domenica 28 dicembre 2014

Il cliente che insegna l'Arte Erotica ad una del mestiere

Location: Locanda di Nessy

21:03 MattSmith  [bancone]  Matt si dirige verso l'ingresso della locanda vi entra e si guarda in giro,il posto sembra essere pieno di persone più o meno inebriate dalle sostanze, il fumo pervade la stanza creando una sorta di nebbia. Matt si dirige in silenzio al bancone e fa un fischio al oste alzando una mano per farsi notare.<Vorrei una birra, ha proprio un bel locale sà>Sorride verso l'oste prende la birra che gli viene portata e inizia a sorseggiarla,infine si pulisce la bocca dalla schiuma
21:09Lavander usa [Donna Grazioso Giorno] : Entra nella locanda , e appena sente il tepore all'interno si sfila il mantello nero rivelando il vestito dai colori chiari e il foulard giallo legato al collo. Non bada molto a chi c'è in sala , si dirige al bancone e aspetta che qualcuno si liberi per prendere il suo ordine ; nel mentre sposta indietro la treccia che tiene costretti i lunghi capelli corvini.
21:18 Alysia .bla bla bla non importante
21:24 Emery bla bla bla non importante

21:31 MattSmith  [bancone]  Una volta finita la birra si rivolge al oste in maniera gentile sorridendo e facendo alcune battute<Insomma cosa si racconta di particolare in giro? Sa o saputo che di recente delle apprendiste della accademia abbiano creato dei problemi in giro lei ne sa niente?>Matt si guarda in giro,cerca di ascoltare le conversazioni di chi gli sta vicino. In particolare cerca di origliare una conversazione che sta avvenendo a un tavolo li vicino, anche se in quel rumore e risate collettive e difficile capire cosa si dicono quelle due persone. Infine volge il suo sguardo alla giovane donna che si è seduta accanto a lui gli sorride e gli rivolge la parola<Cosa ci fa una giovane e stupenda donzella come lei in un posto simile?>
21:44 Lavander Intercetta la cameriera e fa l'ordine <Whiskey per favore> e dopo qualche minuto le mette davanti un bicchiere con dentro qualche dito del liquido ambrato. Le occhiatine e le battute che le vengono riservate non la toccano nemmeno , non fa caso alle voci intorno a lei. Solo quando il ragazzo seduto accanto a lei le parla , alza il viso e gli sorride <Quello che vedi . . tu invece?> dice alzando il bicchiere e prende un sorso , godendosi il sapore sulla lingua <Comuqnue io sono Lavander. . tu?> chiede con voce gentile , mentre fa vagare lo sguardo per la sala , e scorge delle teste conosciute , tuttavia rimane ferma paralizzata sul posto.
22:13 Emery se ne và....
22:21 MattSmith  [bancone]  Sorride verso la donna senza curarsi dell'uomo che ha davanti a se<Guardo uno splendore a cui offro un buon alcolico>fa un cenno con la mano al barista e attira la sua attenzione<ehi barista porta due bicchieri di assenzio! e mi raccomando voglio il miglior folletto verde di tutta londra>L'uomo prepara i due bicchierini di assenzio e le porge a i due<comunque è un piacere fare la tua conoscenza il mio nome è matt! matt smith spero non lo scorderai tanto facilmente bellezza.>Fa un occhiolino verso la donna,e deglutisce e si lecca il labbro inferiore
22:27 Lavander Alza appena il viso verso Emery , gli scocca un occhiata che è un misto fra l'acido e l'ironico , lo guarda uscire per poi riportare lo sguardo sul ragazzo. Si rivolge a lei con tanti complimenti , troppi , un comportamento che ha già visto su alcuni uomini , che comunque non smette mai di divertirla ; tutto questo viene abilmente celato , sotto quel viso dolce che gli sorride <Piacere Matt> dice prima di buttare giù in un sorso il liquido ambrato rimasto nel bicchiere. Potrebbe anche accontentarsi , se non fosse che le viene offerto da bere , quindi come dire di no?Prende il bicchiere allungando il braccio destro <Direi che se me lo ricorderò dopo questo potrò essere fiera di me> ridacchia e volta il busto verso di lui <Sei nuovo vero?Non ti ho mai visto . . .ed è raro che io non veda qualcuno>
22:36 MattSmith  [bancone]  matt fissa la donna in volto la guarda dritta negli occhi, è molto diversa dalla donna che ha conosciuto oggi al museo, questa sembra essere molto più "sbarazzina" e saperci fare con gli uomini. Sorride verso di lei<Se vuoi posso rendere io la tua serata indimenticabile, Anche dopo un paio di quei bicchieri>prende il bicchiere di assenzio allungando il braccio destro lo porta alla bocca e lo tira giù,il sapore è forte e fa rimane un che di amaro sulle labbra di matt. Infatti finito di bere il bicchiere si lecca le labbra e guarda la donna facendogli un occhiolino<E si diciamo che sono nuovo,anche perché sono sicuro che se mi avessi visto in giro non mi avresti certo dimenticato>
22:43 Lavander Anche lei beve in un colpo solo l'assenzio , che subito le brucia la gola e prende la testa , rendendola piacevolmente più leggera , non è la prima volta che lo beve ma ancora non è abituata <Se un pò troppo preusntuoso , io di uomini ne vedo tanti e mi dimentico di tutti> lo guarda con un misto di curiosità e malizia <Cosa ti fa pensare di essere diverso?> mormora , prima di voltare il viso verso un gruppo di uomini seduti ad un tavolo poco distante da loro ; alcune parole le coglie meglio di altre , tutti sinonimi della stessa cosa , sicuramente meno eleganti del termine Perduta ; riporta lo sguardo sul ragazzo , lo scruta con gli occhi gelidi , dalle iridi color ghiaccio.
22:50 MattSmith  [bancone]  il reggere il bere è sempre un punto di forza di matt anche se la gola brucia rimane ancora lucido sorride davanti alla donna<Provare per credere,penso che ti scorderai difficilmente di me>lo sguardo di matt e malizioso e le sue parole cariche di doppi sensi<Una volta che mi vedi non mi scordi>si avvicina al viso della donna sorride divertito da quella atmosfera intrigante<Seguimi e sarà una notte indimenticabile>
22:55 Lavander Ridacchia , scuote il capo facendo ondeggiare alcuni boccoli neri sfuggiti alla treccia <Mi spiace deluderti , ma dato che sei nuovo te lo spiego in modo semplice e veloce> dice per poi indicare il soulard che porta al collo <Ogni ragazza che vedrai con questo , sappi che stai parlando con una Perduta . . . o prostituta se vuoi> fa spallucce , sembra rilassata , non perde il sorriso gentile <Quindi se vuoi avere una notte indimenticabile con me . . . Vieni al Red Light con qualche soldo dietro e vedrò di prendermi cura di te com e meriti> gli sussurra con una sguardo furbetto , si morde leggermente il labbro inferiore per poi rimettersi dritta, anche per non farsi guardare nella scollatura tesa del vestito.
23:03 MattSmith  [bancone]  si avvicina e gli sussurra qualcosa al orecchio parlando lentamente e in maniera sensuale<Immagino che anche voi abbiate i vostri momenti di libertà dal lavoro no? Bhe in quel caso sarai tu a venire a cercare me! Se vuoi far del sesso veramente indimenticabile e non la roba da poco con i clienti sai a chi rivolgerti>sorride e si morde il labbro<Sei molto sexy se ti va una notte di spasso basta un fischio magari posso farti da allenatore>guarda la sua scolatura mentre torna a mettersi composto
Lavander Tiro in Intrattenere: 5
23:09 Lavander Ride , un suono allegro e cristallino si fa spazio fra quelle labbra perfettamente disegnate <Ovviamente , ma per rispetto delle regole , posso esercitare solo lì . . .e poi gli affari sono affari . . . sei sicuro di te , e sarà senza dubbio un piacere vedere cosa sai fare , ma ti toccherà venire fino lì , se alloggi al Messiah sei abbastanza vicino . . .e poi è un ambiente molto intrigante e particolare . . .chissà che non possa piacerti> dice in un sospiro allungando la mano destra e facendogli una leggera carezza sotto al mento, ma ritira subito la mano e torna composta.
MattSmith Tiro con DadoPuro: 3
23:16 MattSmith  [bancone]  Si avvicina al orecchio della donna gli sussura qualcosa e poi le bacia il colo delicatamente e si allontana sorridendo<Esercitare? Qui non si tratta di esercitare il mestiere! anzi per la precisione sarei io ad esercitare il mestiere con te e poi scommetto che ti insegnerei un sacco di tecniche divertenti da fare sotto le coperte>Fissa la donna per alcuni istanti negli occhi e dice alcune parole sorridendo a bassa voce<Gli ambienti intriganti mi sono sempre piaciuti, ma io sono più in tipo a cui piace insegnare>
23:26 Lavander Lascia che il ragazzo le baci il collo , che senta pure che profumo e sapore ha quella pelle , pelle che sà di un'innocenza amara , che non appaga mai del tutto finché non ne diventi schiavo <Io ti ho detto dove trovarmi . . . Potrai fare tutto quello che vuoi , e molto altro . . . Sarà un piacere conoscere qualche nuovo trucco quindi . . . Vienimi a cercare e sarò lieta di farti da allieva> Mentre parla scende dallo sgabello e posa una mano sulla sua coscia , mano che accenna qualche carezza languida , così come gli occhi , prima così freddi, ora luminosi di una scintilla peccaminosa <Grazie della compagnia Matt e dell assenzio . . è stato un piacere conoscerti> replica la stessa carezza sotto al mento , solo che mentre la mano abbandona il collo , l unghia del pollice graffia appena la pelle , un gesto di provocazione diretta. Aspetterà eventuali replica prima di dirigersi verso l uscita della locanda , riprendersi il mantello e tornare al suo alloggio.
23:40 MattSmith  [bancone]  <Sarà un piacere poter farti visita e farti imparare qualche turchetto,il molto altro mi attira>Avviene la reazione più naturale quando la donna lo tocca si sente eccitato tutto un bollore<Lo stesso vale per me lavander è stata una splendida compagnia ti verrò a trovare sicuramente>Quando la donna lo graffia al mento la prende con forza al busto la trascina a se gli dà un bacio e gli mordicchia le labbra infine si allontana e la lascia <allora alla prossima> si avvia verso l'uscita del locale

giovedì 18 dicembre 2014

Il Temibile Sgabetto

Location: Cimitero
17:05Cherry usa [Pugnale da Scontro] : Una giornatin grigia come tante altre in quella landa desolata chiamata Laddington, giorni che si susseguon fredde, austere e ripetitive nel panorama dormiente della città immersa nella neve ma qualcosin ha spezzato la noia quotidiana, la sicurezza della sua imperscrutabile tranquillità che davan sollievo alle preoccupazion calpestata, i suoi occhiettin irrequieti color assenzio han colto un cimitero stravolto, il terren del pavimento divelto da picconate togliendone la neve ammassata nei lati, assi di legno rotte sparse qua e là ma i suoi occhiettin fissan la chiesetta con espressione più che seria ma non preoccupata. La chiesettin è intatta com le lapidi di pietra che si ergon dal terren. Atti di vandalismo son stati perpetrati nel caposanto, qual sciagur. Respira lentamente, con una lentezza che non le appartien, il lungo mantello l'avvolge dal freddo con il cappuccin calato sul biondo crin e le manin nascoste dal nero tessuto stringendo il manico del pugnal a lama ricurva. Sosta immobile sulla soglia aperta del cimiter a riflettere.
