Location: Sala Comune
15:06Grace usa [Casto Nero] : La
bambolina indossa l'abito lungo, le collane con il crocefisso di lana
nero e con il ciondolo del fuoco, la solita cuffia in testa.
L'espressione è seria mentre passeggia in religioso silenzio per i
corridoi e lo sguardo smeraldino è basso, meditabondo. Si volge solo ora
in direzione di Candice accanto a lei. < Ho sentito Ephaestion ieri sera, mi ha mandato una lettera.. > principia non riuscendo più a tenersi la cosa dentro. < Non ho belle notizie.. > beh non per l'amica ovviamente. < Dice che.. >
si morde fortemente le labbra carnose e chiare, eppure la bambolina è
una a cui non piacciono i giri di parole, lei le cose le butta lì, in
tutta sincerità... Poi può anche arrabbiarsi, essere triste, ma le cose
le dice chiare, ecco.. < Ha trovato una fidanzata.. >
ed ora se ne sta lì ad osservare con la coda dell'occhio la reazione di
Candice. Si ferma pure rimanendo nel corridoio ma rimane attaccata
all'amica nel caso possa succedere il peggio è lì per
sorreggerla,ecco... < Te lo dovevo dire, lo
trovavo quantomeno doveroso, essendo tua amica.. Anche se credo lui me
l'abbia detto apposta perchè sa che io l'avrei detto a te.. > considera semplicemente.15:12Ivory usa [Decoroso donna] : Penna nella mano sinistra, il quaderno steso sul tavolo davanti a se su cui posa il braccio destro ingessato ed il volto sopra di questo. Crollata dal sonno nella sala comune la ragazza ancora dorme in quella posizione scomoda, rannicchiata in se stessa con i capelli sciolti che le ricadono come una cascata a incorniciare il capo. Il respiro è lento e regolare mentre lentamente scuote un attimo il capino, un accenno di risveglio mentre muove i piedi nascosti dalla gonna dell'abito. <mhhh> mugola appena mentre torna eretta con il busto da quella posizione rannicchiata... lascia andare la penna per stiracchiare l'arto sinistro mentre il destro rimane ancora posato sul quaderno di fronte a se, ha dormito poche ore ed il volto è più bianco e slavato del solito il sangue rappreso sulle labbra e sul mento è rimasto li in una orribile chiazza che ha macchiato anche il quadernino. Le ci vuole qualche secondo per riprendere contatto con il mondo, secondi in quale sogni e realtà si intrecciano cullandola in un mondo immaginario che si dipana di fronte ai suoi occhi.
15:14Candice usa [Decoroso donna] : Cammina per il corridoio insieme a Grace. Conta i passi. Sulla striscia consumata di un pavimento che ormai non sembra riconoscere nemmeno più il peso o la gravità di quel corpo nascosto dentro abiti decorosi, rosati, come fosse un fiore che non è ancora pronto a schiudersi. C'è freddo. E non è primavera. Per niente. Nè dentro nè fuori. La metafora ci sta tutta. Il viso angelico e ambrato ha un solarità tutta sua. Sta contando i passi...della sua breve e quantomai passionale esistenza.In ogni caso tiene il conto, mentalmente, di ogni audace e sinuosa falcata con la quale si spinge e viene spinta, inevitabilmente, nel baratro di un mondo che, per quanto possa apparire puro, pregno di una sontuosissima morale e controllato, misurato in ogni sua più piccola ed effimera sfaccettatura, risulta sempre più estraneo ai suoi occhi. Sembra, comunque, dall'espressione del viso, che abbia passato una bella mattinata in fin dei conti. Ma...sfortuna vuole che Grace le mandi all'aria tutti i piani di buona e sana condotta. Si blocca già appena sente la parola 'Ephaestion'. Parolina magica per lei. L'abbiamo già visto, no? Va a voltarsi completamente verso l'amica. Non solo con il viso. Ma con un quarto di giravolta su sè stessa. Un brivido d'ansia le serpeggia sulla nuca. <Cosa?> Forse non ha capito bene. No, ma ovvio che abbia capito benissimo. Le considerazioni dell'amica sul 'l'ha detto apposta' non la fanno nemmeno sorridere tanto, ecco. Anche se ci sarebbe da sorridere davvero. Perchè forse...lo sta pensando pure lei? Chissà. Una mano va a stringersi in un pugno. Unghie quasi scalfiscono la carne del palmo. <E chi sarebbe...questa fantomatica puttana?> Le chiede inarcando un sopracciglio verso l'alto con la vera intenzione di saperlo, ecco. Che poi parla lei. La vera puttana, sì. Sempre che poi Grace lo sappia chi sia questa. L'amica potrà notare benissimo che si sta trattenendo dal mettersi ad urlare. Ma sono in corridoio. Non può urlare. Si morde il labbro inferiore in --
15:15 Candice una morsa così forte che rischia quasi di tagliarsi.
15:16Sophia usa [Decenza donna] : Ha il suo vestito candido ben chiuso, e una cuffietta nuova di zecca sui capelli. Entra portando con sé due secchi, uno ricolmo di patate. Arriva dall'orto ed è completamente fradicia. Testa china mentre lascia una scia dietro di sé. Giusto per sentire Grace dichiarare della lettera di Ephestion. Si ferma guardando le presenti, e non comprendendo al momento molto. Ma del resto ha altri pensieri per la testa e procede verso il camino per potersi asciugare almeno.
15:21 Sophia //azione annullata.,correggo
15:21 Sophia [corridoio] Ha il suo vestito candido ben chiuso, e una cuffietta nuova di zecca sui capelli. Entra portando con sé due secchi, uno ricolmo di patate. Arriva dall'orto ed è completamente fradicia, tanto da dover passare prima a prendere uno straccio per asciugarsi. Testa china mentre lascia una scia gocciolante dietro di sé. Giusto per sentire Grace, che non aveva notato prima, immersa come è nei suoi pensieri , davanti a lei dichiarare della lettera di Ephestion a Candice Ce le ha davanti a sé nel corridoio. Si ferma guardando le presenti, e non comprendendo al momento molto. Ma del resto ha altro per la testa e procede seguendole verso la sala comune.
15:31Grace usa [Ciondolo del Fuoco] : osserva Candice e si mordicchia le labbra carnose fortemente. Ne vede la reazione e subito entra in uno stato d'ansia per l'amica,si. La prima domanda la coglie ma non risponde perchè sa che ovviamente l'amica ha ben compreso. Non proferisce verbo, ma si limita ad annuire solamente come a sottolineare la cosa, come a dire che si, è così! Ha sentito bene.. Tenterebbe di poggiare una manina sulla spalla di lei per farle comunque capire che lei è lì, le è vicina. < Ivory.. > sussurra mentre adesso tenterebbe di abbracciarla, immaginando già la reazione che potrebbe avere la ragazza conoscendola e mettendosi nei suoi panni ovviamente.. Cosa che non è eccessivamente difficile per la bambolina essendo un tipetto piuttosto empatico, ecco. Di Sophia neanche l'ombra semplicemente perchè per ora è tutta concentrata sulla sua amica e sulla sua reazione. Preoccupata, decisamente preoccupata.. E lo si può benissimo evincere dall'espressione del volto di porcellona alquanto tetra, cupa e seria nel medesimo tempo.
15:42 Ivory [Tavolo 1] Abbassa il capo verso il quaderno rileggendo gli appunti scritti nella notte sulle pagine, li rilegge rapidamente sapendo bene cosa ha scritto ed emettendo un lento sospiro seguito da un gemito alla fine della rilettura. Non si alza dal suo posto posando il gomito della sinistra sul tavolo mentre la mano va a raccogliere la fronte che si posa sul palmo aperto per farsi sorreggere, occhi chiari che perdono contatto con le scritte davanti a se mentre gli occhi tornano a farsi umidi per il dolore che porta dentro, le labbra sono nuovamente tormentate aggiungendo ferite e tagli a quelli provocati la sera prima e tutta la notte insonne passata a sfogarsi con le mute pagine di diario. Respiro basso e profondo, un respiro pesante come quello che porta dentro di se.
