettamente visibili. Un lento sospiro mentre scuote il capo limitandosi a voltarsi verso la porta in direzione della quale compie alcuni lenti passi per allontanarsi dalla sala troppo affollata per lei, una cruda consapevolezza le si apre nel cuore mentre il volto si inclina lentamente verso il basso in maniera da non vedere niente e nessuno, sopratutto Ephaestion alla prese con la marmellata. Di spalle risponde a Grace <non ho intenzione di stare in questa stanza... mi spiace Grace... non ce l'ho con te ma non posso stare qua torno in cella> dice mentre compie un passo per uscire prima di fermarsi, fa dietrofront e torna al tavolo dove recupera il quaderno che usa come diario per poi tornare con passo lento verso la porta, lo sguardo è in basso nascosto dai capelli che le incorniciano il volto.
19:05 Candice  [Tavolo 1]   Saluta Carl con la manina per poi lasciarsi andare ad un leggero sospiro di sollievo quasi. Meno uno. Osserva con occhio circospetto e critico Ephaestion ed Ivory, cercando di cogliere qualche segnale da parte di quest'ultima. Per capire se ha detto il vero. Come una madre che vorrebbe tendere l'orecchio in risposta ai lamenti di un figlio sofferente, dell'anomalia. Saluta anche Tom poco dopo e quando sparisce completamente si lascia andare ad una smorfia di puro sdegno che cerca di coprire con il palmo della mano destra. Guarda gli altri con l'aria tutt'altro che colpevole nonostante tutti si siano coalizzati. <Io non voglio farti pagare proprio niente.> Solo questo dice verso di lei prima di muover passo verso il bancone dove Sophia ha lasciato le tazze di The. <Grazie Sophia...> Un sorriso tenue le si dipinge sulle labbra rosate andando ad afferrare la tazza fumante, con entrambe le mani. Con passi lenti e calcolati si muove verso il tavolo più vicino, cercando di non far cadere nulla. Ci mette sempre una certa concentrazione in quello che fa. Non riesce nemmeno a salutare Ivory a dirla tutta. Non che la voglia salutare, ecco. Qualsiasi tipo di anestesia o camomilla che le abbia fatto superare la rabbia e lo sconforto della sera precedente, è già cominciata a svanire; ne ha dato un grande esempio. E sta proprio sulla faccia di Ivory a dirla tutta. L'idea di rivederla in cella le sembra ogni secondo più insopportabile ed è per questo che se ne sta lì. Anche se non sembra volerci manco stare. Se ne sta in silenzio per un po' andando a sedersi sulla panca con una caviglia poggiata sul ginocchio dell'altra gamba e la tazza di The in bilico su tale caviglia. Gli occhioni verdi si specchiano sull'infuso mentre va a soffiarci sopra. <No cioè...> Inizia così, solo adesso, andando a sollevare lo sguardo sui due rimasti. <Fatemi capire bene...> Breve pausa <La colpa ora è mia?> Non ce la fa proprio a tacere per troppo tempo. Come Grace non riesce a stare ferma, ecco.
19:10 Ephaestion  [Bancone]  Si mangiucchia quel pane tranquillamente e solo dopo nota sulla guancia di Ivory uno stampo di cinque dita e l'espressione si incupisce e lancia uno sguardo che coglie chi rimane <Chi è stato?> lo chiede a tutti i presenti indicando la figura di Ivory <Chi è stato a schiaffeggiare Ivory?> lo scandisce più che bene le parole e sembra il preludio di una discussione memorabile forse. Non è una minaccia quella domanda per ora lo sta solo chiedendo. Lo sguardo cattura la reazione di Ivory, pensa probabilmente sia lui il problema ma non è di certo un problema suo quello, è più interessato a capire la situazione e anche il motivo di quelle cinque dita sulla sua faccia
19:18 Grace Ascolta le parole di Ivory e sospira. < Come vuoi Ivory.. A più tardi.. > le dice con tono calmo. < Ciao Sophia > saluta anche lei. Alla domanda di Ephaestion lei non risponde palesemente. Non è così stronza ecco, anche se la voglia crescente e un pizzico di malignità c'è visto l'accaduto, ma non lo fa. L'ascolta, ne ascolta quel suo primo dire < E allora perchè.. mi fai male!? > le domanda voltandosi e guardandola con quegli da drago qual'è fiammeggianti come il ciondolo del fuoco che porta al collo < Io lo so, Candice.. Io lo so che è stato lui.. Ma tu lo sapevi... Io te lo dissi che sarebbe venuto.. Ti ho avvertita, ti ho avvertita anche sulla mia reazione, quale sarebbe stata, no!? Lo sapevi.. Perchè sei andata? Perchè? Non dovevi semplicemente! Cercavi un luogo pubblico.. No tu sei voluta andare ecco.. Per questo io me la prendo con te! Per questo.. > lo ripeto. < D'altro canto lo conosco.. So quant'è immensamente stronzo! So che lo ha detto per farmi innervosire e c'è riuscito.. Ma tu.. Che tu cadessi nelle sue trappole.. Nei suoi gochetti.. no, non me lo sarei mai aspettata! > esclama prima di tornare su Ephaestion < E' stata colpa mia! > esclama solamente < Mi hai mandato quel messaggio ed io l'ho detto a Candice perchè lei dice di amarti ancora e dice che anche tu la ami, credevo anch'io ma ora sono un pò confusa.. >ammette. < tuttavia ho sbagliato io! Volevo sistemare le cose, volevo vedere il lieto fine tra voi due, speravo in un lieto fine in una felicità che io non avrò mai e invece.. > lascia in sospeso la frase. < Nessuno può essere felice! > esclama solamente. < Nessuno.. >
19:22 Ivory  [Soglia, uscita]  Alla domanda di Candice <non è certo mia...> risponde in un sussurro stizzito mentre varca la porta, non si è voltata per tutto il tempo e non lo farà nemmeno alla domanda dell'uomo che le giunge lontana e distante mentre già cammina con rapidi passettini raggiunge la cella numero 2 dove si rinchiuderebbe per gettarsi sotto la coperta della sua panca, tremante e silenziosa per chi la vedrà li coricata con la schiena rivolta alla stanza ed il volto verso il muro.