17:10Sofia usa [Candela e Fiammiferi] : Il sole manda bagliori arancioni a spezzare la fitta e fredda nebbia che circonda ogni cosa a Laddington. Passi che affondano nella neve che va ad ammucchiarsi ai lati delle strade e che diviene una massa compatta al contatto con le suole degli stivaletti. Orli di abiti neri che si bagnano,rendendo quel senso di pesantezza ancora più pressante. La Vedova sta preparando la candela e i fiammiferi,trattenendoli nelle mani guantate.Un prospero viene sfilato dalla scatola di carta e la scintilla illumina per un'attimo la esta rossa che si infiamma e brucia e accende la candela. Il viso non è nascosto nel cappuccio del mantello pesante,è tirato indietro,mostrando un volto circondato da una cuffia nera,sguardo basso che sta attento sul dove mette i piedi. La direzione che segue è quella dell'ingresso del cimitero. Espressione severa,che mal si associa ai lineamenti morbidi e alle occhiaie intorno agli occhi scuri.C'è qualcuno nei pressi dei cancelli ma la luce e a nebbia non le permettono di identificarla se non come un'ombra,fino alla fine quando i lineamenti della bionda ragazza si fanno chiari alla luce della fiammella allor ala riconosce<Salve Miss Watson> se c'è sorpresa di vederla sostare li,lo si comprende dal tono
17:17Cherry usa [Mantello nero resistente] : Il pugnal celato sotto al mantellin non è nel fodero, è pronto all'utilizzo ben salda nel palmo della manin di quel che appar solo una ragazzin dai lineamenti innocenti, più piccin della reale età che posseide ma negli occhi albergan un'insana irrequietezza a spezzar la calma che non appartien più a quel corpo. Al richiamo del proprio cognom, rotea prima gli occhiettin e poi la testa <Sofia> la chiama per nome oramai, con una vocin meno acuta del solito ma più profonda, più matura, più consapevole <I nemici han lasciato il segno> rotea di nuovo gli occhiettin a posar lo sguardo su quella confusion <Hai riflettuto sulla nostra ultima conversazion? Le person che ti parlavo la scorsa volta, quando sapranno ciò che vi è stato fatto qui, non saran contenti> un brivido di timore nasce fra le piege del suo sguardo irrequieto <Ti sei occupata di quella question?> domanda in modo più pressante, inchiodando lo sguardo sul di lei viso
17:18Alysia usa [Mantello nero resistente] : Lungo la via ancora si muove la posseduta passo simile a danza la sua. Ondeggia il manto nero sulle spalle mentre i capelli sempre umidi restano attaccati al viso e lo incorniciano facendo risaltare il pallore della carne e il violaceo delle occhiaie su cui risaltano i neri occhi privi di luce. Le labbra sono screpolate e in alcuni punti sanguinolente. Le mani restano celate sotto il manto mentre al diradarsi della nebbia va comparendo la figura della donna preceduta da una nenia oscura che prorompe dalle sue labbra incessante e inquietante. Non si guarda attorno semplicemente vaga al pari di uno spettro dannato senza meta portandosi all’ingresso del cimitero, qualche metro la separa da quello quando il suo passo ancor non si arresta
17:22Sofia usa [Mantello resistente nero bianco] : Solo guardandola meglio nota la lama a portata di mano e si blocca,rimanendo silente per qualche secondo come se le parole le giungessero con un pò di ritardo <Stavo venendo qui per questo,ho risolto>risponde.Socchiude gli occhi corrucciandosi <perchè,cosa è successo?>è la domanda,buttando l'attenzione oltre la soglia,ma nulla vede correttamente purtroppo e non le permette di capire granchè ma continua a guardare mentre risponde anche al'altra domanda<si ho riflettuto Cherry>
17:24 Il pugnale è nascosto sotto al mantello, non visibile alla vista di Sofia. Sofia riscrivi.
17:25 Sofia Ferma il passo imanendo silente per qualche secondo come se le parole le giungessero con un pò di ritardo <Stavo venendo qui per questo,ho risolto>risponde.Socchiude gli occhi corrucciandosi <perchè,cosa è successo?>è la domanda,buttando l'attenzione oltre la soglia,ma nulla vede correttamente purtroppo e non le permette di capire granchè ma continua a guardare mentre risponde anche al'altra domanda<si ho riflettuto Cherry>
17:39 Cherry <In che manier?> ha abbassato la voce di qualche tono mentre scocca uno sguardo tagliente verso Sofia e in attesa della risposta, rotea gli occhi a tornar a guardar il terreno divelto <Non è chiaro?> retorica <Qualched'un s'è divertito a violare codesto luogo sacro cara la mia Sarta> lo pronuncia a denti stretti <E la Chiesa non ama questo genere d'attività e Sua Eccellenza si sentirà parecchio infastidito dalla question. Sper'io che non getterà in fiamme la città per scovar il colpevole. Quando Sua Eccellenza è infastidito può accadere cose molto brutte> l'espression della piccin è inespressivo e quasi sadicamente divertito <Cos'hai convenuto Sofia?> domanda ancor quando quella nenia si espande e il fastidio prude sulla pelle della manin destra
17:42Alysia usa [Donna Casto Nero] : La nebbia va diradandosi intorno alla sua figura mentre avanza sino all’ingresso del cimitero. La nenia non cessa sino a quando non si ferma di colpo quasi riemergesse da un altro mondo e solo ora si rendesse conto di dove si trova. Sbuffa scocciata increspando le labbra in un gesto di stizza mentre prende una candela e la va accendendo in previsione dell’imminente calar delle tenebre. Lo sguardo che rimane li fermo a fissare quei cancelli come se qualche pensiero la incollasse all’ingresso di quel luogo ferma come una statua. Il manto ondeggia al vento serale mentre una mano di lei sale a scostare una ciocca dal viso.
Cherry Tiro in Riflessi: 11 Dado (9) + Mod. Agilita (+1) + Bonus Riflessi (+1)
18:14 Cherry Anche le due fanciulle sostano a conversar sulla soglia d'entrata del cimiter a tono molto basso quando, all'improvviso, grazie al muro di nebbia piuttosto fitta, si trova ad emerger la figuretta d'Alysia come fosse uno spettro e quasi va a sbatter contro di loro ma i riflessi della piccin sono notevoli che fa scattare la gamba ad allungarsi davanti al suo percorso per farle lo sgambetto al fine d'inciampar per il dispetto nel tentativo di farla cadere a terra.
Alysia Tiro con DadoPuro: 0 Dado (2)
18:20 Alysia Non si avvede delle altre figure almeno sin quando non ci finisce letteralmente contro. Di un tratto il terreno pare svanire sotto i suoi piedi. La candela cade al suolo mentre le mani si distendono in avanti nell’istinto di proteggersi il viso. Le ginocchia impattano al suolo rovinosamente e i palmi e le stesse bruciano alquanto segno dell’impatto col terreno che non riesce per nulla ad evitare tanto che persino il viso viene coinvolto nella caduta e cosi resta qualche istante per terra lamentandosi per i diversi dolori che si spandono nelle carni del corpo che la ospita mentre cerca di girarsi su se stessa restando al suolo e biascicando un < maledizione> mentre con gli occhi cerca le figure delle donne che in qualche modo sente siano responsabili di quella rovinosa caduta
18:26 Cherry Vedendo Alysia cadere a terra, non perde tempo e continuando a sfruttare i suoi riflessi, scatta su di lei per sedersi proprio sopra alla sua schiena e bloccarla a terra con tutto il suo peso (55 kg), è chiaro che non le permette di girarsi <Non lo sai che è pericoloso girare da queste parti oltre all'orario consentito?> tagliente sussurra la piccin vicin alla testolin di Alysia ma senza star dietro per evitare improvvise testate da parte di quest'ultima, l'esperienza insegna <Che ci fai qui?> imperativa pretende delle risposte, il pugnal è ancora saldo sul palmo della mano destra sotto al mantello pronto però alla prossima di puntarlo se necessario.
18:31 Alysia I suoi movimenti vengono bloccati da un improvviso peso sulla schiena sibila sinistra scocciata da quella situazione mentre al suo dire ridacchia nonostante senta nella bocca un sapore di sangue < pericoloso ..cof..cof ..i morti non dovrebbero fare paura!> sibila con il viso a pochi centimetri dal terreno sputando un po’ di sangue prima di sorridere alla sua seconda domanda < potrei chiederti la medesima cosa …io mi ero persa tu che scusa hai ?> e quindi rimane ferma in quella posa mostrando un carattere abbastanza determinato
Cherry Tiro in Precisione: 9 Dado (7) + Mod. Agilita (+1) + Bonus Precisione (+1)
18:42 Cherry Digrigna i dentin mostrando un sorrisin molesto ma soddisfatto <I morti fan più paur di quel che immagini mia cara> qualche pensier fa si che scorre lungo la schiena provocando un brivido, il mantellin si scosta e attraverso il tessuto sfodera il pugnal pronto ad esser utilizzato contro di lei, gira il manico in modo da poterlo afferrare all'inverso e si avventa contro la nuca di Alysia con un colpo ben assestato, preciso, in modo da non ucciderla innavertitamente. Un colpo da stordimento in modo da farle perdere i sensi e portarla via di li.
Alysia Tiro in ResistenzaFisica: 5 Dado (4) + Mod. Resistenza (0) + Bonus Resistenza Fisica (+1)
18:48 Alysia Sbuffa visibilmente seccata e frustrata da quella situazione < ognuno ha le sue paure > commenta seccata prima di sentire un dolore acuto al capo un flash e in un attimo solo tutto diviene tenebra e la sua coscienza svanisce
18:54 Cherry Inclina la testa da un lato e si avvicinan per controllare che ella abbia perso realmente conoscenza e sia definitivamente innoqua, finalmente decide di alzarsi con ancora il pugnal in mano che si premura di rinfoderarlo sotto al mantello, fa qualche passettin in avanti per raccogliere la candela da Alysia caduta <Le candele costan molto, meglio raccoglierle> cantilena a se stessa come se quello fosse un dettaglio importante per ella e infin, guardandosi da una parte all'altra, afferra le manin di Alysia e prova a trascinarla via aiutandosi dalla neve, non deve far molta strada, sol arrivar all'ingresso della Cattedrale e farsi aiutar dal custode per condurre la catturata alle Segrete della Cattedral, ha tutto il tempo per farlo e si prende tutta la calma per portar a termine l'operazion.

Cattura di una posseduta

Location: Bosco
Dahlia Tiro in Orientamento: 6
19:59 Dahlia Deve essere colpa del vento. Anzi, è sicuramente colpa del vento. Soffia, soffia impetuoso, con nella voce la tonalità che si addice più a un marito che a un amante. Soffia e li spinge lì. In quel territorio di cavalieri caduti, in quello che dovrebbe incutere timore al sol guardarlo da lontano. La notte rende tutto più onirico, pericoloso. I passi che calpestano qualche ramo caduto sembrano latrati di lupi. Squarciano il silenzio. Emettono echi di tenebra. Gli occhi color onice sono ansiosi di posarsi su tutto, di scrutar tutto, di annusare gli odori del bosco. E' un passo avanti a loro. Fa da guida in quel mondo incantato... o maledetto che dir si voglia adesso che le acque del lago, della bocca di Horcum, sono piene di sangue. Il vento continua incessante a soffiare, a sospingerli su quel sentiero, a solcarlo a gran passi, decisi, mai esitanti, privi di quel senso di naturale paura che dovrebbe attanagliare ogni fibra di ogni corpo in quel luogo. Ma il corpo della Prostituta, al momento, non sembra possedere nulla di naturale. Non conosce terrore. C'è un delirio di onnipotenza che ha toccato la sua massima punta, da quando quello Spirito inquieto si è impossessato di lei. I pericoli, quelli sono tali solo per gli altri; non la sfiorano nemmeno. Al contrario del vento che infierisce sui capelli lasciati sciolti, affidati al suo completo volere; al contrario del vento, che si porta dietro profumi tra i più disparati, odore di morte e sibili inquietanti. Le candele rischiarano il cammino ma il sentiero vien ben presto lasciato andare, forse senza davvero volerlo. Si perdono. Socchiude gli occhi lei, bloccandosi. <Aspettate.> Solleva la mano sinistra, facendo cenno ai due di fermarsi. Non vuol dar a vedere, probabilmente, il fatto che ha perso l'orientamento, ed è per questo che mostra un sorriso del tutto sereno, voltandosi verso di loro. <Fermiamoci.> Sospira lievemente. <Winry... cosa ne dici di riscaldare un po' l'atmosfera? Scommetto che Guilford sta gelando.>__
19:59 Dahlia ___La guarda in viso inclinando il capo verso la spalla sinistra e inclinando un angolo delle labbra verso l'alto. <Non ti serve che dica esattamente cosa fare... no?> Cruccia la fronte, non troppo convinta delle capacità della ragazza irlandese.