15:50Candice usa [Ciondolo di Famiglia] : Torna la selvatica che è sempre stata. Almeno nell'espressione. Sembra quasi che voglia ringhiare contro Grace. Che non c'entra nemmeno niente poi! La ribellione viene richiamata solo da quegli occhi di cerbiatto che si assottigliano sul viso dell'amica. I capelli ondulati invece sono pigramente tenuti ordinati sotto la cuffietta. Ordine per celare disordine. Sempre e comunque. Quel nome la lascia così, di stucco. Se ne fosse ancora in grado, riderebbe. E di gusto. Invece, i suoi occhi possono solo contemplare la scena che le si presenta e che mai la più perfida delle sue idee avrebbe mai partorito. Mai. Si lascia abbracciare ma non dice nulla per almeno qualche secondo. Perchè lo sguardo si sofferma su Sophia che si sta avvicinando a loro. La saluta con gli occhi. E basta. C'è tempesta fuori da quelle mura. Ma la tempesta più grande è dentro di lei. <...ma non vale nulla. Nulla!> Ogni parola viene centellinata, sussurrata, decapitata, per lasciare che l'amica le assapori come se fossero un cibo prelibato e raro. Braccia che vanno a circondare il collo di Grace, in un attimo di puro istinto. <Ma ci credi?!? Proprio lei!> Termina quindi, socchiudendo un poco le palpebre, lasciando le braccia nuovamente vittime della gravità, a spezzarsi tra le ombre dell' abito di quel rosa molto tenue. Ed esattamente come quel gesto, anche i chiari occhi sembrano perdere ogni tono, ogni fievole speranza che ancora poteva albergare nel suo corpo. Delusa. Tutto si sgretola come il fango calpestato dal ritorno di un esercito sconfitto. <Ho bisogno di sedermi...> Dice verso di lei iniziando a muover passo verso l'ingresso della sala comune. Fa cenno a Sophia di seguirle se vuole <Dai...vieni con noi...ho bisogno di bere di un The.> Dice mentre la mano destra va a stringere il ciondolo che porta al collo. Quasi che abbia la magia di farla calmare. Ma si sente la tensione nell'aria. E' palpabile. Fa il suo ingresso nella sala guardandosi attorno con aria quasi furtiva fin che, ---
15:50 Candice (s)fortuna vuole, che gli occhioni da cerbiatto si posino su Ivory. <Oh! Ivory!> Sembra quasi felice di vederla. Grace potrà capire benissimo che questo è l'inizio di tutt'altro.
15:55 Sophia [corridoio/porta ingresso] Di quello che dicono coglie solo tratti, per sua fortuna, ma purtroppo proprio quelli essenziali. E il nome di Ivory non sfugge a questa sequenza, che la ritrova a fare un'associazione mentale precisa.Solleva la testa, con sul volto gocce che scivolano sul suo viso come lacrime e la bocca si spalanca in una o giottesca. Tanto che quando le vede entrare nella stanza, avanza a passi lenti, quasi trascinati, come se non volesse farlo. E' troppo forte lo choc che ha appena ricevuto.< Candice, Ephaestion... ...Ivory! O Yeshua...O Yeshua!!> mormora lasciando i secchi a terra ed appoggiandosi allo stipite della porta per sorreggersi.
16:04 Ivory [Tavolo 1] La porta si apre dischiusa da Candice e quel gesto ha il potere di un tuono, la fanciulla trasale alzando il capo dalla propria culla improvvisata mentre i capelli privi di cuffietta le si aprono come sipario davanti al volto stravolto dal sonno e macchiato di sangue sulle labbra. Assieme a Candice entra una bufera, lo sente nelle ossa così come le orecchie riescono a sentire la bufera che sta spazzando Laddington al di fuori del convento. Con titubanza gli occhi verdi della ragazzina scorrono sulla figura di Candice, lentamente la assapora come se la studiasse senza accorgersi della finzione che vi è in quel saluto <buongiorno...> saluta , si perché è palese che si è svegliata solo adesso la ragazza. Lentamente fa per alzarsi, il movimento è lento e ondeggiante visto che le ossa e i muscoli le cigolano per la posizione in cui si è addormentata. Osserva senza sosta Candice, lo sguardo è incerto mentre lentamente aggirerebbe il tavolo a cui sedeva per avvicinarsi all'amica, aiutandosi nei passi malfermi con la sinistra posata sul legno <devo, devo parlarti Candice> esordisce con una vocina bassa, incerta e proferita da labbra ingenue e ferite
16:16Grace usa [Borsa] : Ascolta le sue parole mentre l'abbraccia e la stringe forte a sè. < Non ci avrei mai creduto, no.. > ammette semplicemente sospirando. Quanti pensieri che ha in testa ma non esprime. Si morde fortemente le labbra per continuare a tacere, quasi le fa sanguinare. si stacca dall'abbraccio annuendo. < Si tesoro andiamo a sederci.. >le sorride materna mentre prosegue verso la sala. Nota però Sophia che si sorregge alla porta. < Sophia? Tutto bene? > domanda mentre tenta di sorreggerla e poi... Si accorge di Candice.. Deglutisce < Oh caz.. Ehmm.. Oh Yeshua! > si corregge mentre inizia a sudare freddo.. < Vieni Sophia.. Sediamoci.. > l'aiuterebbe a sorreggersi fino alla panca e lì la farebbe sedere. Gli occhioni verdi sono perennemente puntati su Candice e la sua calma.. Beh.. E' l'inizio di una tempesta che vedrà la sala comune con tavoli e panche spaccate. < Prega.. Sophia.. Prega intensamente .. Ed io intanto preparo un foglietto per Trevor e uno per Tom.. > bofonchia iniziando pure a frugare nella borsa..
Candice Tiro con DadoPuro: 7 Dado (10)
16:28 Sophia [panca] <chiamalo..chiamalo subito!> riesce a mormorare appena con gli occhi spalancati . Entrando ha visto Ivory e lo sguardo passa su una all'altra come fosse una partita a tennis, che si faccia sempre più frenetica < meglio che avvisi Tom prima che accada il peggio..lui sa cosa fare..> ha lasciato pure le patate all'ingresso dall'emozione che l'ha sconvolta < Grace...come è potuto succedere?> la guarda mentre questa cerca nella borsa < ma sono amiche...> la destra va a coprire la bocca che inizia a mormorare preghiere sommesse < vergine santa..fa che l'ira non invada le loro menti. Aiutale..da loro la forza..> sussurra poi torna da Grace < cosa ti ha detto lui? Come è potuto accadere? Ma era lui allora....LUI?> ha la testa che scoppia fra supposizioni e certezze, con quello poi che ha capito dalla sera prima a peggiorare le cose < non devo pensare, non devo pensare..fatti. Solo fatti..>
16:30 Candice Ivory le si avvicina. La guarda. Con quei capelli sciolti. Quel sangue rappreso sulle labbra. E quell'aria da pecorella smarrita. Per un orribile istante sta per scoppiare a ridere, ma riesce in qualche modo a trasformare l'impulso in una teatrale scarica di colpi di tosse, il volto nascosto dietro la mano. <Devi parlarmi?> Ripete. <A me?> Si indica con il pollice della mano destra, andando poi a posare gli occhioni verdi su Grace e Sophia. Ma è su Grace che si sofferma di più dandole il segnale di ok con pollice ed indice a cerchio. Come a farle capire che è tutto apposto. Ma è un attimo. Giusto un attimo prima che torni a guardare Ivory con puro odio. La mano destra partirà veloce verso la sua guancia - la sinistra - con l'intenzione di farle male. Di stamparle cinque dita su quel faccino troppo innocente. Che quasi la schifa allo stato delle cose. <Che lurida stronza che sei! Come non ti vergogni? Avermi tradita così! Tu sapevi! Lo sapevi! Mi fai schifo! Come hai osato farmi questo! A ME! Ti ho trattata come una sorella, ti ho aiutata...tu e le tue moine 'ti devo molto Candice'> E fa con la mano il gesto di una bocca che chiacchiera. E chiacchiera e chiacchiera! <E poi cosa fai?!?!? Vai dritta nelle braccia dell'uomo che amo! Sei solo un ripiego piccola stupida. Un cazzo di ripiego. Lui voleva ME! ME! C-A-N-D-I-C-E. Non IVORY! Hai capito? Cosa sei tu in confronto a me? La vuoi sapere una cosa? Io credo proprio che lo stia facendo apposta. Non sarebbe andato a dirlo di filato a Grace. Sa perfettamente che lei me l'avrebbe detto. E forse ha saputo anche, da te, che mi sono incazzata per nulla l'altra volta.> Scivola via veloce, il tempo. E tutto sembra andare sempre più a brandelli senza che lei possa trovare l’errore causa di tutto ciò. Sicuramente ha solo bisogno di rifletterci qualche attimo di più, ma la rabbia non le lascia tregua. Ora è impossibile sovrapporre il ricordo della Ivory che si ritrova a guardare: sono immagini terribilmente --
