martedì 27 settembre 2016

Il Rogo dei Neonati (di Dahlia)

Location: Piazza
15:28Stephen usa [Cavallo] : E' un triste giorno o notte a Laddington, l'uomo torna ha raggiunto un livello di bassezza, stupidità, bigottismo assurdi. Il ragazzo arriva nella piazzain groppa ad Antares. Il puledro bianco si ferma hai margini della piazza. Il fantino rimane ad osservare dalla sella dell'animale i preparativi del Rogo che viene preparato dagli addetti ai lavori. Nella testa dell'ex soldato si formano pensieri di rabbia e odio verso i committenti del delitto che si stà per perpetrare a discapito di due bambini innocenti. L'unica accusa è quella di essere nati. Già, il Tribunale Morale lo chiamano!! Dovrebbero essere loro ad essere arsi vivi, e non gli infanti. Stephen indossa un paio di pantaloni neri ed una camicia altrettanto scura. Perfino il sole si rifiuta di illuminare Laddington con la sua.
 
15:37 Sofia Sotto un cielo irreale,al centro della Piazza,al posto del solito mercatino è stato disposto tutto per il triste evento che vede protagonisti due gemelli,ignari della loro triste sorte. I monaci bianchi svolgono il loro compito come bianchi fantasmi evanescenti si mescoalno alla gente,silenti. La piazza è illuminata in maniera debole,creando la scena surreale di un macabro teatro. Tutti sono stati invitati ad assistere,chi non è d'accordo e chi invece ci vede il giusto in quella situazione. Il Tribunale Morale nella figura di Mrs Weaton,farà il suo ingresso per ultima,chiudendo i preparativi e dando inizio alla questione
 
15:41Orpheus usa [Uomo Abito della Domenica] : Si è diretto alla piazza, sa già cosa lo aspetta ma, ugualmente, gli sembra ancora una faccenda lontana finché le pire non saranno accese. Come d’obbligo veste colori scuri, gli abiti sono in perfetto ordine e adatti alla sua condizione sociale. Si è presentato a modo, pulito, nonostante il caldo faccia durare quella condizione troppo poco. I capelli biondo cenere incorniciano il volto del giovane, le gote arrossate per la calura rendono rendono più visibile la sottile cicatrice sullo zigomo sinistro. Con occhi verdi, segnati leggermente dal poco riposo, osserva i presenti, incamminandosi fra la folla, sta attento a non toccare nessuno. Cerca un buon posto, non ha voglia di sentire la calca addosso e il caldo che presto si sprigionerà dal fuoco, sommandosi all’afa generale. Il buio onnipresente si allunga come una mano per schiacciare la città. Ed eccola, la vede. Sofia. Le labbra si serrano in una linea sottile, l’espressività dà ombrosità al volto dell’artista.
 
15:43 Un'evento memorabile come questo non poteva passare inosservato agli occhi dei cittadini che sono accorsi per assistere all'esecuzione. Bambini, anziani, donne e uomini si sono radunati con le loro fiaccole o lanterne a rischiarare una piazza gremita di persone dalle più varie estrazioni sociali. Il patibolo proprio davanti al Messiah che è un punto di riferimento centrale, nei posti laterali delle tribune d'onore di legno per le personalità importanti riservato per borghesi e nobili della città, le botteghe disposte lateralmente sono chiuse anche se qualche mercante, sfrutta l'incremento di persone per approfittare di vendere la propria mercanzia
 
15:45Erik usa [Uomo Abito della Domenica] : Indossa camicia, gilet e pantaloni di tela, completo solito per chi lo conosce, o chi lo ha visto spesso nella cattedrale. Ha le mani dietro la schiena, chiuse l'una sull'altra, non ha bisogno di luci o torce tenute da esse, quelle della piazza, per quanto inquietanti, son sufficienti ai suoi azzurri occhi. Si erge statuario, immobile, nella prima fila della folla, con un espressione tragica e austera sul viso. Le labbra compiono un profondo arco verso il basso e non hanno alcuna intenzione a stendersi, le sopracciglia sono indurite, rigide, e creano una miriade di rughe bagnate dalle gocce di sudore che non hanno alcuna intenzione a dar tregua. Niente può addolcire il suo viso, nemmeno la grazia degli invidiabili boccoli, e nemmeno la visione della promessa sposa che, anzi, inasprisce ancor di più quel piacevole volto. Alla vista della donna alza il capo mostrando il mento a chi è di fronte a lui, e apre bene gli occhi, non ha affatto intenzione di perdersi alcun istante della scena.
 
15:45Winry usa [Donna Casto Nero] : Il cielo è nero.. come l’umore della piccola irlandese. La notte avvolge ogni cosa e il sole non vuole proprio tornare. La fanciulla è da poco giunta in piazza. Indossa l’abito nero come è stato richiesto e tiene le maniche fino ai polsi e la cuffia in capo. Suda. Le vesti le si attaccano a dosso per via del sudore. Non respira sotto a quei strati di stoffa opprimente. Osserva la piazza con uno sguardo carico d’odio e rancore. Le labbra sono piegate verso il basso in una smorfia di profonda amarezza. La schiena è ritta, non le è facile farlo.. vorrebbe curvarsi è nascondersi. I presenti si accalcano. Vogliono vedere il rogo, c’è chi urla per il disprezzo, invece … c’è chi acclama. Lei sta zitta è il suo sguardo teso.. che può far capire da che parte sta.
 
15:58 Stephen Inizia a vedere che la piazza si riempie di gente, quanche donna con il proprio bambino passa accnto al cavallo. Stephen accarezza l'animale tenendolo buono, è abbastanza abituato a stare in mezzo alla gente ormai, ma per sicurezza tiene le redini ben salde per evitare problemi. Vede poi l'arrivo di Sofia e Erik. Gia per la donna non sarà stato facile prendere una decisione cosi, ma non si è certo resa conto di quanto sia stata sbagliata. Poco dopo ecco Winry, perfino Camille è uscita dal Red Light per l'evento. Nota Orpheus, solo di sfuggita, non conoscendolo bene non gli da troppa attenzione. Dal Messiah esce qualche persona per prendere posto. L'ex soldato rimane lì dove sta; cioè hai margini della piazza, sopra il cavallo, la visuale rialzata gli permette di vedere bene quasi tutta l'area. Non si cura di salutare nessuno in questo giorno triste. In cuor suo spera proprio che dopo questa strage Yeschua punisca gli autori di tale crimine!!
 
16:00 Orpheus  [Verso tribune]  La piazza non ha tardato a riempirsi di gente, contrari o favorevoli tutti aspettano una sola cosa. Lui avanza, superando chiunque, senza guardare in faccia nessuno, diretto alle tribune. La sua altezza gli permette di vedere oltre molte teste, ma è come se lo stare in mezzo alla folla lo facesse sentire sporco. Qualcuno cerca addirittura di mercanteggiare nonostante il clima cupo che si è venuto a creare. E’ impossibile che non noti l’Adepto Erik a seguito di Sofia. Gli occhi ridotti a due fessure, il passo cadenzato e deciso, si fa largo laddove la folla è più intensa fino a che non raggiunge una delle tribune. Non vede ancora i due bambini, ma ugualmente prende posto in attesa.
 
