Riflessioni Narrative:
Questa è una situazione molto comune che si verifica con i nuovi iscritti, la mancata lettura dell'ambientazione.
La situazione costringe i giocatori più anziani nel dover annullare il carattere del proprio pg per fornire in on le spiegazioni dei passi ambientativi per non urtare gli altri che non sapendo come funzionano le dinamiche, possono ritrovarsi male senza capire il perchè di certe situazioni.
Queste situazioni non sono attrattive, bloccano il gioco, dovendo fermarsi e spiegare cose che pg e giocatore dovrebbero già sapere perchè spiegato nel materiale informativo.
L'altra situazione molto comune è immaginare la città d'origine da bg, diversa da come descritta nell'ambientazione e in on criticare modi di vivere, usi e costumi.
Le persone che sono iscritte a questo sito, accettano questa ambientazione e vogliono veder applicata questa ambientazione, giocatori che insistono a voler portare una visione dell'ambientazione esattamente contraria a quella descritta, non diverte a nessuno.
L'ambientazione si deve conoscere e capirla bene prima di giocare evitando di perpetrare un gioco poco accattivante e incoerenze che porta a muovere un pg palesemente fuori contesto. In caso di mancata comprensione, è possibile contattare lo staff e farsi spiegare la logica che vede certe mentalità e modi di vivere del pg.
Le Riflessioni Narrative servono per far comprendere ai giocatori i comuni disguidi da evitare.
Postilla: la giocata è datata, nel frattempo, l'Ateneo ha subito un'evoluzione sull'insegnamento delle materie.
Postilla: la giocata è datata, nel frattempo, l'Ateneo ha subito un'evoluzione sull'insegnamento delle materie.
[La corrispondenza giunge alla mattina come di consuetudine, difficilmente la quotidianità di Laddington viene alterata, una busta color caramello slavato con impresso il Sigillo dell'Ateneo. Il foglio è preso dal set di scrittura che possiede con pennino ed inchiostro di qualità color nero. Dalla calligrafia, è evidente che il Gran Prefetto è abituata a scrivere, il tratto è preciso e veloce con lettere chiare e leggibili, senza sbavature. La lettera è disposta in più fogli]
Mr Wright
Sono molto lieta di scriverti questa prima lettera perchè è mio desiderio iniziare a spiegare alcune cose per introdurti al mondo del Sapere.
Ti vuoi consacrare alla medicina ma è necessario prima cercare di "aprirti la mente e cercare di allenarla" alla dimestichezza della comprensione di certe realtà e situazioni che possono esserti utili capire per riuscire anche ad affrontare meglio qualsiasi percorso che tu hai deciso di intraprendere nel tuo futuro e anche nell'intricato mondo della medicina.
Come ho avuto modo di poterti avvisare, l'accesso all'Ateneo include diversi requisiti e la prima fra tutte è la reputazione sociale e il rispetto delle regole morali.
Come ben sai e immagino che in un mondo come questo tu te ne possa rendere conto da te, lo studio è privilegio per pochi ed è sopratutto rivolto ad una cerchia ristretta di persone scelte che ricoprono un certo status sociale. L'Ateneo di Laddington è un'eccezione a questa pratica perchè vuole offrire la possibilità anche a persone appartenenti al ceto sociale inferiore di incorrere a carriere normalmente precluse, questo perchè, lo scopo del nostro stimato Rettore Lord Woodville è riuscire a non ostacolare i volenterosi che vogliono consacrarsi allo studio, perchè diventare sacerdote, dottore, erborista o storico, è consacrare la propria vita alla scienza, sia che questo possa essere di carattere umanistico, religioso e scentifico, siamo tutti uomini di scienza e come tali uguali nel nostro organico, diversificati solo dal nostro Sapere ed esperienza, prestiamo il nostro giuramento a tale causa per cercare di migliorare la vita.
Lo studio garantisce il progresso e migliora la vita delle persone.
Questo è fortemente ostacolato dalla nostra società che non ha istruzione per capire cose che gli sono sconosciute, da una parte perchè non possono studiare allenando la mente, altre perchè non sono pronte per capirlo, le loro menti non sono preparate ad accogliere certe conoscienze e ne sono in grado di capirlo e spero che tu possa non avercela con loro per questo limite e comprendere con il tempo che infondo, non è poi così sbagliato perchè a tutto c'è un motivo d'essere e d'esistere che inizialmente non ci è chiaro e solo con la pazienza del tempo ci sarà più comprensibile.
Purtroppo, a causa di diverse tragedie e brutti eposodi accaduti in passato, lo studio e la scienza è considerata pratica demoniaca e da una parte può trovare anche la mia condivisione dopo quanto successo. Ogni Gran Maestro e Maestro del nostro Ateneo, è consapevole e responsabile che la scienza che insegna o esercita può essere molto pericolosa e dato in mano a persone che non conoscono il confine fra cosa è bene o non è bene fare, o semplicemente imparare a controllarla, è esporre molti civili a rischio e chi ne diventa responsabile siamo solo noi mentori.
Il Sapere è un'arte insidiosa e costa sacrificio, se non si imparasse a maneggiarla con cautela rischia di trasformarci nel suo strumento per fare del male e distruggerci a nostra volta. E' bene essere cauti.
Essendo considerato pratica demoniaca, molte persone hanno interesse di maturare un pretesto per farci chiudere, sei un candidato ma è bene che tu possa iniziare già da ora a renderti conto anche dei problemi legati all'Ateneo che sono di carattere pubblico perchè non è possibile andare contro alla società, noi affrontiamo ogni giorno questa situazione perchè ogni membro, dal candidato al Rettore, non deve dimenticare che prima di essere un servitore del Sapere ne siamo custodi, il Sapere va custodito e preservato per fare in modo che non venga dimenticata e documenti o reperti distrutti da parte di una società ignorante che non può capire la preziosità dell'esistenza del Sapere e dei suoi manufatti.
Molti non possono capirlo ma noi si ed è per questo che ti scrivo e tento di farti capire l'importanza di tenere la società a bada rispettando quelle regole che conosce e sono sue, parlo di regole morali.
Ho avuto delle chiacchere riguardo ai capelli rossi che porti e alla tua considerazione in merito, spero che alla luce di questa lunga spiegazione, esercizio per la tua mente, tu possa fare la scelta più saggia alla società e per questo Ateneo.
Se hai bisogno di consultarti, mi trovi nel Tempio del Sapere.
Il Gran Maestro delle Arti Oscure
Miss Sybilla Hall
Ateneo
Location: Museo
14:39 Sybilla usa [Donna Casto Nero] :
La sua effige si riflette in una finestra che divide il mondo del
Sapere da quello esterno tinteggiato da leggere pennellate di foschia
che segna l'inevitabile fine dell'estate, gli occhi mogano assumono
tonalità rosso sangue per motivi sconosciuti ma non è difficile
intuire come il Gran Maestro sia una persona particolare, è
insegnante di una materia molto difficile da cogliere e questo forse,
ha inevitabilmente segnato il suo cammino durante la sua strada verso
il Sapere, come sia finita ad avere quegli occhi, è una storia che
in pochi conoscono. Le mani dell'insegnante si sollevano ad afferrare
il pendente nascosto sotto al vestito nero che indossa, lo tocca
persa nel riflettere a qualcosa che si perde nella visione di quel
panorama dalla natura incontaminata, immerso nel silenzio della
quiete che favorisce la riflessione. La fortezza è lontana dal
centro cittadino e davanti c'è solo il bosco che scende verso la
vallata ed impedisce il panorama che si perde all'orizzonte, la
fortezza, inoltre, si trova nel pendio di una collina.