16:32 Candice distanti. Impossibili da collegare l’una all’altra. È così che riduce l'amore? <Quindi se ti vuole così tanto perchè ha fatto una mossa così stupida? Sbagliata? Lo sapeva che me la sarei presa con te! Ma tu sei poco intelligente in queste cose. Che vuoi capirne? Non ci sai fare! Non sai un cazzo di niente di uomini! Ti sei fatta fregare su due piedi! La tua virtù te la puoi ficcare dove so io! Ti meriti tutto il dolore che hai provato finora. Ti meriti ancora peggio. Tua madre doveva cavarti gli occhi! E la lingua! E sai che ti dico pure? Che impazzirai! Se già non lo sei pazza! Finirai in manicomio anche tu, come tua madre. Già qualcuno pensa che tu sia fuori di te. Lo pensiamo tutti.> Stringe i denti e indurisce la mascella. <E io non ti aiuterò più a rinsavire. Puoi crepare Ivory. Mi sono rotta il cazzo a fare la bambinaia. E non voglio vederti mai più. Devi sparire dalla mia vista. Non voglio sentire un cazzo di niente. NIENTE potrà servire per farti perdonare. Puoi metterti a piangere, stramazzare al suolo, ma da me non avrai più niente. Non vali nulla. Te ne pentirai sciocca che non sei altro. E sarà troppo tardi per te. Mi hai delusa. Tutto potevi fare...ma questo...ci hai deluse tutte. Sì, perchè anche le altre staranno dalla mia parte. Che credi di aver trovato la felicità? Ti sbagli. Sarà la tua rovina. Te ne accorgerai.>
16:44Tom usa [Impermeabile Guardia Forestale] : Arriva presso la sala comune mentre svogliatamente attraversa la porta dell'ingresso la richiude alle sue spalle mentre si osserva attorno, per un attimo ha l'impressione di percepire una sensazione di negatività assoluta, e disorientato guarda le donne, parecchie a dire il vero, resta in un silenzio Tombale mentre alcuen parole gli arrivano alle orecchie ma apparentemente non capisce cosa vogliano dire, non saluta resta semplicemente immobile ormai coscio di avere fatto il passo troppo lungo all'intern odella sala si pietrifica per verificare la sua riuscita nel confodersi con l'arredamento dlela stanza, magari nel suo cervello pensa che se resta abbastanza immobile può confodersi con le venature della porta ed andarsene senza far troppo rumore, la porta rimane chiusa alle sue spalle per ora, mentre quella mantellina della guardia forestale gocciola come una grondaia tichettando per terra gocce d'acqua a breve distanza <mgari mi scambiano per un fontana....> dice a denti stretti magari non troppo udibile più simile a un farfugliare gli occhi sono fissi ed alterni sulle quattro donne mentre invano cerca di mimetizzarsi
16:49 Grace Osserva lo schiaffo che parte dalla mano di Candice e sobbalza dalla panca. si alza pure e il cuore batte forte. < Candy... Niente mani per favore.. Se puoi.. Per piacere.. > E' pur sempre infortunata Ivory e lei è pur sempre un'aspirante medico. Si morde fortemente le labbra carnosee chiare però mentre sente le parole di Candice. In parte vere, in parte no. Lo sguardo smeraldino torna su Sophia < L'amore porta a questo.. Gli uomini portano a questo.. > mormora cupa mentre ora prende il blocknotes e la penna strappa un pezzo di foglio e scrive un messaggio per Tom ma ecco che spunta subito dopo. Solleva gli occhioni verdi verso di lui con il capino fa cenno verso le due e pone poi l'indice sulle labbra carnose ad indicare silenzio e poi con una mano fa cenno di avvicinarsi così magari gli spiega la situazione. < Ehmm.. Scusate.. Io tengo la mia opinione per me, eh! > esclama alzando pure una mano in sua difesa ecco. Ma lascia che le due parlino e chi si permette di intromettersi!? torna su Sophia < Sta con Ivo ora.. Candy è distrutta.. Ivory non doveva farglielo > taglia corto.
16:54 Ivory [Tavolo 1] Lo schiaffo arriva inaspettato e violento su quel faccino come il fulmine che squarcia la notte, lo schiocco è sordo e la fa traballare mentre dall'orecchio inizia a sentire un acuto fischio che la stordisce per i primi secondi in cui anche una lacrima scende dalla guancia colpita che ora si fa rossa incassa una dopo l'altra le parole che da ovattate si fanno sempre più nitide e letali contro l'animo della ragazzina che viene scalfito più volte mentre questa resta a capo chino con i capelli attorno al volto. Alla fine dello sfogo dell'amica la ragazza rialza il volto, lo sguardo è duro come la pietra mentre gli occhi verdi si piantano in quelli di Candice mentre risponde con voce ferma e decisa, quasi aggressiva senza riuscire a esserlo fino in fondo come vorrebbe... denti stretti mentre le parole escono come un sibilo velenoso cercando di stare calma per non avventarsi sulla ragazza che le ha marchiato a fuoco cinque dita sulla guancia <hai finito?...> chiede, e questa è la sua tempesta e non ha intenzione di risparmiarsi <ieri notte quel simpatico damerino del tuo cascamorto... depravato e maniaco... mi ha bloccata mentre rientravo in cella... mi ha inchiodato alla parete e mi ha strappato un bacio... IL MIO PRIMO BACIO > urla in faccia alla ragazza, scomposta nel volto e meno calma adesso, la furia dell'innocenza si direbbe
16:54 Sophia [panca/camino] Guarda l'arrivo di Tom come un'ancora di salvezza inaspettata <Yeshua mi ha ascoltata! > sollevata e felice ora torna a guardare più serena le altre. Non interviene dopo le parole di Candice. Vuole sentire ciò che di ce Ivory.< lasciate che parli..> poi si muove e si avvicina al camino per esclissarsi alla loro vista.Meno gente interviene meglio è..<e chi interviene sa quello che fa >mormora guardando Tom. Nessuno la noterà più da li, nella semiombra, dove si rifugia.
16:55 Ivory [Tavolo 1] <dopo il bellimbusto mi ha decretato sua donna... ha deciso lui... LUI io ho ripetuto fino allo strenuo NO.... e sai perché??? > dice senza abbassare gli occhi avanzando di un passo verso di lei come per farsi sotto a lei, occhi verdi ricolmi di rabbia e frustrazione <non perché sono timida... o sono inesperta... ma perché è l'uomo che tu ami.... ho ripetuto no fino alla noia... fino al vomito.. e lui insisteva che ormai ero sua... ora capisci... che tu... della vita non hai mai capito nulla? O vuoi uno schema in cui ti disegno come mi sono sentita umiliata per causa TUA e dei giochi TUOI e del TUO uomo!!> conclude ansimante, nessuna compostezza in quella figura gracile... non ha la luce folle, ne sembra pazza è solo arrabbiata... furente...<non sta con me...> dice voltandosi verso Grace <ha deciso lui che io sono sua... senza interpellarmi avendomi vista per dieci minuti la sera prima in chiesetta... non ho nulla da spartire con quell'uomo> inutile dire che concitata come è di Tom non si è proprio accorta
17:08 Candice La guarda, come se volesse travolgerla, senza darle il tempo di rendersi conto di ciò che è accaduto. E' la mano destra quella che solleva, che fa per spingere verso il suo braccio sano, per serrarvi una presa, qualora fosse capace di prenderla. Vuole dare una forma concreta a tutte quelle minacce insite nelle proprie parole. Stringere forse la pelle. <PER ME?!?!?> Ringhia come un lupo di fronte ad un agnello, perdendo quella magia che intinge sempre nelle proprie parole, quella melodia calda ed accomodante come un salotto. Quella melodia che ha sempre rivolto verso le sue amiche. Verso chi vuole bene. Ma non c'è bene! Non c'è bene adesso! Nemmeno si accorgerebbe, qualora l' avesse afferrata, di stare facendo forza. Perchè sente il bisogno istintivo ed efferato di stringere, di fare male. <I MIEI GIOCHI?!?!?> Spalanca la mano, come la morsa d'una belva che si arresta all' improvviso nel suo ruolo di carnefice. La rabbia è protagonista di quel volto, di quella mente, di quel cuore che pulsa. Storce la bocca, appiattisce le sopracciglia e rende così facendo più intenso il suo sguardo irrequieto e penetrante. Sta riflettendo. No non si accorge di tutto quel trambusto. Di Sophia che prega, di Tom che arriva. Non ascolta nemmeno Grace. Dure come un chiodo da bara, le parole la colpiscono nel vivo. Abbozza un sorriso tagliente, fasullo. <Mi fai schifo lo stesso.> Lo dice volendo trasmettere una forza che, in questo momento, non è sua. Poi la fissa, quel bosco in tempesta che ha nello sguardo che si scaglia nel mare dei suoi occhi. <Mi fate schifo tutti!> E lancia uno sguardo torvo <Distrutta un corno, Grace!> Breve pausa. <Fanculo.> Lo sibila a denti stretti, verso Ivory, prima di allontanarsi da lei e muoversi verso Grace.