Guilford Tiro con DadoPuro: 8
20:06 Winry Winry cammina dietro a Dahlia con la candela in alto. Al suo fianco c’era Guilford e loro due avevano le mani giunte per infondersi coraggio a vicenda. Il bosco era oscuro. Silente. Sembrava che ogni animale non volesse emettere nessun suono, solamente i loro passi rompevano la quiete del boschetto. Socchiuse gli occhi e cominciò a pregare mentalmente Yeshua. Sapeva che qualcosa non andava, che si stavano cacciando in un grosso guaio. Si poteva definire.. intuito femminile, anche se era tutto così lampante. Proseguivano e dei lupi ulularono come inquieti della presenza di qualcosa. Era terrorizzata! Ogni passo stringeva con maggior forza la mano del suo amato. Invece l’altra, con la candela verso di se, tremava sia dal freddo che dalla paura. Alla fine si fermano in piena boscaglia eDahlia, con voce suadente, la invita a riscaldare il suo uomo. Winry non capisce. La guarda perplessa, confusa.. cosa intendeva dire.. riscaldarlo? < Beh.. so abbracciarlo. > Afferma con pura innocenza. L’irlandesina era ovviamente vergine.
20:11 Guilford il trio cammina nel bosco, il passo della donna pare deciso senza cenni di esitazione, quello dei due appare involontariamente forzato, involontariamente perchè sono loro che la seguono di propria volontà, non frequenta molto il bosco, ma qualche cosa lo turba, l'ambiente intorno a loro muta, e il bosco diventa più fitto, e il sentiero si perde, le gambe devono forzarsi tra le strade non battute, ed è chiaro che la strada è stata persa <sai... dovremo andare di la per mantenere il sentiero> dice indicando una direzione di versa, la stessa che li riporterebbe su una strada normale più sicura <forse sei stanca... faccio io da guida> dice alla donna mentre cambia strada bruscamente tirandosi dietro la giovane ragazza, riprendendo a camminare, ma solo qualche passo in quanto la voce della perduta gli giunge e gli chiede di fermarsi <prima di fermarci... non conviene tornare sul sentiero?> domanda alla donna restando sul posto, il vento filtrava meno tra le piante, anche se il suono che produceva è inquetante lo stesso, pur essendo quello che c'era all'esterno, forse l'ambiente cambia molto la percezione, lui rimane fermo aspettando una risposta da colei che per ora fa da padrona guardando la direzione giusta da prendere mentre la fiamma della candela tremola minacciosa di spegnersi
Dahlia Tiro in Carisma: 3
20:24 Dahlia Ascolta le parole di Guilford crucciando appena la fronte, increspandola lievemente. <Vorresti farmi credere che io non so dov'è più sicuro andare?> Eccolo lì: quel carisma con cui ha convinto entrambi di avere buone intenzioni... va perdendosi lasciando spazio ad una superbia quasi fastidiosa. Sicura e spavalda lascia ora che la schiena si adagi sull'umida e scabrosa superficie di un tronco, come bisognosa di forze e ristoro, calando le palpebre sulle cupe gemme d'ossidiana, mentre il petto si alza e abbassa scandendo profondi respiri. <Non sono stanca, Guilford. Non fisicamente... se è questo che intendevi.> Si leverebbero dunque le palpebre e lo sguardo andrebbe nuovamente alla ricerca delle figure dei due amanti. Una risata si fa largo a toccare le corde vocali della Perduta quando la giovane studentessa, con innocenza, risponde al suo 'consiglio'. E' una risata cristallinea, che assume sfumature più cupe, a tratti. Aspra come lo stridere di due rocce l'una contro l'altra. Per il momento lascia perdere, con l'esasperazione tipica di chi crede che sarà una perdita di tempo continuare su quella strada con una vergine e un uomo come Guilford. Ma forse è un'idea che viene accantonata solo per il momento. <Il sentiero ci porterà alla Bocca di Horcum, tesoro.> Queste le parole che rivolge all'uomo. <E non credo tu voglia metter paura al nostro raggio di sole... visto che il lago è contaminato dal sangue.>
Tom Tiro in Orientamento: 10
20:29 Winry Winry si lascia trascinare come una bambola da Guilford semplicemente perché sapeva che quella era la cosa migliore da fare. Quella situazione era fin troppo strane e fidarsi di Dahlia non era la cosa migliore. Annuì, cercando di dare man forte al gigante. Proseguì a camminare nella direzione che consigliava, felice del fatto che ci fosse lui come guida in quel istante. La nebbia era fitta, ma perfettiva di vedere dove mettevi i piedi. L’irlandese era rischiata di inciampare un paio di volte. Un sasso, un bastone.. era tutto invisibile sotto quella coltre. Silente, taceva .. solo lontani lupi facevano compagnia. Ecco che la prostituta parla nuovamente.. Sussulta nuovamente. Il suo viso sbianca e fa arrestare forzatamente il gigante. <… sangue.. fiumi di sangue? > Afferma impaurita come un coniglietto. Lei ancora non aveva la cuffia sul capo e i capelli si stavano lentamente sciogliendo per colpa del vento. Ella dovrebbe metterli in ordine, ma entrambi le mani erano occupate.
20:35 Guilford oramai hanno messo un po di distanza dalla perduta che si è seduta, osserva la strada che porta all' horcum, un attimo per pensare <potremo fare la strada al contrario e tornare indietro o fare il giro al contrario... infondo il bosco è circolare> dice dando un'alternativa al fermarsi in quel posto, vorrebbe andare via, <non intendevo fisicamente... mi sembri diversa forse è il caso che ti riposi e segui noi invece che guidarci> dice facendo qualche altro passo, più per allungare le distanze che per muoversi, il cambiamento di tono lo trova sospetto, non vorrebbe ritrovarsi in situazioni dove si troverebbe contro di lei, ci sarebbero molti problemi da risolvere dopo
Winry Tiro in Carisma: 8
20:39 Tom Arriva presso la zona del lago mentre sembra in svolgimento di una ronda formale come al solito, si sta distrincando fra le ramaglie e i sentieri poco battuti all'interno della foresta mentre si guarda attorno sempre attento che qualcosa non gli piombi addosso, qualche animale del cazzo o qualcosa di peggio, finalmente esce dalla fitta boscaglia per andarsi a gettare sulo spiazzo creato dal ghiaino depositato dalla sponda del lago, silenziosamente si guarda attorno mentre con l'udito, sembra sentire del vociare da un direzione bene precisa che riesce ad individuare nella nebbia, lo sguardo si sposta, ed osserva in quella direzione individua tre toni di voce, ben distinti, si accuccia mentre la lanterna viene oscurata da un tovagliolo di stoffa nera, lasciando che illumini solo il terreno, come una bestia affamata, il sorriso si tinge sulle labbra mentre identifica in maniera menmonica quei tre toni e proprio uno di quelli lascia che un fremito sconvolga il suo essere, mentre la mano va indietro verso qualcuno per fargli cenno di fermarsi e fare silenzio, lo invita ad affiancarsi a lui, mentre con le narici tira su un lungo respiro lasciandolo andare in una piccola nube di nebbia, ed ancora il sorriso diventa ampio, Tim affianco a lui lo vede, vede quell osguardo e quell'atteggiamento...e non è cosa piacevole da vedersi, e come osservare un predatore pronto a scattare fra l'elrba alta per sbrindellare la carne dlela vittima poco distante da loro, pregusta l'attimo, la mano va alla schiena mentre lascia che la lanterna la tenga il suo uomo di spalla, gliela indica e gli fa cenno di raccoglierla, le dita sfarfallano mentre controlla il suo invetario, toccandosi al petto e alla cinta è pronto <andiamo> dice soltato i ndirezione di Tim mentre si avvicinano verso il gruppetto intercettandolo, la mano tange il legno dlel'arco appeso alla schiena e se lo sfila come una tracolla, nella faretra legata alla gamba destra solo alcune frecce, ne estrae una fino a quando
20:41 Tom il bersaglio non viene individuato a dieci metri dlala loro posizione, forse consci opure no, non importa la frecca si posa sull'arco e viene teso con un poderoso tiraggio di corda e continua ad avvicinarsi fino aquando la visibilità non è buona da consetire di distinguere le sagome non solo dalla voce ma anche dall'aspetto, la freccia va apuntare Dahlia, c'è poco da dire, la osserva soltato e non dice nulla, la mano aspetta solo una sua mossa falsa per impallinarla
20:42Tom usa [Arco e freccie] : non appena ella si muoverà, non appena cercherà di dire qualcosa, tiene ogni persona sott'occhio, il viso serio e teso ma sorridente in maniera perfida, attende la prossima scena
Dahlia Tiro in Attenzione: 5
Guilford Tiro con DadoPuro: 0
20:44 Timothy è di fianco a tom, è stato silenzioso per tutto il tragitto, un essere vuoto e freddo, molto distante dal solito tim , a tratti,ha tentato approcci di discorsi,ma si è sempre fermato, sono ore che girano,tom segue piste,nel buio nella nebbia in cerchi sempre più stretti, e i pescatore un passo indietro,dovrebbe dirgli dello spiazzo del'albero del custode...ma non dice nulla,la gola serrata e gli occhi bassi..non dice nulla, si scuote,come colto al'imporvviso dalle parole del'altro,solo ora si rende conto di dove sono, osserva la lantern come fosse un ogetto di cui non conosce la funzione,comunque la raccoglie, e si affianca al cporale..avanzano,sente il legno del'arco gemere e la corda tendersi,segue la prospettiva dell freccia per osservare le tre figure....fra loro dahlia...la gola di tim si chiude < tom....io... > dovrebbe aggiungere altro sa che dovrebbe..ma non ci riesce...
20:52 Dahlia Resta in silenzio cercando di catturare qualche suono oltre la voce che proviene da entrambi. La bocca si lascia andare ad un mezzo sorriso mentre le mani in un vezzo puramente mortale corrono a lisciare le pieghe della gonna che così bene cade su quel corpo avvenente su cui per un attimo si perde l'attenzione. Non è un sentimento di noia quello che pervade le membra ma una accettazione supina di fatti e parole che al momento non appaiono rilevanti. Quelle frasi però la distraggono comunque, in ogni caso, accavallandosi ai rumori circostanti a cui non presta attenzione. Solleva il mento guardando Guilford con viso fermo e labbra serrate prima di inarcare entrambe le sopracciglia verso l'alto. <Diversa?> Lo sguardo che oscilla su Winry e poi, nuovamente su di lui. <Diversa... in meglio, però.> Aggiunge, con arroganza, accennando un sorrisetto divertito sulle labbra rosate. <E' questo che intendevi?> Un leggero sospiro fuoriesce dalla bocca mentre stacca la schiena dall'albero. <Vabbè... se proprio vogliamo andare...> Non sembra davvero convinta di voler fare come dice l'uomo, ma forse è solo un prendere tempo e basta. E' difficile che si rassegni così facilmente. <Sì Winry... sangue.> Soltanto adesso risponde alla fanciulla mostrando un sorriso sinistro, fissandola con occhi famelici e oscuri.