14:49Paul usa [Mantello semplice nero] : Arrivatogli al convento, in mattinata, un messaggio da parte del Gran Maestro delle Arti Oscure dell'Ateneo di Laddington, ha deciso di recarsi al Museo, cosidetto Tempio del Sapere, per incontrare il Gran Maestro e avere un primo colloquio. La foschia, tipica della terra d'Albione, ammanta il paesaggio e lascia intendere che della bella stagione sta rimanendo ben poco. Egli ha percorso la Main Street ed ora è quasi giunto nei pressi dell'entrata del Museo. Camminando indossa l'ormai caro ma semplice mantello nero, che copre l'abbigliamento sottostante lasciando intravedere solo un po dei pantaloni grigi e gli stivaletti neri. I capelli rossi contraddistinguono la sua figura, fluendo ricci, ma non eccessivamente, fin sotto le spalle. I baffi ed il pizzetto aggiungono forse qualche anno in più alla sua figura. Attraversato il giardino giunge dinanzi alla porta del Museo. La apre e mette piede nel Tempio. Immediatamente dinanzi a lui si parano due sentinelle, salutatole chiede se potrebbe incontrare Il Gran Maestro. Uno dei due gli indica una finestra non molto distante egli si dirige inizia a dirigersi in tale direzione.
14:52 Grace usa [Donna Casto Nero] : La bambolina esce dalla porta che collega l’università al museo tiene in mano delle ampolle… Esperimenti ed esperimenti.. Indossa un lungo abito nero castissimo che non fa vedere nulla di lei, della sua pelle, eccetto mani e volto. Il cappuccio ne copre il capo interamente. Porta con sé una borsa che tiene a tracolla e si ferma a salutare l’addetta del museo. Infatti si trova a chiacchierare con lei qualche secondo dando le spalle all’entrata.
15:00 Sybilla [Finestra] Da quella finestra, il Gran Maestro ha intravisto la chioma rossa di Paul ed è molto facile intuire di chi si tratta per lei, ha seguito fugacemente la figura che entra al museo per tornare a perdesi in quel panorama alla ricerca di qualcosa, sembra in cerca di risposte a domande che non sono state pronunciate a voce ma nella sua coscienza si. Intuisce qualche parola che la richiamano all'attenzione e sposta lo sguardo proprio in direzione dell'uomo che si sta avvicinando. Quello è uno sguardo intenso, troppo maturo per un viso ancora troppo giovane e delicato, per nulla minaccioso dalle sfumature di mistero tanto quanto l'arte che lei insegna. Altre parole si aggiungono al quiete rumore della stanza spostando velocemente lo sguardo verso Grace ma torna sul nuovo giunto, una novità per lei <Salve> cordiale si mostra sorridente <Posso fare qualcosa per te?> non da del tu, come l'ambientazione impone
15:10 Paul Giunge dinanzi alla figura del Prefetto, o almeno così pensa, prima che possa salutare questa lo anticipa. <Salve> Ed abbassa un po' la testa in segno di rispetto. <Io starei cercando il Gran Maestro delle Arti Oscure, tale Sybilla Hall, da cui ho ricevuto un messaggio. Siete voi, per caso? > Nemmeno lui utilizza il tu, preferendo compiacere all'uso della donna. Egli si trova innanzi ad una donna forse non molto attraente, quanto meno per lui, ma che esprime con gesti ed atteggiamento parecchia esperienza, trascinandosi dietro un senso di mistero abbastanza percepibile. Ad aumentare questa sensazione i suoi pensano gli occhi mogano, tendenti al rosso. Nel frattempo si è introdotta nella sala anche un'altra donna, recando in mano delle ampolle. Gli sembra di averla già vista, forse al Puntocroce. Ma al momento è concentrata maggiormente sull'altra figura.
15:16Grace usa [Ciondolo del Fuoco] : Qualche altra parola scambiata Mrs Carol prima di voltarsi in direzione di Sybilla e Paul quando l’altra glieli indica. China il capo in segno di saluto e semplicemente si volta avvicinandosi con passi lenti verso i due tenendo ancora quelle ampolle tra le mani, i suoi intrugli, le sue erbe.. < Salve! > esordisce così con la solita voce piacvole, calma e pacata. Gli occhi verde smeraldo si soffermano sull’uomo < Paul giusto!? > come ad avere conferma circa il nome voltandosi verso Sybilla <Ciao Sybilla, come stai? >si premura di chiedere . Prima di guardare il ragazzo con sguardo un poco più severo < Attento a certi linguaggi!> e qui sembra più Alecto che Grace, ma a camminar con lo zoppo.. <Ce l’hai di fronte il Gran Maestro delle Arti Oscure > annuncia lanciando un’occhiata a Sybilla verso cui sfoggia ancora un gran sorriso tutto dedicato alla sua maestra
15:22Sybilla usa [Ciondolo dell'Aria] : Annuisce con la testa in conferma alla domanda <Si> Grace si avvicina e il suo sguardo si distoglie dall'uomo per andare verso la studiosa <Ciao Grace> si chiamano per nome <Molto meglio, anche tu vedo, sono felice che siamo tornati qui> si sente molto più sollevata guardandosi vagamente attorno e non sentendo più quella strana sensazione che ha avuto negli ultimi tempi. Abbandona quei pensieri in favore di Paul lasciando che Grace interceda e aggiungere <Sei Mr Wright?> non è una domanda, è più una retorica soffermandosi su quei capelli rossi <Ti ho inviato una lettera questa mattina, mi auguro che sia arrivata a destinazione, ero un pò incerta sulla destinazione. Alloggi al Convento giusto?> chiede conferma. A quella vicinanza, si può notare una spilla, non ha particolare valore a livello di preziosità ma di significato, in ferro battuto con decorazioni a piume e una pietra grigia, il simbolo del suo Casato in Ateneo e della sua effettiva apparteneza a quel luogo
15:29 Paul <Salve> Risponde facendo viaggiare un attimo gli occhi verso Grace. <Perdonami, ma me ne dimentico sempre.> Poi gli occhi ritornano su Sybilla e nota che indossa una spilla in ferro, anche se non ne conosce il significato o valore. <Si, sono Paul Wright. Piacere di conoscerti.> Poi ripensa al messaggio che gli è giunto in mattinata e risponde <Sì, il messaggio è arrivato. Al momento alloggio al convento, esatto. In effetti con sto sempre lì, ma la posta arriva sempre al convento.> L'atmosfera del luogo è tranquilla e anche piacevole. spera di riuscirsela a cavare e di fare una buona impressione al Gran Maestro. A quanto pare i capelli rossi, non sembrano aiutarlo.