17:13Carl usa [Vestiti lerci] : Carl fa il suo ingresso in sala comune. Veste i suoi abiti logori e e di qualità così scadente che paiono dei cenci rattoppatti a sembianza di abiti. Appena mette piede nella sala ciò che gli si profila davanti è incredibile quanto incomprensibile come si evince dal suo sguardo; Nota due donne che litigano nella stanza e un uomo entrato poco prima di lui e in un angolo di una panca vicino al camino un altra donna. Fa una carrellata per riconoscere rapidamente chi sono. Individua quasi subito una delle litiganti:E' Candice .Poi osserva la seconda, é una ragazzina di nome Ivory che aveva conosciuto qualche giorno prima. L'uomo, nota subito una giacca da forza dell'ordine, lo scruta per un secondo, è Tom. E nella panca sta Sophia come se fosse una spettatrice impotente. Và in avanti verso le litiganti più veloce che può, quasi volesse scattare, ma le gambe non glielo permettono e arrivato a pochi passi da loro grida <CANDICE MA CHE CAZZO SUCCEDE?>La fissa ancora un secondo e nota che sembra quasi una belva piuttosto che la ragazza affabile che ha conosciuto nei giorni precedenti e sempre gridando <NON SO COSA SIA SUCCESSO MA QUALSIASI COSA SIA NON E' UN BUON MOTIVO PER FARE COSì, ORA FERMATI E CALMATI CANDICE>Finisce la frase sempre gridando ma con un tono più fermo che aggressivo e tenendosi sempre a pochi passi da lei come se sapesse che non avrebbe alcuna speranza in uno scontro fisico.
17:16 Tom Ascolta brevemente quei discorsi tra Candice e Ivory, mentre le vede in una lotta furente a colpi di schiaffi, mentre Grace si esprime in un espressione neutra, Sophia è li vicino e mentre la guarda gli scappa un leggero sorriso, forse divertito, si sposta dalla porta mentre si appoggia al muro con la schiena, ed incrociando le braccia resta in acolto di quella discussione che inperversa fra le due donne riguardo Ephastion, non dice nulla per il momento mentre sospira pazientemente ma non si esprime, forse per la pericolosità della situazione rimane immobile, solo qualche volta posa lo sguardo su grace mentre innarca entrambe le sopracciglia per la pazienza <Hemmmm, bene> prende fuori un block notes, diverso dal solito, sembra avere tutti foglietti gialli al suo interno, scrive qualcosa per un paio di minuti mentre si avvicin nel frattempo di qualche passo verso Ivory <Oooookeeeeyyyy, questa è la contravenzione per avre usato un linguaggio poco consono all'interno del convento, per aver usato atteggiamenti poco consoni, come la copulazione nel chiostro> strappa e cosegna il foglietto ad Ivory mentre passa a Candice <questo invece è per aver usato un linguaggio poco consono all'intern odel covento, per aver usato atteggiamenti non consoni, lo schiffo> specifica <contro un altro pelligrino all'interno del convento> strappa il foglietto e lo consegna a Candice <Questo invece è per aver tentato di minare un promessa di matrimonio, con il tentativo di sedurre l'uomo con metodi ed approcci tipicamente copulativi nella sua stessa casa> strappa il foglietto <ma questa non la devi pagare ovviamente, oh ecco qui la donna del futur mairito> e si sottolinea con un movimento della mano <che ne pensi del fatto che la tua migliore amica abbia tentato di portarsi a letto il tuo uomo circa una settimana fa con la scusa di parlare?> chiede mentre poi sente urlare dietro le sue spalle, si volta e nota un forestiero alla quale si avvicina <cazzo al convento non si dice, e poi è__>
17:17 Tom <assolutamente vietato urlare all'interno del convento quindi anche questo è per te carl> strappa il foglietto e lo consegna a Carl mentre si riporta vicino all'ingresso guardando i presenti <qualcuno ha qualcosa da dichiarare?> chiedee tace
17:33 Grace Se ne sta in silenzio e a quelle rivelazioni da parte di Ivory sgrana gli occhioni verdi. < Eh??? Chi?? Ephaestion ha fatto questo?? > e rimane lì con occhi sgranati e faccia da ebete praticamente. < Ma no.. Cioè.. Ma.. Sti uomini hanno il vizio di fare tutte "sue"le donne... Mah... Non capisco.. > mormora a se stessa con un'espressione evidentemente confusa. < Ma lui ha detto che ha una fidanzata.. E le fidanzate bhe.. Se non si è consenzienti.. > insomma si non sa come dirglielo ecco.. Quando le si rivolge in quel modo la bambolina si cuce le labbra! E fa pure il segno di ricucirsele, cosa un pò infantile in effetti ma poco le importa. Quando si avvicina a lei apre le braccia come ad accorglierla in un abbraccio ma appena sente le parole di Tom.. Si blocca. Osserva l'uomo e sbatacchia più volte gli occhioni < Futuro marito... > ripete come se no, non ci credesse.. Ma poi si concentra sulla questione principale... Le braccia ricadono lungo i fianchi osserva Candice ora. Il Drago che è in lei pare risvegliarsi piano piano. Bolle! Bolle di rabbia! Iraa cieca e feroce.. Si morde fortemente le labbra carnose e chiare e chiude a pugno le mani ficcandosi le unghie lunghe e ben curate dentro la carne, facendosi pure male. < Candice... Come hai potuto!?> domanda a denti stretti. Ignora tutti gli altri e tutto il resto. < Come hai potuto!?> la voce tenta di mantenersi controllata il respiro si fa decisamente agitato.
17:43 Ivory Si lascia afferrare e strapazzare da Candy, non reagisce in maniera diretta ma semplicemente la fissa negli occhi con la guancia che le fa male da morire da tanto è gonfia. Non ha parole per lei, è delusa e ferita dall'atteggiamento di Candice e dalle parole che le ha rifilato. Tom spunta letteralmente dal nulla e le consegna quel foglietto che quasi con un gesto meccanico lei raccoglie con la manina sinistra <certo che ho da dichiarare, non ero consenziente agli atti di quell'uomo ne alla sua decisione> un sospiro prima di voltarsi verso Grace prima che inizi la sua sfuriata <è ovvio... è proprio come ha detto la tua amica Candice... lui vuole solo farsi odiare e sta usando me i vostri giochi... si i vostri giochi Candice... poiché io non lo voglio, non desidero nulla da lui se non essere lasciata in pace...se sei così ottusa dal non capirlo è perché cerchi una facile via di fuga al tuo senso di colpa... ovvero menare il can più debole> che è ovviamente Ivory, parla anche se Candice le da le spalle noncurante che la ascolti o meno. Il tono è tornato pacato e basso mentre parla, non la vuole un altra multa ma la sua rabbia verso Candy non è affatto sopita ma semplicemente tramutata in dolore amarezza che non da spazio alle urla ma solo allo sgomento per il dolore <ho fatto di tutto candice per evitarlo, ma non ho la forza di oppormi fisicamente a u n uomo della sua stazza... mi è impossibile, e tu non sai fare altro che colpirmi sulla guancia lasciata sana dalla violenza ?> ignora adesso Tom, vuole solo sputare la verità in faccia a Candice per vedere quanto questa possa ferirla...