20:53 Winry La risata di prima a Winry l’aveva inquietata non poco. Non le piaceva niente di tutto quello che accadeva. Era il momento migliore per scappare quello. Strattonò un poco Guilford appena furono ad una distanza adatta per sussurargli qualcosa di estremamente importante. Le sue manine tremavano, tanto che il suo lume le cadde e si spense a terra. Non ce la faceva a raccoglierlo per quanto era nervosa. Preferì lasciarla a terra e dire quelle poche e terrorizzate parole. <… > Poi lentamente si stacca. Si volta verso Dahlia e sospirando profondamente inizia a parlarle con un tono tranquillo. <.. Forse è meglio che ci separiamo. In fondo conosci questo bosco come le tue tasche ed io devo tornare davvero all’Ateneo. Miss Hall sarà veramente preoccupata. E’ stato un piacere fare la passeggiata con te, in fondo non ci vedevamo da veramente tanto tempo. > Ella sorrideva, mostrandosi tranquilla. Era come se le sue parole se un improvviso coraggio le fosse infuso dentro di se. Aveva la schiena dritta e ma teneva la mano sempre a Guilford. < La cuffietta la puoi anche tenere. Dirò che è stato il vento a portarla via. >
Winrysussurra a Guilford: < Guilford.. ascoltami. Non mi credere una pazza.. ma Dahlia è impossessata da un Demonio. Lei è un demonio. Non è la Dahlia che conosciamo.. me lo ha detto Mrs Weaton e Tim. Ti prego.. credimi. Qui c’è qualcosa che non va. >
21:00 Guilford annuisce alla donna, mentre con lo sguardo osserva per un attimo la perduta, che pare acconsentire, lo sa o meglio lo ha intuito dalle parole che tim gli ha rivolto quella sera, e quei "colori" quei dettagli diversi, e impossibili che siano tali, la candela cade e si spegne e lui risponde al sussurro <...> mentre scioglie la presa della mano e si china per raccogliere la candela, pronto al prossimo atto, la situazione si fa critica, forze non individuate si stanno unendo per un delirio, i rumori del bosco superano le percezioni dell'uomo, e non si accorge dei cambiamenti nell'ambiente, il movimento di raccolta della candela è molto lento forse per dare più tempo alla ragazza di muoversi, istanti che sembrano durate eternità, lo sguardo cerca quello di winry uno sguardo con una sfumatura preoccupata, un cenno della testa, come a invitarla a partire, tutto in pochi istanti, istanti che potrebbero generare una situazione assai calda
Guilfordsussurra a Winry: <lo avevo intuito... tu scappa, la trattengo io... ti raggiungo dopo, vediamoci al museo, non ti fermare per alcun motivo, corri, ti ricordi la direzione che ho indicato no? raggiungi il sentiero e vai nella direzione opposta>
Tom Tiro in Combattimento con Armi: 4
Winry Tiro in Orientamento: 12
21:06 Alysia NEL bosco si aggira una fancilla dal nero manto, con lei sembra vagare gli spiriti e quelle voci sinistri che nelle tenebre sembrano animare il bosco insieme alla nebbia che pare foriera di cupe presenze. Neri i suoi capelli ondeggiano liberi sulle spalle come tentacoli mostruosi. Neri sono anche gli occhi pozzi neri senza fondo in cui la luce va morendo. Pelle candida come la neve che avvolge in un bianco sudario la foresta.Avanza schivando rami e impedimenti lungo la via con aria sognante proveniendo da nord est verso il gruppetto di persone di cui non si pare curare. Ad annunciare il suo giungere la luce della immancabile lanterna che segna la sua via. Lo sguardo èvacuo e sognante mentre ormai pochi metri li separa da quella
Alysia Tiro in Orientamento Bosco: 2
21:12 Tom Tende acor di più la coprda, ma forse non controlla l'impennata sul dito indice che sostiene la freccia sul legno dell'arco e che è quella che gli da direzione, lascia andare la freccia mentre il filo sibila svelto e fischiando per un atimo mentre la feccia ci mette veraente poco a coprire la distanza di dieci metri che copre la freccia no nva a bersaglio vede la sagoma di Dahlia immobile, e non ferita da un probabile colpo, mentre la punta va a confficarsi sull'albero accanto a lei con un sordo <Stonk!> sorride divertito, pur avendo mancato il bersaglio mentre prepara subito il prossimo tiro, ne prende un altra e la incocca, tendendo subito l'arco ed il lengo geme ancora una volta <Tim...tienimi d'occhio i fianchi e non far avvicinare nessuno...e con nessuno intendo Nessuno> dice verso l'uomo affindando la copertura del retro a lui, mentre cerca di concentrarsi sul bersaglio <Dahlia! Polizia di Laddington, sei circondata, non ha via di scampo arrenditi e costituisciti...sarà meglio per tutti> e sorride, sorride sempre quella merda d'uomo come ci provasse gusto, sente l'adrenalina il brivido della caccia, cacciare una preda che può opporsi e rederti la vita difficile e quello che lo eccita, la battaglia la guerra sta cominciando a scorrergli nelle vene <é inutile che ti guardi attorno, ho agenti in ogni fronda...non ti servirà scappare...non a molto> abbassa la voce ora mentre osserva Tim per un secondo <se è facile non è bello, vero Tim? che c'è...sei triste goditi il momento in cui la cattureremo> sorride ancora
Dahlia Tiro in Riflessi: 8
21:19 Timothy la freccia parte il grido.. < nooo > gli scivola via dalla labbra, il tonk contro l'albero sembra scuoterlo, un rivlo di sudore scivola lungo le scapole giù per la schiena < si i fianchi si.. > gli occhi sgranati,la voce poco più che un mormorio,,alza la lanterna e strappa via il fazzoletto, riversando la luce in avanti sulle tre figure come un faro nella notta, la proiezione gialla,itterica rende tutto più reale, le ombre si fanno nette,come una foto a cui si alza il contrasto a dismisura,senza ritegno, < sono qui..tom...sono qui... > a chi lo dice ? lo ricorda a se stesso, si sposta di qualche metro dal compagno aprendosi in un ventaglio ben misero visto i soli due elementi di cui è composto,ma la decisione di tom guida ogni cosa come un pugno guantato di cuoio che spinge un dito in un ispezione rettale..senza ritegno,pura efficenza ... < è bello si bello.. > deglutisce un grumo di saliva amara misto a colpe...fissa i tre peresenti e dhalia...la fissa... e vorrebbe correre via...
21:45 Winry La ragazza si voltò verso Guilford e fece un piccolo “si” con il capo. Sapeva che doveva fare. Strinse con forza i pugni aspettando una risposta della Prostituta. Per sue fortuna Tom scoccò la freccia e fece distrarre Dahlia. Fu un momento importante, erano quello l’attimo in cui doveva fuggire. Sapeva perfettamente che non avrebbe avuto nessun’altra occasione. Scatta improvvisamente verso l’opposto dove le aveva indicato il gigante. Non seppe nemmeno lei ove aveva trovato tutta quella adrenalina, ma riuscì correre. La gonna si strappava in mezzo i rovi e altre sterpaglie. Non le importava nulla delle gambe che si ferivano, del dolore che provava. Metteva un piede davanti all’altro sempre più velocemente. Fino a quando non raggiunse Tom e Tim. Diede ad entrambi una rapida occhiata, facendo un sorriso dolci. < Ciao.. io continuo per la mia strada. > Riprende a correre, quasi ad urtare Alysia e non si accorse di come era in quel momento.
21:46 Dahlia Le parole della ragazza le raggiungono l'udito e, sempre con non molta convinzione, si trova comunque ad annuire impercettibilmente con il capo. C'è qualcosa che non le torna. Mica è idiota. Quei due si trovano troppo vicini. Forse stanno escogitando qualcosa. Un modo per scappare da lei. Per sfuggirle... da sotto il naso. Un affronto. Il sangue inizia a farsi caldo, bollente, dentro le vene bluastre. Pulsa. Scorre veloce arrivando al cervello. Pompa in un cuore che è stato insozzato di nero. Di un'oscurità che non è per nulla fittizia. Qualcosa di demoniaco e pericoloso le antinebbia la mente e i sentimenti. Non c'è nulla di buono. Forse. Gli occhi color pece catturano i movimenti di entrambi fissandosi sulla candela che cade a terra seguita dall'uomo che si china a raccoglierla. Sta per scattare, ancor prima che quella freccia fendi l'aria, la trapassi, ficcandosi con la punta sul tronco dell'albero accanto a lei. Sì, perché si sta per fiondare su Winry avendo forse intuito che sta per scappare via. Mossa ardua... dinanzi al Demonio... quella di scappare. D'altronde lei era quasi propensa a lasciarli andare senza spargimento di dolore e urla. Sono fortunati questa notte... però. La Polizia arriva. Il viso scatta nella direzione da cui proviene la voce del Caporale. Forse lo vede. Forse no. La nebbia è insidiosa. Non si guarda attorno ma lascia cadere la candela scattando con agilità verso il sentieri tentando di sfuggire loro e far perdere le sue tracce nella boscaglia. Impresa complicata forse ma ci prova. No, non si lascia prendere facilmente.
Guilford Tiro in Rissa: 12
21:53 Guilford ed ecco che fa la usa mossa, era pronto a quella evenienza, lei scatta verso di loro, e lui è già pronto, si era chinato a posta, per essere già pronto nel caricare, deve soltanto colpirla, e già piegato con la spalla pronta e lei viene verso di loro, la donna o meglio la ragazza scatta e l'altra e a portata, ed ecco che parte cercando di urtarla completamente e buttarla a terra per fermarla e chi sa forse anche tramortirla e farla svenire, meglio catturata che uccisa, sa che non dovrebbe, ma non può permettere che accada qualche cosa alla ragazza, e tanto meno non può permettersi di fare errori non ora, e si scaglia con tutto il suo peso sulla donna, un placcaggio in regola d'arte
21:54 Alysia Cosi continua il suo vagare privo di una meta precisa. Il bosco èil suo regno e con lui sente un legame particolare e spirituale che le consente di trarre energia da quelle tenebre. Non ha una destinazione ne un fine per ora. In fin dei conti da poco le sembra di rivedere quel mondo e si gode quegli istanti preparandosi spiritualmente alle prossime mosse. Pacata e calcolatrice carezza i tronchi degli alberi che trova con la mano sinistra libera soffermandosi su quelli come se con quel tocco volesse risucchiarne l'energia. Voci e suoni oscuri sono i suoi compagni fidati. Li vede li sente in se fuori da se come se vedesse oltre la vista normale come se gli spiriti per lei avessero una reale materialità. Ombra fra le ombre con una lanterna che ilumina la sua blasfema esistenza e il suo sorriso cosi crudelmente vacuo da essere esso stesso una fonte di inquietudine per chi lo vede.
