giovedì 18 dicembre 2014

Perchè la tortura

Location: Segrete
15:51 Richard Per tutto l'intero tragitto non ha pronunciato parola, cammina con una calma e una pazienza spregevole con quel silenzio che per lui è conigliante per gli altri invece un pò meno, l'abito fruscia dolcemente ad accompagnare la melodia del silenzio e quel tessuto si agita che par quasi respirare. Apre la porta della sagrestia e fa entrare i due, si presenta con un piccolo atrio con molti monili religiosi e un lungo corridoio con tante porte tutte uguali e chiuse, si avvicina ad una porta per aprirla e ci sono delle scale che conducono verso un piano inferiore, lo stile architettonico è il medesimo della Cattedrale. Nelle segrete ci sono i Monaci Bianchi, delle figure con un saio bianco e dei mantelli scuri a calare sul capo, tutti rigorosamente uguali fra loro che fungono da sentinelle alle dipendenze del Cardinale. Due monaci si avvicinano all'uomo per condurlo verso un corridoio sulla destra, si ferma momentaneamente per vederlo andarsene in silenzio, non ha detto nulla quindi entrambi non sanno cosa sta succedendo. Guarda la ragazza <Seguimi> e continua a camminare sfilando accanto a qualche monaco per raggiungere una porta di una cella che viene aperta, li sotto è piuttosto fresco e umido ma lui non sembra minimamente risentire del fresco.
15:59 Candice  Segue Fellyn insieme all'altro. Cammina a passo di formica, seguendo l'uomo passo passo. A ruota, sì. Come una pecorella che segua il proprio pastore. Si sa, i pastori quando perdono una pecora vanno a cercarla seppur il suo gregge sia grandissimo. Entra in Cattedrale e, qualche passo dopo, nella Sagrestia. Lancia uno sguardo all'altro pellegrino che trema più di lei a dire il vero. Ma lei tace. Nessuna parola di conforto. Riabbassa lo sguardo tenendolo ben piantato a terra a contare i propri passi mentalmente. Cercando di non pensare al peggio. A quello che le aspetta oltre quella porta. Entrare negli Appartamenti Privati del Cardinale non è cosa di tutti i giorni. Potrebbe essere un onore, certo. Ma, in questo caso, non lo pensa nemmeno lontanamente. E' difficile pensare a qualcosa di bello. Qualcosa che ti faccia calmare. Si morde il labbro inferiore osservando l'atrio con monili religiosi di ogni tipo. Percorre il corridoio con una marea di porte chiuse. Si ferma nello stesso momento in cui lo fa Richard. Attende che apra quella porta. Ci sono delle scale che portano giù. Delle segrete che vanno sotto terra, probabilmente. Dei sotterranei, sì. Scende, passo per passo, verso la Punizione. Ci si avvicina sempre di più. E' un sentore sgradevole. Troppo. E tutto quel silenzio non fa che peggiorare le cose per lei. Ma si romperà presto. Ci sono i Monaci Bianchi, figure con un saio bianco e mantelli scuri. Sembrano tutti tremendamente uguali e tremendamente sinistri per lei. Due monaci afferrano l'uomo per condurlo chissà dove. E così lei resterà col Cardinale che, stavolta, si rivolge - ovviamente - solo a lei. Sfila in mezzo a tutti quei monaci, sempre restandosene qualche passo dietro Richard. Quasi non volesse restargli troppo vicina. Gli occhioni verdi si posano sulla porta di una cella che viene aperta. C'è fresco. E c'è un sentore di umido che le arriva alla narici. Entra all'interno guardandosi solo per qualche attimo intorno prima di tornare con gli ---
16:00 Candice  occhi al pavimento tornando ad una posizione ferma, immobile dov'è, quasi al centro della stanza, in attesa di una parola o di qualcos'altro.
