[La corrispondenza mattutina con una carta elegante usata dalla nobile un pò marroncina e la piuma su cui è solita intingere l'inchiostro che usa per scrivere. Una pratica tipica fra le signore di salotto o certi ambienti. Corrispondenza che viene inviata direttamente a Lily fra le sue stanze]
Cara Miss Frey
Mi trovo qui, davanti a questa grande vetrata ad osservare questo nostro mondo ingrigire nel peccato.
Sono passati solo pochi mesi eppure mi sembra così lontano il ricordo di quelle calde giornate d'agosto che mi toglie gli acciacchi di questi inverni rigidi.
L'età avanza e scorre senza che io possa fare nulla per fermarlo, a volte mi chiedo come fa Sua Eccellenza ad essere così longevo e a non subire questi malanni che il tempo regala assieme alla saggezza di una vita vissuta.
Malanni che affondano le loro radici nel peccato, nella mancanza di un Eroico Coraggio a volte, nel carattere tanto particolare e rigido come il mio. Ne sono consapevole di questa mancanza di zelo a volte che mi sto impegnando molto a migliorare. So che merito tutto questo perchè sono lezioni da imparare per essere degni della missione che portiamo agli occhi di nostro Signore.
Alle mie domande risponde sempre con "la fede", è la sua totale devozione alla fede che fa si che il Signore gli regala qualche anno in più.
Non credo possa essere la verità, glielo faccio credere ma non può essere solo così, la mia devozione alla Fede è totale ma penso che si serva di qualche strana stregoneria non pronunciata perchè è tutto così strano anche se la loro dimostrazione di fede ai miei occhi esperti, non lascia alcun dubbio.
E' un parente e una guida eccezionale ma fanno sempre parte di "loro", lontano dalla nostra fede procastica e così diversa e cupa, ho imparato nel tempo ad accettarli perchè ho trovato tanta di quella eresia fra i procastici che mi lascia intimorita e disorientata e tentano ostinatamente di distorcere il significato.
Quella non è Fede.
Non è la mia Fede.
Non è questa la Vita Procastica tanto meravigliosa che mi ha dato questa vita.
Anche io serbo nel cuore tanta di quella fede che mi ha permesso di abbracciare una vita che non volevo ma necessaria alla causa del Signore. Volevo essere sua sposa, mantenermi illibata nel corpo, allontanare dalla mia mente i pensieri impuri causati dalla mia giovane età, lontano da quegli amori che mi avrebbero reso come quelle giovani fanciulle che si perdono e diventano Perdute, parola che non è stata scelta a caso.
Quanto impegno ci ha voluto, il peccato e la tentazione sono forze così grandi che non so se un corpo da donna può sopportare tutto questo e non mi stupisco quanto sia facile che questo male dilaghi con un'efficienza che invidio, tutte le persone che incontro non vi resistono.
Ed io non posso mostrare atteggiamento di comprensione, è come se fossi anche io colpevole, di aiutarlo a farlo percepire come qualcosa che prima o poi si risolverà, con calma e circostanza quando non è così.
E' l'essere cattiva per necessità, va risolto subito con la massima celerità perchè non capiscono le disastrose conseguenze che può portare il rimandere giorno dopo giorno per comodità, perchè il male si farà sempre più forte ed inarrestabile da non riuscire più a farlo uscire dalla propria vita e dal proprio spirito.
E quando ci penso, ho memoria di quelle prime notti dopo le nozze, le più dure di tutta la mia vita.
Quella è LA prova di una vita di buona educazione e preparazione che ogni donna affronta e di solito perde, lo riconosco fra le sofferenze silenziose delle mogli o quei sorrisi fuori luogo di due coniugi che vanno fin troppo d'accordo ignorando le conseguenze nel lungo termine quando questo sfuma negli anni e nelle difficoltà insieme.
Infondo io sono ancora viva e lui no, doveva infondo darmi retta.
Non ho avuto un marito dolce con me, non che gli avessi mai dato modo ma è stato giusto e retto dando onore a me e alla mia famiglia.