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Ivory Dado () + () + (Umano)
19:27 Candice  [Tavolo 1]   Sente solo un turbinio di emozioni dentro di sè nascoste da una maschera di calma apparente. Quella domanda arriva. Lenti sono i respiri che emette lei. Eppure il cuore palpita come impazzito. tuttavia non se ne avverte il suono. Cerca di calmarlo. Cerca di tranquillizzarsi e riprendere il controllo. Futile tentativo. Non ci riesce. Così resta in silenzio ancora per qualche attimo andando a lanciare un'occhiata a Grace. Non si sa bene per cosa poi. Un altro sospiro poi. Nervosa. Gli occhioni verdi vanno su Ephaestion. Lo scruta in silenzio per qualche attimo ancora non sapendo come esprimersi. Ma si vede che ha proprio l'aria da colpevole, ecco. <Ovviamente...io.> Ecco ora ha parlato. Troppo tardi per tacere. Troppo tardi per evitare la qualsiasi. Cerca di vedere un minimo sbalzo di emozioni. Attende, lo scruta con attenzione, nell’attesa che una frase – qualsiasi - si liberi nell’aria. Un cenno, un gesto. Qualsiasi cosa. Avrebbe forse voluto evitare tutto questo. Com'è strano il fato in questi momenti. E' difficile da capire e da comprendere. La tazza verrà posata sul tavolo poi mentre ascolta le parole di Grace riguardo Tom. <Doveva parlarmi di Ivory. Quando ancora...non c'era questa questione io ero la persona...più vicina a lei.> Una breve frase che non ha colpa di scatenare l’ira di nessuno. Poi, si sa: il battito d’ali d’una leggiadra farfalla, può devastare lande lontane come le stelle. <Senti Grace...io non ho fatto niente. E poi...che dovevo fare?> Risentimento il suo. Però forse è più sollevata adesso che capisce che l'amica - lo sono ancora? - ha compreso la questione. Se ne resta in silenzio anche alle seguenti parole. A tutto quello scusarsi. <Se sei confusa tu...> Commenta con fare esasperato. <Sì...vabbè. Io l'ho sempre detto.> Aggiunge al suo 'nessuno'. <Nessuno mi ascolta. Che ci posso fare?>
19:39 Ephaestion Gli occhi onice scivolano con lentezza impressionante su Grace e par volerla disintegrare con quello sguardo letteralmente atomico, tutta la forza dell'oscurità sono in quei piccoli punti colorati di nero in palese contrasto con il suo corpo che è di una calma innaturale, ascolta con una pazienza che non gli appartiene tutto il discorso che lei rivolge prima a Candice e poi a lui. Gli occhi nemmeno per un attimo si portano su Candice come se lei non fosse minimamente presente in stanza ma non è arrabbiato con lei, è una zona inesistente per lui. Il nulla, il mai esistito <Non ti era stato richiesto gentilmente di non dire nulla alla diretta interessata? Era stato ribadito e scritto alla diretta interessata che è finita? Pensi che quando parlo io non faccia sul serio o che possa essere materiale per sfogarti su Ivory?> ed è proprio a quel punto che vuole arrivare con quella calma sinistra <Sono lieto di constatare Grace che non sai cosa significa discrezione confidenziale> è ovvio che ce l'ha con Grace. Le parole di Candice scivolano altrove rimanendo su Grace <Sto notando un pò troppa esuberanza in voi donne> non lo ha mai fatto ma ora fa pesare la sua posizione maschile <Riferirò al Cardinale Fellyn di questa situazione per porgere rimedio> finalmente guarda Candice <E avviserò Camille del tuo comportamento> l'espressione è di uno che parla davvero sul serio <Di certo la colpa è la mia e me ne dispiaccio perchè non mi sono fatto prendere subito sul serio e vi ho lasciato la possibilità di essere libere e di scegliere, alla luce di ciò che è avvenuto posso dire che ho ben imparato dall'esperienza> amareggiato dal comportamento delle ragazze si alza in piedi <Mi aspetto da entrambe che andate a scusarvi con Ivory per l'accaduto e l'invito a farvi caldamente gli affari vostri oltre a moderare il vostro comportamento> guarda Grace <Credo che mi farò aiutare da un'altra persona per le ferite, ho visto abbastanza> tagliente alla fine non si aspetta nemmeno che rispondono