16:17 Richard Fa entrare la giovane e se stesso, richiude infine la pesante porta di legno alle sue spalle. La stanza si presenta grande, umidissima, in pietra molto antica, ci sono dei bracieri che illuminano la stanza senza scaldarla e diversi attrezzi di tortura. Un pò infondo c'è un lungo tavolo di metallo e uno spuntone di legno abbastanza consumato in bella vista e altre catene appese al muro, c'è un'altro monaco nella stanza che si avvicina alla giovane che mette le mani addosso per spogliarla completamente nuda di quell'abito casto che indossava <Qual'è il tuo nome> nel frattempo il Cardinale parla per guadagnare tempo, il monaco la fa riporre sulla tavola di metallo gelido legandola mani e piedi e rimanendo nient'altro che della sua pelle a contatto con quel freddo terribile.
16:29 Candice  La cella è grande rispetto a quelle che ci sono al Convento. Quell'umidità le si appiccica alla pelle. Sembra quasi palpabile. Ci sono attrezzi da tortura. E nel guardarli un brivido le percorre la schiena. Nel guardare tutti quegli oggetti, cercando di capirne con una sola occhiata il dolore che possono arrecare, non si accorge inizialmente del Monaco Bianco che c'è lì dentro. Quasi stesse aspettando proprio loro, in agguato. Come i predatori. Sussulta sul posto, infatti, nel sentire quelle mani che vanno a spogliarla. Ma non osa sottrarsi. Per la prima volta, nella sua vita, prova vergogna e un certo senso di pudore che le imporporisce le guance quando quegli abiti vengono sfilati. Quel nero che la copriva se ne va e resta nuda, completamente. La situazione le blocca il respiro e nel petto solo un colpo batte e sembra fermarsi. Ma poi riprende più veloce di prima, così forte che lei ha paura di far capire cosa prova. Il Cardinale le parla ma lei non alza lo sguardo per guardarlo negli occhi. Si sente osservata ad ogni modo. Ma non come potrebbero fare tutti gli altri uomini. La mette a disagio. E' una situazione in cui nessuno vorrebbe mai trovarsi. A parte i masochisti forse. Ma nemmeno loro, più probabilmente. <...Candice, Sua Eminenza.> Chissà da dove trova la forza per parlare. Che poi è più un mormorio basso. Poco più di un sussurro. Il Monaco adesso la fa distendere sulla tavola di metallo. E' gelida. Controlla a stento i nervi tesi. Sente freddo, o è solo una reazione dovuta alla Paura? Perché è quello che prova adesso, qualcosa che non fa parte di lei, ma che negli ultimi tempi ha scoperto. Questo è il suo culmine. Le caviglie e i polsi vengono catturati, bloccati. Non c'è più via di scampo.
16:51 Richard Il corpo nudo di Candice viene esibito ed esposto come un trofeo sotto agli occhi gelidi del Cardinale che le lancia un frivolo sguardo su tutto il corpo, polsi e caviglie sono bloccate che la dispongono a quattro di spade con le gambe divaricate <Candice> ripete con voce spenta e disinteressata <In tanti mi hanno parlato di te lo sai?> informa con un sorriso più piacevole sul volto, sembra proprio di ottimo umore. Il monaco si dirige verso il tavolo di tortura e prende uno strumento metallico a forma di pera (http://img687.imageshack.us/img687/239/inquisizionevpartetortug.jpg) per posizionarsi nelle parti intime della ragazza, la vulva viene esposta al suo aguzzino e l'oggetto metallico si posiziona sulla vagina penetrandola fino infondo sentendo il freddo del ferro al suo interno e lo lascia momentaneamente li attendendo un cenno del Cardinale che nel frattempo parla con lei vicino al tavolo per guardarla meglio <A quanto risultano da molte voci, tu sei una prostitua ma> e agita di tanto in tanto la mano <Non è però questo il problema per il momento ma a quanto pare tu stai invitando le donne a ribellarsi contro gli uomini, ad essere libere di esprimersi, ad essere libere di scegliere e a trasgredire le regole morali> mostra un pallido sorriso <Rispondi agli uomini, alzi le mani contro donne e uomini indistintamente> e sbatte più volte le palpebre <E la situazione al convento e anche in città si è piuttosto agitata a causa tua. Ti mescoli alla gente perbene volendoti far passare come tale> e ridacchia divertito <Non morirai ma ti assicuro che ti farò passare tante di quelle sofferenze che imparerai a detestare tutta questa libertà che non solo hai l'audacia di permetterti ma che vuoi a tutti i costi insegnare agli altri> e finalmente la mano fa quel cenno e l'oggetto viene mosso. L'oggetto ha l'obiettivo di dilatare quanto più sia possibile la vagina e lacerarla in una lenta agonia di un dolore lancinante che però non farà svenire il malcapitato. <--->
16:52 Richard L'oggetto di metallo viene lentamente dilatato fino a che non inizierà a fare male per aumentare lentamente l'intensità. Non è solo una prova fisica ma sopratutto mentale.