22:02 Tom <Ahhhh merda la troia sta scappando...prevedibile> sorride mentre toglie la freccia dall'arco per infoderarla nel fodero e lasciare l'arco sulla sinistra mentre sguaina la spada <Tim, ripiegare nella boscaglia ora!> ordine suppostato come quelo precedente mentre scatta con una falcata in avanti cprendo velocemente quei metri che li dividono dalla scena quando s'avvede di quella montagna di carne accovacciata che prende la situazione in mano caricando di spalla per placcare la donna, resta sbalordito per qualche attimo incredulo a quella scena incredulo a quel'efficacia e rapidità <Uomini ripiegare sotto le fronde non lasciatela scappare!> sembra ordinare a qualcuno che ancora non s'avvede li fra il gruppetto, la spada è estratta dal suo fodero mentre la punta è rivolta indietro verso la schiena e l'elsa va mirando la donna, coglie l'occasione di quel placcaggio improvvisato, la mente è rapida e scatta subito a dar man forte a quel colpo se lei finirà a terra gli si avventerà addosso come un mastino, puntandole la lama al labbro, in piedi frontale rispetto a Guilford <Una parola Dahlia e ti allargo il sorriso...non c iprovare nemmeno> nel caso scappi continuerà ad inseguirla nel bosco
22:03Tom usa [Spada Semplice] : <Ahhhh merda la troia sta scappando...prevedibile> sorride mentre toglie la freccia dall'arco per infoderarla nel fodero e lasciare l'arco sulla sinistra mentre sguaina la spada <Tim, ripiegare nella boscaglia ora!> ordine suppostato come quelo precedente mentre scatta con una falcata in avanti cprendo velocemente quei metri che li dividono dalla scena quando s'avvede di quella montagna di carne accovacciata che prende la situazione in mano caricando di spalla per placcare la donna, resta sbalordito per qualche attimo incredulo a quella scena incredulo a quel'efficacia e rapidità <Uomini ripiegare sotto le fronde non lasciatela scappare!> sembra ordinare a qualcuno che ancora non s'avvede li fra il gruppetto, la spada è estratta dal suo fodero mentre la punta è rivolta indietro verso la schiena e l'elsa va mirando la donna, coglie l'occasione di quel placcaggio improvvisato, la mente è rapida e scatta subito a dar man forte a quel colpo se lei finirà a terra gli si avventerà addosso come un mastino, puntandole la lama al labbro, in piedi frontale rispetto a Guilford <Una parola Dahlia e ti allargo il sorriso...non c iprovare nemmeno> nel caso scappi continuerà ad inseguirla nel bosco
Dahlia Tiro in ResistenzaFisica: 2
22:09 Timothy il ragazzo non scatta al'ordine di tom osserva la figura della donna allontanarsi, alzarsi e scattare via,sa che dovrebbe inseguirla,l'impulso parte prepotente dal cervello, eppure resta immobile,le dita strette contro la lanterna, poi c'è l'urto... il cozzare dei corpi, e la cduta rovinosa, tom è un ombra ferina che scatta al suo fianco, sente il metallo mordere il cuoio ben lubrificato e l'acciaio baluginare nella luce della lanterna...apre la bocca tende la mano come a voler dire qualcosa, ma resta in disparte,un passo dietro a tom,la lanterna accesa ad illuminare la scena, il viso che si volge,non vuole vedere quel viso, e quagili occhi neri, non vuole incontrarne l o sguardo..la promessa...come un bicchiere di laudano e un incensiere ricolmo d'oppio,promesse vaghe di stordimento e perdita...scelte facili, sazietà,benevolenza,sesso e carne...volge gli occhi dalla scena, se ne sta li in piedi,due passi indietro,muto testimone,mentre gli occhi si spostano sui contorni dellos piazzo,"controlal il perimetro " direbbe un osservatore...si nasconde, direbbe un buon osservatore.
22:18 Dahlia Sta per sfuggire ma qualcosa le piomba addosso. Non la placca con tutta la sua mole forse dato che sì, Guilford è grande e grosso, ma lei è più agile. Potrebbe quasi sfuggire anche a quella sorta di 'mattone' che le arriva addosso ma la sorpresa è talmente grande anche per lei che non ce la fa e rovina a terra. Un gemito strozzato è il primo suono che fuoriesce dalle labbra prima che gli occhi si chiudono in riflesso al dolore. I lunghi capelli neri si spargono sul terreno sporcandosi insieme al mantello. Riapre lo sguardo soltanto quando la lama le sfiora le labbra. La vista è ancora in parte annebbiata dal dolore della caduta. Un respiro, un altro piccolo gemito, mentre tenta di rialzarsi. Inutilmente.
22:21 Winry Winry tornò indietro notando la polizia che si stava avvicinando intorno a Dahlia. Sembrava che era stata catturata e con calma, ovviamente con i vestiti ridotti ad un cencio, si avvicinò per controllare la situazione. Aveva i capelli che era una massa informa della chioma, i stivali completamente sporchi di fango. < Devo ancora correre? > Chiese a Guilford quando furono a pochi metri di distanza l’uno dall’altra. Tremava impaurita come un coniglietto, le sarebbe piaciuto urlare di terrore dopo tutto quei avvenimenti. Crollare a terra e singhiozzare disperata. Però.. appariva calma, come se l’adrenalina fosse ancora in circolo. Era pronta ad un nuovo scatto. Trema, tiene gli occhi socchiusi, fissi sulla terra. Non guarda nessuno.. attende semplicemente un'unica risposta. Altrimenti avrebbe a ripreso a percorre velocemente il sentiero.
22:28 Guilford la prende, non c'è dubbio, forse non in pieno come sperava, ma ha avuto effetto, un sussurro durante l'atto di placcaggio<...> e la donna cade a terra rovinosamente, forse perde anche i sensi, sta quasi per alzarsi quando in pochi istanti si vede tom vicino impugnando una spada, lo guarda e poi guarda la donna, chiude gli occhi per un istante, è stato troppo veloce e la donna non ha possibilità di fuga, si leva dalla sua figura non appena tom arriva, non è volontario, è il tempo necessario che l'uomo si riprendesse dal placcaggio <no winry...e tutto ok> risponde alla donna scuotendo la testa
Guilfordsussurra a Dahlia: <mi dispiace, ma meglio catturata che uccisa... puoi sempre riscappare>
22:32 Alysia Passi che si susseguono nela neve che affonda ela rallenta senza che questo sembriturbarla più di tanto. Incessante il suo vagare privo di uno scopo palese mentre la lanterna crea ombre nel bosco che si unicono a quelle lì già presente. Lo sguardo che accarezza quella tenebra di cui sembra nutrirsi voracemente. La lingua scivola fuori dalle labrba che lentamente carezza come una fiera. La mano sale a scostare una ciocca di capelli mentre il manto ondeggia alle sue spalle. Intorno a lei le tenebre gravide di quella venefica atmosfera che permea quel bosco pieno di mille occhi misteriosi che guardano sottecchi e malignamente chiunque li si osa muoversi.
22:43Tom usa [Museruola Fetish] : Aprofitta dell ostordimento della donna per mettersi in ginocchio su di lei <Questa la conosci no?> sorride divertito mentre gli ficca in bocca la pallina senza troppe cerimonie, volge il capo di lei per fissare le fibbie, in seguito le manette, la afferra ad un polso e le stringe le stringe fino al dolore quasi sadico mentre la fa rialzare <muoviti> afferra anche l'altra mano e chiude anche l'altra manetta attorno all'altro polso dietro la sua schiena, abbastanza stretta da impedire la rotazione o anche il solo movimento parziale, lei ancora in ginocchio la fa rialzare mentre la destra va a rinfoderare l'arma lasciata prima conficcata con la punta a terra, l'arco viene raccolto, mentre aiuta Dahlia ad azlarsi in piedi afferrandola saldamente ad un braccio mentre lei si rialza qualcosa viene detto sottovoce udibile solo da lei <....> per poi sentenziare <Bene, le ferie sono finite, si torna a casuccia> sorride <signori ottimo lavoro> poi osserva Guilford squadrandolo e poi la ragazza <per un pelo vero? possiamo considerare la questione conclusa...completamente> ritornando ad osservare la ragazza forse cercando di comunicargli qualcosa <Tim!> si volta di poco <Andiamo...abbiamo molto lavoro da fare> poi si rivolge ai due non avvendendosi ancora di Alysia <Signori, buon proseguimento di serata, spero abbiate capito perchè il bosco è pericoloso> conclude <andiamo stronza...hai già fatto abbastanza sta sera> sorride divertito mentre cerca di farla acamminare in vanti verso l'uscita del bosco ><> segue Prigioni, Dahlia e Timothy
Tomsussurra a Dahlia: <Ora ti farò sentire con le mie mani e con tutto il mio essere cosa sia il vero male e quando lo saprai ripiangerai di essere entrato in questo corpo e rimpiangerai di avermi conosciuto

Perchè le Perdute sono ostracizzate

Location: Piazza
17:45 Dopo molti giorni di brutto tempo (tempesta, vento forte, nuvole e foschia) il sole spunta timido fra le nuvole e riscalda la cittadina quiete che sarà per l'ennesima volta teatro di un'avvenimento nefasto che porterà nuove riflessioni alla condotta morale da tenere in pubblico. Il corteo religioso parte dalla facciata frontale della Cattedrale uscendo dalle porte principali che sono state spalancate per l'occasione. I monaci bianchi sono un gruppo religioso che servono direttamente il Cardinale Fellyn per motivi sconosciuti al pubblico, si mostrano molto simili fra loro dall'identità anonima, una cappa nera con un cappuccio a coprire il volto e sotto un saio bianco che raggiunge le ginocchia, i calzari sono antichi e aperti e le gambe come le braccia sono completamente lacerate da ferite multiple di ogni tipo incassando sofferenze di ogni genere. Sono rinnomati per infliggersi delle punizioni corporali ed espiare in questo modo i vari peccati che potrebbero commettere a patto che lo facciano. Disposti a fila per due al centro c'è un carretto trascinato da un'asino e sopra c'è con i polsi legati Candice con i capelli sciolti arruffati e un vestito bianco macchiato in più punti di sangue rappreso, sopratutto sulla parte del pube dove il sangue copioso è uscito ed ha imbratato la vesti. Sguardo vuoto e spaventato, trema visibilmente ed è disposta a gambe larghe a causa del dolore subito che ancora attanaglia le sue carni, la voce muore in gola come la sua volontà inghinocchiata dal dolore, stessa sorte che tocca al suo compagno al suo fianco nello stesso stato eccetto per la chiazza di sangue che non ce l'ha sui genitali ma sulla schiena.
17:45 La popolazione si è riunita in piazza dove al centro è disposto un rogo e la gogna per la pubblica punizione, si è riunita un pò per curiosità, un pò per simpatia per il Cardinale, un pò per sadismo personale, un pò per trovare nuovi pettegolezzi, altri per spaventarsi a morte e rendersi conto cosa potrebbe succedere se tentassero di andare contro al Cardinale.
18:01 Candice  [carretto]   Una bella giornata per un evento come questo, sì. Sicuramente non un evento mondano. E' sopra un carretto trascinato da un asinello. E' con i polsi legati. Le fanno male. Ma non è nulla in confronto al resto. Tremano le dita, in modo vistoso, quasi convulso mentre respinge in un gesto solo apparentemente fatuo le scure ciocche che vanno a toccarle la pelle del volto. Da esso le scaccia quasi potesse cancellare ciò che è e ciò che ha visto e vissuto semplicemente respingendone la prova ai suoi occhi più vistosa. Pulsa il dolore. Come può pulsare quello di Hank. E quello dei Monaci Bianchi forse. Ma probabilmente loro sono abituati a questa vita di flagellazione continua. Si dice che, assumento un po' di veleno per volta, ogni giorno, se ne resta immuni. C'è tanta gente. E, agli occhioni verdi, nella piazza, si apre una scena raccapricciante per lei. Un rogo. E la gogna. Tutto questo non le da alcun genere di rassicurazione per l'animo scosso. Non parla. Non può. E' terribilmente spaventata. Solo un respiro la smuove, lo sbattere delle ciglia. I polsi legati le permettono comunque di muovere le braccia, di toccare con le dita quel vestito bianco. I polpastrelli scorrono su quel tessuto macchiato di sangue che zuppo facilmente aderisce alla pelle. Nessuna parola sembra voler uscire dalle labbra, che rimangono serrate come uno scrigno che contiene segreti privati. Le gambe non sono chiuse per nessun tipo di pudicizia. C'è sangue. Ancora una volta. Il dolore le attenaglia le viscere. Ma non è solo un dolore fisico. E' qualcosa di mentale. Un martellio incessante. Peggio di una forte emicrania. Probabilmente non ha dormito. Il suo viso ha l’espressione stanca. Occhiaie. E lacrime rapprese, seccate su guance ornate da lentiggini. E' pallida, spaventata, come se abbia visto la morte in faccia. Chissà cos'è che ha visto realmente poi. Cosa ha provato. E' un concetto assurdo da spiegare, come una Follia. La follia non si può mai spiegare.