19:44 Ephaestion lascerà semplicemente la sala diretto a scrivere sia al Cardinale che a Camille
19:45 Grace Ascolta le parole di Candice. < Che dovevi fare? > domanda sollevando l'angolo destro delle labbra carnose e chiare mostrando parte della dentatura perlacea e regolare. < Che dovevi fare? Non ci dovevi andare! Semplice! E si evitava tutto > esclama alterata ma non urla. < Diamine Candice! Tu sei la mia migliore amica! Tu mi hai fatto questo.. Sai quanto lo amo, sai quanto sto soffrendo e sto lottando per lui.. Non dovevi! > afferma. torna su Ephaestion e a quella domanda sgrana gli occhi verd <Eh? Non me l'hai scritto!! > esclama mentre fruga nella borsa e prende due biglietti e glieli mostra < Ecco.. > Il Biglietto cita esatte parole: "Ciao.Ti ringrazio per il tuo aiuto e ho delle novità.Ho trovato una fidanzata.Ephaestion. " ed un altro semplicemente la parola "Ivory" Quando nomina il Cardinale sbianca visibilmente. Sgrana gli occhi al seguito. < Ma io.. Volevo solo essere d'aiuto.. > mormora vedendolo andar via. non dice nulla.
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Ephaestion     
19:52 Candice  Ascolta tutte quelle parole in rigoroso silenzio. Solo quando rivolge quelle domande a lei va a crucciare la fronte come se fosse davvero stupita anche solo del fatto che gliele chieda. <No. Sono stata troppo avventata a prendermela con lei quando invece dovevo prendermela con te.> Dice semplicemente. Anche lei con una calma che non le appartiene proprio allo stato delle cose. <Sì, infatti. Hai ben imparato dall'esperienza. Lo sto notando.> E sicuramente vuole alludere alla questione 'Ivory'. <Grazie di tutto. Ciao.> Lo saluta con un cenno della mano prima di puntare gli occhi su Grace. Sono rimaste dinuovo da sole. <Fantastico. Non trovi?> Le chiede adesso con un nervosismo che torna ad essere palpabile. <Non può andare peggio di così. Questo è sicuro.> Solo questo dice mentre si alza. <Hai visto? Ephaestion di qua, Ephaestion di là! E' bravo di qua e perfetto di là!> Basta, è nervosa. <Ma ti rendi conto di quante cazzate devo sentire ogni giorno?!?> Non ce l'ha con lei, ma visto che c'è lei...lo dice a lei, no? <Mi sta venendo il voltastomaco. Ti prego...andiamocene.> E inizia già a muover passo verso l'uscita.
19:56 Grace Lo sguardo smeraldino si porta su Candice mentre l'ascolta< La stupida sono io! Ora pure il Cardinale!! Il Cardinale!! Sai cosa vuol dire!? > domanda agitata, oh si che è agitata! Sta svenendo quasi tant'è che si tiene con il bancone. < Il cardinale.. Il cardinale.. Oh ma tu che ne puoi sapere!? > domanda retorica mentre si alza. < No hai ragione, sono stata ingenua si!! Con tutti! Con te, con lui, con tutti! Aveva ragione Trevor!! Aveva ragione Trevor!! Il cardinale... > e le vengono le lacrime agli occhi. < Oh Candice io e te non ci vedremo più! Quando passerà questa pioggia me ne andrò! Oh si che me ne andrò.. Sei tu quella che porti guai! >esclama in lacrime mentre se ne va nella sua cella così, piangendo.
20:00 Candice  La guarda in preda ad una crisi che lei ha già avuto più volte. <Il Cardinale...sì. Ci sarei dovuta andare comunque io. Mi dispiace che...te la debba vedere anche tu con lui.> E lo dice con aria dispiaciuta. Preoccupata all'inverosimile in realtà. Quasi rabbrividisce. <Sono io quella che porta guai. Eh...ti pareva che alla fine di tutto non c'entravo sempre io?> Domanda retoricamente prima di uscire dalla sala comune con una Grace piangente che se ne va di fretta lasciandola da sola per il corridoio.