16:00 Camille non è ancora entrata in gioco, quindi è da considerarsi assente nello svolgimento narrativo della giocata.
 
16:03 Sofia L'austera figura della sarta,nonostante il caldo è coperta da un'abito dal tessuto nero,ricamato da motivi floreali.I capelli annodati dietro al nuca a farle da decoro,l'ametista che oscilla ad ogni suo movimento,il rosario annodato al polso sinistro e quella piccola macchia sulla parte destra del volto che ne ha guastato la bellezza per sempre.Memoria del Male.Lo sguardo ingloba l'intero paesaggio cittadino,i volti,le espressioni i sentimenti di odio,disagio.Nei suoi occhi occhi scuri c'è la speranza,la forte speranza che questo gesto efferato visto solo come atto crudele possa portare ad una lezione importante,per tutti. Tra le mani stringe un foglio bianco,forse una lettera,chissà. cerca i volti noti,quelli che vede di più nella sua vita,consapevole dell'odio che tutto questo probabilmente le arriverà addosso. Segue le presenze delle tribune e alla fine quando tutto sarà pronto la sua voce inizierà a farsi sentire<Cari concittadini>inizia con quella sua voce,ora ben udibile e un pò graffiante<siamo qui riuniti per dare il giusto epilogo a questa triste storia. Il Tribunale Morale si premura di far rispettare le leggi di Yeshua,chi non è d'accordo può andarsene e continuare a vivere nel peccato e nell'eresia fino a che la morte non lo colga e la sua anima verrà dilaniata tra atroci tormenti..ma qualora decidesse di rimanere che sia testimone di quanto sta accadendo qui.Chi non rispetta le leggi dell'uomo e divine,corrompe se stesso e non può rimanere impunito.Ne vale della nostra anima,nel vale l'anima dei figli nati nella famiglia consacrata. La Perduta ha dato libero accesso al male,tramite le sue carni,è stata posseduta dal Demonio e noi tutti> fa una pausa<siamo testimoni delle conseguenze>indica il cielo completamente nero<sarà atroce,ingiusto m adietro a volti innocenti si nasconde il gioco del Diavolo che vi inganna con occhi di bambini>
 
16:07 Erik Nel primo degli spalti, quello più in basso verso la parte esterna sulla sinistra, sta seduto con quell'espressione arcigna. Non guarda adesso la donna fare il suo discorso, ma guarda davanti a se, socchiude gli occhi e le mani da dietro la schiena si incrociano sul petto. Non sembra voglia dare affatto spettacolo oggi, data la sua postura e la sua posizione nel folto gruppo. A denti stretti asseconda ogni parola della donna, muovendo con convinzione la testa in avanti e indietro.
 
16:10 Winry Essendo lei piccina, si deve avvicinare maggiormente al centro della piazza. Spinge la gente, non è cortese come suo solito. Anzi.. è parecchio irritabile. Osserva i venditori con i suoi occhi ramati. Il suo viso è teso, arrabbiato.. si trattiene dal non gettare tutto all’aria come avrebbe fatto Gesù con i mercanti del tempio ( Similitudine) . Le labbra sono verso il basso, le mani fremono e il cuore non vuole rallentare. Ormai sta davanti, vede Erik sugli spalti e Sofia che fa il discorso pubblico. Scuote il capo, più volte. Non riesce ad accettare.. La mascella è contratta, il suo respiro è quasi assente. Vuole Guilford accanto a se, ma non essendoci si sente sola. Per lei quella massa di persone è assente, c’è solo lei.. e Sofia. La guarda negli occhi. Lo sguardo rabbioso.. e carico di astio.
 
16:21 Le tribune sono divisi per rango nobile e borghese e difesi da alcune guardie della polizia militare posti alla salvaguardia dei presenti. Una cugina della famiglia Green, Agatha della famiglia Watson (riconoscibile agli occhi di Winry per essere la segretaria del Rettore), qualcuno del Dream Theater e vari borghesi stabiliti da poco in città che affronta la situazione come fosse l'intrattenimento del giorno. Fra i nobili abbiamo il chiaccheratissimo Barone di Wyon (soprannominato come il Barone Biondo per i capelli biondissimi ed occhi azzurri, di bell'aspetto ma dall'impressione antipatica), il Nobile Anthony Humprey (conosciuto per la triste storia della famiglia che li vuole uccisi in circostanze misteriose, noto per avere un destino nefasto), la Contessa Flyville (famosa per lo scandalo con il Barone di Wyon ma non è stato nulla confermato, il marito difende la sua virtù anche se ci sono pochi sospetti per come la contessa rivolge languidi quanto tristi occhiate in presenza del Barone che non le degna di uno sguardo), la Duchessa Bernice Mokard Charwood (presente come testimone) e Sua Eccellenza Franciscus (parte della folla sono intimidi al suo cospetto). Il mercate svolge ottimi affari. La maggior parte sono inpauriti per come il cielo non gli faccia la grazia di un sole luminoso e rassicurante, la plebe pende letteralmente dalle labbra di Mrs Weaton nel tentativo che la giovane possa porgere rimedio ai nefasti eventi che si sono susseguiti. Non manca qualcuno che grida "al ladro!" borseggiatori e disertori della guerra che ne approfittano per riempirsi le magre tasche.
 
16:22 Stephen Parole vuote e senza senso, è questo che il soldato Stephen capisce, unicamente questo. non si può certo accettare una cosa come questa, e di sicuro Yeshua non vuole il sacrificio inutile di 2 bambini, completamente innocenti. si augura seriamente che Sofia Erik e tutti coloro che hanno preso parte a tutto questo, al momento della loro morte le loro anime brucino dei recessi più profondi dell'inferno. se qualcuno notera la sua presenza e lo conosce almeno un pò, si accorgera dell'odio profondo che prova verso quel gruppo di decerebrati che vanno a formare quella farsa del Tribunale. Sa perfettamente che questa manovra ha il solo scopo di provocare terrore nei presenti; cosi da affermare ancora di più il regime di terrore che la fottuta chiesa usa per avere potere sul popolo. Chissa se queste persone riusciranno mai a svegliarsi e rivoltarsi contro tutto questo.
 