18:01Sophia usa [Semplice Meriggio] : Il cuore in gola mentre affronta la piazza fra la gente . Rimane defilata al centro di essa dove è eretta la gogna. Ma non poteva non esserci. Per lei, per la sua amica. Si stringe con le braccia alla vita per proteggersi, come se il freddo che sente la penetrasse ben oltre il tessuto caldo del vestito.Le voci, i mormorii, sono solo un qualcosa di fastidioso a lei che invece sussurra continuamente parole in quel momento.<proteggila, rendila forte.Ha peccato contro te, contro te solo,ha fatto ciò ch'è male agli occhi tuoi. Perciò sei giusto quando parli,e irreprensibile quando giudichi. Tu desideri che la verità risieda nell'intimo:insegna dunque la sapienza nel segreto del cuore.>guarda la gente che mormora cercando con gli occhi di ritrovare l'amica <Purificala con issopo, e sarà pura; lavala, e sarà più bianca della neve> ripete da minuti quel salmo e ora, ad un tratto, la vede < oh mamma..> la destra d'istinto va a posarsi sulla bocca a coprire l'urlo che la richiamerebbe. L'angoscia traspare nei suoi occhi palesandosi repentina, come il terrore a vedere chi la sta accompagnando < proteggila. Proteggi Candice..tu che puoi tutto..sii forte amica mia..>
18:05Grace usa [Casto Nero] : La bambolina sbuca fuori dai vicoli, passaggio obbligatorio tra l'altro per accedere alla piazza cittadina. Indossa un lungo vestito nero con gonna che quasi sfiora l'asfalto per la lunghezza e maniche lunghe fino ai polsi, così come il colletto alto, ad occulatare il collo. I lunghissimi capelli neri sono tirati su e nascosti compostamente da una cuffia in tinta con l'abito. La carnagione candida si trova così ad essere palesemente in antitesi con il vestiario ed i capelli. E' minuta nel suo metro e sessanta, graziosa nel suo insieme. Notando già la folla e il carretto sulla quale nota un uomo con la schiena insanguinata che la fa inorridire e sposta gli occhioni verdi per poter vedere Candice con quel grumo di sangue all'altezza del pube che le fa venire un colpo al cuore. Pare non regga alla vista dei due corpi mal ridotti e dei monaci bianchi e si sorregge un attimo con una manina contro il muro, quasi necessitasse di forza. Al collo porta le due collane con il ciondolo del fuoco, simbolo della sua casa e con il crocefisso di lana nero. Una manina piccola, candida e delicata si va a poggiare istintivamente sul petto alla ricerca del crocefisso. Socchiude gli occhi e a loro dedica una muta preghiera. No, pare che al momento non ce la faccia a guardare. Se ne sta lì appoggiata al muro che la regge. Evidentemente Grace fa parte di quelle persone che vanno lì per spaventarsi a morte.. Dolore.. Immenso.. Le forze sembrano abbandonarla. Immagini.. Flash che le passano nella mente.
18:14Richard usa [Abito Cardinalizio Pregiato] : Elegantissimo il Cardinale nel suo abito di seta nero che slancia la sua figura che si prepara ad accogliere il pubblico, ostenta quei bottoni in oro con delle gemme incastonate che non è dato sapere se siano o no pietre preziose, cammina fuori dalla fila affianco ai suoi monaci rispettando l'etichetta da corteo e quelle vesti sembrano respirare ad ogni passo compiuto che li fa raggiungere verso il centro districandosi fra la folla che si apre al loro passaggio. Espressione fiera e severa su quei lineamenti affilati, gli occhi celesti che vagano arroganti sulle persone che senza dubbio lo stanno osservando e blaterando fra di loro ma in lui nessun interesse in questo, nasconde la superbia in quell'atteggiamento di falsa modestia con il mento sollevato all'insu nemmeno fosse un'imperatore romano che sfila nel centro durante la parata trionfale. Nessuna parola viene pronunciato durante il tragitto, le labbra sono morbidamente chiuse fra di loro nonostante siano dritte ma dagli occhi vivaci par essere di ottimo umore. Finalmente giungono in piazza e si ferma da una parte ma non troppo vicino alla folla rimanendo ben distante a non immischiarsi fra quelle persone che li guarda con il disprezzo di chi è consapevole che sono tutti peccatori eretici e non vuole farsi sporcare dal loro sudiciume spirituale.
18:27 Le redini dell'asino sono in mano ad un monaco che prosegue a piedi, le tira per far capire all'animale di potersi fermare, altri due monaci salgono sul carretto per slegare la corda che teneva fermo i due imputati sulla sponda della struttura in legno e prenderli in mano per tirarli e farli capire che dovranno scendere. Momentaneamente, Hank e Candice vengono divisi per fare un giro per l'area della piazza ed essere visti da tutti. Ci sono anche i bambini ad assistere in prima fila ad un evento che tengono dei pomodori in mano e iniziano a lanciarli prima verso Hank e poi verso a Candice, ignari di ciò che sta accadendo in realtà e prendendo l'evento come un gioco. Entrambi raggiungono rogo e gogna. Il carretto con l'asino vengono portati via per non ostruire la visuale, Hank tremante viene legato al palo e ai suoi piedi scalzi ci sono i legni disposti per la bruciatura, un monaco si premura di accendere una torcia con il fuoco e da quei movimenti non traspare la ben che minima incertezza. Dall'altra Candice viene piegata e issata sulla gogna in una posizione scomodissima che viene chiusa sopra al collo e i polsi già terribilmente doloranti, non viene messo un lucchetto ma anche dimenandosi non riuscirà a liberarsi dalla gogna se qualcuno non l'aiuta a farlo. La folla è divisa da pareri contrastanti, chi è d'accordo, chi rimane in silenzio, chi lo rifiuta ma non lo dice, chi pregano, chi invece prendono i due come capro espiatorio delle proprie insoddisfazioni ma la folla c'è ed è li.
18:36 Candice  E' una vana, illusoria speranza, quella di non sentire più dolore. Dardeggia nella sua mente e attraverso il suo corpo. E' un dolore purpureo che dal basso si dirama là ove un oggetto da tortura ha inciso la pelle. E' con terrificante curiosità che sposta più volte lo sguardo sulla popolazione che, invero, è più curiosa di lei forse. Quello della giovane è uno sguardo che non mostra molto: occhioni verdi, che si vissano vacuamente su più punti tra la gente, velato da disordinate ciocche che simili ad intricata ragnatela, le ricadono scomposte sul volto. Viene mostrata come monito per tutti gli altri. Non sa esattamente cosa succederà. Non gliel'hanno detto probabilmente. Ma vede un rogo e una gogna. Uno finirà bruciato e l'altra no. Subirà l'umiliazione di essere lì. Il suo viso va a ricercare una comprensione che esula da qualsiasi sua conoscenza o cosa che possa pensare. Non ha la forza di riflettere ovviamente. Ancora terrore è quello che la domina, intrecciato alla sofferenza e a quella situazione che par essere il parto di qualche mente diabolica, poichè altro per lei non può aver generato una simile tortura. Urlerebbe ancora, ma dalla laringe contratta altro non esce che un gemito quando capisce che deve scendere. Lo fa piano, pianissimo, ma in realtà ci mette tutta la forza che ha per compiere quei gesti. Cammina per la piazza, a viso basso. Dei bambini lanciano pomodori. Altro rosso, più acceso, che va a finire per macchiarla. Ha la nausea e comincia a sentire un fastidioso ronzio alle tempie. Scoppia a piangere dal dolore e dalla vergogna. Ma sono singhiozzi silenziosi i suoi. In mezzo a tutto quel mormorare qualcuno faticherà anche a sentirla. Forse solo i Monaci Bianchi che la accompagnano ascoltano quel dolore che si porta appresso. Viene fatta piegare poi, issata sulla gogna, e il dolore diviene sempre più incessante per lei. Forse le sue preghiere sono state ascoltate. Forse qualcuno vuole graziarla quest'oggi. Non finirà al rogo. E' Hank ad avere la
18:36 Candice  -- peggio. C'è una torcia che viene accesa. E poi il fuoco. Ma i suoi occhioni verdi non vogliono vedere. Si abbassano. E' una fissità allucinante la sua.
18:39 Sophia  [piazza/altrove]  Riesce appena a distogliere gli occhi per un istante dalla figuretta di Candice che inquadra il famoso cardinale che tanto le è stato nominato. Così lontano da loro, dalla folla, dalla massa accorsa come ad uno spettacolo circense. Eppure li, presente forse più di tutti. Tanto da incutere un terrore che azzittisce chiunque si avvicini. Non se lo aspettava. Guarda quegli occhi e il terrore la riempe. E' troppo poter pensare di reggere quella presenza. Troppo dopo tutte le emozioni vissute. Vede Candice fare il giro della piazza e continua a pregare intercalando questo ad altri pensieri espressi in sussurri<se rimanessi urlerei..io ti prego aiutala ..devo andare..non posso gridare. Dalle la forza!> < Rischierei di fare peggio per lei..>Manca il fiato in quell'angoscia che l'attanaglia e che le fa stringere forte le braccia alla vita. Poi altra gente le si frappone davanti alla visuale. Perde la scena, e viene spinta via dalla folla che urla e vocia. Risa di bambini e un pomodoro che imbratta come sangue il selciato della piazza. Lo guarda. Irrigidita come se fosse sangue. Non riesce più a proseguire, a farsi strada, rimanendo sospinta via fino agli estremi, sballottata come un fuscello da uomini che offendono la sua amica deridendola. E così viene spinta via, fino ad essere allontanata del tutto. Senza più riuscire a pensare ad altro che a quel viso e quel pomodoro rosso per terra.