15:33 Guilford una grossa figura entra nel museo, bhe che è solito perdersi oramai lo sanno tutti, ma entrare in un museo per chiedere informazioni bhe questo forse può risultare strano, ma non tanto quanto l'ambiente possa stranire lui, non ha frequentato molto i musei, anzi non ci è mai stato al dire il vero, in oltre non prova molto interesse per queste cose. l'omone si presenta con un semplice abbigliamento da uomo, ma oltre le dimensioni, i capelli scompigliati e mal curati uniti alla cicatrice velata dalla chioma di capelli che ricade sul davanti per nasconderla, da un insieme dell'omone alquanto inquietante, insomma, non fa un bel aspetto trovarsi al cospetto di uno così, almeno a primo impatto, lo sguardo vaga per il museo sorgendo alcune figure
15:41Grace usa [Rosario di Lana] : Sorride ancora verso il Gran Maestro annuendo <Oh ma io ancora vivo al convento. Di tanto in tanto alloggio qui. E’ una bella camminata da qui al convento quindi quando mi serve qualcosa come il laboratorio dormo qui> le spiega e a dimostrazione di ciò ci sono le ampolle di vetro con gli intrugli di erbe che tiene tra le mani. Lascia parlare Paul annuendo con un leggero e breve sorriso al suo scusarsi e smuove una manina piccola, candida e delicata in aria come a dire di lasciar perdere, di sorvolare sulla cosa. < Alla fine a cosa sei interessato? >domanda < Ti ho notato piuttosto confuso piuttosto che volenteroso. >commenta sinceramente prima di notare la figura di Guilford vagante per il museo. < Scusa? Hai bisogno di qualcosa? > chiede cortese in sua direzione ad attirarne l’attenzione, almeno questo è l’intento
16:06 Guilford qualcuno gli rivolge la parola, e la voce gli sembra anche famiglaire, lo sguardo vaga per l'ambiente cercando quel volto associato alla voce, ci vuole qualche secondo prima di riconoscerla e appena fatto si avvicina <il solito problema... non ritrovo la strada> dice tranquillo mentre si avvicina, e già il suo senso dell'orientamento in posti sconosciuti è pari a zero, eppure è fissato e continua ad andare da solo in giro perdendosi più volte, rischiando di girare in tondo per ore, ma poi in qualche modo torna sempre a "casa"
16:28 Sybilla Segue la conversazione e guarda con particolare interesse Paul <Volevo sapere che cosa ne pensi di ciò che ti ho scritto e se hai avuto modo di riflettere alle mie parole> chiede con tranquillità interessata a iniziare la conversazione proprio da li e nell'attesa, volge l'attenzione verso Grace apprendendo le informazioni da lei esposte e poi dando un fugace sguardo a Guilford per tornare su Paul interessato ad apprendere la risposta
16:41 Paul Vede giungere un uomo e vede scambiarlo qualche battuta con Grace ma non vi fa caso. Portato lo sguardo su Sybilla, risponde alla domanda. <Da quel che ho capito, addentrarsi nel mondo del Sapere è una cosa tutto fuorché facile, qui a Laddington. Trovo che le vostre parole siano state sagge e nel mentre camminavo per giungere qui vi ho riflettuto un po'. Sono consapevole che qualora decidessi di addentrarmi negli studi medici, e non solo poiché voglio proseguire oltre, debbo essere perfettamente in grado di maneggiare le conoscenze acquisite. So che costa sacrificio, ma questo non mi preoccupa molto. Lamia condotta dovrà essere assolutamente integra e d'esempio. I capelli so che non mi aiutano, ma non sono disposto a nasconderli. Non hanno mai fatto male a nessuno, e se si hanno dubbi al riguardo si chiami pure un autorità religiosa che possa verificare la pericolosità dei miei capelli. Se non ho ben compreso qualcosa, ti chiedo umilmente di farmelo presente. Questo è.> Il tono è cordiale ma in alcuni punti anche abbastanza deciso. Non ha risposto alla domanda di Grace, poiché pensa che in queste parole, vi sia risposta anche per lei. Lo sguardo continua a posarsi sul Gran Maestro, mentre man mano, all'esterno, il sole inizia ad abbandonare la posizione che occupa a mezzogiorno.
16:48 Grace Ovviamente no nsa a che cosa allude Sybilla e vedendola intenta a parlare con la Prova si volge in direzione di Guilford donandogli completa attenzione< Ci siamo già visti.. >appare un’affermazione venata però di un tono interrogativo <Vuoi che ti dia una mano? >domanda con il medesimo tono cordiale. Sente la risposta di Paul eppure non pare affatto convinta. < La strada per il Sapere non è mai facile! Né a Laddington né altrove. La strada per il Sapere è continua ricerca e sacrificio > scandisce bene l’ultima parola. <Non sarà il colore dei tuoi capelli a giudicare la tua bravura ma le tue abilità e la tua determinazione. Non sei determinato > e dice solo ciò che pensa. <Dov’è la passione innata!? Se tu amassi il Sapere più di te stesso accetteresti > per i capelli s’intende. Osserva Sybilla come a dire che la scelta sta a loro ovviamente < questo è il mio pensiero. Non ti giudico ma commento > ci tiene a sottolineare < poiché io sono la prima che non può giudicare > e non lo nasconde. Si avvicina ora a Gulford in attesa che l’uomo risponda
16:53 Guilford annuisce alla donna, il loro parlare è molto lontano dal suo "gergo" perdendosi per lo più il 90% del discorso che affrontano, anche perchè l'uomo inizia a parlare e non la smette più per un bel po, tempo piu che sufficiente per far desistere l'uomo dall'ascoltarlo, ma ecco che grace si rivolge a lui con gerchi accettabili dall'uomo <mh.. si grazie... dovrei tornare al messiah..> dice soltanto in aggiunta a quel lungo silenzio
17:13 Sybilla Mostra molto interesse al pensiero di Paul e il sorriso non scompare dal viso giovane della donna interessata a proseguire nel discorso <Hai ragione, non ho alcun dubbio che dei capelli colorati facciano del male> risponde con molta ponderatezza e logica <Non potrebbero. Sono solo capelli, rossi, gialli e blu rimarrebbero tali. Ciò che è male, è quello che per la società e la Chiesa significano> annuisce pacatamente con la testa <L'autorità religiosa ha decretato ciò per motivi che non è detto che devono esserti chiari. Ci vuole una vita per studiare il misticismo religioso, il male, il diavolo e i suoi segni. A malappena le comprendiamo noi, non è possibile sperare che un'esterno lo capisca e spiegarlo talvolta è impossibile, ci sono cose che dobbiamo capire da noi proseguendo nella strada della vita e ci vengono posti delle guide che possiamo scegliere di ascoltare oppure no anche se è saggio farlo perchè l'esperienza, insegna ed è maturo condividerlo con chi, al momento, non può comprendere. Imporlo dopotutto sarebbe inutile> conviene con un sorriso dolce <E' un pò come un bambino, devono ascoltare i genitori perchè sanno cosa sia giusto per lui, per dargli il tempo di crescere e capire da se certe cose> cerca nella similitudine un pretesto per fargli comprendere ciò che dice <Chiamare un'autorità regliosa e affermare davanti a questa che i tuoi capelli non sono pericolosi, significa di conseguenza farsi bollare come eretico e finire al rogo> è dispiaciuta che lui sia estraneo a questa realtà ambientativa infondo <Anche proseguendo nello studio della medicina, quale paziente si farebbe curare da te?> solleva poi lo sguardo indicando i capelli <E ancora pochi sanno che il rosso è il colore del sangue che ha intinto i capelli delle vergini nella quale il demonio si è nutrito della loro virtù trasformandole in devote proseliti. Il loro destino viene segnato alla stregoneria che punisce per mezzo di rituali e maledizioni la società bigotta in cui vivono> ravviva il sorriso a quella nozione che racconta <Tu che avresti in mano l'arte medica e la possibilità di curare, per molti hai anche la possibilità di distruggere vite. Non dico che ne sei capace ma quando una società è convinta, non si può fare nulla per cambiarla. Sono ignoranti e un uomo di scienza è consapevole che non possono mai comprenderti per questo, è saggio e maturo andargli incontro. Non si tratta di piegarsi ma di raggirare l'ignoranza nascondendo quei capelli e cercare di salvare più vite possibile. Che lo meritino o no, non sei tu giudice, sei solo un servo del Sapere e della Medicina e va fatto ciò che va fatto>
17:36 Paul Nemmeno stavolta risponde alle affermazioni di Grace, ma agisce come prima rispondendo ad entrambe in una sola volta. Quindi sempre cordiale, che lascia intendere rispetto, replica <Beh, le vostre parole sono dure. O quanto meno non sono dure loro, ma la società che descrivono. Ho amore per il sapere, e Yeshuah sa quanto, ma il mio animo soffre nel sentire certe cose. Comunque può darsi che sia anche disposto ad un compromesso, ma di certo tale compromesso non lo farò durare in eterno. Voglio diventare un medico per aiutare le persone, non per ucciderle e prima o poi dovranno capire che esistono anche medici con i capelli rossi. Di tagliarli non se ne parla nemmeno. Tingerli, dipende. Vedremo, ancora non sono un medico. Quanto alla buona volontà, farò di tutto per riuscire a divenire medico. Anche se mi interesserebbe anche approfondire il Sapere umanistico e quello del folklore. Ma per questo ci sarà tempo. Mi resta un po' di difficile da accettare. Ma forse, il tempo... > Conclude mantenendo sempre un tono tranquillo e cordiale. egli non vuole imporre il proprio pensiero, ma del Cardinale e dei suoi amici, poco gli interessa.