17:10 Candice  E' distesa su quel tavolo di metallo, completamente bloccata e in balia di tutto ciò che vogliono farle. Si morde il labbro inferiore quando il Cardinale la informa che molti hanno parlato di lei. In un'altra occasione forse si sarebbe messa a ridere o avrebbe parlato, detto qualcosa, ma adesso non può fare altro che deglutire silenziosamente. Quella voce spenta le mette una paura assurda che fa tremare le membra nude, piacevoli, ma che oggi non le serviranno a nulla. Mentre Richard parla, il monaco le infila nella vagina un oggetto freddo, di duro metallo. Ferro probabilmente. Gli occhioni verdi iniziano pian piano a velarsi come se fosse sul punto di piangere. Non si trova molto d'accordo su quello che dice il Cardinale, ma ovviamente non può fare altro che tacere. Sentire e tacere. Non può ribellarsi. E' proibito. Non è sollevata per nulla nemmeno da quel 'non morirai'. Perchè quelle minacce velate le mettono ancora più agitazione del dovuto. Forse morire sarebbe meglio che ricevere tutte quelle sofferenze di cui parla il Cardinale che, le assicura, le faranno detestare la sua libertà. E per fare detestare a qualcuno la propria libertà ce ne vuole. Vuole parlare ma non può, vuole fuggire, ma ormai è fatta. Non ha il tempo di pensare a nulla perchè l'oggetto che è dentro di lei dilata la sua vagina e la lacera in una lenta, estenuante, agonia. La bocca si apre, ma nessun suono viene inizialmente emesso, solo il respiro che vien mozzato dal dolore del gesto. La pelle che si taglia. Lascia ricadere il volto leggermente indietro e dalla sofferenza fisica gli occhi si velerebbero, lasciando cadeer lacrime, che come cristallo, vanno a divider le guance. Il Cardinale sicuramente non proverà pietà per lei. Ne sarà soddisfatto e basta. Come un uomo potrebbe essere soddisfatto scopandola. Quell'oggetto di tortura pura inizia a fare ancora più male, si sente ancora di più. E' un dolore troppo intenso. Mai provato probabilmente. E grida adesso, grida con più fiato che ---
17:10 Candice  ha in gola. <AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA> La mano destra intanto si stringe in un pugno, facendo si che le unghie della mano si premano sul palmo, lasciando dei piccoli segni, facendo schiarire le nocche tanto stretta è la presa. E piange, piange. Come non ha pianto mai.