16:26 Orpheus Cerca di prendere posto in una delle file più vicine al patibolo, ovviamente dalla parte borghese, e ci riesce, finendo proprio alle spalle di Erik. E quando Sofia avanza e parla, tutta l’attenzione è rivolta su di lei. Non si aspettava parole diverse dal Tribunale Morale ed il distacco con cui assiste a tutta la preparazione è volutamente costruito. Ciò che deve essere fatto va fatto, e, forse, se davvero il sole tornasse a splendere dopo questa esecuzione, molti, se non tutti, sarebbero d’accordo con le parole della sarta. Il caldo dei fuochi e di tutti lì riuniti, si somma all’afa generale e il giovane è costretto a tamponare con un fazzoletto le gocce di sudore che scendono dalle tempie, rigandogli le guance. Un movimento meccanico, che gli consente di ottenere un lieve sollievo. Sente un ronzio di sottofondo nelle orecchie, ma non pare darci bada, forse il caldo o la rabbia ma non certo per l’esecuzione. Davanti a sé, Erik Waffler, che come un bravo attore interpreta la sua parte. Non si muove più del necessario, mentre quella sensazione lo ricopre come una seconda pelle. Ci sono molte figure di spicco, e per un attimo il capo si volta osservandosi attorno. Molte di quelle presenze importanti le conosce solo per sentito dire.
 
16:31 Sofia I suoi occhi cercano Dahlia tra la folla ma non la vede <Il Peccato deve finire dove è Iniziato. Questo posto è stato graziato dalla guerra per molto tempo e ora,ribelli e nemici ci circondano.Il lago si è tinto di rosso,abbiamo avuto le possessioni.La Fede ci ha salvati e liberati dal male e ora di nuovo la buona gente di Laddington e i suoi figli vengono minacciati da qualcosa di più concreto,in carne ed ossa.Non dobbiamo permettere al Male di crescere e prosperare tra di noi.Per questo non deve esserci pietà di fronte all'eresia e chi ha Peccato consapevolmente,osservi la fine del suo scempio.>lei parla,indirizzando il suo discorso soprattutto alla donna imputata e a tutte quelle come lei o che si gettano in situazioni similari<Questi figli sono un'abominio,per come sono stati creati e non c'è posto per loro in mezzo al popolo eletto di Yeshua. Per questo il Tribunale Morale> lo sguardo è fisso in un punto,percepisce gli occhi della gente ma il pensiero è fisso li alle parole che deve usare<li affida all'espiazione del fuoco,alla misericordia di Yeshua che li spogli dal peccato della madre e dal giogo del Demonio,che salvi lo loro piccole anime e ci salvi tutti>lancia uno sguardo alle tribune e alla folla<che abbia pietà di quelli che hanno taciuto,omettendo e dando spago al male che ora spaventa e ghermisce i deboli di spirito>
 
16:35 Erik Sente il rumore dei passi dietro di se, non era intenzionato a voltarsi, eppure con la coda dell'occhio lo nota e lo riconosce. <Mr Evans> lo saluta con quello che sembra un sussurro strozzato, rauco, la voce di chi ha un maldigola così forte che non riesce a parlare. Poi socchiude gli occhi e torna a guardare dinnanzi a se, evitando di proposito di guardare la donna che fa la sentenza.
 
16:35 Winry Lei, essendo riuscita arrivare fra le prime file, accanto ai bambini. ( Si lo so.. ma Winry è bassina forte, arriva al metro e cinquantacinque ). Riesce ad osservare la tribuna, specialmente i nobili che si stanno godendo quella ignobile farsa. Sembravano tutti statue immobili. Ognuno ha una espressione diversa, ma nessuno di essi sembra un essere umano. Nemmeno la segretaria del rettore che ogni tanto incrocia per i corridoi. Tutto le appare.. etereo e distante dalla realtà. Il caldo la soffoca, l’oscurità la acceca e le parole di Sofia le martellano nel capo. Non si sente bene. Poggia una mano sul ventre. La testa le gira.. ha un senso di nausea che l’affligge. E’ tutto confuso.. vuole semplicemente andarsene, ma sa che è meglio rimanere li. Forse chiuderà gli occhi, quando vedrà i bambini. < No.. basta..> Mormora fra se e se.
 
16:39 Camille In ritardo, come le più importanti personalità del regno che se lo può permettere, arriva anche lei sbucando da un vicolo laterale del Messiah e accompagnata a braccetto da Adrian, il ragazzo che gestisce il Red Light, incurante della mancanza di rispetto che può arrecare ma è una donna particolarmente impegnata. I tacchi alti sono nascosti dalla lunga gonna scura e risale a stringere il punto vita e accogliere il seno prosperoso e morbido, imprigionato dal tessuto liso in raso nero, un piccolo nastrino a cingere il collo e l'acconciatura con morbidi boccoli corvini che ricadono ad incorniciare il volto <Non ho intenzione di rimanere più del dovuto> parla a bassa voce al proprio accompagnatore <Il necessario affinchè possa avvistare le reazioni di due individui particolari> le labbra si piegano in un sorriso soddisfatto e vanno a raggiungere la tribuna dei nobili e li, non manca di farsi notare per la sua avvenenza e ritardo. Le labbra si tirano in una piatta linea quando si accorge che anche Franciscus è li, lo fissa in modo sconveniente davanti a tutti e alza la testa quasi fosse indignata. Incurante che lui possa ricambiare o no lo sguardo, si siede e il suo accompagnatore, accanto a lei. Le parole di Sofia le ha udite con distrattezza, i suoi occhi guardano la folla con l'intenzione di catturare i due che rimane al centro della sua attenzione.
 
16:52 Stephen Continua ad ascoltare quel mucchio di boiate che La Weaton pronuncia. Lo sguardo è fisso verso il rogo e verso la donna, non si cura dei presenti restanti. Non distoglierà gli ochhi nemmeno un secondo verso tutto quello che avverra oggi gli deve rimanere impresso bene. Se c'è un pò di giustizia a questo mondo tutte quelle persone che hanno preso parte a questo, pagheranno molto cara la giornata di oggi. Infine volge lo sguardo alle due povere creature che stanno per essere arse. Intona dentro di se una preghiera per loro e sopratutto affinche il Yeshua punisca chi ha emesso sentenza di morte. Il sangue gli ribolle di rabbia, l'unica cosa che vorrebbe fare è andare lì ed ammazzare quella donna con il resto del tribunale, anche se sa che non servirebbe a nulla. In questo posto dimenticato da Dio bisogna usare la fine arte dell'inganno se si vuole ottenere qualcosa di concreto.
 
16:53 Orpheus  [Tribune]  <Mr Waffler.> enuncia il nome dell’altro in segno di saluto. Non c’è nulla di strozzato nel tono che usa Damian, replicando il modus operandi del giorno prima al Club sempre in sua presenza. Pare non voler aggiungere poi molto, ma tra una pausa e l’altra nel discorso di Sofia, si china leggermente in avanti per sussurrare qualcosa proprio ad Erik <...> Sono parole prive di ogni inflessione, laconiche. Detto ciò, ritorna alla posizione iniziale. Viene, però, distratto dall’arrivo di Camille, che osserva prima con la coda dell’occhio e poi girando del tutto il capo. Vendendola di persona ora, mai avrebbe immaginato fosse una donna dalla bellezza simile. Sembra proprio che si incanti, istanti o forse di più, cercando di trovare un modo per avere una discreta visione della nobile. Osserva il modo in cui si comporta con qualcuno in particolare, forse riesce anche a capire con chi ce l’ha, ma quando Sofia riprende, con fatica, ritorna a dare attenzione al patibolo.
 