17:42 Grace Ovviamente lascia parlare Sybilla che spiega come stanno le cose in maniera lineare ed esaustiva come sempre. La risposta di Paul le fa aggrottare la fronte diafana nuovamente. < Si può studiare una cosa sola e dedicare la propria vita ad una cosa sola. Si possono avere alcune conoscenze su altre cose ma un medico non può fare l’erborista, ad esempio, altrimenti non farebbe bene nessuno dei due lavori.. Sei giovane, imparerai.. Così come imparerai a rispettare le regole morali.. >Eccola! Ora è diventata la fotocopia di Alecto. Pare lasciar perdere il discorso per dedicarsi a Gulford. < Certamente. > sorride di nuovo mentre fa qualche passo verso l’esterno. < Posso indicarti la via da qui > intendendo la porta. < Oppure vuoi che ti accompagni!? Devo tornare al convento tanto > considera verso di lui
17:46 Guilford ascolta il vario dire della donna o per lo meno ci prova a seguirlo, ne coglie forse la fine <insomma, un modo colorito per dire segui la massa e stai zitto se vuoi vivere> un ottimo riassunto di tutto quello sproloquio, intanto paul inizia a dare una sua risposta, e sta zitto, guarda la donna, Grace l'erborista <oh guarda prima mi porti lontano da qui e prima starò meglio, come preferisci, se vuoi ti accompagno per la strada> aggiunge alla fine tornando in silenzio
17:51 Sybilla Lancia uno sguardo eloquente verso Grace, non allarmato ma che lascia intendere molto per portarsi verso Paul <Questa è la società in cui viviamo Mr Wright> cerca di far capire che l'ambientazione è così e che anche lei è costretta a sottostare a tale situazione <Spero che ci riusciarai> glielo augura sinceramente ma dal tono in cui lo dice sa anche che prima o poi dovrà scontrarsi con la verità <Ti posso consigliare di non sperare che capiscono, non accettano me che insegno Teologia e tollerano l'Ateneo perchè ci sono nobili che lo difendono ma accettare persone con il marchio del demonio> scrolla la testa <E' eccessivo per loro, anche lo studio è pratica del demonio secondo loro. I candidati a diventare membri dell'Ateneo sono due e questo significa avere tre persone con i capelli rossi e sono troppi. Sono dolente ma vorrei che fosse bene in chiaro che siamo costantemente a rischio di chiusura e non vogliamo che la Chiesa si scateni su di noi per queste cose. Un'altro insegnamento per allenare la mente è rendersi conto della realtà che ci circonda ed essere consapevole che non cambierà per le nostre idee. Lo studio ci rende saggi e maturi, non testardi ed orgogliosi> un'altra piccola perla <ci condannano e non vedono l'ora che trovino un pretesto per bruciare i nostri libri e rovinarci, come custodi, non possiamo permetterlo> risponde in questo modo per sorridere vivacemente a Guilford <Ottimo riassunto> cerca di alleggerire la conversazione, quell'argomento non lo prende affatto alla leggera, in quello sguardo c'è il dolore di troppe vite costate per mancanza quella mancanza di percezione della realtà in cui si vive
18:00 Paul <Capisco, c'è ben poco da essere idealisti.> Replica in primis. Sorride molto lievemente al semplice ma corretto riassunto, fatto dall'altro uomo. <Quindi, voi cosa mi consigliate di fare?> Il tono è sempre cordiale, ma incupito dallo sconforto che assale la sua persona. Una società di dementi. La sopravvivenza sarà parecchio difficile. Deve trovare un lavoro. Ma un modo per non rinunciare alla propria identità dovrà pur uscire fuori... Ci rifletterà, forse il convento è buono almeno per questo. Forse qualcuno potrà aiutarlo. E nello stesso modo lo sconforte invade il suo animo, così l'oscurità inizia a far diminuire la luce all'esterno. Si avvicina l'ora di rientrare al convento.
18:02 Grace Ricambia lo sguardo di Sybilla con uno decisamente preoccupato con tanto di incisivi che si vanno ad affondare nella carne del labbro inferiore.Solo ora scosta lo sguardo smeraldino verso di lui e il tono si addolcisce di una nota, come di comprensione < Non puoi far nulla se non accettarlo. Non si può mettere in pericolo l’ateneo e i suoi membri per un peccato di tracotanza che è il più grave non solo per te ma soprattutto per la comunità. >intendendo l’ateneo tutto. < Quando lo comprenderai forse sarai pronto > commenta con nota amara. Perché anche lei vorrebbe che le cose fossero diverse ma così non è e ne ha pagato le spese e ancora le sta pagando e deve pagarle. Al dire di Guilford annuisce mantenendo il sorriso < Bene allora andiamo prima che faccia buio.. La strada è molta >ma non avanza perché attende l’uomo a meno che lui non si voglia fermare ancora.