17:34 Richard L'espressione del suo viso non fa una piega a quelle urla e a quelle lacrime che i suoi occhi hanno modo di assistere, per essere abituato in questo modo chissà quante ne ha subite per diventare così, nessun uomo nasce tanto abituato alla crudeltà, probabilmente glielo hanno imposto e alla fine se l'è fatto piacere per non soffrire più. Forse sarebbe stato diverso se fosse andato diversamente ma nessuno potrà mai sapere se quello che ha subito è servito per piegarlo o per tirare fuori un lato oscuro che è sempre stato insignito nel suo essere da quando è nato <Sai cos'è il male?> domanda ma è normale che non si aspetta che ella risponda è solo per esercitare di più la sua superiorità <Il male ha creato metastasi alla vita. E' come un cancro con cui dovrà combattere e non si può estirpare del tutto. L'essenza del male non sta nel compiere il peccato ma nell'indugere in tentazione. Il male vuole tentare l'umanità a mettere in discussione le regole morali decise per rendere felice, il male vuole tentare l'umanità a cedere al peccato e dannare la propria anima non solo facendo una vita infelice ma dannando la propria anima all'inferno e tu sei una portatrice di male> spiega facendo un'altro cenno della mano per continuare la tortura più lentamente in modo che faccia più male <Di solito sono le streghe a voler insegnare a ribellarsi dalle regole morali. Sei una di loro? Perchè la Chiesa e il Distretto le stiamo cercando per l'omicidio di diverse persone e potresti essere tu l'artefice di tutto questo> continua a parlare soave e tranquillo <quindi questo ti metterebbe in una cattiva posizione e rivedere sul fatto di lasciarti ancora in vita. Non so> ci pensa un pò su <Ci trai tanto piacere a sfidare regole e autorità? Molti fanno proprio questo, voler sfidare le regole per il gusto di potersi sentire al di sopra di tutto, che tutto non lo possa toccare. Pensi che le male lingue non siano poi così terribili no? Basta ignorarle giusto?>
17:51 Candice  Lento e spietato quello oggetto affonda nelle sue carni, volendo trafiggere dove le carni si fanno morbide. Ferire. Procurare dolore. Espiazione. Il Cardinale è come un Antico Re che istruirebbe i suoi servi su ciò che gradisce e ciò che invece ritiene passabile di punizione. E quello che ha fatto è passabile di punizione a quanto pare, sì. Quell'uomo rivela sadismo sotto una maschera fatta di austera altezzosità. Le chiede se sa cos'è il male. Ma il male ha tante forme. Un cancro, sì. Si morde il labbro, invasa dal dolore, che non svanisce ma, anzi, aumenta sempre di più. Impallidisce il volto, e le palpebre si chiudono. <AAAAAAAAAAAH BASTAAAAA VI PREGO> Li prega. Il Monaco e il Cardinale. Ma non servirà probabilmente. Tremano le labbra che diventano pallide nel venir morse ancora e ancora e ancora. Dolore che riversa anche lì. Come se non bastasse. E' questo il male. Stringerà le mani con forza, ma il dolore arriva lo stesso. Inesorabile. Mille pensieri ad affollarle la mente. Ma è l'orrore che la lega a quella stanza. <NOOOO, NO! NON VOGLIO SFIDARE NESSUNO> E non può che urlare, e piangere di lacrime che non finiscono più e chissà per quanto continueranno. Chissà se finiranno mai. Deglutisce a forza, gesto ormai inutile per lei Ed è quella voce strana che esce, deformata dal dolore che accende il suo corpo. <NON ERA MIA INTENZIONE> E' un grido, un lamento che risuona nella cella e forse anche in tutte le segrete. Il corpo è scosso dai tremori. Dolore e pulsioni che la agitano. Le brucia anche la gola. Scuote il capo che scivola su quel metallo. Singhiozzi, lacrime che si condensano sulle guance lentigginose. Acqua che si asciuga e che viene bagnata da altra acqua. E' il sapole salato delle lacrime che arrivano anche alle labbra. <Non lo farò più, ma più. Giuro. Basta...basta...ti prego.> Non ha la forza per urlare ancora. Tutto si sfoca. Forse è un incubo. Incubo mischiato a realtà. Ma il dolore c'è. E la tiene ancora lì.