Orpheus sussurra a Erik: Ma come, non dai il tuo supporto a questa città con l’integrità esemplare che un procastico dovrebbe mostrare? Questo sarebbe il momento giusto per farlo. 
 
17:00 Sofia Il verdetto è stato proninciato.L'espressione è quella di una maschera che non vuole far trapelare nulla al di fuori. Stringe il rosario annodato alla mano destra e si segna.Guarda il cielo,un sospiro e il membro del Tribunale Morale si gira a guardare le tribune,se li guarda tutti,con tutta la pacata ostentazione che ci può essere nel ruolo che riveste. Loro guardano verso di lei e lei fa altrettanto. Ci crede profondamente,il suo è un0'impegno serio e se quelle creature sono il male,lei le eliinerà per permettere a Laddington di sopravvivere a quelle tenebre ,se non lo sono,Yeshua si riprenderà i figli perduti. E'una logica semplice,cruenta e reale e soprattutto radicata in questa società.Alza gli occhi verso Franciscus e poi li riabbassa sull'Adepto,gli fa gesto di avvicinarsi ,di alzare le chiappe di grand'uomo che è e di fare la sua parte<Tutti dobbiamo fare la nostra parte>esclama mentre su quello spazio<Erik Waffler vuoi essere semplice spettatore della giustizia di Yeshua?>lo chiama proprio in causa,indicandogli i ragazzini.Come minimo gli attaccheranno la rogna o qualche male demoniaco
 
17:03Emery usa [Uomo Perbene Semplice Giorno e Sera] : Il ragazzo se ne sta tra gli spalti del suo ceto, è arrivato un po' in ritardo rispetto ad altre personallità più e meno influenti di lui, i suoi soliti abiti da damerino aderiscono al corpo e accompagnano il suo passo, fino ad ora non vi è stata reazione alcuna nel suo volto, convenevoli pochi e appena percettibili man mano che incontra i soliti volti noti, ma con un alone di solitario rispetto verso l'atmosfera che si è creata.
 
17:07 Winry Camille giunge.. in tutta la sua bellezza. Lei è in ritardo, il discorso è già avvenuto e lei si presenta bella come suo solito. Non può staccarle gli occhi di dosso è attirata dal suo fascino. Beh.. tutti i presenti, la scrutono con fare ambiguo. Il suo istinto le dice che è pericolosa, ma non le spiega il motivo. E’ attratto da lei, ma nel medesimo tempo qualcosa le dice.. meglio starle lontana. Ecco che sta per compiere il misfatto. Le lacrime le cominciano a scendere dagli occhi. Le membra fremono.. tutto comincia a girarle nella testa. Una voce le urla di scappare, allontanarsi da li, anche se sarà aditata come eretica. Non ce la fa. Si morde le labbra, gioca con la collana che le pende dal collo. Ci gioca, semplicemente per rilassarsi. Vede i mercanti che fanno affari, vede la gente che prega e soprattutto osserva quei bambini che stanno per andare al macello. < No no.. basta no.. vi prego.> Lo dice tra se e se, ma adesso.. la sua voce è più udibile e netta.
 
17:07Dahlia usa [Donna Semplice Giorno e Sera] : C'è anche lei. In ritardo come la Lancaster. E non perchè sia un personaggio di spicco o chissà che cosa ma perchè forse spera che quell'abominio sia già finito e la piazza sia già bella che svuotata. Ma non è così. C'è rumore. E non è il semplice vociare dei mercanti. La giovane che sbuca da un vicolo indossa un abito dallo stile armonico a doppia lavorazione. Sotto è bianco con alcune decorazioni arricciate e a fiocco, incluso sulla gonna mentre sopra un bustino copre anche le spalle di colore nero. Le maniche raggiungono metà gomito mentre la gonna è lunga con un sottogonna che evita impedimenti di sorta. I lunghi capelli castani sono acconciati in una semplice treccia che ricade giù dalla spalla sinistra. Una benda copre l'occhio sinistro. Si guarda in giro, nervosa, notando che c'è tutta Laddington lì e che sembra essere proprio arrivata nel bel mezzo del 'discorso' di Sofia. Si blocca, indecisa sul tornare indietro o meno dato che comunque... beh, è impossibile non notarla con quel foulard giallo che circonda le spalle. Un giallo acceso come un sole che da giorni non esiste più in quella cittadina.
 
17:09 Erik L'arrivo della nobildonna, con sua sorpresa, non passa inosservato ai suoi occhi, anzi. Addirittura per un momento la sua espressione si modifica e diventa quella di un allocco pronto a farsi spennare. Giusto qualche momento che i suoi occhi restano bloccati sulla sua figura seguendola salire sulle scalinate, poi scrolla la testa strizzando le palpebre e tornando concentrato, forse proprio grazie alle parole del giovane alle sue spalle. Stringe ancor di più le braccia conserte, come se voglia abbracciarsi da solo. Chiude completamente le palpebre e respira profondamente. Sente il suo nome chiamare alle spalle e, per almeno un secondo, non sembra voler dar atto di fare alcunché, ma poi si alzà. Guarda la giudice con aria torva, come se gli avesse fatto un torto forse, o una semplice occhiata intensa dovuta all'emozione del momento. Non gliene dedica altre, anzi rifugge gli occhi suoi e, in religioso silenzio avanza nella sua direzione, le braccia si distendono lungo i fianchi e cammina, deciso, ma senza alcuna fretta. Una volta affiancatala si gira verso la folla. Tossisce una volta, rischiarando la voce e apre la bocca, lasciando intravedere la lingua scorrere lungo il palato fino ai denti. Quindi apre le braccia, stendendole quasi interamente verso i suoi lati, a destra e sinistra e, con gran voce, proncuncia, in una litania solenne e dura: <Che il giorno dell’ira quel gran giorno dai vati previsto arso il mondo e consunto farà ondo e consunto farà> Quando austero il Giudicante l’opera umana dichiarerà e un silenzioso spavento verrà Un suono tremendo le tombe spandendo. Tra le piedi delle genti, Morte e Natura saranno stupite trepidanti risorger le vite a dar conto a l’eterno di sè. Quel volume aperto vedremo quanto al Giudizio supremo vergato starà nel laudo scranno senza velo le cose parranno senza schermo la colpa sarà Quale allor farò prego o lamento? Chi m’affida in quell’ora, che a stento Potrà il giusto difendersi dinnanzi al Giudizio ?> detto ciò sembra
17:10 Erik terminare il suo dire, chiude la bocca e scorre con lo sguardo lungo tutta la numerosa folla dei plebei.
 