18:06 Guilford annuisce alla donna ignorando i discorsi degli altri due ben troppo complessi per lui <si andiamo> dice avviandosi verso l'uscita del museo affrontando la foschia pomeridiano che lentamente diventa serale e infine notturna <...> non dice nulla, anche se forse vorrebbe e un accenno di ciò viene fatto trapelare da quell'esitazione, ma poi decide di andarsene e lasciare a chi di dovere quelle discussioni
18:19 Sybilla Si avvicina cautamente in modo da poter essere vista e avere il permesso di Paul che può decidere di arretrare a sua discrezione. Lentamente solleva il braccio e appoggia la sua mano sulla spalla di Paul in un gesto di sostegno e sorride <Il Sapere non è idealista, va alla ricerca della Verità> i suoi occhi scintillano, qualcosa in lei emerge <Non essere triste, accogli questa occasione come uno spiraglio della straordinaria strada che ti si prospetta davanti ai tuoi piedi. Il Sapere è difficile perchè per maneggiarla e comprenderla deve essere scevra da soggettive interpretazioni, deve essere in comunione con il nostro essere che supera le passioni terrene. Percorrere questa strada, ti aprirà le porte verso realtà che ti erano precluse a causa di schemi mentali imposti con cui sei stato cresciuto con lo scopo di seguire o essere contro all'ordine sociale che vige nella realtà in cui viviamo. Trova chiarezza nel tuo spirito e decidi di muovere i tuoi passi verso l'ignoto, alla ricerca della luce e di conseguenza, la scoperta del Sapere che può renderti chiare realtà incomprensibili> è un discorso da Corvo, particolarmente teorico e astratto ma densa di significati <Il tuo essere non termina con un colore e come penso tu abbia capito, quel colore per te è un simbolo tanto quanto quelle persone la fuori che lo condannano, ma a differenza di loro, cambia solo aspetto agli occhi altrui perchè quando ti guarderai allo specchio vedrai sempre e solo te stesso, come i capelli, rimarranno solo capelli e non possono nuocere. Il tuo essere si estende oltre i confini per amalgarmarsi ed essere in armonia con l'ambiente in cui sei stato posto nella pienezza della comprensione> non è certa che sia Paul, Grace e Guilford capiranno costa sta dicendo ma avrà dato modo di rifletterci su, volge lo sguardo verso Guilford <a presto> lo saluta
18:28 Paul Saluta i due con un cenno del capo. E lascia che il Gran Maestro metta la mano sulla sua spalla. <Forse non sono in grado di scegliere... forse il Sapere, boh, non so. Volendo essere più pratico, con la barba la questione come la risolverei, prima o poi si vedrà che anch'essa è rossa, pur tagliandola tutti i giorni. E tingerla non avrebbe senso perché ricrescerebbe. E poi con le sopracciglia vale lo stesso discorso , non potrei lasciarle così. Sono disposto a cedere, ma non ti prometto che sarà per sempre.> Il discorso della donna è stato molto interessante, e forse vale anche la pena di tingersi capelli per il Sapere, temporaneamente. E' disposto a fare cio', quanto meno per riuscire ad entrare nell'Ateneo e studiare. Poi si vedrà. Il Gran Maestro con le sue parole lascia intendere il possesso di conoscenze custodite da pochi ed un amore per il Sapere, forse smisurato.
18:29 Grace Ascolta ancora le parole di Sybilla e le comprende e le fa sue nel suo cuore. Non dice nulla però e si limita ad annuire con un leggero sorriso. < Ciao Sybilla. A presto > verso Paul quindi si allontanerebbe con Guilford verso la piazza.
18:35 Sybilla Rivolge un'occhiata sincera e comprensiva verso Paul e verso le parole espresse, non aggiunge più nulla lasciandolo in quel silenzio che fa intendere molte cose, in un vago mistero che vuole spronare alla riflessione, una leggera pacca sulle spalle dona per abbandonare quel contatto con l'uomo. Per oggi, le sue labbra hanno lasciato fluire abbastanza parole e con un lieve cenno del capo in un effimero saluto, si allontana per volgere le spalle e addentrarsi nel corridoio che porta al Tempio del Sapere, scompare senza nemmeno salutare lasciando a loro la possibilità di capire che cosa significa.
18:41 Paul Non riceve risposta ai suoi quesiti. Il Gran Maestro esce senza salutare, ma lasciando intendere parecchio. Sconfortato copre il capo e gli amati capelli con il cappuccio del mantello. Esce fuori dal locale e si immerge nella nebbia, apprestandosi a percorrere la Main Street che lo porterà al Convento o nei paraggi del Messiah. E ' tutto parecchio difficile. Ci vorranno tanta forza e riflessione per decidere. E la nebbia lo avvolge ed avvolge anche i suoi i dubbi e le sue perplessità. Guai se dovessero uscire fuori. Dannata Laddington!
14:49Paul usa [Mantello semplice nero] : Arrivatogli al convento, in mattinata, un messaggio da parte del Gran Maestro delle Arti Oscure dell'Ateneo di Laddington, ha deciso di recarsi al Museo, cosidetto Tempio del Sapere, per incontrare il Gran Maestro e avere un primo colloquio. La foschia, tipica della terra d'Albione, ammanta il paesaggio e lascia intendere che della bella stagione sta rimanendo ben poco. Egli ha percorso la Main Street ed ora è quasi giunto nei pressi dell'entrata del Museo. Camminando indossa l'ormai caro ma semplice mantello nero, che copre l'abbigliamento sottostante lasciando intravedere solo un po dei pantaloni grigi e gli stivaletti neri. I capelli rossi contraddistinguono la sua figura, fluendo ricci, ma non eccessivamente, fin sotto le spalle. I baffi ed il pizzetto aggiungono forse qualche anno in più alla sua figura. Attraversato il giardino giunge dinanzi alla porta del Museo. La apre e mette piede nel Tempio. Immediatamente dinanzi a lui si parano due sentinelle, salutatole chiede se potrebbe incontrare Il Gran Maestro. Uno dei due gli indica una finestra non molto distante egli si dirige inizia a dirigersi in tale direzione.
14:52 Grace usa [Donna Casto Nero] : La bambolina esce dalla porta che collega l’università al museo tiene in mano delle ampolle… Esperimenti ed esperimenti.. Indossa un lungo abito nero castissimo che non fa vedere nulla di lei, della sua pelle, eccetto mani e volto. Il cappuccio ne copre il capo interamente. Porta con sé una borsa che tiene a tracolla e si ferma a salutare l’addetta del museo. Infatti si trova a chiacchierare con lei qualche secondo dando le spalle all’entrata.
15:00 Sybilla [Finestra] Da quella finestra, il Gran Maestro ha intravisto la chioma rossa di Paul ed è molto facile intuire di chi si tratta per lei, ha seguito fugacemente la figura che entra al museo per tornare a perdesi in quel panorama alla ricerca di qualcosa, sembra in cerca di risposte a domande che non sono state pronunciate a voce ma nella sua coscienza si. Intuisce qualche parola che la richiamano all'attenzione e sposta lo sguardo proprio in direzione dell'uomo che si sta avvicinando. Quello è uno sguardo intenso, troppo maturo per un viso ancora troppo giovane e delicato, per nulla minaccioso dalle sfumature di mistero tanto quanto l'arte che lei insegna. Altre parole si aggiungono al quiete rumore della stanza spostando velocemente lo sguardo verso Grace ma torna sul nuovo giunto, una novità per lei <Salve> cordiale si mostra sorridente <Posso fare qualcosa per te?> non da del tu, come l'ambientazione impone
15:10 Paul Giunge dinanzi alla figura del Prefetto, o almeno così pensa, prima che possa salutare questa lo anticipa. <Salve> Ed abbassa un po' la testa in segno di rispetto. <Io starei cercando il Gran Maestro delle Arti Oscure, tale Sybilla Hall, da cui ho ricevuto un messaggio. Siete voi, per caso? > Nemmeno lui utilizza il tu, preferendo compiacere all'uso della donna. Egli si trova innanzi ad una donna forse non molto attraente, quanto meno per lui, ma che esprime con gesti ed atteggiamento parecchia esperienza, trascinandosi dietro un senso di mistero abbastanza percepibile. Ad aumentare questa sensazione i suoi pensano gli occhi mogano, tendenti al rosso. Nel frattempo si è introdotta nella sala anche un'altra donna, recando in mano delle ampolle. Gli sembra di averla già vista, forse al Puntocroce. Ma al momento è concentrata maggiormente sull'altra figura.