18:45Grace usa [Mantello semplice nero] : Apre solo adesso gli occhioni giusto per vedere i due sfilare neanche fossero una sorta di trofeo da mostrare in pubblico! Quando vede però i bambini innocenti lanciare i pomodori sgrana gli occhioni verdi ed una lacrima non riesce più ad essere trattenuta. < Innocenza.. traviata.. > farfuglia con estremo dolore e poi.. Hank che viene messo al rogo. Già il respiro di fronte a quella scena inizia ad aumentare. I battiti cardiaci si fanno decisamente più forti. Tum tum tum tum... Si.. Nonostante la confusione, i brusii, quelle urla orribili fatte di parole di biasimo e di odio lei sente ancora il suo cuoricino, ne avverte i battiti. Si blocca, rimane assolutamente inerme, se non fosse per quel muro che la sorregge sverrebbe! Sente i seni dentro al vestito accollato che si alzano e si abbassano con una rapidità assurda. Quando vede il monaco dare fuoco porta una mano alle labbra per soffocare un urlo che non verrà mai emesso, che morirà dentro di lei. Gli occhi rimangono spalancati e scivolano forzatamente su Candice. Altre lacrime che scendono mentre quegli occhi solametne servono a comunicare il suo stato d'animo avanza di un paio di passi quasi volesse gettarsi incontro all'amica, ma non può.. Rimane lì ferma tra la folla sbraitante. Lei è muta.. Si chiude in un muto dolore
18:57 Richard Il gesto dei bambini provoca in lui allegria, un pallido sorriso derisorio si mostra sul volto affilato, gli occhi saettano qua e la nel voler scovare qualcosa nella reazione della gente o qualcuno, un volto trova in mezzo alla folla e ne memorizza l'immagine prima che questi sgusci via, segue la dipartita con lo sguardo e torna a calare lo sguardo. Tutto è pronto e i suoi passi si portano al centro della piazza e parla con voce sostenuta <ECCOLI I PECCATORI CHE SI SONO MACCHIATI DI ERESIA> li presenta come stesse in uno spettacolo, pomposo alza il braccio per indicare i due <DA QUANTO TEMPO CONOSCETE HANK? DA QUANDO E' ARRIVATO NON HA FALTRO ALTRO CHE CONSUMARE VITTO ED ALLOGGIO, CONSUMARE E ABUSARE DELL'OSPITALITA' DEL CONVENTO SENZA MAI RENDERE FAVORI, LUI CHE DICHIARO' DI AVER BISOGNO DI AIUTO E DI LAVORO PER VIVERE E QUANDO GUADANGNO' SPESE TUTTO IN DIVERTIMENTI E ALCOL CONTINUANDO AD OCCUPARE UN POSTO CHE POTEVA SERVIRE A QUALCHE FORESTIERO DAVVERO BISOGNOSO CHE POTEVA ESSERE UN VOSTRO FRATELLO, VOSTRO CUGINO, VOSTRA MADRE O VOSTRO FIGLIO> parla a tutti spiegando la situazione <PROMESSE CHE NON HA MANTENUTO E NULLA HA FATTO PER RESTITUIRE IL FAVORE E AIUTARE QUESTA COMUNITA' SCEGLIENDO DI DIMORARE NEL PECCATO DELL'ACCIDIA. DOPO L'INTERROGATORIO SI E' DICHIARATO COLPEVOLE, ALLEATO DEL DEMONIO MANDATO PER UCCIDERCI TUTTI E ALLONTANARLI DALLA RETTA VIA. LA PENA PER DIMORARE NEL PECCATO E ALLEARSI CONTRO IL MALIGNO...> fa una leggera pausa <E' LA MORTE> e fa un cenno della mano per indicare al monaco di accendere il rogo. Lo sguardo zampilla per vedere ancora le reazioni delle persone.
19:05 Le parole del Cardinale si diffondono in ogni angolo della piazza strutturata a ferro di cavallo favorendo l'acustica di rumori molto alti, la folla rimane ad ascoltare le parole del Cardinale e riflette, anche questa volta le reazioni sono molto diverse e contrastanti fra loro: alcune fanciulle giovani piangono a quella vista lanciando sguardi smielati ad Hank che ricambia con un bacetto aereo che vuol dirle addio, le signore bigotte approvano le parole del cardinale commentando la straordinaria perseveranza per cacciare il maligno, altre persone invece inorridiscono, offese si levano verso Hank. I pomodori vengono lanciati ancora una volta, chiaramente marci, addosso a Hank preso di mira da bambini e adolescenti che sembrano divertirsi e avere la possibilità di sfogare le loro marachelle che in giorni normali non posso fare per il decoro imposto. Poco dopo, il braccio del monaco con la torcia di fuoco accesa la getta sul legno che poco dopo prende fuoco, lentamente il legno inizia a bruciare provocando inizialmente un'aurea e poi iniziando a bruciare anche sotto i piedi del poveretto che inizia a gridare dal dolore, il fumo nero si leva nell'aria e lui li respira iniziando a soffocare. E' un'agonia pazzesca, non riesce a respirare e i piedi stanno lentamente bruciando sciogliendo pelle, carni tessuti fino ada arrivare alle ossa prima che egli finalmente possa perdere i sensi per asfissia e poi le carni consumate dal fuoco emanando un fortissimo odore di pollo bruciato che investe Candice che per fortuna è a stomaco vuoto, l'odore è rivoltante e le vengono solamente degli sforzi di stomaco come se stesse per vomitare anche se non esce nulla, altro dolore per la povera Candice che si aggiunge a quelle che ha già.
19:11 Candice  [gogna]   Non riesce a distinguere nessuno tra la folla. E sicuramente vorrebbe che nessun amico o conoscente sia lì a vederla in questo stato pietoso. Ma probabilmente ci sono. Sono lì. E chissà che pensano di lei adesso. E chissà tutti gli altri poi. Chissà chi è amico e chi nemico. E chi indifferente a tutto. Poi, finalmente, il Cardinale parla. Con quella voce tuonante. Per farsi sentire da tutti. Le parole che dice arrivano forti all'udito della giovane. Si blocca il respiro. Morte. Questa parola sente più forte delle altre. Il fiato mozzato riprende infine a fluire attraverso le labbra in un sibilo, in un gemito. Ma il fiato passa in secondo piano rispetto a ciò che martellante batte nella mente. Un ennesimo brivido la coglie. Si abbandona a quel pianto libero per la sorte di Hank. E' dolore fatto di respiri e lacrime, dolore e ricordi non troppo lontani. Sangue e ferro. Lo stomaco si attorciglia. Le viene un conato di vomito per quell'odore così forte di bruciato. Ma non esce niente di niente. Vomita solo l'anima. Si lascia andare a quella sofferenza, che forse passerà, ma che ora le concede ogni cosa e, al tempo stesso, non le da via di scampo. Soffre in un modo assolutamente, terribilmente solitario e incomunicabile. Non geme. Non emette un suono. Solo contrae la fronte in silenzio. Ancora una volta sbatte le palpebre nella speranza inutile che quanto ha davanti muti, che si ridesti da quello che s'affanna nel tentar di considerare un aberrante scherzo della Fantasia. Si concede solo per qualche attimo di vede quella pelle bruciare, tessuti, carne, sangue e frutta marcia. E urla. Soprattutto urla agghiaccianti.
19:19Grace usa [Rosario di Lana] : Solo ora gli occhioni verdi e lucidi, stracolmi di lacrime si posano su Richard che dice quelle cose e rimane assolutamente inorridita! Gli occhi che, a quel gesto non possono far altro che scivolare in maniera automatica sul povero Hank. Ora mette tutte e due le mani sulle labbra come se avesse doppia necessità di soffocare quell'urlo che le muore in gola, non viene emesso. Gli occhi rimangno spalancati sulla sua figura che brucia lentamente, assolutamente spaventata! Paura, dolore, angoscia, disgusto.. Tante emozioni che si accavallano una sopra l'altra e che non sa neanche lei quale far prevalere poichè sono molto forti tutte.. Una mano scende verso il crocefisso e le manine lo afferrano, lo stringono con forza, con vigore, conficcandosi le unghie dentro la carne quasi forandola e facendola sanguinare. Sente quelle urla e chiude istintivamente e fortemente gli occhi che continuano a gettare copiose lacrime. Le gambe tremano, quasi cedono, resta in piedi per miracolo come una foglia secca appesa a stento ad un albero che resiste ancora per poco alla brezza autunnale. "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" ed è una poesia che ora come ora è più vera che mai.. Infondo a tutti i presenti lì potrebbe capitare la medesima triste sorte..
19:36 Richard Quando le urla di Hank cessano e non rimane altro che il resto della carcassa bruciare e il fuoco continuare a schioppettare liberamente gridando nella quiete creata, il braccio si tende per indicare la figura di Candice prossima al supplizio <CANDICE> lo pronuncia a chiare lettere <IN MOLTI LA CONOSCONO DONNE E UOMINI DI QUESTA CITTA'. RINNOMATA COME PROSTITUTA> e lo dice come se la parola in se sia un'insulto <QUESTA PROSTITUTA CERCAVA DI CONFONDERSI FRA LE PERSONE PERBENE, TENTANDOLA ESIBENDO LA CARNE PER TRARNE QUALCHE GUADAGNO E DOVE LA CARNE NON RIESCE A FAR INDURRE IN TENTAZIONE ALLORA LO FA CON LE PAROLE VOLENDO SOGGIOCARE LE PERSONE PERBENE CON IL SUO FALSO ALTRUISMO, UN FALSO AMORE VENDUTO PER IL VIL DENARO E SUDICIO TORNACONTO> e gli occhi si infiammano nel vederla così prostrata <HA MESSO IN DISCUSSIONE PUBBLICAMENTE LA LEGGE MORALE E IL DOMINIO DEGLI UOMINI ISTIGANDO LE DONNE A RIBELLARSI E CEDERE ALLE TENTAZIONI E ALLE PULSIONI PIU' DISSACRANTI CHE CONTAMINANO LA PUREZZA DELLA MENTE, DEL CUORE E DEL CORPO, HA TENTATO CONTRO L'AMORE PURO E IL SACRO VINCOLO DELL'UNIONE BENEDETTO DA YESHUA PER RISPONDERE ALLE PULSIONI SESSUALI. ANCHE LEI E' STATA INTERROGATA E AMMESSO LE SUE COLPE> dice con voce più calma non abbassandone le tonalita' <HA SCELTO DI DIMORARE NEL PECCATO DELLA LUSSURIA PER TENTARE TUTTI NOI E ALLONTANARCI DALLA RETTA VIA, ESSERE MESSI ALLA PROVA, NEL POTER METTERE ALLA PROVA LA NOSTRA FEDE PER RIUSCIRE A RICONOSCERE BUON AMORE DALLA MENZOGLIA E DALL'EGOISMO, RICONOSCERE IL BENE DALL'ILLUSIONE. DA OGGI DOVRA' INDOSSARE PER UN MESE IL MARCHIO D'INFAMIA, LA LETTERA "A" DI ADULTERA SEMPRE VISIBILE NEI VESTITI E DOVRA' PORTARE CON SE UNO SCIALLE GIALLO O UN FAZZOLETTO BEN VISIBILE PER ESSERE RICONOSCIUTA FRA LA GENTE PERBENE CHE LA SAPRANNO RICONOSCERE E RICORDARE COS'E'. UNA PROSTITUTA CHE VENDE IL SUO ALTRUISMO, IL SUO AMORE E IL SUO CORPO PER DENARO. CHIUNQUE INTRECCERA' UN RAPPORTO DI AMORE ED AMICIZIA TOCCHERA' LA STESSA SORTE>
19:37 Richard avvisa quindi la popolazione <E' UNA PROSTITUTA E VA PAGATA PER I SUOI SERVIGI!> ricorda anche questo a tutti i presenti presentandola come tale e regalando non solo dolore ma anche una prigione interiore in mezzo agli altri. Guarda Candice <SE NUOVAMENTE VERRAI SORPRESA A TRASGREDIRE LE REGOLE MORALI E ESORTARE LE DONNE A TRASGREDIRLA A TUA VOLTA, LA PENA SARA'.... LA MORTE> e lo ripete a chiare lettere per fare un cenno al monaco per liberarla dalla gogna, appuntare una A in stoffa sul vestito bianco e gettarle uno scialle giallo.