17:18 Camille Non si cura minimamente degli sguardi che le si appiccicano addosso abituata com'è a quella pratica ma sfarfalla le ciglia qualche volta per accogliere quegli sguardi che apprezza lasciando che un sorriso compaia sulle labbra piene e scarlatte, stringe il braccio di Adrian contenta, come sempre. Una bella iniezione di autostima anche se conosce l'origine di quella stregoneria esercitata su di se ma che le importa. Si gira e rigira e trova Emery ma non l'altra donna ma non aspetta il termine della festa perchè qualcuno è arrivato a sussurrare qualcosa ad Adrian che le riferisce, qualcosa a quanto pare di grave. La sua espressione di cortesia diventa mite e si alza in piedi aiutata dal cavaliere con cui è venuta e si allontana per rimboccare i vicoli.
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Camille     
 
17:25 Stephen Ecco l'atro idiota di turno che inizia a ciarlare altre stronzate... Spera che tutto questo finisca presto, non soppoprta più le loro faccie, le sta immaginando legate a quel palo al posto dei pargoli. Questa volta gira un attimo il capo verso la piazza e nota lo schianto che è Camille. quella donna è il sogno di ogni uomo, anche se non sa bene il perchè, è la prostituta più rispettata del paese, questo è quello che pensa di lei. Invece Alla povera Dahlia stanno ammazzando i figli. Questo paese merita proprio di essere distrutto in tutta la sua interezza. Se la guerra finalmente lo radesse al suolo si sarebbe solo fatto un grosso favore al resto dell'umanità.
 
17:27 Orpheus Sofia tira in ballo il caro adepto e gli angoli della bocca dell’artista si piegano leggermente verso l’alto. Nota distrattamente chi arriva, non riconosce tutti e probabilmente non tutti riesce a vederli. Erik chiamato in causa direttamente non può esimersi dal fare scena. Lui lo osserva con espressione distaccata, aspettando che faccia qualcosa. Qualcosa che non vi è per ora. Con calma si sposta anche lui, avvicinandosi al patibolo, sembra quasi voglia seguire le orme del confratello, ma non è lui che guarda ma Sofia. Si avvicina alla donna con tranquillità, il volto svuotato da qualsivoglia espressione <Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte.> ripete le parole della donna <perciò mi faccio carico dell’onere di purificare queste due anime, se mi è permesso e se nessun altro ha qualcosa da ridire> L’attenzione rivolta verso Sofia, non calcola nemmeno Erik o chiunque altro sia lì presente. In pratica si sta letteralmente offrendo di fare il lavoro sporco e di farlo lì davanti a tutti.
 
17:33 Sofia La mano ritorna presso le vesti,scure,osserva l'Adepto. La bocca assume una piega indefinita.Di suo non guarda davvero nessuno è solo una moltitudine di gente,importante e non.Lancia uno sguardo al suo Tutore,capta l'allontanarsi della Lancaster e tra i borghesi tra Orpheus e gli altri nota Emery. L'occhio indugia ma poi qualcosa attira la sua attenzione.Sfarfalla le ciglia come se si fosse svegliata ora,inquadra la figura di Orpheus che si è avvicinato.Congiunge le mani <Va fatto,che Yeshua osservi i coraggiosi e i puri di spirito>gli indica la pira e poi guarda Erik. La donna si gira verso la gente <Che sia di esempio a tutti quelli che trasgrediscono le Leggi Morali e che siano coraggiosi nel difenderle,quelle stesse regole vi salvano.Quando tutto sarà finito,si terrà uan preghiera all'Angelus> conclude così,rimarrà a guardare la fien di tutto,perchè deve,sarà li presente e poi si ritirerà
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Sofia 
 
17:39 Emery Lo sguardo vaga casualmentre tra gli astanti, nota Camille, non sa se è stato notato da lei o meno e poi torna alle persone dotate di parola, e il suo volto non cambia, ma si fa se non altro più attento alla proposta di Orpheus verso Sofia, ma non vi è ne aspettativa ne mestizia nell'apparire dei suoi tratti. Alterna lo sguardo tra gli astanti e la pira, anonimo spettatore ancora privo di reazioni nel bene o nel male che siano.
 
17:46 Winry Camille se ne va, la vede chiaramente andarsene. Il suo animo si sente sollevato, ma poco o niente. Il prete recita un salmo tratto dall’apocalisse o qualcosa del genere. Le voci della gente l’assordano. Non stanno zitti, c’è un chiacchiericcio continuo nella piazza. Sofia sembra stanca, stremata e molto pallida. La guarda negli occhi, o almeno tenta di incrociare il suo sguardo. Giunge l’artista che le parla e dialoga con il pubblico. Abbassa gli occhi, vuole urlare ma sa che è inutile. Vede Dahlia, riconosce il suo foulard giallo. Si avvicina a lei, in silenzio, scostando la folla che si è amalgamata intorno a lei. Le poggia una mano delicata sulla spalla e dice. < Dahlia.. tu non dovresti essere qui.> Le dice.. con tono preoccupato.
 
17:47Dahlia usa [Foulard Giallo] : Rimane ferma dov'è osservando con l'occhio destro, di un verde smeraldo brillante, la figura di Sofia. Probabilmente vorrebbe strapparle via le labbra coi lunghi artigli e poi cavarle via gli occhi come farebbe un animale. Ma non lo fa, tuttavia. La distanza è tanta. L'istinto di bestia selvatica resta schiacciato tra le costole e quel cuore che ora batte davvero in fretta è come incastrato. <Guarda di cosa è capace la gente... quando è terrorizzata dall'inspiegabile.> La voce è bassa, strozzata, soffocata dalla collera che preme contro la gola. Quando Orpheus si avvicina ai due religiosi offrendosi di purificare lui stesso quelle anime se possibile la prostituta non fa che diventare ancor più pallida, mentre un tremito quasi impercettibile le scuote le membra. No, non è mai stata così pallida. Insomma... quasi quanto Camille che si dice in giro sia albina. E sì, ha avuto paura, ma mai così. Mai così. Estenuata, quasi vorrebbe vedere la mano della dèa calare attraverso il buio del cielo e chiudere la bocca a tutti. A tutti. Nessuno escluso. Tuttavia Lei sembra volgere lo sguardo da un'altra parte; o peggio, sembra starsene lì, semplicemente osservando la via che porta alla distruzione dipanarsi dinanzi allo sguardo della sua ancella più giovane. Respira forte. Cerca un'aria che sembra svanire, rarefarsi, farsi irraggiungibile. Quasi non riesce a sostenere il peso di quella scena. Smette definitivamente di respirare. Il cuore nel petto batte così forte da farle male, come a volerle sfondare le ossa, la carne e la pelle. Tremano, le ciglia. Trema il cuore. Impossibile non vederlo, adesso. Ad attraversarle il corpo ci sono brividi che tagliano come lame, ognuna le provoca un dolore indicibile. Gli spiriti, a bocca aperta, stanno a guardare. Quando Sofia accenna alla preghiera che si terrà all'Angelus successivamente un mezzo sorriso finalmente va ad incurvare le labbra di rosa seppur il resto del viso torni ad essere pietra insieme allo sguardo. La starà maledicendo___
 