17:46 Candice Solo dopo qualche attimo nota la presenza di Tom lì, e quasi trasale. <Oh Yeshua!> Fa un piccolo passo indietro ascoltandolo con attenzione per qualche minuto guardando il pavimento ed annuendo; poi comincia a muovere il piede destro in su e in giù con impazienza. Sì perchè vuole vedere il suo di verbale. Una smorfia le si dipinge sulle labbra alle parole 'copulazione nel chiostro'. Non le viene proprio da ridere, no. <Se lo meritava.> Questo dice verso Tom andando ad afferrare ciò che le porge andando a leggere con la fronte che si aggrotta pian pianino quando quello continua strappando un altro foglietto. Lui parla parla parla. A lei, nell'ascoltarlo, viene un nodo alla bocca dello stomaco. Il quadro le è ancora alquanto oscuro, ma quel poco che ne ha intravisto non le piace per nulla. Non parla per un lungo tempo osservando le ombre proiettate dalle candele sul soffitto. Con una sorta di nausea prova per un istante due sensazioni ben distente tra loro: la claustrofobia, come se le pareti si precipitassero contro loro tutti, e il senso di vertigine, come se recedessero infinitamente. Deglutisce. L'entrata di Carl non giova al miglioramento delle cose poi. Guarda Grace con gli occhioni verdi che si fanno lucidi. Le labbra si serrano. Come se non volesse parlare. Come se si trattenesse dal dire qualcosa che non dovrebbe dire. <Non l'ho fatto apposta.> esplode infine, e la voce suona piatta e strana ai suoi stessi orecchi. Si morde il labbro inferiore, nervosamente. Non sa che dire. Le labbra si schiudono nuovamente, quasi volessero far fuoriuscire parole inesistenti. <Io...non lo sapevo. Non lo sapevo che...dovevate sposarvi. Non me l'hai detto.> Breve pausa la sua mentre poggia il suo peso sul tavolo più vicino, incrociando le braccia al petto. Anche le caviglie vanno ad incrociarsi. <E' stata...debolezza. Mi dispiace...> Anche le parole di Ivory le fanno male. Ma non più di quelle di Tom e Grace, ecco. <Non me la prenderò mai con Ephaestion!> Esclama poi.--
17:46 Candice <Ti sei trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Chissà che moine gli hai fatto. E' colpa tua.> Ottusa lei. Almeno ora. Forse si calmerà prima o dopo.
17:59 Ephaestion [Verso Bancone] Il frastuono del temporale che rimbombano per i muri del chiostro sono assordanti e improvvisi che scuotono le spalle e i suoi pensieri, è impossibile cercare di riposare quindi scivola seduto per mettersi in piedi e uscire dalla celletta tre. Lentamente, le tumefazioni e le ferite hanno iniziato la fase di guarigione, anche nei movimenti si sente molto meglio del dolore allucinante dei primi tempi, percorre velocemente il porticato che lo porta verso la sala comune nel tentativo di non bagnarsi da quella tempesta, appare così nella soglia notanto molte persone e tutte insieme e da uno sguardo a tutti sollevando la mano in un muto cenno di saluto dirigendosi poi verso il bancone per prendere un pò di pane e marmellata per spalmarselo e mangiare qualcosa.
18:01 Carl [Camino/Panca] Prende il foglietto in mano e guarda un attimo Tom con un velato disprezzo e dice solo con una voce calma ma seccata <Ero appena entrato, è normale esclamare alla vista di una scena simile, siamo esseri umani!> Poi lo squadra da capo a piedi come se stesse analizzando la divisa e dice <Comunque...agente....stava solo facendo il suo...lavoro> Il tono non è molto convinto ma appare il tono di una persona che possiede la saggezza necessaria per capire quando è il momento di stare al proprio posto. Di tutta la conversazione ha sentito solo degli stralci e non riesce a farsi un quadro della situazione, continua a guardare in maniera confusionaria la sala. Le ultime parole di Candice avevano attirato l'attenzione anche su Grace. La guarda in maniera piuttosto preoccupata. Guarda tutti in maniera preoccupata tranne Tom che invece sembra ignorare di proposito. Cerca lo sguardo di Candice e la fissa un po' negli occhi. Dice con tono basso e dispiaciuto <Oh Candice per Yeshua che cosa è successo ?>Poi fa qualche passo ancora e si mette a sedere di fianco a Sophia. Le fa un sorriso che vorrebbe suonasse rassicurante e poi torna a osservare i presenti.
18:11 Tom <Esclamare non è urlare...> dice subito verso l'uomo mentre lo ascolta ancora <certo siamo tutti umani, intanto paga la multa> poi entra Ephastione <ecco quella è una reazione normale> sottolinea il concetto <ma puoi sempre discutere il regolamento ocn il cardinale, penso sarà felice di rispiegartelo Egregiamente> sorride a Carl con un lieve sorriso, ma uno di quelli tipici che ti senti letteralmente preso per il culo, mentre conclude con Carl per poi passare a rispondere a Candice <lo so...l'ignorare le cose, è sempre una brutta bestia> sconfortato mentre si avvicinerebbe a grace a passo veloce per mettersi dietro le sue spalle se lei è seduta sulla panca e le mani si appogiano sulle spalle della bambolina <Lascia stare, non ne vale la pena, non ora, non qui, se no mi si consuma la penna a furia di scrivere multe> conclude del tutto mentre rimane in sielnzio cercando di confortare la donna con quel contatto confidenziale e porta lo sguardo su candice e poi su Carl senza dire nulla
18:15 Grace Gli occhi verdi di Grace si fissano su Candice oh no, quasi minacciasse di non lasciare la sua figura e non la lascia. Lo sguardo smeraldino fisso su di lei. < Non l'hai fatto apposta? > chiede mantenendo il tono di voce basso e con un sorrisino sarcastico. < E' stata debolezza? > chiede ancora. Gli occhi fiammeggianti, pura ira! Non v'è altro se non ira! < Ma come, Candice!? Tu non eri quella che mi diceva: "suvvia, ma state insieme! State insieme!" e dici che non sapevi che dovevamo sposarci!?Perchè se non ci sposavamo non stavamo insieme!?> esclama mentre ora l'aggira neanche fosse un avvoltoio, almeno prima che lei vada ad appoggiarsi sulla panca, gesticola anche con le mani < Ti dispiace? Pensi che un "mi dispiace" risolverà la cosa? > domanda sforzo immane nel mantenere il tono di voce contenuto. Ridacchia ora sollevando gli occhioni verdi al cielo < Oh Yeshua! Trevor aveva ragione.. ancora una volta... Ha sempre ragione! > esclama a sottolineare la cosa. < Ora comprendo perchè mi facevi tutti quei discorsi.. Ecco perchè l'espressione che hai fatto quando io ti ho detto che con Ephaestion non ci sarei mai stata... mai.. > scandisce bene le parole. Ed eccolo che spunta, ma lei non lo vede... non ci fa caso < E ti sono sempre stata vicina Candice.. Pensavo, credevo tu fossi mia amica.. E te ne vai.. Con il m-i-o u-o-m-o!!!!??? > e scandisce bene le lettere mentre una manina sbatte sul petto come a sottolineare la proprietà, possessiva com'è, beh... Tutti gli altri ignorati! Non lo fa apposta ma è presa dal momento e dalla notizia.. Perfino Tom è ignorato almeno fino a quando lui non le mette le mani sulla spalla. Ed in effetti il tocco la fa calmare un poco. Sospira annuendo mentre tenterebbe di poggiare una manina sulla mano di lui, sulla sua spalla. < Hai ragione.. Non ne vale la pena.. > afferma con un certo disprezzo nel tono di voce prima di sollevare il capino corvino a voler guardare negli occhi il poliziotto e gli sorriderebbe affettuosa.