15:16Grace usa [Ciondolo del Fuoco] : Qualche altra parola scambiata Mrs Carol prima di voltarsi in direzione di Sybilla e Paul quando l’altra glieli indica. China il capo in segno di saluto e semplicemente si volta avvicinandosi con passi lenti verso i due tenendo ancora quelle ampolle tra le mani, i suoi intrugli, le sue erbe.. < Salve! > esordisce così con la solita voce piacvole, calma e pacata. Gli occhi verde smeraldo si soffermano sull’uomo < Paul giusto!? > come ad avere conferma circa il nome voltandosi verso Sybilla <Ciao Sybilla, come stai? >si premura di chiedere . Prima di guardare il ragazzo con sguardo un poco più severo < Attento a certi linguaggi!> e qui sembra più Alecto che Grace, ma a camminar con lo zoppo.. <Ce l’hai di fronte il Gran Maestro delle Arti Oscure > annuncia lanciando un’occhiata a Sybilla verso cui sfoggia ancora un gran sorriso tutto dedicato alla sua maestra
15:22Sybilla usa [Ciondolo dell'Aria] : Annuisce con la testa in conferma alla domanda <Si> Grace si avvicina e il suo sguardo si distoglie dall'uomo per andare verso la studiosa <Ciao Grace> si chiamano per nome <Molto meglio, anche tu vedo, sono felice che siamo tornati qui> si sente molto più sollevata guardandosi vagamente attorno e non sentendo più quella strana sensazione che ha avuto negli ultimi tempi. Abbandona quei pensieri in favore di Paul lasciando che Grace interceda e aggiungere <Sei Mr Wright?> non è una domanda, è più una retorica soffermandosi su quei capelli rossi <Ti ho inviato una lettera questa mattina, mi auguro che sia arrivata a destinazione, ero un pò incerta sulla destinazione. Alloggi al Convento giusto?> chiede conferma. A quella vicinanza, si può notare una spilla, non ha particolare valore a livello di preziosità ma di significato, in ferro battuto con decorazioni a piume e una pietra grigia, il simbolo del suo Casato in Ateneo e della sua effettiva apparteneza a quel luogo
15:29 Paul <Salve> Risponde facendo viaggiare un attimo gli occhi verso Grace. <Perdonami, ma me ne dimentico sempre.> Poi gli occhi ritornano su Sybilla e nota che indossa una spilla in ferro, anche se non ne conosce il significato o valore. <Si, sono Paul Wright. Piacere di conoscerti.> Poi ripensa al messaggio che gli è giunto in mattinata e risponde <Sì, il messaggio è arrivato. Al momento alloggio al convento, esatto. In effetti con sto sempre lì, ma la posta arriva sempre al convento.> L'atmosfera del luogo è tranquilla e anche piacevole. spera di riuscirsela a cavare e di fare una buona impressione al Gran Maestro. A quanto pare i capelli rossi, non sembrano aiutarlo.
15:33 Guilford una grossa figura entra nel museo, bhe che è solito perdersi oramai lo sanno tutti, ma entrare in un museo per chiedere informazioni bhe questo forse può risultare strano, ma non tanto quanto l'ambiente possa stranire lui, non ha frequentato molto i musei, anzi non ci è mai stato al dire il vero, in oltre non prova molto interesse per queste cose. l'omone si presenta con un semplice abbigliamento da uomo, ma oltre le dimensioni, i capelli scompigliati e mal curati uniti alla cicatrice velata dalla chioma di capelli che ricade sul davanti per nasconderla, da un insieme dell'omone alquanto inquietante, insomma, non fa un bel aspetto trovarsi al cospetto di uno così, almeno a primo impatto, lo sguardo vaga per il museo sorgendo alcune figure
15:41Grace usa [Rosario di Lana] : Sorride ancora verso il Gran Maestro annuendo <Oh ma io ancora vivo al convento. Di tanto in tanto alloggio qui. E’ una bella camminata da qui al convento quindi quando mi serve qualcosa come il laboratorio dormo qui> le spiega e a dimostrazione di ciò ci sono le ampolle di vetro con gli intrugli di erbe che tiene tra le mani. Lascia parlare Paul annuendo con un leggero e breve sorriso al suo scusarsi e smuove una manina piccola, candida e delicata in aria come a dire di lasciar perdere, di sorvolare sulla cosa. < Alla fine a cosa sei interessato? >domanda < Ti ho notato piuttosto confuso piuttosto che volenteroso. >commenta sinceramente prima di notare la figura di Guilford vagante per il museo. < Scusa? Hai bisogno di qualcosa? > chiede cortese in sua direzione ad attirarne l’attenzione, almeno questo è l’intento
16:06 Guilford qualcuno gli rivolge la parola, e la voce gli sembra anche famiglaire, lo sguardo vaga per l'ambiente cercando quel volto associato alla voce, ci vuole qualche secondo prima di riconoscerla e appena fatto si avvicina <il solito problema... non ritrovo la strada> dice tranquillo mentre si avvicina, e già il suo senso dell'orientamento in posti sconosciuti è pari a zero, eppure è fissato e continua ad andare da solo in giro perdendosi più volte, rischiando di girare in tondo per ore, ma poi in qualche modo torna sempre a "casa"
16:28 Sybilla Segue la conversazione e guarda con particolare interesse Paul <Volevo sapere che cosa ne pensi di ciò che ti ho scritto e se hai avuto modo di riflettere alle mie parole> chiede con tranquillità interessata a iniziare la conversazione proprio da li e nell'attesa, volge l'attenzione verso Grace apprendendo le informazioni da lei esposte e poi dando un fugace sguardo a Guilford per tornare su Paul interessato ad apprendere la risposta
16:41 Paul Vede giungere un uomo e vede scambiarlo qualche battuta con Grace ma non vi fa caso. Portato lo sguardo su Sybilla, risponde alla domanda. <Da quel che ho capito, addentrarsi nel mondo del Sapere è una cosa tutto fuorché facile, qui a Laddington. Trovo che le vostre parole siano state sagge e nel mentre camminavo per giungere qui vi ho riflettuto un po'. Sono consapevole che qualora decidessi di addentrarmi negli studi medici, e non solo poiché voglio proseguire oltre, debbo essere perfettamente in grado di maneggiare le conoscenze acquisite. So che costa sacrificio, ma questo non mi preoccupa molto. Lamia condotta dovrà essere assolutamente integra e d'esempio. I capelli so che non mi aiutano, ma non sono disposto a nasconderli. Non hanno mai fatto male a nessuno, e se si hanno dubbi al riguardo si chiami pure un autorità religiosa che possa verificare la pericolosità dei miei capelli. Se non ho ben compreso qualcosa, ti chiedo umilmente di farmelo presente. Questo è.> Il tono è cordiale ma in alcuni punti anche abbastanza deciso. Non ha risposto alla domanda di Grace, poiché pensa che in queste parole, vi sia risposta anche per lei. Lo sguardo continua a posarsi sul Gran Maestro, mentre man mano, all'esterno, il sole inizia ad abbandonare la posizione che occupa a mezzogiorno.