Ho fatto quello che mi si richiedeva, tenere a bada quell'altro lato dell'uomo che avrebbe indotto al cuore di ogni donna alla corruzione del piacere.
La prova definitiva della rettitudine interiore, quella che ti garantisce quando muori di elevarti al fianco del Signore e i figli ti liberano dal peccato originale con cui nasci.
Il nostro compito è li.
Ho svolto il mio ruolo di donna e madre, ho giaciuto con mio marito quel che bastava imparando a non provare piacere, all'inizio ero terrorizzata ma la fede e la devozione mi hanno aiutato in questo difficile percorso, infondo lui era piacente.
Non sempre è stato semplice. Ho sopportato anche le dure botte di mio marito perchè mi voleva più sensuale, che cedessi al suo piacere ma io lo conosco, non mi avrebbe chiesto una cosa del genere e infatti sono tutt'ora convinta che quello non era lui a parlare, ma il Dimonio arrabbiato che non era riuscito a corrompere il mio corpo che è sempre appartenuto al Signore.
Che prodigi straordinari è capace di fare il Demonio e la mia vita coniugale lo ha dimostrato anche se ha fatto di tutto per corrompermi ma non c'è riuscito ed è per questo che ora mi teme.
Non so se è mai andato a perdute ma visto come il Demonio si sia impossessato di lui in mia presenza, anche con la violenza fisica senza successo, penso che qualche volta ci sia caduto e ringrazio il Signore che mi ha aiutato a fargli perdere l'interesse per me che dopo il terzo figlio non abbiamo più avuto incontri in camera patronale ma abbiamo mantenuto un rapporto conviviale civile quantomeno senza destare scandali sociali.
Ora sono qui a svolgere questo ultimo compito, essere d'esempio per le persone più giovani, lasciare questa società preparata alle insidie del peccato.
Se ci sono riuscita io, potete anche voi, il Male e il Dimonio è stato sconfitto da una semplice ragazza che non ha brillato per intelligenza, bellezza o chissà quale arte.
Ero una donna di questa società, come tante ma con la fede nel cuore
Con affetto
Lady Margareth di York
Cara Miss Frey
Mi trovo qui, davanti a questa grande vetrata ad osservare questo nostro mondo ingrigire nel peccato.
Sono passati solo pochi mesi eppure mi sembra così lontano il ricordo di quelle calde giornate d'agosto che mi toglie gli acciacchi di questi inverni rigidi.
L'età avanza e scorre senza che io possa fare nulla per fermarlo, a volte mi chiedo come fa Sua Eccellenza ad essere così longevo e a non subire questi malanni che il tempo regala assieme alla saggezza di una vita vissuta.
Malanni che affondano le loro radici nel peccato, nella mancanza di un Eroico Coraggio a volte, nel carattere tanto particolare e rigido come il mio. Ne sono consapevole di questa mancanza di zelo a volte che mi sto impegnando molto a migliorare. So che merito tutto questo perchè sono lezioni da imparare per essere degni della missione che portiamo agli occhi di nostro Signore.
Alle mie domande risponde sempre con "la fede", è la sua totale devozione alla fede che fa si che il Signore gli regala qualche anno in più.
Non credo possa essere la verità, glielo faccio credere ma non può essere solo così, la mia devozione alla Fede è totale ma penso che si serva di qualche strana stregoneria non pronunciata perchè è tutto così strano anche se la loro dimostrazione di fede ai miei occhi esperti, non lascia alcun dubbio.
E' un parente e una guida eccezionale ma fanno sempre parte di "loro", lontano dalla nostra fede procastica e così diversa e cupa, ho imparato nel tempo ad accettarli perchè ho trovato tanta di quella eresia fra i procastici che mi lascia intimorita e disorientata e tentano ostinatamente di distorcere il significato.
Quella non è Fede.
Non è la mia Fede.
Non è questa la Vita Procastica tanto meravigliosa che mi ha dato questa vita.