18:17 Sophia [tavolo 5/angolo] Ha seguito tutto in quell'angolo. E quando Carl le si avvicina gli fa posto con un leggero sorriso imbarazzato. Già non ha parlato ma non riuscirebbe nemmeno a dire qualcosa a dire il vero. Rimane seduta in quello spazio proprio nell'angolo estremo della sala. Osserva i presenti senza commentare e del resto farlo sarebbe riportare benzina sul fuoco. Dell'estraneo che all'ultimo entra non pare curarsi troppo. Del resto si va a servire da solo al bancone. La sua attenzione è tutta per le ragazze. Scuote leggermente la testa < ma perchè...> si lascia sfuggire in un sussurro suo personale
18:22 Ivory [Vicino a Tom] Serra il pugno della sinistra mentre esclama con voce sibilata <ah... non te la prenderai mai con lui.. che trama alle tue spalle... che importuna una tua amica con lo scopo più o meno intenzionale di farsi odiare. E quindi tu vieni a menare me, che non alzerei mai una mano su di te.. che non ti farei mai del male volutamente... comodo da parte tua Candice... non so fra le due chi è la bambina> dice in un impeto di cattiveria che le fa vomitare veleno puro da quelle labbra e da quello sguardo che non si schioda da quello della prova di fronte a se <se tu che credi che una come me, che nemmeno aveva mia sfiorato col pensiero un uomo possa fare delle... moine...>enfatizzando la parola con un espressione disgustata <o io che provo in tutti i modi a far ragionare chi mi ha ferito... molto più a fondo di mia madre> dice mentre la guancia inizia a farle così male che parla strascicando le lettere che richiedono una chiusura delle labbra su se stesse. Lascia perdere il discorso tra Candice e Grace, non è affare suo e non ci mette bocca per nessun motivo. Ed eccolo che entra, raccoglie quella figura con uno sguardo e se potesse le scaglierebbe tutti i fulmini caduti quest'oggi sulla cittadina ma non dice nulla limitandosi a guardare quell'odiata figura in cagnesco mentre data la situazione o non nota e non si rivolge a Carl, alle volte la rabbia sopprime del tutto l'educazione. Lentamente va per avvicinarsi a Grace e Tom con piccoli passi senza fretta, lo sguardo salta da Grace e Candice due volte prima di sentenziare con voce secca e sibilata <tutti bravi ad abbracciarci quando il mondo ci sorride, ma nelle difficoltà ci si azzanna come lupi tra agnelli.. ebbene se questa è l'amicizia io non la voglio. Prima di prendere a sberle qualcuno chiedo... sopratutto se considera questa persona un amico...>un altro passo aggirando la figura di Grace mentre fruga nelle pieghe del vestito estraendo un sacchettino tintinnante da cui prende alcune monetine, contandole, per porgerle a T
18:27 Candice Se ne sta lì, in bilico tra l'essere seduta e lo starsene in piede. Indecisa proprio. Gli occhioni verdi si tuffano nuovamente sul verbale. Quegli occhi lucidi scorrono ancora titubanti sul verbale 'non da pagare'. Forse la pagherà semplicemente con la solitudine. Non c'è niente che possa lenire quelle ferite, anzi, sono ancora più ampie. E tutto in un giorno. In poche ore. Lancia uno sguardo a Carl e, in tutta risposta, scuote soltanto il capo <Lascia perdere.> La voce è pacata, bassa. Forse la tempesta è finita. Il cuore, per quanto cicatrizzato, ancora pompa sangue, reclama vita, concede granelli di esistenza. Granelli di esistenza che non fanno che peggiorare le cose. Oh sì. Alle parole di Tom la reazione è quella di schiudere le labbra in una 'o' di puro stupore. Ignorare le cose. Ma non commenta. Se ne sta zitta. Da brava bambina quale è. La sua sfuriata già l'ha fatta, ecco. Lancia un'occhiata ad Ephaestion nell'esatto momento in cui entra. Ma non sembra fare una piega. Ma quanto ribolle lo sa solo lei, ovvio. Torna su Grace. Completa attenzione a tutto quello che dice. La speranza che lei capisca, che lei capisca che le cose non sono proprio andate così...se ne va a puttane. E' una speranza che ad ogni istante trascorso nel silenzio diminuisce le sue forme. Sa già che è sbagliato crederci, perchè sa già che nell'attimo in cui le parole di Grace la distruggeranno essa ricadrà tutta sulle sue spalle, infossandola maggiormente in quella pozza di disperazione che per troppo tempo le ha impedito di spiccare il volo. Eppure continua, strenuamente, ad avere fede. Ma no, quella le si rivolta contro. <Non c'è stato niente.> Questo dice. Che deve dire? Poi il fatto che ci sia tutta quella gente e pure Ephaestion non la mette di certo a suo agio, ovvio. <Solo un bacio.> Un piccolo sospiro fuoriesce dalle labbra. <Anche io ti sono sempre stata vicina. Sai che cosa ho fatto per te! Tu lo sai!> Lei lo sa. Sa di cosa parla. <Devo sempre stare lì a ricordartelo?> ---
18:27 Candice Sbatte più volte le palpebre sugli occhi. Deve tutto essere uno scherzo di cattivo gusto. Le parole di Ivory le fanno corrucciare la fronte <Lasciamo perdere...ho bisogno di una camomilla. Anzi...di un cazzo di Thè. Ero venuta qui per questo!> Esclama andando a guardare Sophia soltanto adesso. <Comunque...agente...> E torna a guardare Tom inclinando il capino verso la spalla destra <Pagherò la multa prima della scadenza.> Questo dice, senza smorfie o arie di sfida. Pacata. Come sempre.
18:34 Ephaestion [Bancone] Le parole nell'aria sono tante e non è che segue cosa sta succedendo, se ne sta discretamente per i fatti suoi quando si fa il suo nome si limita ad aggrottare leggermente la fronte, stava per mettersi il panino in bocca quando alcune parole non sembra proprio gradire del tutto, ora passa in rassegna lo sguardo fra i presenti per finire su Ivory e sui suoi movimenti quasi fissandola e alla fine morde il panino alla marmellata di albicocce, c'è quello anche se non gli piace e fa una smorfia mentre l'addenta. Al resto non si impiccia proprio, se vorranno saranno loro a coinvolgerlo nel discorso, non sarà lui a farlo per prima o farsi trascinare in un discorso fra donne. Lo sguardo si posa sugli uomini poi, a Tom che rivolge un saluto e allo sconosciuto Carlo e infine a Sophia, uno sguardo neutro volge a Candice e a Grace che parlando.
18:45 Carl [Panca--->Uscita] Si guarda ancora un attimo attorno. Poi sussurra<Per apprezzare un quadro bisogna prima osservare i particolari e capirli singolarmente e poi guardarli nell'insieme e vedere cosa rappresentano>Si alza dalla panca e fà solo un cenno con la mano per salutare tutti. Mentre si trascina a passi pesanti verso l'uscita con la coda dell'occhio guarda Candice. Poi si mette una mano in tasca e allunga 3 pound al poliziotto quasi cacciandoglieli in mano e dice <Ecco la sua multa agente...dovete pur vivere anche voi forze dell'ordine>con un tono rispettoso ma con un sapore vagamente sarcastico. Guarda di nuovo tutti i presenti e facendo un cenno del capo di rispetto verso Tom dice <Io andrei nella mia cella>Lascia la stanza e si reca in cella.
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore Personaggio: Carl Dado () + () + (Umano)
18:49 Tom <Vada pure in Cella> sorride forse nel doppio senso mentre si guarda attorno e prende i soldi di Carl <Giustamente, se no i ocome me lo pago il the di Bob?> sorride all'uomo per poi finrie li lo scambio di opinioni lascia andare grace mentre si sistema la giacca <beh io andre i ncnetrale ho del lavoro da sbrigare, buon proseguimento di giornata signorine> non aggiunge altro e se ne va
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore Personaggio: Tom Dado () + () + (Umano)
18:53 Grace L'ascolta e sorride < Ah dunque mi stai punendo per quel fatto? > si fa più seria ora. < Va bene.. Anche se fosse stato un bacio.. Se per te non significa nulla un bacio.. > lascia in sospeso la frase. < Eh si.. Meglio lasciar perdere! > esclama ora dandole proprio le spalle. No, in questo momento non la può proprio vedere si direbbe. Un'occhiata a Tom che si distacca e va via < Ciao! > lo saluta semplicemente prima di spostarsi verso il bancone dove si trova Ephaestion. Sospira. < Mi passeresti un pò di pane per favore? > chiede verso di lui per poi rivolgersi a Candice ma ancora girata di spalle. < Non sono stupida.. > enigmatica dice solo questo. Ora tace prima di tornare sull'uomo. < Come vanno i lividi? Quando vuoi sono qui per l'olio.. > gli dice in tono neutro. < ivory vieni qui e siediti.. > la invita sempre con tono neutro.