16:48 Grace Ovviamente no nsa a che cosa allude Sybilla e vedendola intenta a parlare con la Prova si volge in direzione di Guilford donandogli completa attenzione< Ci siamo già visti.. >appare un’affermazione venata però di un tono interrogativo <Vuoi che ti dia una mano? >domanda con il medesimo tono cordiale. Sente la risposta di Paul eppure non pare affatto convinta. < La strada per il Sapere non è mai facile! Né a Laddington né altrove. La strada per il Sapere è continua ricerca e sacrificio > scandisce bene l’ultima parola. <Non sarà il colore dei tuoi capelli a giudicare la tua bravura ma le tue abilità e la tua determinazione. Non sei determinato > e dice solo ciò che pensa. <Dov’è la passione innata!? Se tu amassi il Sapere più di te stesso accetteresti > per i capelli s’intende. Osserva Sybilla come a dire che la scelta sta a loro ovviamente < questo è il mio pensiero. Non ti giudico ma commento > ci tiene a sottolineare < poiché io sono la prima che non può giudicare > e non lo nasconde. Si avvicina ora a Gulford in attesa che l’uomo risponda
16:53 Guilford annuisce alla donna, il loro parlare è molto lontano dal suo "gergo" perdendosi per lo più il 90% del discorso che affrontano, anche perchè l'uomo inizia a parlare e non la smette più per un bel po, tempo piu che sufficiente per far desistere l'uomo dall'ascoltarlo, ma ecco che grace si rivolge a lui con gerchi accettabili dall'uomo <mh.. si grazie... dovrei tornare al messiah..> dice soltanto in aggiunta a quel lungo silenzio
17:13 Sybilla Mostra molto interesse al pensiero di Paul e il sorriso non scompare dal viso giovane della donna interessata a proseguire nel discorso <Hai ragione, non ho alcun dubbio che dei capelli colorati facciano del male> risponde con molta ponderatezza e logica <Non potrebbero. Sono solo capelli, rossi, gialli e blu rimarrebbero tali. Ciò che è male, è quello che per la società e la Chiesa significano> annuisce pacatamente con la testa <L'autorità religiosa ha decretato ciò per motivi che non è detto che devono esserti chiari. Ci vuole una vita per studiare il misticismo religioso, il male, il diavolo e i suoi segni. A malappena le comprendiamo noi, non è possibile sperare che un'esterno lo capisca e spiegarlo talvolta è impossibile, ci sono cose che dobbiamo capire da noi proseguendo nella strada della vita e ci vengono posti delle guide che possiamo scegliere di ascoltare oppure no anche se è saggio farlo perchè l'esperienza, insegna ed è maturo condividerlo con chi, al momento, non può comprendere. Imporlo dopotutto sarebbe inutile> conviene con un sorriso dolce <E' un pò come un bambino, devono ascoltare i genitori perchè sanno cosa sia giusto per lui, per dargli il tempo di crescere e capire da se certe cose> cerca nella similitudine un pretesto per fargli comprendere ciò che dice <Chiamare un'autorità regliosa e affermare davanti a questa che i tuoi capelli non sono pericolosi, significa di conseguenza farsi bollare come eretico e finire al rogo> è dispiaciuta che lui sia estraneo a questa realtà ambientativa infondo <Anche proseguendo nello studio della medicina, quale paziente si farebbe curare da te?> solleva poi lo sguardo indicando i capelli <E ancora pochi sanno che il rosso è il colore del sangue che ha intinto i capelli delle vergini nella quale il demonio si è nutrito della loro virtù trasformandole in devote proseliti. Il loro destino viene segnato alla stregoneria che punisce per mezzo di rituali e maledizioni la società bigotta in cui vivono> ravviva il sorriso a quella nozione che racconta <Tu che avresti in mano l'arte medica e la possibilità di curare, per molti hai anche la possibilità di distruggere vite. Non dico che ne sei capace ma quando una società è convinta, non si può fare nulla per cambiarla. Sono ignoranti e un uomo di scienza è consapevole che non possono mai comprenderti per questo, è saggio e maturo andargli incontro. Non si tratta di piegarsi ma di raggirare l'ignoranza nascondendo quei capelli e cercare di salvare più vite possibile. Che lo meritino o no, non sei tu giudice, sei solo un servo del Sapere e della Medicina e va fatto ciò che va fatto>
17:36 Paul Nemmeno stavolta risponde alle affermazioni di Grace, ma agisce come prima rispondendo ad entrambe in una sola volta. Quindi sempre cordiale, che lascia intendere rispetto, replica <Beh, le vostre parole sono dure. O quanto meno non sono dure loro, ma la società che descrivono. Ho amore per il sapere, e Yeshuah sa quanto, ma il mio animo soffre nel sentire certe cose. Comunque può darsi che sia anche disposto ad un compromesso, ma di certo tale compromesso non lo farò durare in eterno. Voglio diventare un medico per aiutare le persone, non per ucciderle e prima o poi dovranno capire che esistono anche medici con i capelli rossi. Di tagliarli non se ne parla nemmeno. Tingerli, dipende. Vedremo, ancora non sono un medico. Quanto alla buona volontà, farò di tutto per riuscire a divenire medico. Anche se mi interesserebbe anche approfondire il Sapere umanistico e quello del folklore. Ma per questo ci sarà tempo. Mi resta un po' di difficile da accettare. Ma forse, il tempo... > Conclude mantenendo sempre un tono tranquillo e cordiale. egli non vuole imporre il proprio pensiero, ma del Cardinale e dei suoi amici, poco gli interessa.
17:42 Grace Ovviamente lascia parlare Sybilla che spiega come stanno le cose in maniera lineare ed esaustiva come sempre. La risposta di Paul le fa aggrottare la fronte diafana nuovamente. < Si può studiare una cosa sola e dedicare la propria vita ad una cosa sola. Si possono avere alcune conoscenze su altre cose ma un medico non può fare l’erborista, ad esempio, altrimenti non farebbe bene nessuno dei due lavori.. Sei giovane, imparerai.. Così come imparerai a rispettare le regole morali.. >Eccola! Ora è diventata la fotocopia di Alecto. Pare lasciar perdere il discorso per dedicarsi a Gulford. < Certamente. > sorride di nuovo mentre fa qualche passo verso l’esterno. < Posso indicarti la via da qui > intendendo la porta. < Oppure vuoi che ti accompagni!? Devo tornare al convento tanto > considera verso di lui
17:46 Guilford ascolta il vario dire della donna o per lo meno ci prova a seguirlo, ne coglie forse la fine <insomma, un modo colorito per dire segui la massa e stai zitto se vuoi vivere> un ottimo riassunto di tutto quello sproloquio, intanto paul inizia a dare una sua risposta, e sta zitto, guarda la donna, Grace l'erborista <oh guarda prima mi porti lontano da qui e prima starò meglio, come preferisci, se vuoi ti accompagno per la strada> aggiunge alla fine tornando in silenzio
17:51 Sybilla Lancia uno sguardo eloquente verso Grace, non allarmato ma che lascia intendere molto per portarsi verso Paul <Questa è la società in cui viviamo Mr Wright> cerca di far capire che l'ambientazione è così e che anche lei è costretta a sottostare a tale situazione <Spero che ci riusciarai> glielo augura sinceramente ma dal tono in cui lo dice sa anche che prima o poi dovrà scontrarsi con la verità <Ti posso consigliare di non sperare che capiscono, non accettano me che insegno Teologia e tollerano l'Ateneo perchè ci sono nobili che lo difendono ma accettare persone con il marchio del demonio> scrolla la testa <E' eccessivo per loro, anche lo studio è pratica del demonio secondo loro. I candidati a diventare membri dell'Ateneo sono due e questo significa avere tre persone con i capelli rossi e sono troppi. Sono dolente ma vorrei che fosse bene in chiaro che siamo costantemente a rischio di chiusura e non vogliamo che la Chiesa si scateni su di noi per queste cose. Un'altro insegnamento per allenare la mente è rendersi conto della realtà che ci circonda ed essere consapevole che non cambierà per le nostre idee. Lo studio ci rende saggi e maturi, non testardi ed orgogliosi> un'altra piccola perla <ci condannano e non vedono l'ora che trovino un pretesto per bruciare i nostri libri e rovinarci, come custodi, non possiamo permetterlo> risponde in questo modo per sorridere vivacemente a Guilford <Ottimo riassunto> cerca di alleggerire la conversazione, quell'argomento non lo prende affatto alla leggera, in quello sguardo c'è il dolore di troppe vite costate per mancanza quella mancanza di percezione della realtà in cui si vive
18:00 Paul <Capisco, c'è ben poco da essere idealisti.> Replica in primis. Sorride molto lievemente al semplice ma corretto riassunto, fatto dall'altro uomo. <Quindi, voi cosa mi consigliate di fare?> Il tono è sempre cordiale, ma incupito dallo sconforto che assale la sua persona. Una società di dementi. La sopravvivenza sarà parecchio difficile. Deve trovare un lavoro. Ma un modo per non rinunciare alla propria identità dovrà pur uscire fuori... Ci rifletterà, forse il convento è buono almeno per questo. Forse qualcuno potrà aiutarlo. E nello stesso modo lo sconforte invade il suo animo, così l'oscurità inizia a far diminuire la luce all'esterno. Si avvicina l'ora di rientrare al convento.