18:19 Richard <Basta.... basta> ripete le parole di lei che pronuncia con assoluta calma guardandosi distrattamente attorno a se <Chissà quante volte ti è stato detto -basta non parlare così che altrimenti ti cacci nei guai- e immagino che tu abbia ignorato quelle parole per capriccio giusto?> ipotizza fantasticando un pò su di lei e le sue reazioni a proposito <Se tu non ti sei fermata perchè devo farlo io? Solo perchè ti arreca un male fisico? Il danno che hai inflitto all'anima delle persone? E alla tua? Mi chiedo in che modo possa essere calcolato, il dolore fisico è facile capirlo ma quello dell'anima proprio non si può, si può immaginare mettere in guardia ma alla fine> scrolla le spalle e sospirando rumorosamente <Le promesse purtroppo come le urla per me non contano, sono dispiaciuto> parla con tono pacato e soave che sembra che esca del dolcissimo miele <Tutto finirà quando finalmente detesterai la libertà, l'audacia di insegnare alle donne di essere libere, quando amerai le regole sociali, la mia persona e quando la smetterai di credere di essere alla pari di persone perbene intrecciando con loro delle relazioni indugendole in tentazione. Quando finalmente tutto questo verrà compreso, detestato e amato nell'ordine in cui ti ho indicato, allora tutto finirà> vuole rincuorarla così <Ripeti queste parole: detesto la libertà, le donne sono sottomesse all'uomo, amo le regole morali e di decoro e le seguirò scrupolosamente, non sono una persona perbene e non posso intrecciare un rapporto con loro atteggiandomi come loro pari, sono una prostituta e Sua Eminenza è la mia guida e seguirò alla lettera ogni cosa che egli dice poichè è giusto e retto> si allontanerà e si metterà seduto accanto all'aguzzino che continuerà imperterrito a torturarla e rimarrà non solo tutta la giornata, la sera, la notte fino a giorno inoltrato volendo sentir ripetere fino allo sfinimento quelle parole che le ha ordinato di dire. Non darà a Candice la possibilità di coprirsi, di vestirsi, di darle tre
18:20 Richard Non darà a Candice la possibilità di coprirsi, di vestirsi, di darle tregua, ne acqua e ne da mangiare come anche se stesso seguirà queste privazioni.
18:39 Candice  E il viso si sposta verso sinistra, lasciando che la guancia venga a contatto con il metallo, bagnandolo. Le torture continuano e si mescolano a quelle parole. Parole che risultano fredde a tratti, derisorie poi, e poi ancora miele. E chissà quant'altro ancora. E quelle sfumature a volte le sfuggono. Perchè il dolore non le lascia scampo. Le annebbia la mente. Non può rinchiudersi nemmeno in un ermetico silenzio. Geme di dolore, urla, stringe le mani. Ma la tortura non ha fine. Quel cuore che giace sotto il petto nudo batterebbe con forza. Paura profonda lo animerebbe. Sono molti i peccati che si agitano dentro di lei sicuramente. Il dolore non da loro pace. Si agita anche lei, e lo farà fino allo sfinimento, sì. Sicuramente non è ancora pronta ad affrontare tutto questo. Ed ancora il tempo scandisce pensieri, lacrime, parole. Fellyn cerca di rincuorarla. O forse è ironia. Ironia della sorte. Quando detesterà tutto quello che lui le indica...tutto finirà. E lei si aggrappa a quella speranza, ma non smette di piangere. Non ce la fa. Pronuncerà quelle parole a fatica, tra urla che si manifestano per il dolore generato. <Detesto la libertà...le donne sono...sottomesse all'uomo.> Le costa un'immensa fatica parlare, ma parla parla. Ripete. Perchè deve. E' la sua salvezza forse. Le parole del Cardinale risultano addirittura lontane, ma le sente sempre con un tono compassionevole misto ad una tonalità che usa chi comanda. Forse tutta la sofferenza che sta provando verrà sostituita da qualcosa di più grande. <Io amo le regole morali e di decoro e...e le seguirò scrupolosamente. Quel dolore detta ancora paura. E' un dolore viscerale. Non c’è tempo per capire. <Non sono una persona perbene...e non posso intrecciare rapporti con loro atteggiandomi come loro pari...sono una prostituta e Sua Eminenza è la mia guida... seguirò alla lettera ogni cosa che egli dice poichè è giusto e retto.> E quegli occhi verdi come le foglie di primavera tentano di restare ancora aperti.