18:53 Sophia [bancone/uscita] Quando incrocia lo sguardo di Candice non può fare altro che rimenere a osservarla con dolore. Non c'è pietà o rabbia. Solo un'immenso dolore che si mescola all'incertezza di tutto quanto è successo. L'imbarazzo di un privato sbattuto in faccia alla gente, la loro storia intrecciata e complicata che la trascina dentro. Amiche. Forse. Ancora. Si alza andando al camino, cercando di non dare nell'occhio con il suo muoversi, per prendere l'acqua calda e portarla al bancone vicino all'ultimo arrivato. < se volete del Thé ve lo lascio..> la voce quieta risuona in un attimo di silenzio, facendo ulteriormente abbassare di un tono il proseguire < qui pronto..> poi abbassando la testa inizia a preparare l'infuso in varie ciotole che lascia pronte e fumanti sul bancone. Alcune le spinge verso chi è più vicino a quel bancone e ritorna a sistemare l'acqua calda al camino. Smorza come può l'aria, ma è grigia a dirla tutta. Tanto da spingerla verso la porta. I suoi secchi di patate del resto giacciono li abbandonati, appena fuori la stanza. Cose semplici, materiali. Cose che almeno non riservano sorprese a dire il vero. E con lo stomaco che ormai è una morsa fatta di angoscia, imbarazzo e dolore, scivola via silenziosa e discreta, sperando ancora che nessuno se ne accorga verso le sue patate e altrove
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore Personaggio: Sophia Dado () + () + (Umano)
18:59 Ivory [Tavoli] Consegnati i soldi a Tom si volta nuovamente versoi Grace che osserva un istante prima di riportare gli occhi verso Candice, quel verde è spento e smorto come da giorni le occhiaie sono pesanti e la guancia ha cinque dita stampate su di essa , così rosse ed in rilievo che sono perfettamente visibili. Un lento sospiro mentre scuote il capo limitandosi a voltarsi verso la porta in direzione della quale compie alcuni lenti passi per allontanarsi dalla sala troppo affollata per lei, una cruda consapevolezza le si apre nel cuore mentre il volto si inclina lentamente verso il basso in maniera da non vedere niente e nessuno, sopratutto Ephaestion alla prese con la marmellata. Di spalle risponde a Grace <non ho intenzione di stare in questa stanza... mi spiace Grace... non ce l'ho con te ma non posso stare qua torno in cella> dice mentre compie un passo per uscire prima di fermarsi, fa dietrofront e torna al tavolo dove recupera il quaderno che usa come diario per poi tornare con passo lento verso la porta, lo sguardo è in basso nascosto dai capelli che le incorniciano il volto.
19:05 Candice [Tavolo 1] Saluta Carl con la manina per poi lasciarsi andare ad un leggero sospiro di sollievo quasi. Meno uno. Osserva con occhio circospetto e critico Ephaestion ed Ivory, cercando di cogliere qualche segnale da parte di quest'ultima. Per capire se ha detto il vero. Come una madre che vorrebbe tendere l'orecchio in risposta ai lamenti di un figlio sofferente, dell'anomalia. Saluta anche Tom poco dopo e quando sparisce completamente si lascia andare ad una smorfia di puro sdegno che cerca di coprire con il palmo della mano destra. Guarda gli altri con l'aria tutt'altro che colpevole nonostante tutti si siano coalizzati. <Io non voglio farti pagare proprio niente.> Solo questo dice verso di lei prima di muover passo verso il bancone dove Sophia ha lasciato le tazze di The. <Grazie Sophia...> Un sorriso tenue le si dipinge sulle labbra rosate andando ad afferrare la tazza fumante, con entrambe le mani. Con passi lenti e calcolati si muove verso il tavolo più vicino, cercando di non far cadere nulla. Ci mette sempre una certa concentrazione in quello che fa. Non riesce nemmeno a salutare Ivory a dirla tutta. Non che la voglia salutare, ecco. Qualsiasi tipo di anestesia o camomilla che le abbia fatto superare la rabbia e lo sconforto della sera precedente, è già cominciata a svanire; ne ha dato un grande esempio. E sta proprio sulla faccia di Ivory a dirla tutta. L'idea di rivederla in cella le sembra ogni secondo più insopportabile ed è per questo che se ne sta lì. Anche se non sembra volerci manco stare. Se ne sta in silenzio per un po' andando a sedersi sulla panca con una caviglia poggiata sul ginocchio dell'altra gamba e la tazza di The in bilico su tale caviglia. Gli occhioni verdi si specchiano sull'infuso mentre va a soffiarci sopra. <No cioè...> Inizia così, solo adesso, andando a sollevare lo sguardo sui due rimasti. <Fatemi capire bene...> Breve pausa <La colpa ora è mia?> Non ce la fa proprio a tacere per troppo tempo. Come Grace non riesce a stare ferma, ecco.
19:10 Ephaestion [Bancone] Si mangiucchia quel pane tranquillamente e solo dopo nota sulla guancia di Ivory uno stampo di cinque dita e l'espressione si incupisce e lancia uno sguardo che coglie chi rimane <Chi è stato?> lo chiede a tutti i presenti indicando la figura di Ivory <Chi è stato a schiaffeggiare Ivory?> lo scandisce più che bene le parole e sembra il preludio di una discussione memorabile forse. Non è una minaccia quella domanda per ora lo sta solo chiedendo. Lo sguardo cattura la reazione di Ivory, pensa probabilmente sia lui il problema ma non è di certo un problema suo quello, è più interessato a capire la situazione e anche il motivo di quelle cinque dita sulla sua faccia
19:18 Grace Ascolta le parole di Ivory e sospira. < Come vuoi Ivory.. A più tardi.. > le dice con tono calmo. < Ciao Sophia > saluta anche lei. Alla domanda di Ephaestion lei non risponde palesemente. Non è così stronza ecco, anche se la voglia crescente e un pizzico di malignità c'è visto l'accaduto, ma non lo fa. L'ascolta, ne ascolta quel suo primo dire < E allora perchè.. mi fai male!? > le domanda voltandosi e guardandola con quegli da drago qual'è fiammeggianti come il ciondolo del fuoco che porta al collo < Io lo so, Candice.. Io lo so che è stato lui.. Ma tu lo sapevi... Io te lo dissi che sarebbe venuto.. Ti ho avvertita, ti ho avvertita anche sulla mia reazione, quale sarebbe stata, no!? Lo sapevi.. Perchè sei andata? Perchè? Non dovevi semplicemente! Cercavi un luogo pubblico.. No tu sei voluta andare ecco.. Per questo io me la prendo con te! Per questo.. > lo ripeto. < D'altro canto lo conosco.. So quant'è immensamente stronzo! So che lo ha detto per farmi innervosire e c'è riuscito.. Ma tu.. Che tu cadessi nelle sue trappole.. Nei suoi gochetti.. no, non me lo sarei mai aspettata! > esclama prima di tornare su Ephaestion < E' stata colpa mia! > esclama solamente < Mi hai mandato quel messaggio ed io l'ho detto a Candice perchè lei dice di amarti ancora e dice che anche tu la ami, credevo anch'io ma ora sono un pò confusa.. >ammette. < tuttavia ho sbagliato io! Volevo sistemare le cose, volevo vedere il lieto fine tra voi due, speravo in un lieto fine in una felicità che io non avrò mai e invece.. > lascia in sospeso la frase. < Nessuno può essere felice! > esclama solamente. < Nessuno.. >
19:22 Ivory [Soglia, uscita] Alla domanda di Candice <non è certo mia...> risponde in un sussurro stizzito mentre varca la porta, non si è voltata per tutto il tempo e non lo farà nemmeno alla domanda dell'uomo che le giunge lontana e distante mentre già cammina con rapidi passettini raggiunge la cella numero 2 dove si rinchiuderebbe per gettarsi sotto la coperta della sua panca, tremante e silenziosa per chi la vedrà li coricata con la schiena rivolta alla stanza ed il volto verso il muro.