18:02 Grace Ricambia lo sguardo di Sybilla con uno decisamente preoccupato con tanto di incisivi che si vanno ad affondare nella carne del labbro inferiore.Solo ora scosta lo sguardo smeraldino verso di lui e il tono si addolcisce di una nota, come di comprensione < Non puoi far nulla se non accettarlo. Non si può mettere in pericolo l’ateneo e i suoi membri per un peccato di tracotanza che è il più grave non solo per te ma soprattutto per la comunità. >intendendo l’ateneo tutto. < Quando lo comprenderai forse sarai pronto > commenta con nota amara. Perché anche lei vorrebbe che le cose fossero diverse ma così non è e ne ha pagato le spese e ancora le sta pagando e deve pagarle. Al dire di Guilford annuisce mantenendo il sorriso < Bene allora andiamo prima che faccia buio.. La strada è molta >ma non avanza perché attende l’uomo a meno che lui non si voglia fermare ancora.
18:06 Guilford annuisce alla donna ignorando i discorsi degli altri due ben troppo complessi per lui <si andiamo> dice avviandosi verso l'uscita del museo affrontando la foschia pomeridiano che lentamente diventa serale e infine notturna <...> non dice nulla, anche se forse vorrebbe e un accenno di ciò viene fatto trapelare da quell'esitazione, ma poi decide di andarsene e lasciare a chi di dovere quelle discussioni
18:19 Sybilla Si avvicina cautamente in modo da poter essere vista e avere il permesso di Paul che può decidere di arretrare a sua discrezione. Lentamente solleva il braccio e appoggia la sua mano sulla spalla di Paul in un gesto di sostegno e sorride <Il Sapere non è idealista, va alla ricerca della Verità> i suoi occhi scintillano, qualcosa in lei emerge <Non essere triste, accogli questa occasione come uno spiraglio della straordinaria strada che ti si prospetta davanti ai tuoi piedi. Il Sapere è difficile perchè per maneggiarla e comprenderla deve essere scevra da soggettive interpretazioni, deve essere in comunione con il nostro essere che supera le passioni terrene. Percorrere questa strada, ti aprirà le porte verso realtà che ti erano precluse a causa di schemi mentali imposti con cui sei stato cresciuto con lo scopo di seguire o essere contro all'ordine sociale che vige nella realtà in cui viviamo. Trova chiarezza nel tuo spirito e decidi di muovere i tuoi passi verso l'ignoto, alla ricerca della luce e di conseguenza, la scoperta del Sapere che può renderti chiare realtà incomprensibili> è un discorso da Corvo, particolarmente teorico e astratto ma densa di significati <Il tuo essere non termina con un colore e come penso tu abbia capito, quel colore per te è un simbolo tanto quanto quelle persone la fuori che lo condannano, ma a differenza di loro, cambia solo aspetto agli occhi altrui perchè quando ti guarderai allo specchio vedrai sempre e solo te stesso, come i capelli, rimarranno solo capelli e non possono nuocere. Il tuo essere si estende oltre i confini per amalgarmarsi ed essere in armonia con l'ambiente in cui sei stato posto nella pienezza della comprensione> non è certa che sia Paul, Grace e Guilford capiranno costa sta dicendo ma avrà dato modo di rifletterci su, volge lo sguardo verso Guilford <a presto> lo saluta
18:28 Paul Saluta i due con un cenno del capo. E lascia che il Gran Maestro metta la mano sulla sua spalla. <Forse non sono in grado di scegliere... forse il Sapere, boh, non so. Volendo essere più pratico, con la barba la questione come la risolverei, prima o poi si vedrà che anch'essa è rossa, pur tagliandola tutti i giorni. E tingerla non avrebbe senso perché ricrescerebbe. E poi con le sopracciglia vale lo stesso discorso , non potrei lasciarle così. Sono disposto a cedere, ma non ti prometto che sarà per sempre.> Il discorso della donna è stato molto interessante, e forse vale anche la pena di tingersi capelli per il Sapere, temporaneamente. E' disposto a fare cio', quanto meno per riuscire ad entrare nell'Ateneo e studiare. Poi si vedrà. Il Gran Maestro con le sue parole lascia intendere il possesso di conoscenze custodite da pochi ed un amore per il Sapere, forse smisurato.
18:29 Grace Ascolta ancora le parole di Sybilla e le comprende e le fa sue nel suo cuore. Non dice nulla però e si limita ad annuire con un leggero sorriso. < Ciao Sybilla. A presto > verso Paul quindi si allontanerebbe con Guilford verso la piazza.
18:35 Sybilla Rivolge un'occhiata sincera e comprensiva verso Paul e verso le parole espresse, non aggiunge più nulla lasciandolo in quel silenzio che fa intendere molte cose, in un vago mistero che vuole spronare alla riflessione, una leggera pacca sulle spalle dona per abbandonare quel contatto con l'uomo. Per oggi, le sue labbra hanno lasciato fluire abbastanza parole e con un lieve cenno del capo in un effimero saluto, si allontana per volgere le spalle e addentrarsi nel corridoio che porta al Tempio del Sapere, scompare senza nemmeno salutare lasciando a loro la possibilità di capire che cosa significa.
18:41 Paul Non riceve risposta ai suoi quesiti. Il Gran Maestro esce senza salutare, ma lasciando intendere parecchio. Sconfortato copre il capo e gli amati capelli con il cappuccio del mantello. Esce fuori dal locale e si immerge nella nebbia, apprestandosi a percorrere la Main Street che lo porterà al Convento o nei paraggi del Messiah. E ' tutto parecchio difficile. Ci vorranno tanta forza e riflessione per decidere. E la nebbia lo avvolge ed avvolge anche i suoi i dubbi e le sue perplessità. Guai se dovessero uscire fuori. Dannata Laddington!
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