17:48 Stephen Bene ci siamo che lo spettacolo per gli stupidi bigotti di questa citta abbia inizio!! E' questo pensiero, nisto alla rabbia che prova, che gli frulla nella testa. Se gli altri potessero sentire i suoi pensieri ed emozione, starebbe gia legato a quel palo e lo sa bene, ma non gliene importa nulla in questo momento. E' proprio come dicono loro: Dobbiamo fare cio che va fatto!! Stephen ricorderà bene queste parole... Si prodigherà per far si che quella gente la paghi molto cara in un modo o nell'altro, Se sarà Yeshua a dargli la forza e il potere per farlo ben venga, altrimenti utilizzera qualsi mezzo incontrerà lungo il camino che forma la sua vita per rendere giustizia a quelle creature. L'ex soldato rimarrà ad osservare il tutto fino alla fine, poi se ne tornerà a casa una volta che questa farsa sarà conclusa.
 
17:49Dahlia usa [] : __con tutta la forza che risiede dentro di lei. Una forza che non riesce a controllare ma che spera con tutta sè stessa di poter dominare adesso. Per un istante, un solo misero istante. Winry le si avvicina, le poggia una mano sulla spalla, le dice qualcosa. Ma lei non sente niente. Niente. La mano sinistra va a premere su un punto al centro del petto, dove risiede un ciondolo che per lei vale molto. L'unico occhio che riesce a vedere si assottiglia verso una Sofia stremata ma di cui al momento non sembra avere nessuna pena per il delitto che sta andando a commettere e di cui forse si pentirà un giorno.
 
17:49 Erik Evidentemente i presenti non hanno afferrato la preghiera, allora decide di tagliare corto. Un ulteriore goccia di sudore scende lungo la fronte mentre lancia un occhiataccia al giovane che si è fatto avanti. Allora, anche dato l'invito della sarta lascia perdere la teatralità e chiude rapidamente, accelerando la velocità del discorso, scandendo poco le parole, e si avvicina ai due pupi, ne prende uno con entrambe le mani <Guida tremenda e pur fonte d’amore Se qual vuoi per tua grazia non muore. Per tua grazia me degna salvar. Guida il mio bene> E lo porge al ragazzo aitante, porgendolo a braccia tese <su l’amaro cammin delle pene, Pietoso ricordare quel dì Io non degno t’invoco fa ch’io scampi a quel foco> detto ciò, se il ragazzo prenderà la creatura si girera a prendere il secondo neonato e lo alzerà verso la folla prima di fare il fatidico gesto. Se il ragazzo non prenderà il pupo che ha in mano effettuerà lo stesso gesto con la creatura che ha in mano.
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Stephen 
 
17:58 Orpheus Sofia non disdegna la sua offerta, ma a quanto pare la cosa sembra dar fastidio ad Erik. Ovviamente lì sopra l’adepto non può tirarsi indietro. D’altro canto, Orpheus, non si preoccupa di ricambiare allo stesso modo lo sguardo dell’altro, limitandosi a sostenerlo. Gli si avvicina quando l’adepto si dirige a raccogliere i bambini. Uno gli viene avvicinato e il ragazzo andrà ad accoglierlo tra le braccia, come se il destino a cui sta per incombere fosse solo un incubo e nulla più. Una creatura così piccola e delicata, colpevole di essere nata nel peccato. Gli occhi verdi si abbassano sul volto del bambino, si socchiudono, mentre constata che non pesa davvero nulla in braccio. Ma, come si è ripromesso, non mostra nulla al di fuori. Il vuoto e la staticità che si potrebbero osservare sulle maschere. Non appena Erik avrà raccolto il secondo bambino, si sposterà verso la pira per poter posare in cima il pargolo.
 
18:02 Emery Gli occhi sono alternati tra gli astanti, di sfuggita Sofia, per un po' più di tempo Dahlia, un respiro un poco più pesante su questa figura, ma per lo più finisce a guardare Erik e Orpheus, qualche congettura guizza per un breve istante e poi più nulla ancora vuoto, neutralità e il nulla del nulla, la mano sinistra passa con noncuranza a grattar leggermente il mento in un gesto vago e distaccato dagli occhi che restano incollati alla scena e senza espressione.
 
18:04 Winry Ecco che il prete alza il bambino verso la folla, come se fosse un pezzo di carne da mostrare a tutti. Non riesce a distogliere gli occhi di dosso sul piccolo. Si tiene appoggiata a Dahlia, non tanto per rincuorarla ma per trovare un equilibrio suo. Il caldo la fa star male, la testa le gira vorticosamente. Non c’è nulla di buono in quello che sta accadendo. Suda e un paio di lacrime vengono scambiate per sudore. Ecco che quei piccolo vengono messi sulla pira. Il cuore batte ad un ritmo forsennato. Non respira bene e il ventre le fa sempre più male. Si sente spossata ogni secondo di più. Si morde le labbra secche. Poteva fare qualcosa per almeno uno di loro, ma non lo ha fatto. La colpa le mangia l’anima.. vuole davvero scappare. Non parla alla donna, rimane accanto a lei, ma sta zitta. Adesso le parole sono letteralmente inutili.
 
Dahlia Tiro in ForzaDanimo: 2 
 
18:11 Dahlia Il silenzio la avvolge come un manto, mentre le voci dentro la sua testa sembrano invece risuonare in un eco continuo che si infrange contro il suo controllo. Come un ariete che tenta d'abbattere le difese di un castello, così spiriti lontani e vicini, invisibili al resto della piazza, si scagliano contro tutte le barriere della prostituta, demolendo un pezzo di ghiaccio alla volta. Inerme. Non s'è mai sentita così inerme. In balia di un vento sconosciuto, di una tempesta che non s'era mai trovata ad affrontare prima d'ora, non così. Il tremore torna a scuoterla, la paura s'accresce, si ingrossa come un fiume in piena quando vede i bambini stretti tra le mani di uomini assoggettati ad una fede insipida. Vorrebbe essere altrove. Non vorrebbe essere in nessun altro luogo se non lì. Dahlia è come una falena che muore ogni volta che tenta di avvicinarsi alla Luce. E' sola, nelle Ombre. E' una giovane donna passata attraverso la Terra, la Morte, il Sangue. Una donna che ha dovuto imparare a districarsi da sola nella Tenebra, camminando accanto ai fantasmi, costretta ad essere madre per loro e loro soltanto. Prega, servi, sacrifica. Questo il mantra. Questo il pilastro fondante della sua esistenza, del suo essere più intimo e recondito, quello che la Dea tiene in pugno. Ed è proprio un pugno quello che arriva alla bocca dello stomaco. Le labbra si seccano all'improvviso. Non c'è altro, negli occhi, se non una sorda oscurità vitrea. Acquosa. Un fuoco le corre sotto la pelle, un ronzio sordo le riempie le orecchie. In un attimo, si sente polvere che cammina. Resta immobile, pietrificata, ogni muscolo del corpo contratto in una posa che sembra scolpita nell'orrore. La nausea la afferra come il più letale dei morbi, riducendo la sua lucidità in brandelli irrecuperabili. Deglutisce. Prova a respirare. Piano. Serra le labbra, potrà Winry vedere il profilo contratto della mandibola, la furia nello sguardo e nel respiro che si fa veloce, troppo veloce, diventando un ansimare__
18:11 Dahlia ___convulso che le alza e le abbassa il petto in modo innaturale. Ed è quando sembra di stare sul punto di esplodere in una tempesta di rovina e distruzione che ogni cosa viene risucchiata oltre il velo. La forza di Dahlia scompare. E lacrime di cristallo, silenziose, scendono macchiando il viso.
 