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore Personaggio: Ivory Dado () + () + (Umano)
19:27 Candice [Tavolo 1] Sente solo un turbinio di emozioni dentro di sè nascoste da una maschera di calma apparente. Quella domanda arriva. Lenti sono i respiri che emette lei. Eppure il cuore palpita come impazzito. tuttavia non se ne avverte il suono. Cerca di calmarlo. Cerca di tranquillizzarsi e riprendere il controllo. Futile tentativo. Non ci riesce. Così resta in silenzio ancora per qualche attimo andando a lanciare un'occhiata a Grace. Non si sa bene per cosa poi. Un altro sospiro poi. Nervosa. Gli occhioni verdi vanno su Ephaestion. Lo scruta in silenzio per qualche attimo ancora non sapendo come esprimersi. Ma si vede che ha proprio l'aria da colpevole, ecco. <Ovviamente...io.> Ecco ora ha parlato. Troppo tardi per tacere. Troppo tardi per evitare la qualsiasi. Cerca di vedere un minimo sbalzo di emozioni. Attende, lo scruta con attenzione, nell’attesa che una frase – qualsiasi - si liberi nell’aria. Un cenno, un gesto. Qualsiasi cosa. Avrebbe forse voluto evitare tutto questo. Com'è strano il fato in questi momenti. E' difficile da capire e da comprendere. La tazza verrà posata sul tavolo poi mentre ascolta le parole di Grace riguardo Tom. <Doveva parlarmi di Ivory. Quando ancora...non c'era questa questione io ero la persona...più vicina a lei.> Una breve frase che non ha colpa di scatenare l’ira di nessuno. Poi, si sa: il battito d’ali d’una leggiadra farfalla, può devastare lande lontane come le stelle. <Senti Grace...io non ho fatto niente. E poi...che dovevo fare?> Risentimento il suo. Però forse è più sollevata adesso che capisce che l'amica - lo sono ancora? - ha compreso la questione. Se ne resta in silenzio anche alle seguenti parole. A tutto quello scusarsi. <Se sei confusa tu...> Commenta con fare esasperato. <Sì...vabbè. Io l'ho sempre detto.> Aggiunge al suo 'nessuno'. <Nessuno mi ascolta. Che ci posso fare?>
19:39 Ephaestion Gli occhi onice scivolano con lentezza impressionante su Grace e par volerla disintegrare con quello sguardo letteralmente atomico, tutta la forza dell'oscurità sono in quei piccoli punti colorati di nero in palese contrasto con il suo corpo che è di una calma innaturale, ascolta con una pazienza che non gli appartiene tutto il discorso che lei rivolge prima a Candice e poi a lui. Gli occhi nemmeno per un attimo si portano su Candice come se lei non fosse minimamente presente in stanza ma non è arrabbiato con lei, è una zona inesistente per lui. Il nulla, il mai esistito <Non ti era stato richiesto gentilmente di non dire nulla alla diretta interessata? Era stato ribadito e scritto alla diretta interessata che è finita? Pensi che quando parlo io non faccia sul serio o che possa essere materiale per sfogarti su Ivory?> ed è proprio a quel punto che vuole arrivare con quella calma sinistra <Sono lieto di constatare Grace che non sai cosa significa discrezione confidenziale> è ovvio che ce l'ha con Grace. Le parole di Candice scivolano altrove rimanendo su Grace <Sto notando un pò troppa esuberanza in voi donne> non lo ha mai fatto ma ora fa pesare la sua posizione maschile <Riferirò al Cardinale Fellyn di questa situazione per porgere rimedio> finalmente guarda Candice <E avviserò Camille del tuo comportamento> l'espressione è di uno che parla davvero sul serio <Di certo la colpa è la mia e me ne dispiaccio perchè non mi sono fatto prendere subito sul serio e vi ho lasciato la possibilità di essere libere e di scegliere, alla luce di ciò che è avvenuto posso dire che ho ben imparato dall'esperienza> amareggiato dal comportamento delle ragazze si alza in piedi <Mi aspetto da entrambe che andate a scusarvi con Ivory per l'accaduto e l'invito a farvi caldamente gli affari vostri oltre a moderare il vostro comportamento> guarda Grace <Credo che mi farò aiutare da un'altra persona per le ferite, ho visto abbastanza> tagliente alla fine non si aspetta nemmeno che rispondono
19:44 Ephaestion lascerà semplicemente la sala diretto a scrivere sia al Cardinale che a Camille
19:45 Grace Ascolta le parole di Candice. < Che dovevi fare? > domanda sollevando l'angolo destro delle labbra carnose e chiare mostrando parte della dentatura perlacea e regolare. < Che dovevi fare? Non ci dovevi andare! Semplice! E si evitava tutto > esclama alterata ma non urla. < Diamine Candice! Tu sei la mia migliore amica! Tu mi hai fatto questo.. Sai quanto lo amo, sai quanto sto soffrendo e sto lottando per lui.. Non dovevi! > afferma. torna su Ephaestion e a quella domanda sgrana gli occhi verd <Eh? Non me l'hai scritto!! > esclama mentre fruga nella borsa e prende due biglietti e glieli mostra < Ecco.. > Il Biglietto cita esatte parole: "Ciao.Ti ringrazio per il tuo aiuto e ho delle novità.Ho trovato una fidanzata.Ephaestion. " ed un altro semplicemente la parola "Ivory" Quando nomina il Cardinale sbianca visibilmente. Sgrana gli occhi al seguito. < Ma io.. Volevo solo essere d'aiuto.. > mormora vedendolo andar via. non dice nulla.
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore Personaggio: Ephaestion
19:52 Candice Ascolta tutte quelle parole in rigoroso silenzio. Solo quando rivolge quelle domande a lei va a crucciare la fronte come se fosse davvero stupita anche solo del fatto che gliele chieda. <No. Sono stata troppo avventata a prendermela con lei quando invece dovevo prendermela con te.> Dice semplicemente. Anche lei con una calma che non le appartiene proprio allo stato delle cose. <Sì, infatti. Hai ben imparato dall'esperienza. Lo sto notando.> E sicuramente vuole alludere alla questione 'Ivory'. <Grazie di tutto. Ciao.> Lo saluta con un cenno della mano prima di puntare gli occhi su Grace. Sono rimaste dinuovo da sole. <Fantastico. Non trovi?> Le chiede adesso con un nervosismo che torna ad essere palpabile. <Non può andare peggio di così. Questo è sicuro.> Solo questo dice mentre si alza. <Hai visto? Ephaestion di qua, Ephaestion di là! E' bravo di qua e perfetto di là!> Basta, è nervosa. <Ma ti rendi conto di quante cazzate devo sentire ogni giorno?!?> Non ce l'ha con lei, ma visto che c'è lei...lo dice a lei, no? <Mi sta venendo il voltastomaco. Ti prego...andiamocene.> E inizia già a muover passo verso l'uscita.
19:56 Grace Lo sguardo smeraldino si porta su Candice mentre l'ascolta< La stupida sono io! Ora pure il Cardinale!! Il Cardinale!! Sai cosa vuol dire!? > domanda agitata, oh si che è agitata! Sta svenendo quasi tant'è che si tiene con il bancone. < Il cardinale.. Il cardinale.. Oh ma tu che ne puoi sapere!? > domanda retorica mentre si alza. < No hai ragione, sono stata ingenua si!! Con tutti! Con te, con lui, con tutti! Aveva ragione Trevor!! Aveva ragione Trevor!! Il cardinale... > e le vengono le lacrime agli occhi. < Oh Candice io e te non ci vedremo più! Quando passerà questa pioggia me ne andrò! Oh si che me ne andrò.. Sei tu quella che porti guai! >esclama in lacrime mentre se ne va nella sua cella così, piangendo.
20:00 Candice La guarda in preda ad una crisi che lei ha già avuto più volte. <Il Cardinale...sì. Ci sarei dovuta andare comunque io. Mi dispiace che...te la debba vedere anche tu con lui.> E lo dice con aria dispiaciuta. Preoccupata all'inverosimile in realtà. Quasi rabbrividisce. <Sono io quella che porta guai. Eh...ti pareva che alla fine di tutto non c'entravo sempre io?> Domanda retoricamente prima di uscire dalla sala comune con una Grace piangente che se ne va di fretta lasciandola da sola per il corridoio.