19:54 Il monaco agisce come era stato già avvisato prima dell'evento, si avvicina a Candice per aiutarla a liberarsi sollevando l'asta di legno che la teneva bloccata in gogna per tutta la durata del rogo di Hank oramai deceduto, l'asta di legno è pesantuccia ma la fa appoggiare sulla gogna non pensando di tenersela in braccio. Dalle tasche interne del mantello sfila una grossa "A" cucita in tessuto, di colore rosso con due spilli che appunta sulla veste bianca, precisamente all'altezza del cuore in modo da essere ben visibile a tutti, il secondo oggetto che sfila dalla tasca è un fazzoletto giallo, quelli abbastanza lunghi che si annodano al collo e glielo porge. Fatto ciò si allontana non avendo parlato per tutto il tempo dell'azione. La folla all'annuncio di Richard provoca un boato molto rumoroso, divisa nuovamente la folla da pareri contrastanti, alcuni sono scontenti sul fatto che il Cardinale abbia deciso di metterla al rogo pure lei, l'altra metà invece è sollevata dal non vedere un'altra orribile morte ignorando che sarà un'esempio chiaro per tutti su ciò che succede, scoraggiando già donne ribelli che affogano il loro dissenso in un composto silenzio. Oramai la notte è calata in piazza e qualche monaco accende la torcia. Si dispongono nuovamente in fila per due per allontanarsi dalla piazza, gli oggetti di punizione rimarranno li qualche giorno prima di essere portati via dagli stessi monaci. [Fine Narrazione e Buon Proseguimento]
19:59 Candice  E' il suo turno. Turno di essere messa davanti a tutti per ciò che, forse realmente, è. Quelle parole sono peggio di uno squartarcio alla carne. Strizza le palpebre e si lecca le labbra per assaporare le lacrime salate, quelle che le sono scivolate sulle guance per una notte intera e che ancora scivolano senza tregua. Ha tentato contro l'amore puro. Peccato. Lussuria. Falso amore. S'apron ferite mai sopite che brucian più degli squarci che segnano la sua pelle. E' come un piccolo infinito collassato in se stesso, tragicamente destinato a provare dolore e piacere insieme. Sono due realtà legate a doppio filo amore e morte. Chiude gli occhi, chetamente, in un quadro che sembra avere qualcosa di grottesco, tetro, sbagliato. Sinistro. Viene messa alla luce come una creatura maledetta, fiore del male, sporco miscuglio di vizi e deliranti oblazioni di luce. Quando non si è altro che una lurida prostituta, non ci si aspetta nulla dalla vita e dagli uomini, soprattutto. Ma ci si fa l’abitudine. Lei vive. Vive perchè è proprio quel Dolore che non pone Fine alla sua vita. E' quello che la tiene ancorata al mondo dei vivi. E non dei Dimenticati. S'apron le labbra e rosea la lingua ne accarezza la cute il cui color ha sfumature violacee e rosse di sangue - quasi le avesse preso a morsi per ore ed ore - mentre a stento deglutisce nel tentativo di riuscir a prendere un controllo in apparenza almeno più regolare. Un gemito si perde in una raschiante vibrazione di corde vocali troppo contratte. E' studiata, osservata come un animale raro e inquietante, marchiata dalla moralità e dalle leggi dell'uomo ancora una volta si sente trafitta da parole che troppo facilmente intaccano un animo ancora troppo fragile per subire così tanto. Uno dei Monaci Bianchi la libera dalla gogna facendola alzare, a fatica. Il dolore scema, per qualche attimo soltanto, ed è solo silenzio. Dentro. Un vuoto terribile, la consapevolezza della sua solitudine. Le viene appuntata una A rossa al petto, --
20:00 Candice  sul vestito bianco ed insaguinato. Adultera. Afferra lo scialle giallo che il monaco le porge. Se lo lega al collo, restandosene con lo sguardo basso per tutto il tempo. Probabilmente, da oggi in poi quello sarà il suo compagno di vita. Camille gliel'ha detto l'ultima volta. Resterà per sempre una prostituta. Che dona illusioni, giochi e tentazioni. Pagata per dare un falso amore a chi non ne ha o a chi non si accontenta, sì. I religiosi si dispongono in fila per tornare da dove sono venuti. La folla si disperderà anche. Lei attende. Attende che se ne vadano. Che la lascino al suo muto dolore.
20:05 Grace Agitazione che non riesce quasi a trattenere il cuore le vuol proprio uscire dal petto a quelle urla che poi cessano improvvise e recano con sè un dolore maggiore rispetto ad udirle perchè si ha la consapevolezza piena che non si sentiranno mai più. Ecco che gli occhi si aprono lentamente e si volgono sulla figura del cardinale e quasi sussulta quando fa il nome di Candice. La mano si stringe ancora sul crocefisso di lana al petto mentre lui urla quelle parole. Si mode fortemente le labbra dall'interno ma non dice una sillaba, neanche respira quasi per paura! Gli occhioni pieni di lacrime scivolano sul monaco che la libera e che le punta al petto quella "A" come odinato dal Cardinale stesso così come le porge il foulard giallo. La bamblina rilascia la collana con il crocefisso quando i monaci vanno via e si ritrova la mano dolorante e con il segno delle unghie profondo e visibile. La folla lentamente va scemando e lei punta le smeraldine verso il pavimento ora tornando ad indietreggiare e a sorreggersi al muro poichè nuovamente sente come se dovesse svenire da un momento all'altro. Il muro è uno di quelli a cui accanto sfocia un vicolo, quindi si trova quasi a metà tra piazza e vicolo. Attende di riprendersi prima di avere la forza di imboccare il vicolo probabilmente. Per il momento se ne sta lì ansante e con le mani tremanti. Agitata per le scene raccapriccianti viste oggi
20:12 Richard E' tutto finito. Di nuovo. Ha fatto tutto quello che ci si aspettava da lui, che tutti si aspettano da lui e lo ha fatto bene anche se questo è ciò che crede lui, i tratti del viso si muovono e quella vivacità che prima traspariva dagli occhi, subito dopo, si spegne. Volge nuovamente lo sguardo fra la folla e in mezzo ad essa crede di vedere qualcuno con la stessa espressione austera che ora lui ha sul viso, sorride a quell'immagine e in quegli occhi scintillano qualcosa, non è solo anche se in mezzo a quella folla è così che si sente e la da proprio a vedere questa sensazione, è con lui che ora crede che approvi ciò che sta facendo. Volge le spalle e si unisce al corteo dei monaci bianchi che si ritirano e lui non è da meno. Non guarda proprio nessuno e tantomeno si guarda indietro, il mento leggermente alzato e quelle vesti che sembrano respirare addosso mentre cammina in direzione di quella tomba spirituale su cui le sue radici affondano imbrattate di sangue.
20:20 Candice  Tremano le membra nella contrazione a cui il dolore la costringe, muscoli non forti a vedersi ma potenti per volontà sua. La volontà di andarsene. C'è ancora puzza di bruciato. Troppa perchè possa restarsene lì. Pian piano si muove. Con le gambe che tremano. Orgoglio ferito inesorabilmente il suo. Orgoglio che si sovrappone alla paura che il Cardinale genera in lei. Anche adesso che se n'è andato unendosi al Corteo di Monaci. La paura è ancora più spaventosa. Il volto è segnato da una smorfia di dolore che lo farebbe apparire più bianco di ciò che è realmente. Arriva a raggiungere il sostegno di quel muro dove Grace si è ancorata come se fosse la Salvezza. Per lei è solo un misero appoggio per riposarsi. Solo ora la vede. Sbatte le palpebre restandosene a fissarla come a voler sondare cosa prova. Forse vuole sondare il suo dispiacere. O qualcos'altro. Eppure nemmeno un mignolo osa muovere verdo lei, e non un sibilo, o un lamento, esce da quelle labbra serrate. E così vivido ritorna alla mente il ricordo dell'ultima volta che si sono viste, di quell'esatto giorno, e di un altro ruggito che và a sovrapporsi a quello esploso nella sua mente. Solo scure ciocche di capelli ricadono facendo a gara per ostacolarle la vista. Esternano appieno la ribellione e la vita che Candice vorrebbe riavere per sè...almeno, ciò che resta di lei. Ma non riesce a far nulla, se non fissarla. Paura, odio, rammarico. Angoscia. Ma no, non c'è niente in quegli occhi che rimandi ad una richiesta d'aiuto. Forse non la vuole.
20:35 Grace Se ne sta ancora lì tremante. Paura e angoscia.. Terrore. Trema e gli occhi sono sbarrati, spiritati. Il cuore vuole esplodere e vi poggia pure una manina sopra quasi a volerlo trattenere. Solo ora sembra accorgersi realmente di qualcosa.. di qualcuno.. Gli occhioni lucidi si portano in direzione di Candice che si è ancorata al suo stesso muro.La guarda, la fissa e le lacrime no, non possono essere fermate. Non fa altro ma nessun tipo di espressione traspare dai tratti del volto, ma gli occhi.. Gli occhi dicono tutto! Ne coglie l'odio e il rammarico ma lei no, nota che non vuole il suo aiuto ma lei non glielo vuole dare. Semplicemente una manina tremante si solleva e si porta al viso che non piange più anche se bagnato prima di lacrime della bambolina, finge di scostarsi premurosa una ciocca che non c'è, ad indicare che vorrebbe fare a lei questo gesto e si auto-dona una carezza di un'estrema dolcezza, così materna mentre gli occhi ancora fissano Candy come a dirle tacitamente che è questo quello che le vorrebbe dare ora.. Come a comunicarle in silenzio che le è vicina anche se non può... Non aiuto, non biasimo, non pietà, bensì affetto.. Questo vorrebbe darle.. E gli occhi glielo comunicano.. Come se si fosse dimenticata dell'ultima volta che si sono viste o semplicemente non le da importanza. Non si scosta dalla parete ma da le spalle a Candy e lentamente scivola verso il vicolo sempre aggrappandosi ad essa < Goodnight.. sleep tight.. no more tears.. in the morning I'll be here and when.. And when we say goodnight dry your eyes... Because... we said goodnight and not goodbye.. >canta piano, pianissimo, più che volontà di cantare piano è proprio così che le esce il canto perchè non ha voce.. tanto la piazza è deserta, solo Candice può sentirla vista anche la bassa tonalità... La voce tremante.. le ultime parole le muoiono quasi in gola mentre solo adesso le dona uno sguardo furtivo e le rivolge un sorriso, forse!? Non si sa perchè è stato un gesto brevissimo prima
20:51 Candice  Si è fatto buio. Il tramonto si è spento nelle fiamme e nel dolore. Tutto brucia, tutto appare trasfigurato. Lo spirito a stento riesce a star al passo della carne, che soffre di un dolore mai provato. Un dolore fisico che trascende tutti quelli dell'anima conosciuti. Quelle ondate di sofferenza si fanno furenti dentro le sue ossa. Le pare di vivere come un evento distaccato da se stessa. Da un lato sente dentro le orecchie la voce di Grace e vede quei gesti che forse cercano di tranquillizzarla...dall'altra il silenzio e il forte dolore non fa altro che centuplicare le sensazioni, le emozioni, le immagini, i colori. Stringe i denti, chiude le mani pallide in pugni, la gola secca si gonfia nelle vene bluastre e i suoi occhi trasmettono disperazione. Non grida, geme piano, come fosse un fiore: delicatamente. I capelli scuri, senza un ordine, le danno davvero un'aria da selvaggia. E tutto quel sangue che imbratta il bianco...ancora peggio. Le mani tremano mentre gli occhi diventano umidi. Intrepido è il corpo e lo spirito è dominato dall’impulso di abbracciarla come ogni amica farebbe quando cerca conforto dall'altra. Ma non segue il cuore oggi. No. Cosa è rimasto di lei? Non riesce a capirlo. C'è solo quell'ondata di dolore che arriva, come il respiro di una belva rovente dentro le sue carni. Un nuovo gemito erompe, mentre si muove verso il vicolo. E' acqua sorgiva che si scatena. Forse capisce il significato di quei gesti, di quello sguardo furtivo, di quel sorriso. Attende qualche minuto che lei magari scompaia dalla vista. Segue il suo intuito, ad occhi che si socchiudono per lasciarsi sfuggire altre lacrime. Il suo corpo martoriato scivola dentro quel vicolo e di lei non resterà altro che un ricordo in quella piazza piena d'orrore.