18:15 Erik Dopo aver percepito le più disperate reazioni da parte della folla, tra cui il pianto della madre delle due creature, si avvia a gran passi verso la pira impeciata. Arrivato proprio davanti ad essa fa per chinarsi e posare il pupo ma, a metà del suo inchino, apre le mani e lo lascia cadere sul legno, come fosse un oggetto disgustoso di cui liberarsi il prima possibile. Fatto ciò si volta di scatto e si allonana a gran passi, dal luogo dell'esecuzione, pulendo le mani sudate sulle sue vesti e, una volta che il compagno di delitto avrà fatto altrettanto e si sarà allontanato a sufficienza farà un cenno ai soldati addetti all'operazione che, con fiaccole alla mano, si occuperanno di accendere il rogo.
 
18:26 Orpheus La bocca è una linea sottile e severa. Lo sguardo inchiodato sulla vita che sta per spegnere. Per un attimo smette anche di respirare e, nonostante il caldo, il volto si mostra pallido. Chiude gli occhi. Il capo si volta verso Erik, tanto per controllare che abbia fatto lo stesso. Ma quando si accorge di Erik che dà ordine ai soldati di accendere il fuoco, Orpheus schiocca la lingua. Un’occhiata penetrante prima all’adepto e poi a chi, nel caso, starà ai suoi ordini. <Mi sono offerto per primo e sarò io ad accendere il fuoco.> Nonostante l’occhiata, il tono rimane piatto. Se qualcuno non glielo impedisce andrà a fare esattamente come ha annunciato. Si gira ricercando la fiaccola, se gli verrà assegnata, altrimenti lui stesso andrà a prenderla. Gocce di sudore scendono dalle tempie, scivolando sulle guance, mentre il fuoco gli illumina completamente il viso. Nessuna espressione. Ma poco prima di appiccare il fuoco alla pira, Orpheus, tocca con gentilezza la fronte del bambino che gli è stato messo prima tra le braccia, passando il pollice sulla pelle perfetta del neonato e poi fa lo stesso anche per l’altro. La bocca si apre e si chiude, pare stia pronunciando qualcosa, ma se lo fa è inudibile. Non sente niente in questo momento, né le proteste, né le preghiere, né il pianto della povera madre che rimane madre in ogni caso, anche se i suoi figli sono frutto del demonio. Inizia ad appiccare il fuoco in più punti sulla pira, in modo che si distribuisca e bruci in fretta. Non c’è alcun bisogno che l’agonia sia più dura di quel che serve. Arretrerà di pochi passi, rimanendo a fissare i due bambini circondati dalle fiamme,mettendosi di lato. Non uno sguardo volge sugli spalti, né sulla piazza.
 
18:31 Emery Lo sguardo ricade e indugia nuovamente su Dahlia per un po' la distanza non gli permette di definire troppo chiaramente le emozioni, ma due pensieri se li fa evidentemente, un qualche di empatico scatta nello sguardo, ma è represso dietro un fugace istante per riportare l'attenzione al resto della piazza e ai carnefici degli infanti e infine alle fiamme stesse che troverano riflesso sulla sua pelle candida e sui suoi occhi come specchi neri quasi privi di luce... Deve distoglierli per qualche istante, maturare per se e affrontare per se il proprio personale turbamento, le connessioni che i pensieri gli portano, ma non deve forzarsi troppo per risollevare la testa e ancora, guardare.
 
18:33 Winry Ecco fatto.. la pira è accesa. Ci sono urla, acclamazioni, proteste.. è tutto un groviglio di voci che per Winry adesso le parano insensate. Butta un occhio a Dahlia, che piange. < Mi dipisce> Dice, ma è inubile e sa che la donna non l’ascolterà. Continua a poggiare la mano sulla spalla, ma poi lentamente la fa ricadere sui suoi fianchi. Tutto le si fa confuso. Probabilmente udirà i bambini gridare di disperazione. Il suo cuore si strazierà, non dormirà la notte per giorni. E’ Damian il carnefice, lei l’osserva perplessa. Il suo sguardo non è per niente carico d’odio, anzi tutt’altro. Ha una espressione sconvolta. E’ dubbiosa e in quei occhi ramati c’è una domanda “Perché?”. Beh.. è da domandarsi il motivo di tutto. Sta per andarsene. Non vuole udire quando i bambini si accorgeranno che stanno per morire.
 
18:37 Dahlia La battaglia si conclude. E' l'artista a calare il colpo mortale recidendo di netto le vene da cui adesso fluisce un sangue invisibile eppure viscoso, che sa di sconfitta e d'oblio. No, non c'è vittoria. Solo vinti. Guarda Nathaniel e Ardèa eppure non riesce davvero a vederli. Non riesce a sentirli. Nè riesce a dire nulla. Ogni sforzo si concentra nel mantenersi erta. Ma non ha il sostegno di nessuno e quindi cade. Nel petto s'alza un respiro troppo forte. S'accascia su se stessa, priva di forza alcuna, in mezzo alla folla di plebei. Il respiro diventa un singhiozzo. Il tremito inarrestabile le fa battere i denti, e al contempo suda freddo. Il singhiozzo, infine, diventa un pianto. Pensava di non avere più lacrime. Invece eccole lì, a solcarle le guance, brucianti come il ghiaccio più puro e la sconfitta più terribile. Ogni cosa in tumulto. Gli spiriti le si dispongono attorno come una corolla, e a vederli il pianto diventa più forte, quasi capace di scuotere le fondamenta della Piazza. <A-andate via.> Mastica tra le lacrime, sputa via parole. Loro non le danno ascolto, posando carezze gelide sul suo corpo, carezze che non sono in grado di scacciare il dolore che le invade il petto. Un dolore che è impossibile descrivere con parole umane. La voce è spezzata, fievole come quella di un moribondo che cita le ultime sue volontà. Dopo questo, niente. Ma se è vero che una Falena muore quando s'avvicina troppo alla luce, cosa accade ad una Falena che resta nel buio? Probabilmente non c'è baratro peggiore. A quell'Abisso la prostituta si consegna, tenendo tra le mani un cuore che non sembra nemmeno più battere.
 