Anche io serbo nel cuore tanta di quella fede che mi ha permesso di abbracciare una vita che non volevo ma necessaria alla causa del Signore. Volevo essere sua sposa, mantenermi illibata nel corpo, allontanare dalla mia mente i pensieri impuri causati dalla mia giovane età, lontano da quegli amori che mi avrebbero reso come quelle giovani fanciulle che si perdono e diventano Perdute, parola che non è stata scelta a caso.
Quanto impegno ci ha voluto, il peccato e la tentazione sono forze così grandi che non so se un corpo da donna può sopportare tutto questo e non mi stupisco quanto sia facile che questo male dilaghi con un'efficienza che invidio, tutte le persone che incontro non vi resistono.
Ed io non posso mostrare atteggiamento di comprensione, è come se fossi anche io colpevole, di aiutarlo a farlo percepire come qualcosa che prima o poi si risolverà, con calma e circostanza quando non è così.
E' l'essere cattiva per necessità, va risolto subito con la massima celerità perchè non capiscono le disastrose conseguenze che può portare il rimandere giorno dopo giorno per comodità, perchè il male si farà sempre più forte ed inarrestabile da non riuscire più a farlo uscire dalla propria vita e dal proprio spirito.
E quando ci penso, ho memoria di quelle prime notti dopo le nozze, le più dure di tutta la mia vita.
Quella è LA prova di una vita di buona educazione e preparazione che ogni donna affronta e di solito perde, lo riconosco fra le sofferenze silenziose delle mogli o quei sorrisi fuori luogo di due coniugi che vanno fin troppo d'accordo ignorando le conseguenze nel lungo termine quando questo sfuma negli anni e nelle difficoltà insieme.
Infondo io sono ancora viva e lui no, doveva infondo darmi retta.
Non ho avuto un marito dolce con me, non che gli avessi mai dato modo ma è stato giusto e retto dando onore a me e alla mia famiglia.
Ho fatto quello che mi si richiedeva, tenere a bada quell'altro lato dell'uomo che avrebbe indotto al cuore di ogni donna alla corruzione del piacere.
La prova definitiva della rettitudine interiore, quella che ti garantisce quando muori di elevarti al fianco del Signore e i figli ti liberano dal peccato originale con cui nasci.
Il nostro compito è li.
Ho svolto il mio ruolo di donna e madre, ho giaciuto con mio marito quel che bastava imparando a non provare piacere, all'inizio ero terrorizzata ma la fede e la devozione mi hanno aiutato in questo difficile percorso, infondo lui era piacente.
Non sempre è stato semplice. Ho sopportato anche le dure botte di mio marito perchè mi voleva più sensuale, che cedessi al suo piacere ma io lo conosco, non mi avrebbe chiesto una cosa del genere e infatti sono tutt'ora convinta che quello non era lui a parlare, ma il Dimonio arrabbiato che non era riuscito a corrompere il mio corpo che è sempre appartenuto al Signore.
Che prodigi straordinari è capace di fare il Demonio e la mia vita coniugale lo ha dimostrato anche se ha fatto di tutto per corrompermi ma non c'è riuscito ed è per questo che ora mi teme.
Non so se è mai andato a perdute ma visto come il Demonio si sia impossessato di lui in mia presenza, anche con la violenza fisica senza successo, penso che qualche volta ci sia caduto e ringrazio il Signore che mi ha aiutato a fargli perdere l'interesse per me che dopo il terzo figlio non abbiamo più avuto incontri in camera patronale ma abbiamo mantenuto un rapporto conviviale civile quantomeno senza destare scandali sociali.
Ora sono qui a svolgere questo ultimo compito, essere d'esempio per le persone più giovani, lasciare questa società preparata alle insidie del peccato.
Se ci sono riuscita io, potete anche voi, il Male e il Dimonio è stato sconfitto da una semplice ragazza che non ha brillato per intelligenza, bellezza o chissà quale arte.
Ero una donna di questa società, come tante ma con la fede nel cuore
Con affetto
Lady Margareth di York
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