18:49 Richard Il suo aguzzino misura il dolore e la tortura da infliggere per non stancarla troppo, farle perdere i sensi o farla impazzire, non potrebbe permettersi questo errore da parte sua. Il dolore non è allucinante a parte quello iniziale ma si rende abbastanza insopportabile e appena lei si abitua aumenta d'intensità, sempre sulla soglia della sopportazione e l'insopportazione causando un bel trauma emotivo. Non vuole farla impazzire e ne perdere i sensi, il giusto per trafiggere la carne, il cuore e l'anima, farle il lavaggio del cervello con il dolore e con la speranza che una volta accettato tutto finirà, le impartisce quell'istruzione che sembra mancare in Candice ma sicuramente rimarrà marchiata a fuoco nella memoria per molto tempo, bisognerà vedere se avrà addomesticato abbastanza la sua anarchia perchè infondo è quello che sta facendo, addomesticarla con il dolore e intimorirla semmai dovesse trasgredire ancora. Rimarrà li a controllare sospirando forse un pò annoiato pensado che a qualcosa di peggiore che potrebbe fare a quella povera ragazza, come se quello che sta passando per lui non sarà abbastanza <Ancora> l'esorta con molta calma a ripetere quelle frasi finchè non le avrà fatte proprie.
19:03 Candice  Quante lacrime dovrà spendere per impare a non farsi del male non si sa. Perchè è un male che fa a sè stessa anche se è Richard che glielo procura adesso. Il dolore possiede ancora il suo corpo, la sua mente, lasciando che quell'unica parola sentita rimbombi come eco senza senso nella sua testa ancora per molto tempo. Non perde il controllo. Ma fa male. <Detesto la libertà... e le donne sono... sottomesse all'uomo.> Quelle parole prendono forma e senso. <Amo le regole morali e di decoro e le seguirò scrupolosamente...non sono una persona perbene e non posso intrecciare un... rapporto con loro...atteggiandomi a loro pari.> Il respiro non l' abbandonata, le pulsazioni sono forti e a tratti deboli. Per qualche attimo non emette alcun tipo di suono, tentando forse invano di non sentire dolore. Di abituarsi. Ma nel tono di voce si capisce perfettamente che non ce la fa. Che non ha una grande soglia di sopportazione per quel genere di tortura. <Sono una prostituta...e Sua Eminenza è la mia guida e seguirò alla lettera ogni cosa...che egli... dice poichè è giusto e retto> E i suoi muscoli fremono, si tendono. Chiude gli occhi per qualche attimo, facendo frullare le ciglia umide. Si morde il labbro inferiore, incessantemente. E poi ritorna, ancora. A ripetere. Ripetere. Come un'alunna che debba scrivere cento volte su un quaderno una frase perchè ha fatto la cattiva. O semplicemente perchè deve imparare a scrivere le lettere. Farle proprie. Scrivere. E pronunciarle. <Detesto la libertà. Le donne sono sottomesse all'uomo e io, io...amo le regole morali e di decoro e le seguirò scrupolosamente. Non sono una persona perbene e non posso intrecciare nessun...rapporto con loro dato che non sono loro pari. Sono solo una prostituta e Sua Eminenza è la mia guida... e seguirò alla lettera ogni cosa che egli dice poichè è giusto e retto.> E' una prova di forza fisica e mentale, sì. E' sottoposta a questo.

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