18:43 Erik E così l'aspirante pittore appicca le fiamme alle sue spalle, l'acuto pianto delle due creature si fa sentire il quanto più forte possibile per i loro corpicini, indubbiamente è acuto. Chiude gli occhi, sta ancora dando le spalle allo spettacolo e si fa il segno della croce <Proteggici Yeshua> dice prima di tapparsi il naso e assistere al macabro spettacolo. Non che sia molto visibile, in breve tempo le fiamme diventano così intense da non permettere di vedere la carne ardere, per fortuna resta celata in gran parte dalla intensa luce delle lingue infuocate che si agitano sul legno. L'odore però non viene coperto. Resterà fermo ad osservare l'incendio fino a questo non si estinguerà o sarà estinto, solo allora si allontanerà dall'area, e, in dato momento, al termine di tutto, farà una preghiera corta e sottovoce e traccerà l'ennesimo crocifisso immaginario con le sue mani.
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Erik 
 
18:48 Orpheus Li sente urlare, loro due sopra tutta la folla. Rimane immobile come una statua di sale, le mani lungo i fianchi, i pugni chiusi. China il capo solo quando smetterà di udire le urla e il pianto delle due creature. Il fumo e l’odore in volute lo raggiungono. Una smorfia, qualcosa che può essere di disgusto o anche di odio. Le mani si stringono, le unghie s’infilano nella carne e prova un senso di sollievo solo quando avverte la puntura lancinante del dolore. Si gira quando nessuno dei due bambini piange, nessuno dei due che combatte contro le fiamme. Dà le spalle alla piazza, per scendere da lì e infilarsi in uno dei vicoli. Il passo cadenzato e il volto vuoto, senza più dare attenzione a nessuno.
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Orpheus 
 
18:52 Emery Le labbra s'aprono lentamente, restano così, dischiuse a mezz'aria, non hanno un'espressione, non c'è paura o disgusto, solo un gesto tecnico, il petto però tradisce un respiro ansioso e altalenante, con postura contenuta recupera se stesso e da le spalle allo spettacolo, abbandona gli spalti per percorrere i corridoi ideali che guidano all'uscita dalla piazza, rallenterebbe man mano che si avvicina a Dahlia e Winry, ma non pare particolarmente intenzionato a trattenersi o a invadere un simile momento con un qualche intervento, i suoi pensieri e le sue meditazioni, perfino la sua codardia, oggi sono tutte per se.
 
Winry Tiro in ForzaDanimo: 12 
 
18:56 Winry Ecco che quei infanti urlano in modo straziante. Lei non ce la fa.. vuole andarsene e scappare. Dahlia si accascia a piangere accanto a se. Urla di lasciare la piazza e nel suo dolore. Ma le gambe diventano di pietra. Gli occhi sono fissi e sgranati nel vuoto. Vede solo fuoco e il ventre le fa male.. come se qualcosa la stesse giocando con le sue interiora. Si morde le labbra, quasi a sangue. Anche lei vuole sentire dolore .. perché le grida dei piccoli sono assordanti per lei. Alza il viso e guarda Emery, ma non gli dice nulla.. né gli dedica un saluto. Sta ferma li. Ma non piange. Il suo viso è un misculio fra odio e dolore, ma non grida. Cerca di aiutare Dahlia in qualche mondo. Cerca di sostenerla come può quando cade a terra. < Dahlia..> Dice solamente il suo nome. Non dice molto altro. Non può dir nulla.. Se lei vorrà può facilmente scostarsi da lei, non la impedirà in nessun modo.
 
19:04 Dahlia La tenebra è profonda. Le preme sulle membra come la pressione degli oceani, eppure non è fitta abbastanza da nasconderla allo sguardo dei Morti, nè allo sguardo di chiunque voglia guardare il suo dolore. Per quanto tenga gli occhi chiusi, ha ancora modo di vedersi dentro le palpebre umide. Non c'è forza in quel corpo stanco; come una bambola di pezza si è semplicemente abbandonata ai denti delle ombre e dei fantasmi. Gli occhi pesti, arrossati, si rifiutano di guardarli, eppure i suoi figli restano là, sulla soglia che separa il reale dall'irreale, lamentosi. Non se ne cura. Non sembra importarle nulla. Un ectoplasma si distacca dalla moltitudine, le si distende addosso come una coltre che correda il letto di pietra che la giovane s'è scelta. ''Sparisci'' lo pensa soltanto, tiene le labbra sigillate. Non le è rimasto abbastanza fiato per inveirgli contro, e così quello resta là, sordo al disprezzo e al disgusto di colei che dovrebbe essere sua sicurezza e ristoro. E' come raggiungere il fondo dell'Abisso. Lei, tuttavia, ha scelto di non risalire. Sul fondo s'è distesa, le unghie a tormentare la carne, i denti a divorare l'interno delle guance. Resta lì, resta in silenzio. Non c'è spazio per nessun tipo di candore, lì. Tutto è marcescente, tutto è bufera, tutto s'accosta ai vermi esultanti che fendono la terra e scavano attraverso i cadaveri. Tutto è fango. L'unica cosa pulita che resta è il pallore che le infesta il viso. Winry è ancora lì. Non se n'è andata. <Lasciami.> Non fa nemmeno fatica a scostarsi da lei nonostante tutto. La piccola studentessa non la afferra con forza. Si alza, piano, da sola. I suoi bambini hanno smesso di piangere e lo fa anche lei. Non guarda in faccia nessuno, a parte Winry che è lì. Ma non dice nulla. Si volta dandole le spalle e avviandosi verso i vicoli per sparire in quella che è la sua Casa.
 
19:07 Emery A guardarlo con più attenzione il suo sguardo è ora spento, in qualche modo prosciugato dalle vicende o forse solo dal suo incessante pensare... sosta di fianco alle due donne per breve tempo, il tanto da osservare quello sgomento e quella pietra che non sono altro che la punta dell'iceberg delle emozioni nascoste sotto, e lo stesso probabilmente è per lui, occhi che ora si abbassano realmente a terra senza mai più tornare alla linea dell'orizzonte, è con la testa bassa, mesta delle proprie congetture che abbandona il luogo.
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Emery 
 
19:09 Winry Non dice nulla.. non dirà nulla, semplicemente aiuta l’amica a risollevarsi. Le lo fa da sola, ma comunque Winry la sostiene se nel caso cadesse. Dhalia si scosta e le da le spalle. Se ne va.. senza pronunciare una paorla. La sua unica frase è “Lasciami” e lei inizialmente non lo fa. La guarda andar via… ma non dice una parola. Sta immobile. Lentamente le sue giunture si muovono. Poi.. comincia ad andarsene, ma non sa dove recarsi. Non vuole tornare a casa, forse una semplice passeggiata le può far bene.
 
Sessione di gioco inviata per e-mail al Narratore     Personaggio: Winry

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